Il calcolo sapienziale

L’inizio e la fine di qualsiasi valutazione su di una teoria economica è la risposta questa domanda. “La teoria economica regge nel tempo? Descrive e prevede l’agire socio-economico con sufficiente precisione?

Nell’immaginario collettivo la risposta dovrebbe riguardare esclusivamente la scienza matematico-statistica, e invece una grande quantità di economisti vanta anche una base filosofica. Escludendo pure Adam Smith che con la sua “sulla ricchezza delle nazioni” si trova proprio all’inizio quando l’economia come scienza è quasi sconosciuta, eliminando anche Karl Marx la cui teoria socio economica fa acqua da tutte le parti, rimane tuttavia da giustificare la presenza della filosofia tra economisti come von Hayek o J.K. Galbright e molti altri. Questo perché qualsiasi teoria economica ha la giusta pretesa di descrivere il comportamento umano globale dal lato economico e il comportamento a sua volta è parte integrante dello studio di altre scienze, dalla psicologia1 alla sociologia alla metafisica, per no parlare dell’ecologia che ha prodotto il trattato di Parigi.

In effetti la razionalità che anima il comportamento umano viene prima della sua misurazione quantitativa, ergo la scienza economica separata dalle scienze umane è semplicemente IMPOSSIBILE.

La seconda domanda che regge una teoria economica è legata alla prima“ Cetera paribus o no?” Ossia “La modificazione del comportamento economico (della curva che lo descrive) produce o no una modificazione degli altri elementi umani su cui si regge?”2

Molti premi Nobel sono legati alla risposta a queste domande e molti altri lo saranno nei prossimi anni.

Da dove nasce la scienza economica?

Diventare coscienti della sorgente della scienza economica ci consente di identificare gli elementi che rispondono a queste due domande. Qualsiasi risposta di “misurazione” è per definizione già presente nel reale storico come qualità da misurare. Quale è questa qualità da misurare?

La sapienza è sintesi poderosa perché radice dello sviluppo

L’economia ha leggi proprie, descritte nei manuali di economia che conosciamo.

Economia

Da cosa nasce un manuale di economia? Certamente non si è fatto da sé, riassume le descrizioni di quei comportamenti socio-economici che si sono dimostrati valide o parzialmente valide nel tempo, tanto da generare una certa capacità di previsione “universale” ed assumere di conseguenza il valore di legge.

All’interno di un manuale di economia troviamo le leggi che regolano lo sviluppo dell’economia nel suo complesso (macroeconomia), e di ogni azienda ( microeconomia) compreso lo sviluppo della singola impresa come è l’intera immensa Toyota.

Oggi non ci interessiamo dell’impresa di automobili “Toyota”, bensì del mondo economico “Toyota”, ossia di quel particolare modello di sviluppo noto oggi come “Toyota Way” esportato in ogni parte del mondo e parte integrante tanto della micro quanto della macro economia.

ToyotaWay

Ci interessiamo di questo modello economico perché tutto lo sviluppo contenuto nel Toyota Way non è altro che un commento e applicazione allo sviluppo descritto ne “Lo Spirito Toyota”3 .

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A sua volta “ Lo Spirito Toyota” non è altro che l’esplicitazione dell’unico criterio “just in time” pronunciato da Kiichiro Toyoda presidente della Toyota a cui dobbiamo infinita riconoscenza.

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Da dove inizia dunque la (micro) economia?

Dal criterio di sviluppo. Ce lo ha mostrato il fondatore di un’azienda serissima e credibile: il criterio di sviluppo “just in time” ha dato origine ad un modello che si è diffuso con successo in ogni parte del mondo in realtà diversissime tra loro.

Il criterio di sviluppo è alla base dell’economia.

Oggi utilizziamo questa informazione dello strettissimo collegamento tra criterio di sviluppo e teoria economica perché ci aiuta a comprendere l’immensa capacità di sintesi propria ad un criterio di sviluppo. Nel nostro caso la sapienzajust in time”, è un unico criterio che contiene al suo interno le leggi economiche, il Toyota Way, e lo Spirito Toyota che sono sue esplicitazioni.

Nel caso di “Toyota Way” occorre misurare l’effetto “storico” della costruzione della sapienza “just in time” che, partita come enunciazione di un concetto, si è via via incarnata sempre più nel reale. Nella misurazione tra il risultato ottenuto dal reale e la sapienza che lo genera incarnandosi c’è una relazione biunivoca4: l’uno non sussiste senza l’altro.

La semplicità del “calcolo sapienziale”.

Visto che la sapienza è il fondamento di un sistema economico, possiamo domandarci:

Per confrontare la validità di una teoria economica è proprio necessario fare l’intera trafila? Ossia è necessario passare dal criterio di sviluppo “just in time” alla sua realizzazione particolare (automobili), alla sua esplicitazione globale (qualsiasi tipo di impresa) e da qui passare alla misurazione? Solo così si può confermare la validità della teorizzazione (macro) economica” ?

Per confrontare le diverse teorie economiche si può evitare la trafila confrontando tra loro le sapienze di cui sono l’incarnazione. La storia Toyota che prendiamo ad esempio ci parla di una continua incarnazione [nota 4]. Per la relazione biunivoca tra sapienza utilizzata (Just in time) e le attività che la incarnano, ci è concesso di dare un giudizio anche “prima” dell’esperienza concreta ed universale. In effetti non si tratta altro di ripetere quello che ha fatto K. Toyoda, attraverso quello che possiamo chiamare “calcolo sapienziale” che qui enunciamo ma che per ora resta una cosa misteriosa.

Ciò che abbiamo capito sino ad ora di questo “calcolo” è che si situa all’inizio, riguarda la valutazione delle cause qualitative (la sapienza propria ai criteri di sviluppo che ha causato tutto il reale) e solo dopo gli effetti (la misurazione degli effetti empirici propria di uno studio economico).

La sapienza primaria genera le leggi e gli strumenti di un sistema economico

Il calcolo si situa all’inizio e riguarda la valutazione delle cause qualitative che muovono l’economia e, aggiungiamo, da esso scaturisce il modo di pensare e le regole.

«Nell’evoluzione del sistema di produzione Toyota ho spesso perseguito lo stravolgimento del senso comune, ho cercato di « pensare all’inverso », e invito tutti i manager, i dirigenti, i capi e i lavoratori a essere più flessibili nel loro modo di pensare il proprio lavoro. »5

« Per funzionalizzare il prelievo dei componenti alle regole del just in time, bisognava perciò trasformare i metodi produttivi non solo delle stazioni « a monte », ma anche di quelle « a valle ». Il sistema, così, si estendeva all’intera fabbrica, a tutti gli impianti, e questo è stato un processo ottenuto con la sperimentazione – non esisteva alcun manuale cui rifarsi – provando e riprovando. La « tensione » produttiva nel corso di questa sperimentazione, che ci portava a operare successive e progressive correzioni, cresceva giorno per giorno. Questa sperimentazione avveniva sempre su impianti interni alla fabbrica che non erano coinvolti nella produzione per l’esterno: volevamo, prima di esportare i nostri metodi all’esterno della Toyota, risolvere tra noi tutti i problemi posti dalla nuova organizzazione del lavoro. »6

Una volta scelta la sapienza primaria si genera necessariamente quello che da alcuni autori viene definito ecosistema socio economico7 e che la metafisica realistico dinamica8 e la Chiesa cattolica definiscono “modello di sviluppo”9.

 

Il calcolo sapienziale è il confronto scientifico tra criteri di sviluppo diversi

La teoria economica regge nel lungo periodo? Cetera paribus o no?

In virtù della relazione biunivoca tra le leggi economiche e il loro criterio di sviluppo fondante (nel nostro esempio “Just in time”) possiamo confrontare tra loro economie diverse perché fondate su criteri diversi10. È ciò che ha fatto lo stesso Kiichiro Toyoda: considerare il criterio di sviluppo11 (= concetto produttivo) e non i singoli risultati, o le macchine necessarie, o la capacità della manodopera, o il marketing, … : tutto il resto è venuto dopo.

Si tratta di una strada meno faticosa: utilizzando i criteri invece che il loro risultato empirico l’entità dello sforzo complessivo necessario al confronto si è ridotto, in compenso per confrontare criteri di sviluppo diversi in modo scientifico ed oggettivo occorre spostarsi dal calcolo quantitativo ed utilizzare una scienza della qualità che indichiamo nella la metafisica realistico integrale.

Prima conclusione

Circa le domande che ci siamo posti all’inizio: “La teoria economica regge nel lungo periodo? Cetera paribus o no?

possiamo azzardare una prima risposta spostando il problema dall’empirismo alla fonte che genera l’economia.

  1. La teoria economica regge nel lungo periodo? La teoria economica regge quando può reggere nello spazio e nel tempo il criterio di sviluppo che la fonda e la anima. Quindi tutto si sposta nel giudizio sul criterio.
  2. Cetera paribus o no? La risposta è senz’altro possibile ma ora si riferisce al criterio di sviluppo:
    1. tutto nella realtà storica viene costruito e ricostruito in continuazione
    2. anche la loro costruzione avviene secondo un criterio di sviluppo
    3. Gli altri fattori ( o ecosistema economico, modello, ….) restano costanti quando vengono costruiti coerentemente dalle modifiche sapienziali che stiamo apportando alla teoria.
    4. si sviluppano coerentemente mantenendo valida universalmente la teoria economica solo quando derivano dallo stesso criterio di sviluppo fondante.

Il sistema Toyota ce lo dimostra

 

Il valore universale della prima conclusione

La teoria economica regge nel lungo periodo? La teoria economica regge quando può reggere nello spazio e nel tempo il criterio di sviluppo che la fonda e la anima.

Ci avvaliamo della battuta di J.M. Keynes « In the long run we are all dead.»( Nel lungo periodo siamo tutti morti.) » per affermare che la caratteristica necessaria ad un criterio di sviluppo economico che regga nello spazio e nel tempo è «Nel lungo periodo siamo tutti vivi.» Senza la presenza dell’umanità non può esistere l’economia nemmeno come ipotesi.

Questo è l’ovvio fondamento di qualsiasi teoria economica che sottolinea il contenuto necessario al criterio di sviluppo economico-sociale: la costruzione secondo la razionalità della vita. Quando osservo l’economia o una teoria economica che la anima, il suo criterio di sviluppo deve essere vitale e vitalmente operante per l’intera umanità non per motivi etici, ma per motivi scientifici.

 

Leggi costruttive a valore assoluto per l’umanità

La teoria economica regge nel lungo periodo? Cetera paribus o no?

La risposta a queste due domande passa attraverso la risposta a quest’altra domanda:

Perché il Just in time scoperto da Kiichiro Toyoda funziona?”

La risposta è semplice e ci viene fornita dallo stesso Taichi Ohno, forse in modo inconscio ma per questo non meno vero, a pag 67 de “Lo spirito Toyota”.

« Un’organizzazione industriale è come un corpo umano. »12

La storia anche recente dei Nobel ci ha dimostrato che l’economia si appoggia alle altre scienze dell’umano. Ed infatti questa affermazione corrisponde esattamente anche da quanto rilevato dal prof d. Tommaso Demaria, metafisico, circa la natura dell’impresa industriale

«L’ovvietà dell’esempio consiste nel fatto che l’azienda industriale rappresenta un organismo dinamico che si vede ad occhio nudo, sempreché la visione di essa sia una visione «intelligente» anche a livello di puro dato di esperienza. Si tratta però di un dato di esperienza che non riguarda solo (e neppure principalmente) l’azienda industriale, ma investe l’intera realtà dinamica nella quale oggi ci troviamo immersi nel modo più intimo e brutale, perché ci coinvolge e ci penetra.» 13

La diversità della scienza consente un maggiore approfondimento per il diverso limite epistemologico. Infatti mentre T. Ohno si limita ad osservare come nell’azienda ogni concetto si riunifichi attorno al criterio di sviluppo organico-dinamico14.15

 

il prof. T. Demaria, grazie al suo diverso strumento scientifico può andare oltre. Demaria, infatti, arriva ad osservare come il criterio organico riguarda l’intera umanità la cui vitalità fonda la stessa esistenza dell’economia

«Si tratta però di un dato di esperienza che non riguarda solo (e neppure principalmente) l’azienda industriale, ma investe l’intera realtà dinamica nella quale oggi ci troviamo immersi nel modo più intimo e brutale, perché ci coinvolge e ci penetra.» 16

Grazie a queste osservazioni17 sulla coincidenza tra la natura organico-dinamica dell’azienda e quella della società, possiamo affermare in aggiunta a quanto affermato da Ohno che il criterio di sviluppo “Just in time” ha valore universale e lo ha perché è collegato al carattere di organismo dinamico della realtà nella quale siamo immersi e che ci precede, ci coinvolge e ci penetra: la realtà storica come organismo dinamico, organismo storico che per ora non conosciamo e che perciò ci limitiamo ad affermare che certamente NON corrispondere all’organismo fisico.

La presenza della sapienza “just in time” nella costruzione della realtà sociale è lapalissiana: dal ballo allo sport, dal codice della strada all’esercito. Lo troviamo dovunque ci sia la gestione e lo sviluppo di un raggruppamento umano costruttivo.

Seconda conseguenza del criterio universale: unificazione della macro e micro economia

Questa universalità socio-economica dello sviluppo aziendale evidenzia che il criterio di sviluppo unifica macro e micro economia. Del resto questa unione nei criteri di sviluppo è assolutamente intuitiva ed evidente: come è possibile una legge economica generale che non sia collegata a quella che governa un’impresa?

Ricordando la necessità della vita che anima l’economia di lungo periodo tutto risulta intuitivo e si mostra necessario e a partire da questa costruzione incessante e necessaria si può enucleare dal reale il criterio di sviluppo dell’agire economico“ just in time con la vita” e i suoi derivati come “customer life satisfaction”.

Per questo suo legame con la vita “just in time” esplicitato da Kiichiro Toyoda è presente da sempre nella Realtà Storica e tutti i criteri economici derivati da esso sono irrinunciabili. Il trattato di Parigi non ha fatto altro che allargarne gli orizzonti.

Terza conseguenza del criterio universale: unificazione tra teoria economica e cetera.

Due erano le domande iniziali: “La teoria economica si regge (nel lungo periodo)? Cetera paribus o no?” Dal punto di vista dei criteri di sviluppo, la teoria economica di Kiichiro Toyoda si regge e in qualche modo reggerà sempre perché è un costituente della Realtà Storica in cui viviamo. Proprio per questo motivo, dal punto di vista dei criteri di sviluppo, la teoria economica ha come fine quello di produrre la sussistenza di “cetera paribus”, ossia delle stesse condizioni che la fanno esistere. In una teoria economica che riguardi il lungo periodo le due domande quindi hanno la medesima risposta.

Il calcolo sapienziale diviene NECESSARIO alla progettazione di qualsiasi teoria economica che abbia l’aspirazione di essere valida nel lungo periodo.

2018,criterio-TeoriaEconomica

Fine della seconda parte

1Il Nobel del 2017 è andato a Richard Thaler, lo studioso che ha psicanalizzato l’economia, uno degli esponenti di spicco dell’economia comportamentale, cioè di quella branca che impiega concetti tratti dalla psicologia per elaborare modelli di comportamento alternativi a quelli formulati dalla teoria economica standard.

2Molti economisti sono assolutamente incapaci di prevedere questi fattori. L’imbarazzo è visibile, ad esempio: (EN)« In the long run we are all dead. »(IT)« Nel lungo periodo siamo tutti morti. » (John Maynard Keynes, risposta a coloro che criticavano l’applicabilità dei suoi modelli al lungo periodo.[6]) https://it.wikipedia.org/wiki/John_Maynard_Keynes

3Toyota Production System, Taichi Ohno 1978, Giulio Einaudi, Torino 1993 e 2004

4«Negli anni 1949-50 come direttore dell’officina che è oggi diventata il principale impianto della Toyota, feci i miei primi passi in direzione dell’idea del just in time. Per stabilire il flusso di produzione riordinammo la collocazione degli impianti, adottando un sistema chiamato « multi-process » che assegnava a uno stesso operatore 3 o 4 macchine diverse. Da allora in poi, usai la mia crescente influenza e autorità in azienda per applicare queste tecniche anche agli altri impianti. Tutte le idee che cominciavo a mettere in pratica con costanza e audacia avevano lo scopo di correggere un sistema di produzione vecchio e conservatore e poterono anche essere vissute come una forzatura autoritaria. » Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993 [,[ [ Il coraggio di ripensare e contrastare i luoghi comuni. [ , § Capitolo secondo, L‘evoluzione del sistema di produzione Toyota n°/p. 47 ].

5Taichi Ohno, Lo spirito Toyota,Einaudi 1993, Come migliorare la produttività in un periodo di crescita lenta. § Capitolo sesto Sopravvivere in un’epoca di crescita lenta n°/p. 155-157

6Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993[, Il coraggio di ripensare e contrastare i luoghi comuni., § Capitolo secondo, L‘evoluzione del sistema di produzione Toyota p. 48].

7Per ecosistema economico e sociale si intende una rappresentazione di tutti gli attori, stakeholder e shareholder, coinvolti nel processo end-to-end di creazione di valore di un determinato settore economico, dalla produzione fino all’uso e smaltimento di un bene o servizio. Da https://www.lenovys.com/blog/tesla-toyota/?utm_campaign=lenovys_focus&utm_source=newsletter&utm_medium=marzo&utm_term=email&utm_content=w11

8« Se così è, possiamo giungere finalmente alla giusta definizione dello sviluppo, in questi termini: lo sviluppo è il processo costruttivo della giusta società dinamica secolare che è quella dinontorganica come “tipo”, secondo il modello richiesto dalle singole situazioni concrete.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Primessa,[ [ III LO SVILUPPO [ , § 16 – L’AUTENTICO SVILUPPO n°/p. 60 ].

9«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015, 5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE, IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA , n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

10Il criterio di sviluppo è la legge costruttiva, il confronto produce perciò leggi costruttive enucleandole dal reale

Il confronto tra due criteri di sviluppo si svolge tra criteri di sviluppo. Lo sviluppo mostra la sua validità esclusivamente nel futuro, ma può porre il confronto tra essi nel presente. Prima delle recenti crisi, siamo infatti prima del 1978, Ohno giunge a queste conclusioni.

« Quale impostazione è migliore, il sistema Ford o quello Toyota? Dal momento che ognuno è sottoposto continuamente a innovazioni e miglioramenti non si può trarre una rapida e definitiva conclusione, anche se io sono profondamente convinto che, come metodo produttivo, quello del sistema Toyota sia più adatto ai periodi in cui la crescita è lenta.»1

La crisi del 2006 ha dimostrato la bontà di quanto affermato. Ed oggi, quale altra previsione possiamo fare? Di fronte alla crisi del surriscaldamento planetario in Europa ci aspetta una crescita lenta, in cui è di vitale importanza scoprire l’efficienza contenuta nel processo costruttivo come nel Toyota Way.

« Supponiamo che una linea produttiva abbia io operai e produca 100 pezzi al giorno. Questo significa che la capacità della linea è di 100 pezzi al giorno e che la produttività individuale è di 10 pezzi al giorno. Osservando la linea e gli operai più nel dettaglio, individuiamo momenti di sovrapproduzione, tempi morti, azioni e movimenti non necessari che dipendono da cause fisiologiche. Supponiamo di correggere la situazione e di ridurre la manodopera di 2 unità mantenendo ferma la quantità di 100 pezzi prodotti al giorno. Se 8 operai possono produrre 100 pezzi al giorno, significa che senza ridurre la manodopera (cioè con i precedenti 10 operai) possiamo produrre 125 pezzi al giorno migliorando così l’efficienza. Questo significa che, in effetti, la capacità di produrre 125 pezzi al giorno esisteva già precedentemente, ma si perdeva nei tempi morti e nelle disfunzioni dei movimenti inutili.»2

È tanto importante prendere atto di questo “principio di esplicitazione” ( esisteva già precedentemente) . Questo principio dell’“efficienza già contenuta” citata da Ohno è conosciuta nella metafisica realistico integrale con il nome di economicità metafisica3 ed è una delle sue quattro dimensioni fondamentali.

Nel 2006 e nel ‘734 Toyota è uscita rapidamente dalla crisi e questo fatto ci consente di affermare che tanto la metafisica realistico integrale, quanto l’approccio microeconomico per “criteri di sviluppo”, come quello del toyotismo hanno avuto un ulteriore conferma .

11« Io fui profondamente impressionato dalle sue parole quando Kiichiro pronunciò la fatidica espressione «just in time». Mi sono chiesto un’infinità di volte come fosse arrivato a quest’idea e naturalmente non potevo saperlo perché non potevo chiederglielo direttamente. Ma è evidente che egli pensava intensamente a come superare il sistema di produzione automobilistica usato negli Stati Uniti.» Taichi Ohno,Lo spirito Toyota, Einaudi 1993, Due personaggi fuori dal comune., § Capitolo quarto, La Genesi del sistema di produzione Toyota n°/p. 112 .

12Taichi Ohno, Lo spirito Toyota,Einaudi 1993, Il sistema nervoso autonomo di un’impresa. , § Capitolo terzo, Ulteriori sviluppi n°/p. 67 .

13Tommaso Demaria, 3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO, Costruire Bologna 1975, VI La prassi dinontorganica, § 4 – La prassi aziendale n°/p. 215-216.

14« Nel caso Toyota, questo sistema nervoso autonomo poté crescere contemporaneamente al radicarsi profondo nell’ambito produttivo del just in time e in parallelo con la diffusione delle regole attraverso l’uso del kanban. Quando pensai all’organizzazione industriale e al sistema nervoso del corpo umano, i concetti cominciarono a incontrarsi e sovrapporsi, stimolando la mia immaginazione.» Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993, Il sistema nervoso autonomo di un’impresa. , § Capitolo terzo, Ulteriori sviluppi n°/p. 68.

15Ovviamente non sono solo loro due. Anche la norma ISO 9004 e 9001:2015 ripete lo stesso concetto ance se in modo più tecnico. Al punto 0.3.1 «Comprendere e gestire processi correlati come un sistema contribuisce all’efficacia e all’efficienza dell’organizzazione nel conseguire i propri risultati attesi. Questo approccio permette all’organizzazione di tenere sotto controllo le interrelazioni e le interdipendenze fra i processi del sistema, in modo che le prestazioni complessive dell’organizzazione stessa possano essere incrementate.

L’approccio per processi implica la definizione sistematica e la gestione dei processi e delle loro interazioni,…»

16Tommaso Demaria, 3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO, Costruire Bologna 1975, VI La prassi dinontorganica, § 4 – La prassi aziendale n°/p. 215-216.

17Vedi “ontologia realistico dinamica”, “Metafisica della Realtà Storica”, “ la realtà storica come superorganismo dinamico” del prof. D. Tommaso Demaria, reperibili a questo indirizzo http://www.organismodinamico.it/opere-fondamentali/1-ontologia-realistico-dinamica/