La scienza della sapienza

Nella costruzione del sistema socio economico ambientale (=globalizzazione) la presenza del criterio di sviluppo si impone da sé, ciò che non si impone è la vita come contenuto di questo criterio di sviluppo. Occorre una scienza per individuarla e sceglierla con certezza.

In the construction of the socio-economic environmental system (= vital and  vitally  active globalization) the presence of the criterion of development imposes itself, what is not imposed is life as the content of this criterion of development. We need a science to identify it and choose it with certainty.

Ciò che è scienza e ciò che non lo è

Ogni scienza è tale quando ha come fondamento l’introspezione della realtà. Base di una scienza è l’adaequatio intellectus et rei, ossia l’adeguazione di ciò che ho intuito alla realtà della cosa osservata.

La scienza che ha come oggetto di studio il criterio di sviluppo o sapienza

Ogni scienza ha un campo di studio preciso definito dal proprio oggetto di studio: per esempio

  1. la psicologia ha come oggetto la psiche personale o di massa
  2. la sociologia ha come oggetto la società
  3. La sapienza (del criterio di sviluppo) è l’oggetto di studio della metafisica, ma non di qualunque metafisica di quella realista. La sapienza di un criterio di sviluppo viene studiata all’interno della metafisica realista integrale, scienza che pone il reale (rei) al primo posto.

La scienza del criterio di sviluppo inizia con l’oggetto da osservare

L’adeguazione dell’intelletto alla realtà della cosa è possibile quando esiste qualcosa da osservare, e nel nostro questo caso è il criterio di sviluppo. Ma come osservarlo?

La qualità manifestata da un oggetto di studio si chiama essenza

L’essenza è ciò che fa di una cosa ciò che è. Quando osservo un oggetto lo posso osservare da molti punti di vista, ma il piano che colgo come determinante per l’oggetto stesso è il piano essenziale. L’esperienza comune ci dice che distinguere senza se e senza ma una palla da basket da una palla di cannone è fondamentale per il basket: quella razionalità interna all’oggetto che mi conferma che quella che ho davanti è proprio la palla da basket.

Per dire che una proprietà fa parte dell’essenza essa deve essere una necessità. Questo concetto di necessità è tanto importante. Si tratta di una necessità, cioè di una qualità così terribilmente necessaria all’oggetto osservato che senza di quella esso non potrebbe esistere. Per esempio “io sono vivo”. Questo “essere vivo” è una proprietà essenziale necessaria senza la quale io non ci sarei proprio. Ma avrei potuto esemplificare con una delle infinite proprietà essenziali delle essenze che ci circondano e che siamo così abituati ad osservare tanto da non farci più caso: la mela è un frutto, l’idrogeno ha un protone, … .

L’inizio della scienza necessaria al calcolo sapienziale consiste nel selezionare la percezione.

Osservare il piano essenziale di un “ente” è naturale e semplice ma non sempre intuitivo perché siamo sommersi da percezioni provenienti da una realtà che supera abbondantemente le nostre capacità ricettive e di elaborazione. Occorre usare gli occhi della mente per fare attenzione agli aspetti che rivelano il piano essenziale, l’unico che ci interessi. L’individuazione dell’oggetto di studio è il percorso compiuto da Tommaso Demaria senza il quale risulta impossibile la stessa scienza metafisica realistico integrale e iniziamo con il domandarci: cosa può contenere ancora una essenza ?

  1. Il primo passo consiste nell’osservare come il piano determinante dell’essenza che fa esistere e determina un oggetto può essere esso stesso il piano unificatore di altre essenze. Osservando come i mattoni sono ordinati ed unificati nell’essenza casa comprendiamo come l’essenza di numerosi enti può essere ordinata all’interno di altri enti. Questi enti unificatori hanno il nome tecnico di “enti di secondo grado”. Ma Chi ha prodotto l’essenza di quella casa?
  2. Il secondo passo consiste nel porre l’attenzione sull’azione che ha costruito quella casa. Infatti ciò che ha unificato tutti quei mattoni, rubinetti, piastrelle … nell’unica essenza casa è stata l’azione dell’uomo. E che sia l’azione dell’uomo a costruire ogni ente della realtà storica è una necessità che possiamo tranquillamente qualificare essenziale. Ma … la casa l’ha costruita un uomo solo o ha collaborato con molti altri?
  3. Il terzo passo consiste nel porre l’attenzione sul soggetto che ha generato l’azione che ha costruito la casa: il raggruppamento umano. Un’infinità di raggruppamenti umani hanno collaborato (lavoro= azione) per produrre tutto. Nella civiltà industriale in cui viviamo l’azione che ha costruito … la casa … viene emessa necessariamente dal raggruppamento umano con la necessaria caratteristica di essere coerente ed univoca nello spazio e nel tempo: si tratta ancora di una necessità essenziale dell’azione del raggruppamento umano per essere costruttiva. Che cos’è un raggruppamento umano?
  4. Il quarto passo consiste nel porre l’attenzione sul raggruppamento umano in sé stesso. Abbiamo spostato l’attenzione dall’essenza della casa, l’abbiamo spostata anche dall’azione costruttiva della casa, … l’abbiamo spostata anche dall’azione costruttiva operata dal raggruppamento umano …. per fissare la nostra attenzione sul raggruppamento umano che nel nostro esempio potrebbe essere rappresentato dall’impresa edile. Da dove viene il raggruppamento umano? Chi l’ha generato? Come si è costruito? È necessario ed evidente che se c’è il raggruppamento umano qualche cosa lo ha costruito, ma diversamente da una casa che viene costruita, il raggruppamento umano è formato da persone vive, libere, che imparano e scelgono di unificare la propria azione. Come può l’azione delle persone trasformarsi in azione costruttiva di raggruppamento umano?
  5. Il quinto passo consiste nell’osservare lo sviluppo del raggruppamento umano in sé stesso. Osserviamo che ogni singola azione, per diventare costruttiva, deve necessariamente assumere la logica costruttiva necessaria a costruire una casa. Così come per costruire una casa è necessario assumere per le proprie azioni una unica logica nello stesso modo, per generare il raggruppamento ogni azione costruttiva deve assumere una unica logica costruttiva. La scelta da parte delle persone libere di questa unica logica costruttiva lo porta ad autocostruirsi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo. Considerare il raggruppamento umano “in sé stesso” potrebbe costituire un ostacolo perché quando considero un raggruppamento umano in sé stesso non mi posso limitare a considerare il ramo edile dell’azione di un raggruppamento, o quello automobilistico, … . Dev’essere un’azione costruttiva universale valida per ogni gruppo sociale nello spazio e nel tempo, e assolutamente necessario. Ci siamo già incontrati con una logica costruttiva dell’azione del raggruppamento: l’abbiamo chiamata “criterio di sviluppo”, e ne abbiamo un esempio realissimo nel “just in time” individuato da Kichiro Toyoda. Abbiamo osservato infatti come l’ applicazione di questo criterio al ramo automobilistico dell’azione è stata solo l’inizio della sua diffusione in ogni ambito sociale ed economico.

Siamo finalmente arrivati ad identificare il nostro oggetto di studio ponendo l’attenzione sul criterio di sviluppo

  • che consente l’esistenza del raggruppamento umano in sé stesso ,
  • che con la sua azione unifica l’azione personale in una azione collettiva in funzione della costruzione del raggruppamento stesso, azione
  • che si fonde con l’azione tecnica specifica generando così un’azione collettiva
  • che con la sua presenza genera l’azione che costruisce … la casa

Il nome comune “criterio di sviluppo dell’agire autocostruttivo del raggruppamento umano” indica cosa osservare per trovare il principio epistemologico di quella scienza che abbiamo chiamato metafisica realistico-dinamica1: o guardo quella cosa lì (rei) o non vi posso entrare. Tuttavia questa consapevolezza di dover cercare un criterio di sviluppo universale sarebbe ancora inutile quando non  la concretizzassi con questa domanda: Su quale criterio di sviluppo si regge un raggruppamento in sé stesso?

  1. Il sesto passo consiste nell’individuare quale è il criterio di sviluppo che unifica il raggruppamento umano in sé perché la scienza nasce dall’osservazione del reale. Come l’essenza casa unifica le essenze particolari (mattoni, pavimenti, rubinetti) in un unico ente di secondo grado, così un criterio di sviluppo a valore essenziale può raggruppare l’azione costruttiva del raggruppamento umano considerato in universale (l’intera umanità in tutto il suo spazio e in tutto il suo tempo) in un unico ente di secondo grado . Il sesto passo consiste nel riconoscere quale criterio di sviluppo dell’agire umano sia universale e necessario all’intera umanità per esistere nello spazio e nel tempo. Lo abbiamo già visto precedentemente: il raggruppamento umano per esistere deve essere vivo. Per questo semplice motivo il criterio di sviluppo vitale e vitalmente operante è imprescindibile dall’azione autocostruttiva del raggruppamento umano, sia che il raggruppamento sia considerato in universale, sia che questo sia considerato in ogni sua minima manifestazione sociale od economica come un’impresa edile o una famiglia. Questo criterio è concreto e ha valore supremo perché nulla nel raggruppamento umano è più importante dell’essere vivo per emettere quella azione che lo manterrà vivo. Questo è il famoso criterio di sviluppo organico2-dinamico. Tuttavia questa coscienza di avere come forma dell’azione autocostruttiva dell’umanità la sapienza organica è in sè INSUFFICIENTE perché non è concepibile alcun criterio di sviluppo separato dalla azione di cui è forma. Come unire il criterio di sviluppo vitale e vitalmente operante del raggruppamento umano all’azione concreta?
  2. Il settimo e definitivo passo per il calcolo sapienziale riguarda il processo di unificazione in direzione del dinontorganismo tra il criterio di sviluppo del raggruppamento umano in sé con il criterio di sviluppo specifico. Non ci piove che la costruzione della casa sia un’azione del raggruppamento umano in funzione della famiglia e perciò della vita. Cioè, non ci piove quando il criterio dinontorganico si fonde con il criterio tecnico specifico, altrimenti ci piove eccome! Il dinontorganismo che costruisce il raggruppamento è infatti solo “divenienza” ossia condizione necessaria allo sviluppo di qualsiasi raggruppamento umano, la cui azione è costruttiva esclusivamente attraverso una particolare prassi specifica con anch’essa ha le sue necessità essenziali (leggi scientifico tecniche).

Ecco, ora che stiamo osservando la sintesi tra criterio di sviluppo dinontorganico e prassi economico-scientifico-tecnica della realtà storica profana siamo entrati in quel ramo della metafisica realistico integrale che si chiama ideoprassiologia3. Nome strano ma non più strano di erpetologia o entomologia. Guardando la sintesi tra criteri di sviluppo di vita, scienze ed azioni stai guardando l’oggetto della scienza4 più potente e necessaria che esista per la civiltà industriale che ci mantiene in vita. Adaequatio intellectus et rei dove rei viene prima di adaequatio: osservando questa sintesi organico-tecnica è possibile accedere alla scienza che serve al calcolo sapienziale perché finalmente riesci ad osservare il reale che è la fonte di tutto il sapere umano. Che cos’è il sapere ideoprassico? Sarà adatto al calcolo sapienziale?

L’organizzazione del sapere e della scienza nel calcolo sapienziale

Ci sono diversi tipi di sapere riguardo alla stessa realtà.

  1. C’è il sapere empirico che sa le cose e le usa senza preoccuparsi di andare oltre. Di quell’ente so il necessario per usarlo: so che per chiamarlo casa deve esistere un tetto e delle mura ed un pavimento. Va benissimo per usare una casa ma come faccio a costruirla?
  2. C’è poi un sapere tecnico. So costruire una casa. Conosco la tecnica che ha permesso di costruire così le case per centinaia di anni e costruite così vanno bene. Ma come costruire un grattacielo? Per farlo devo progettare una nuova tecnica e non posso progettare tecniche senza conoscere le cause che fanno restare in piedi una casa. Ho bisogno del sapere sceintifico.
  3. C’è il sapere scientifico. Ci sono molte scienze e diversi tipi di scienza, descrittive come la biologia o astratte come la matematica5. Per costruire cose nuove occorre possedere un sapere scientifico che conosce le cause. So come mai una casa sta in piedi e come fare a costruirla e quindi scelgo i materiali e le tecniche più adatte per costruire un grattacielo di 900 metri di altezza. Anche questo sapere è limitato perché reso necessariamente settoriale dallo steso principio che fa funzionare una scienza: l’ingegneria edile non riesce ad indagare sulla medicina. Ho bisogno di fare un altro passo.
  4. C’è infine il sapere filosofico-metafisico che cerca le cause fondanti ed è in grado di unificare le scienze tra loro in funzione della vita. Ma per il calcolo sapienziale che unifica scienza a criterio di sviluppo ci limitiamo ad occuparci di una scienza che si occupa del mondo profano e che dal suo scopritore è stata chiamata ideoprassiologia.

Gnoseologia,equivalenza
Illustrazione 6: la struttura del sapere, compreso quello ideoprassico che unifica l’altro



La sintesi nella ideoprassiologia di ogni aspetto del sapere secolare consente due affermazioni che verranno utilissime

  • la prima. Il criterio di sviluppo del sapere scientifico, fin dall’inizio dell’economia industriale, è sempre stato finalizzato e non potrà mai essere neutro. E nemmeno il sapere tecnico. E questa considerazione è valida anche maggiormente per l’economia6 .
  • la seconda. A causa della sintesi essenziale tra sapere scientifico tecnico ed ideoprassico7 co-essenziale al rapporto qualitativo-quantitativo, è possibile controllare attraverso i criteri di sviluppo scientifico-tecnici ma anche empirici la presenza e la crescita del dinontorganismo quale motore dello sviluppo.
La scienza della costruzione di una sapienza viva

Ogni scienza deve essere in sè oggettiva, ma il suo sviluppo e finanziato quando essa è funzionale. Lo vediamo. Tesla che studia l’accumulo dell’energia elettrica è finanziata in continuazione dagli investitori anche se essa, dopo anni, non ha ancora ottenuto il pareggio di bilancio. In questo mondo industriale si sviluppa la scienza funzionale, ossia quella scienza in grado di risolvere problemi pratici.

Quale è lo scopo finale del sapere scientifico? Non possiamo che ripetere che mentre ogni altra considerazione circa il futuro dell’umanità può essere opinabile, non può essere affatto un’opinione il fatto che nel futuro prossimo o remoto l’umanità debba prima di tutto essere viva e generatrice di vita, ossia dinontorganica. E non può essere un’opinione nemmeno il fatto che oggi l’umanità sia viva , in caso contrario non potrebbe nemmeno pensare di costruire il proprio futuro vivo. Ci si sente stupidi a puntualizzare queste cose che dovrebbero essere patrimonio di un bambino fin dalla nascita.

La scienza che si occupa del contenuto vitale e vitalmente operante dello sviluppo proprio alla realtà storica, orientando lo sviluppo delle altre scienze e le altre tecniche attraverso i “criteri di sviluppo” è quella branca della metafisica realista che si chiama metafisica realistico integrale nella sua specificazione di ideoprassiologia8 . É proprio l’ideoprassiologia coordinatrice di scienza e tecnica che riguarda il mondo profano che a noi interessa.

la scienza della costruzione della sapienza viva o dinamismo organico

Rimandiamo ancora ogni altra considerazione sulla metafisica realistico dinamica ai testi presenti in internet e disponibili al pubblico, limitandoci ad osservarne il collegamento con i criteri di sviluppo a valore essenziale attraverso una breve verifica di quanto affermato da essa.

Quinta conclusione: la scienza necessaria allo sviluppo sistema economico

La metafisica realistico integrale attraverso la “scienza delle necessità dello secolare” o ideoprassiologia9 (parte quarta) considera i fattori necessari alla sussistenza dell’umanità, seleziona scientificamente i fattori oggettivi (i criteri di sviluppo parte prima) necessari alla vita umana nel lungo periodo (parte quarta e seconda). Studiando i criteri di sviluppo di questi fattori siamo in grado di conoscere il rapporto quantitativo-qualitativo necessario alla vitalità (parte terza). Questa possibilità applicata all’economia amplia la limitata formula di Keynes (« In the long run we are all dead. »(IT)« Nel lungo periodo siamo tutti morti. »)10 e l’attuale IS_LM presa a termometro della salute del mondo, amplia queste formule economiche ed econometriche rendendole valide anche nel lungo periodo donando a loro la caratteristica di essere vitali e vitalmente operanti. Lo può fare

  1. perché limita la considerazione ai soli fattori matematico-essenziali ossia che “non possono non essere presenti” per garantire la vitalità dell’azione del raggruppamento umano.
  2. Perché aggiunge ad essa il controllo sui criteri di sviluppo che la formulazione precedente non aveva considerati: in questo modo essa può verificare la vitalità dell’autocostruzione umana.

1«studiare metafisicamente la realtà storica come ente dinamico e studiare l’ente dinamico come realtà storica, è rimanere nell’unico e identico oggetto formale dello studio metafisico della realtà storica stessa, che è insieme ente dinamico e realtà storica, realtà storica e ente dinamico.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975, I Dalla categoria ontologica dell’ente dinamico all’essenza della realtà storica , § I – Un passaggio in continuità n°/p. 15 ].

2TUTTO CIÒ CHE BENEFICIA DELLA FORMA DELLA VITA SI CHIAMA ORGANISMO. Tuttavia, come vediamo, l’azione del raggruppamento umano che in sé come forma il dinamismo della vita è molto diverso da una gallina ente di primo grado. Il primo infatti è un organismo dinamico, il secondo invece un organismo statico.

3«Ciò significa che la metafisica (nel nostro caso la metafisica realistico dinamica ) assume l’identico ruolo della matematica, in rapporto delle “scienze” della teologia e dell’ideoprassiologia, offrendo a loro il carattere della dinontorganicità. Dalla teologia e dalla ideoprassiologia, poi, la dinontorganicità può dilagare in tutte le discipline e realtà subalterne alla teologia e alla ideoprassiologia stessa.» Tommaso Demaria,CONFRONTO SINOTTICO DELLE TRE IDEOLOGIE, quarta serie, Roma 1985 [CULTURA COME CIVILTA’,[ [ A IDEOPRASSI DINONTORGANICA E CIVILTA’DELL’AMORE [ , § 9. La dinontorganicità n°/p. 119 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2017/06/Confronto_sinottico_1985__completoDefinitivo.pdf].

4«Cominciamo dalla qualifica della scienza che manca al riguardo. Si tratta di una nuova scienza che non coincide con nessun’altra. La si potrebbe battezzare col titolo emblematico di Ideoprassiologia.» Tommaso Demaria, 6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, [II Integrazione della dottrina sociale cristiana con l’ideoprassi organico-dinamica, IL PROBLEMA DELL’IDEOPRASSI ORGANICO-DINAMICA, § 7 – Affiancamento della Dottrina Sociale Cristiana e dell‘ideoprassi orga­nico-dinamica..

5«S Possiamo giusti­ficare il nostro asserto appellandoci alla matematica. Questa è la disciplina più astratta che esista, soprattutto quando si tratta di matematica pura. E tuttavia è lo strumento valido per penetrare la concretezza della realtà fisica.» Tommaso Demaria,6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, Dinontorganicità , § 14 – Dall‘astrattezza metafisica realistica, alla concretezza nell’ambito ec­clesiale e ideoprassico dinontorganico n°/p. ].

6« La ragione è questa. L’ideoprassiologia (e dunque l’ideoprassiologo) è la scienza che sul piano della sintesi e della concretezza abbraccia la totalità. È la “scienza della totalità” fino alle sue articolazioni più capillari. E l’ideoprassiologo, essendo per definizione l’uomo della concretezza e della sintesi, deve saper abbracciare ed organizzare nella sua mente un quantitativo enorme di acquisizioni scientifiche. Cosa assolutamente impossibile per un solo cervello.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Premessa, II LA SCELTA ENERGETICA, § 22 – MOMENTO SCIENTIFICO SAPIENZIALE E MOMENTO SCIENTIFICO-TECNOLOGICO n°/p. 29 .
«Tanto, che la stessa tecnica si riscopre sempre più agganciata alla metafisica per poter comprendere se stessa e poter giustificare una propria funzione umanistica e cosmica. Per non dire del suo fatale soggiacere alla ideologia (appunto come “mobilitazione operativa per fede” di qualsiasi “filosofia della prassi”), la quale diventa in ultima istanza l’arbitra della tecnica stessa e del suo uso per il bene o per il male, al di là della morale e dello stesso diritto naturale.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975 [,[ [ VI La scelta teologica come scelta metafisica [ , § 10 – Verso un‘essenza superorganico-dinamica cristiana n°/p. 256 ].

7« Le due altre ideoprassi, infatti, si esauriscono nella scienza fenomenica e nella tecnologia. Ignorano l’essere della nuova realtà storica dinamica secolare e tanto meno riescono a penetrarlo con metodo metafisico realistico: diversamente dalla ideoprassi dinontorganica, che lo penetra, facendo sgorgare dal dinontorganismo la fonte della sapienza che ricerchiamo.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [A – IDEOLOGIA DINONTORGANICA E SVILUPPO,[ [ III LO SVILUPPO [ , § 7 – LA FONTE DELLA SAPIENZA UMANO-STORICA IDEOPRASSICA n°/p. 68 ].

8In senso metafisico realistico, l’ente dinamico è l’ente la cui essenza reale ancora non è ma diviene, si fa attivisticamente nello spazio e nel tempo. In latino: ens cuius essentia fit. L’ente statico, invece, è l’ente la cui essenza reale è già bell’e fatta (e dunque non diviene) fin dal primo istante della sua esistenza. In latino: ens cuius essentia est. «Le due definizioni dell’ente dinamico e dell’ente statico, che hanno un senso metafisico realistico oggettivo, qualificano i due segmenti della metafisica realistica integrale.» Tommaso Demaria, 6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, Metafisica realistico integrale, § 5- Definizione dell‘ente dinamico ed ente statico. n°/p. .

La metafisica realistico integrale

9« Essa si chiama “ideoprassiologia”. Il suo punto di merito, che la apre alla sapienza umano-storica, è il fatto della sua sinteticità e concretezza, che la pone in grado di abbracciare l’intera realtà storica dinamica secolare. Questa è la realtà di sua specifica competenza. Tutto il resto le rimane estraneo. Il che non significa ignorazione, ma modestia e spirito di responsabilità.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Premessa, II LA SCELTA ENERGETICA , § 21 – LA SCIENZA DELL’IDEOPRASSI n°/p. 29 ].

10(John Maynard Keynes, risposta a coloro che criticavano l’applicabilità dei suoi modelli al lungo periodo.[6])