“la novità ontologica del sistema tomista” e “Da Tommaso a Tommaso: la via della Vita nel sistema ontologico realista”,

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San Tommaso introducendo il piano esistenziale introduce  quattro integrazioni necessarie al sistema realista dell’essere aristotelico: la necessità del creatore intrinseca all’ente con la conseguente presenza di un unico Dio distinto dalla diversa conformazione dei piani dell’essere, il valore ontologico della razionalità tra i piani dell’essere, l’ontologia realista come sistema tra ente creatore ed ente creato.

 

  1. La novità ontologica di San Tommaso: il piano esistenziale e il rapporto ontologico tra piani.

«9.4 la distinzione fra essenza ed esistenza

  1. Comprendere un’essenza significa cogliere gli elementi che la San Tommaso D'Aquinocaratterizzano. Dunque, tutto ciò che non è necessario per comprendere l’essenza è un qualcosa che le si aggiunge dall’esterno e che entra in composizione con essa.

E’ possibile invero pensare una essenza e contemporaneamente non sapere nulla circa la sua effettiva esistenza: posso infatti capire cosa sia un uomo o una fenice e tuttavia ignorare se nella realtà esistano davvero. E’ pertanto evidente che l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza [2], tranne [4]che nel caso di un ente la cui essenza coincida con l’esistenza [3], ma di un tal genere può essercene uno soltanto [5], cioè il primo ente in assoluto….

Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile.[6] E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).

Poiché ciò che esiste in virtù d’altri implica un riferimento a ciò che esiste di per sé stesso come alla causa prima, è necessario che esista qualcosa che, in quanto esiste di per sé, sia causa dell’esistenza di tutto [1], viceversa nel risalire di causa in causa si finirebbe col procedere all’infinito….

da S. Tommaso d’Aquino, De ente et essentia, Ed. Marietti»1

Tommaso d’Aquino, mentre rileva nel reale la necessaria presenza del piano esistenziale [2], rileva anche la necessità da parte dell’ente di essere stato creato [1]. Si supera così lo “stallo aristotelico” che poteva recepire solo la presenza “ ab aeterno” della materia e delle essenze .

Sempre attraverso il piano esistenziale, ma questa volta piano da sempre presente nell’essenza [3] (in sintesi con l’essenza per semplicità), San Tommaso può descrivere la caratteristica Dio come Essere creatore, ossia Dio come Vita-in-quanto-Tale. Questa relazione sintetica tra piani dell’essere che proclama Dio come Eterno e Creatore è quella descritta nel Vecchio Testamento. Scrive a tal proposito Tommaso Demaria.

«…, proclamato come l’Essere creatore nel Vecchio Testamento (Io sono Colui che sono), che poi viene esplicitato come Dio-Amore.»2

San Tommaso, attraverso l’introduzione del piano esistenziale, amplia gli orizzonti della razionalità del suo tempo facendole percepire da una parte l’essere creaturale e dall’altra la Vita-in-quanto-tale (l’Essere) ma non solo.

In terzo luogo San Tommaso aggiunge all’ontologia la centralità e il valore ontologico del “rapporto strutturale essenza-esistenza”. Lo fa con un “tranne” [4],

“l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza [2], tranne [4]che nel caso di un ente la cui essenza coincida con l’esistenza [3]”

Sostiene infatti San Tommaso che nell’ontologia realista, ciò che fa diverso il Creatore dalla sua creatura è proprio il diverso rapporto ( di sintesi o di analisi) tra questi due piani ( i piani essenziale ed esistenziale). Il creatore è fuori dal tempo e mentre la creatura dentro, ciò che li unisce nell’unica ontologia sono l’essere e i suoi piani, ciò che li divide il loro rapporto.

La quarta novità rispetto al realismo Aristotelico è la conclamazione della presenza nel reale e nell’unica ontologia realista, di due tipi di ente (categorie) definiti in tale diversità proprio dalla struttura dei piani dell’essere. Questa diversità fa il sistema metafisico realista appunto un sistema.

I due tipi di ente sono parti dell’unico sistema realista:

  • unico ontologicamente perché non si può pensare l’ente creato senza introdurre nel sistema l’ente increato [6].
  • Sistema perché un unico formato da due enti certamente distinti tra loro dalle differenti strutture dei piani dell’essere [2]≠[3].

Corollario di questa doppia presenza/unità è quello della conseguente necessità di definire il loro rapporto per via ontologica realista, ossia attraverso i piani dell’essere.

SanTommaso,sistemaOntologico

Struttura ontologica aristotelico-tomista

La novità di San Tommaso, il piano esistenziale, “introduce” nel sistema metafisico realista dell’essere3 quattro caratteristiche necessarie a reggere l’intera metafisica.

  1. Nuova costruttivitàC3la necessaria dimensione di essere creaturale dell’ente, un ente non si spiega da sé stesso [6]
  2. la necessaria presenza di Dio Creatore, Essere, Vivo e Vita in quanto tale fondamento ontologico [5]
  3. la presenza della razionalità nel rapporto tra i piani dell’essere essenziale ed esistenziale ( di sintesi o di analisi) [4] come specificazione necessaria per distinguere Dio dall’uomo
  4. L’ontologia come sistema ontologico. La necessità di comprendere la relazione tra i due elementi dell’ontologia, un

 

  1. o nel tempo e uno fuori dal tempo, l’uno creatura e l’altro creatore. L’actus essendi “creatore-creatura”, da Tommaso ontologicamente necessario a tutti gli enti [6], si pone fuori dal tempo o al massimo nel primissimo istante. E poi? Non ci sono altre interazioni a carattere ontologico?

Gv 1:12 A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, …

 

  1. La struttura della vita proposta da Tommaso d’Aquino. 1
  2. Il rapporto degli enti con la vita-azione. 2

2.1 Il contenuto ontologico della Vita. 2

Dove e come  è definita  la Vita-in-quanto-Tale dal punto di vista ontologico-metafisico realista? Nel Divino. 2

2.2 Metafisicamente l’organismo mantiene le caratteristiche tipiche del “rapporto divino”, la Vita. 3

E la vita creata che cosa è? È organismo. 4

Come vitalizza un ente creato? Assume razionalità analoghe a quelle della Vita. 4

Cosa vitalizza? I piani dell’essere dell’ente creato. 4

2.2.1 la sintesi della vita nel piano esistenziale. 5

2.2.2. la sintesi della vita nel piano essenziale. 6

É giustificata una sintesi tra la Vita e l’analogo piano essenziale dell’ente creato? É necessaria perché sussista il sistema ontologico. 6

Come può l’essenza Divina rimanere tale incarnandosi nel creato? L’unione ipostatica. 6

Cosa cambia nella vita-essenziale-creata  rispetto al divino? Il dinamismo di auto-sintesi diventa proprietà di una essenza creata. 7

Quale è la Forma dell’ente dinamico? La Razionalità della Vita storicizzata. 7

Autocostruzione viva di che cosa? Dell’essenza reale. 8

In cosa è diversa l’autocostruzione essenziale dal Divino? Ha natura accidentale diversamente da Dio che è Atto. 8

Quali sono le caratteristiche del piano essenziale analoghe a quelle del divino? La struttura dei piani dell’essere, l’autocostruzione essenziale, la razionalità di azione, la sapienza vitale e vitalmente operante. 8

L’ente dinamico essenzialmente è una ipotesi o c’è una corrispondenza con il reale? La religione  9

  1. l’organismo dinamico custodisce la relazione ontica essenziale divino-umana. 9
  2. Postfazione, il percorso onto-logico. 11

Note di chiusura. 13

 

1. La struttura della vita proposta da Tommaso d’Aquino

C’è un sentiero stretto, la Vita, che ogni uomo conosce e che pervade  l’intero pensiero metafisico. La struttura ontologica della Vita  proposta da Tommaso d’Aquino nel “De ente ed essentia” contiene implicita quella dell’organismo dinamico esposta da Tommaso Demaria in “Ontologia realistico dinamica”.  L’ontologia tomista è un sistema ontologico in cui la relazione  tra gli elementi è tanto  stretta da poter sostenere che la metafisica realistico tomista non si regge senza l’ente dinamico.

SanTommaso,sistemaOntologico

2. Il rapporto degli enti con la vita-azione

Diamo per scontato l’intera dottrina dell’essere sino ad ora seguita dal realismo, ma  lo scopo  di  affrontare il tema della “Matrice ideoprassica dinontorganica operativa” limita il nostro approfondimento a  due tra le novità di San Tommaso d’Aquino: la struttura  del rapporto tra piani e il sistema che genera nell’ontologia[1]  in relazione all’organismo.SanTommaso,ontologia,organismo1

La parola “organismo” richiama la vita[2], si tratta quindi di scorgerla a livello ontico.

 

2.1 Il contenuto ontologico della Vita

Dove e come  è definita  la Vita-in-quanto-Tale dal punto di vista ontologico-metafisico realista? Nel Divino.

La Vita-in-quanto-tale, nell’ontologia tomista è descritta immediatamente e posta come creatore di ogni ente[i].

  1. Dio-creatore è necessariamente vivo  appunto perché creatore [1]. E poiché eterno [5] il “Dio dei filosofi” è necessariamente Vivo da sempre. E poiché causa incausata è vivo nella sua stessa  essenza [6], Dio ed è perciò la Vita-in-quanto-Tale[3].
  2. Poiché Dio è la Vita-in-quanto-Tale e insieme Dio è descritto nel sistema realista come rapporto sintetico tra essenza ed esistenza, l’unica conclusione possibile è che  proprio questo  rapporto di sintesi essenzial-esistenziale  [3] definisce la Vita-in-quanto-tale.SanTommaso,ontologia2,Vita
  3. La Vita è Razionalità di Azione. La Vita maiuscola perché  Vita-in-quanto-tale ( da ora in poi il Maiuscolo la distingue dalla vita creata in minuscolo)  è necessariamente rapporto di auto-sintesi [6] tra i piani, ne segue che la  Vita-autosintetica è  anche necessariamente  Azione che realizza sè stesso[4] fuori dal tempo (Atto puro), e poiché contemporaneamente ad azione è anche essenza ne segue che è anche  Razionalità di Azione ( Logos, Verbo della Vita).
  4. Infine, poiché Dio è tutto e totalmente Vita, è implicito che la Razionalità di azione è  atto vitale e vitalmente operante.

SanTommaso,ontologia3,Razionalità

In Dio, tutto ente e tutto essenza, e quindi tutta Vita, tutte questi aspetti non possono essere divisi.

Senza uscire da San Tommaso possiamo rilevare che il rapporto essenzial-esistenziale  qualifica la  Vita  come Azione (Atto puro) “guidata” da un Razionalità vitale e vitalmente operante.

2.2 Metafisicamente l’organismo mantiene le caratteristiche tipiche del “rapporto divino”, la Vita.

San Tommaso descrive la  caratteristica della Vita come   la sintesi per semplicità dei piani essenziale ed esistenziale: è Vita da sempre esistente ossia Vita Eterna.

ente la cui essenza coincida con l’esistenza [3], ma di un tal genere può essercene uno soltanto [5], cioè il primo ente in assoluto.…


SanTommaso,ontologia4,Autosintesi
Sostiene san Tommaso nel De ente et essentia: nessun’altra Vita-in-quanto-Tale è possibile [5], tanto da poter senz’altro concludere che questo rapporto sintetico tra piani essenzial esistenziale è proprio tipico  della Vita.

E la vita creata che cosa è? È organismo

Visto che sono ontologicamente legati struttura dei piani  dell’essere e Vita, sarebbe assurdo che tra la Vita-in-quanto-Tale la vita creata  e i suoi piani non ci sia alcuna relazione o analogia.[5]

La prima ovvia considerazione già fatta è che nel reale  e nel sistema ontologico realista la Vita   entra nella storia  animando la  materia e dando origine ad un organismo.

«Ed è appunto questo ente creato materiale o impastato di materia, che dà immediatamente luogo all’organismo, ponendolo come una primordiale categoria ontica dell’ente creato materiale o comunque impastato di materia: la categoria ontica dell’organismo, che ha il privilegio di beneficiare della vita[6]

Ne consegue che il contenuto del rapporto tra i piani  tipico della Vita andrà cercato nell’organismo: questa razionalità  diviene caratteristica  nell’ente creato materiale (o mobile[7]) diventando vita.

Come vitalizza un ente creato? Assume razionalità analoghe a quelle della Vita.

L’analogo della razionalità della Vita anima l’ente creato. Ad esempio l’Autosintesi (razionalità di azione increata tipica della Vita), entrando nel creato mantiene la razionalità auto-sintetica [3] ma ovviamente non per semplicità. La razionalità sintetica   nell’ente creato materiale, può esprimersi solo analogamente comeSanTommaso,ontologia5,autocostruzione  auto-costruzione: l’organismo creato infatti produce sintesi ma solo a partire dall’esistente creato, e quindi nel tempo, e quindi (auto) costruendo nei limiti della propria essenza.

 

Cosa vitalizza? I piani dell’essere dell’ente creato

Dal punto di vista ontologico la struttura della Vita divina vitalizza la struttura ontica dell’ente creato [2].   E poiché  la struttura ontica dell’ente creato materiale è essenza + esistenza, l’ontologia dell’ente creato materiale ammette due modalità di storicizzazione (tipi di rapporto) in grado di dar luogo ad un organismo: l’una sarà una sorta di autocostruzione come caratteristica propria al   piano esistenziale, l’altra una autocostruzione caratteristica   tipica del piano essenziale di un ente creato[8].

2.2.1 la sintesi della vita nel piano esistenziale

Tocchiamo appena l’argomento “ struttura esistenziale vitale” che non è di pertinenza di questo studio, indicando la più evidente  modalità con la quale l’Autosintesi entra nella storia nel sistema realista:  come autocostruzione limitata al  piano esistenziale. ESSA CONSISTE  nell’autocostruzione universale  più evidente, riguardante l’agire  di  un dato organismo particolare, dal virus alla balena. In questo “caso esistenziale” lo scorrere della vita nel tempo  sostanzia il rispettivo organismo vivo senza modificarne l’essenza reale. Questa razionalità è  visibile, nel caso della “Razionalità  di azione autocostruttiva vitale e vitalmente operante”, evidente per esempio nel metabolismo, la razionalità metabolica presente e uguale dalla nascita alla morte[9] in qualsiasi organismo.

L’essenza reale dell’organismo … cane … “già fatta”  ci dice che l’organismo è STATICO[10] ossia essenzialmente compiuto ( relativamente perfetto[11]) fin dal primo istante  e vivo, e in quanto vivo e mantenuto in vita dalla razionalità organica esistenziale (transito  potenza – atto).[12]

SanTommaso,ontologia6,organismoStatico

2.2.2. la sintesi della vita nel piano essenziale

É giustificata una sintesi tra la Vita e l’analogo piano essenziale dell’ente creato? É necessaria perché sussista il sistema ontologico.

l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza [2][13]

La ragione più immediata di questa  possibilità/necessità riguarda la sussistenza del  sistema ontologico, come lo è il sistema realistico tomista che comprende il Divino e l’ente creato e riguarda la struttura. Lo è per ragioni di sistema, lo è per ragioni di Divinità:   il Divino si deve poter relazionare con qualsiasi piano dell’ente increato.  Violare questa condizione significa non realizzare il sistema realistico stesso.

Ma lungi da noi ancorare una convinzione ad un’osservazione razionale, per quanto fondata e in sè necessaria dalla natura razionale di tutti gli elementi del problema.  Occorrono certamente ben altre argomentazioni e per l’importanza e  complessità dell’argomento   inviamo alla “Trilogia realistico integrale” di Tommaso Demaria in particolare al primo  volume “Ontologia realistico dinamica”.  E proseguiamo.

Come può l’essenza Divina rimanere tale incarnandosi nel creato? L’unione ipostatica

San Tommaso spiega [1] che “una sola può essere la causa dell’esistenza di tutto”, ma l’entrata nel tempo come essenza di ente creato materiale non duplica il Divino perché avviene come struttura dei piani dell’essere, essenzialmente sintetica ad un ente creato materiale: l’umanità[14].   L’entrata nel tempo come essenza è ontologicamente possibile, quindi, perché la storicizzazione avviene come Razionalità  della Vita (Logos)[15] . Perché ciò avvenga onticamente (e non sia solo possibilità ontologica di sintesi tra umano e divino) occorre l’unione ipostatica che ovviamente può essere solo iniziativa del Divino[ii]-creatore[16].

Cosa cambia nella vita-essenziale-creata  rispetto al divino? Il dinamismo di auto-sintesi diventa proprietà di una essenza creata producendo non sostanzialità

Quando “trasferiamo” l’analogo dell’Auto-sintesi  tipica della Vita nell’essenza di un ente creato ciò che ne risulta è la auto-costruzione essenziale  propria all’essenza reale di quell’ente: come dire che quell’ente non si completerà mai nella sua essenza reale perché rimarrà sempre in costruzione. Ossia quell’ente non sarà mai sostanza perché soggetto ad una realizzazione essenziale perenne: è un ente dinamico essenzialmente.

SanTommaso,ontologia7,entedinamico

Quale è la Forma dell’ente dinamico? La Razionalità della Vita storicizzata.

La forma dell’organismo dinamico essenzialmente è “Cristo forma”[17]. La Razionalità della Vita è Forma storicizzata  dell’ente creato materiale umanità. Il Logos[iii] è Cristo Forma storicizzata[18]  nella sua veste di “razionalità  di azione vitale e vitalmente operante” autocostruttiva di quell’essenza storica specifica[19].  Non nascono  problemi ontologici con il principio di non contraddizione perché l’unione  genera necessariamente  una Nuova creatura, la Chiesa – Corpo Mistico[20].

Autocostruzione viva di che cosa? Dell’essenza reale

Nell’organismo dinamico l’essenza archetipa è posta, ma occorre l’autocostruzione dell’essenza reale che diviene al fine di realizzare l’essenza archetipa stessa. L’organismo dinamico  si definisce quindi Ens cuius essentia fit[21]. Non si tratta di moto metafisico perché,  nell’ente dinamico essenzialmente, muta l’essenza reale o se si vuole si tratta di un caso speciale di esso[22].

In cosa è diversa l’autocostruzione essenziale dal Divino? Ha natura accidentale diversamente da Dio che è Atto.

L’autocostruzione è divenuta proprietà essenziale, e quindi quell’essenza archetipa  non potrà MAI smettere di realizzarsi nella sua essenza reale[23], pena il cessare dell’ente stesso. La razionalità della Vita è quindi bloccata all’interno dell’ente, senza possibilità residue, fino alla fine dei tempi, senza mai potersi realizzare completamente.  Cristo forma storicizzata dell’umanità sarà con noi  ogni giorno per tutti i giorni  fino alla fine dei tempi e nel contempo  la storia rimarrà il campo di  grano con la gramigna. Cristo-servo inchiodato all’umanità, Lui perfetto e sintetico per semplicità, non realizza la propria essenza e quindi soffre.

In questo testo finalizzato allo studio della struttura ontologica della Matrice dinontorganica operativa è inutile operare altre digressioni di carattere evangelico. Non è la sede, questo è solo il Dio dei filosofi, la Vita, considerato attraverso la razionalità che effonde dal rapporto tra i suoi piani.

SanTommaso,ontologia3,Razionalità

Quali sono le caratteristiche del piano essenziale analoghe a quelle del divino? La struttura dei piani dell’essere, l’autocostruzione essenziale, la razionalità di azione, la sapienza vitale e vitalmente operante.

Abbiamo già intuito che entrando nell’essenza di un ente materiale,  la struttura[4] dei piani  dell’essere che S. Tommaso assegna  alla Divinità dei filosofi,  può traslare nella storia in modo analogo al divino. Allo  scopo di vitalizzare un’essenza Archetipa di  un creato materiale

  1. Il piano essenziale ed esistenziale sono in sintesi  nell’ente/organismo dinamico, analogamente al divino.
  2. L’autocostruzione che sostituisce l’Autosintesi è dinamicità essenziale con il fine di mantenere, producendola, l’essenza reale di un ente.
  3. L’organismo dinamico è costituito da Vita-Azione che ha come razionalità di azione autocostruttiva il Logos della Vita nell’umanità, assieme a quella dell’ente creato
  4. che operativamente è costituito da sapienza vitale e vitalmente operante insieme dell’ente creato materiale e del divino

In sostanza l’ente in questione gode della dinamicità vitale  vitalmente operante, che in una parola possiamo definire dinontorganicità essenziale ( dinamismo ontologico costruttore di un organismo).

SanTommaso,ontologia8,AutocostruzioneEssenziale

L’ente dinamico essenzialmente è una ipotesi o c’è una corrispondenza con il reale? La religione

L’evento principe che mostra come questa possibilità si sia realizzata è la religione stessa in quanto  ente.

«c) Da. parte di entrambi (Dio e uomo), la R. appare come un rapporto vitale, operativo, in ordine precisamente alla salvezza. Non dunque il rapporto ontologico Dio – uomo, come di creatore a creatura. Questo non è ancora il rapporto religioso, ma solo un presupposto metafisico per il rapporto religioso.»[24]

3. l’organismo dinamico  custodisce la relazione ontica essenziale divino-umana

Il nostro interesse  ontologico, OGGI è per l’organismo dinamico[25] essenzialmente, perché esso è l’oggetto della  Matrice.  Posiamo affermare che l’organismo dinamico, è conseguenza dell’introduzione dell’esistenza nel sistema ontologico dell’ontologia tomista,  e che  custodisce in sé la relazione ontica ed ontologica tra ente creato e il Divino nella realtà storica. In sé, per propria natura, come succede nelle altre parti del sistema realista. Solo esso può spiegare la relazione storica e nello stesso tempo ontologica tra umano e divino che chiamiamo Religione-Corpo Mistico.  Si veda a questo proposito “ Scritti teologici inediti[26]” al capitolo  “Dio e la religione” di Tommaso Demaria  a cura di Mauro Mantovani da pag. 17.

La considerazione  di questo tipo di rapporto tra piani dell’essere  fonda la metafisica realistico integrale che possiamo indicare con altri  termini come metafisica organico-dinamica o anche “metafisica dell’incarnazione” della Vita, e,  ovviamente, metafisica dell’Essere[27]. Più precisamente del Verbo della Vita[28].

San  Tommaso stesso,  postula  direttamente il sistema metafisico nell’ontologia, e come conseguenza,  la presenza dell’ente dinamico scoperto successivamente  da Tommaso Demaria.

«Conseguenza di ciò? Questa: la metafisica dell’essenza dinamica sarà necessariamente e formalmente una metafisica essenziale dell’esistenza come divenire attivistico (e dell’esistente come attivisticamente diveniente). Sarà necessariamente una metafisica dell’ente, formalmente come reale, esistente concreto: appunto perché ente dinamico, e perché colto nella sua essenza dinamica e dunque nella sua      esistenza essenziale, che lo impone allo studio metafisico come essenzialmente ed attivisticamente diveniente, ossia (in senso dinamico) come essenzialmente esistente. Si noti bene: in sede metafisica realistica (e dunque tomista), nessun ente può essere studiato come essenzialmente esistente: ECCETTO DIO [3], perché appunto, eccetto Dio, nessun ente è essenzialmente esistente. Fa però eccezione appunto, l’ente dinamico. Non perché sia “essenzialmente” esistente ad modum Dei, ma perché “essenzialmente esistente” come attivisticamente diveniente nella sua stessa essenza. L’essenza di Dio si identifica con là propria esistenza, perché perfettissima[5], l’essenza dell’ente dinamico s’identifica (non per semplicità, ma per composizione) con la propria esistenza, perché imperfettissima (= perché ancora diviene attivisticamente). Dio è l’essere perfettissimo per essenza. L’ente dinamico è l’ente imperfettissimo per essenza. A metà stanno gli enti creati “relativamente perfetti” (perché con essenza già fatta).» [29]

Questa correlazione tra Vita e organismo dinamico in quanto struttura e sistema    ci basta per studiare a fondo la genesi ontologica della Matrice dinontorganica.

SanTommaso,ontologia9,Analogie

4. Postfazione, il percorso onto-logico

Da San Tommaso a Tommaso Demaria.

  1. Il piano essenziale ed esistenziale caratterizzano tanto l’ente creato come l’ente increato (San Tommaso)
  2. la struttura dei piani dell’essere distingue l’ente creato dall’ente increato (San Tommaso)
  3. La struttura dei piani dell’essere descrive enti diversi (ente creato ed ente increato) (San Tommaso)
  4. L’ontologia è un sistema tra enti Diversi ( San Tommaso)
  5. L’ente increato ( il Divino) è la Vita in quanto tale (San Tommaso)
  6. La Vita ha proprie caratteristiche peculiari che dipendono dalla modalità sintesi tra piani essenziale ed esistenziale (San Tommaso)
  7. La modalità di sintesi tra piani ha una propria razionalità interna oggettiva.
  8. La Razionalità di sintesi propria alla Vita ha un suo analogo nell’ente creato, nella sua dimensione essenziale od esistenziale ( Tommaso Demaria)
  9. L’analogia consiste nel trasferimento di talune caratteristiche peculiari alla Vita, in modo analogico, nell’ente creato ( Tommaso Demaria)
  10. Nell’ente creato queste caratteristiche possono essere del piano essenziale, in questo caso danno origine all’organismo dinamico essenzialmente (Demaria)

SanTommaso,ontologia10,sintesi

Note di chiusura

 

1S. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi-,I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015[9,9 Filosofia e Teologia. La Scolastica, § 9.4 la distinzione fra essenza ed esistenza p. ].

2Tommaso Demaria,CONFRONTO SINOTTICO DELLE TRE IDEOLOGIE, quarta serie, Roma 1985[CULTURA COME CIVILTA’,[ [ B IDEOPRASSI LAICISTA LIBERALCAPlTALISTA E CIVILTA’DELL’AMORE[ , § 4. Esame critico. n°/p. 125 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2017/06/Confronto_sinottico_1985__completoDefinitivo.pdf].

3«Non è forse l’essere il classico oggetto della metafisica realistica oggettiva? È di lì che parte il suo metodo, contenuto virtualmente nella definizione realistica oggettiva della verità, precisamente come adaequatio intellectus et rei.» Tommaso Demaria,6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, La metafisica aristotelico-tomista come sistema metafisico realistico oggettivo;sua crisi e rifiuto. § 6 – La metafisica realistica oggettiva e il suo metodo.

 

[1]     «Nota 1: Per noi qui l’ontologico si riferisce all’Ontologia, e cioè allo studio dell’ente; l’ontico si riferisce all’essere stesso. E’ superfluo il dire che il nostro uso dei due termini non collima con quello heideggeriano»   Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte prima  dalla realta’ storica al suo problema metafisico,[    [   V  Ente statico ed ente dinamico [    , § 2 – Il posto dell‘ente dinamico nel quadro universale dell’ente n°/p. 143 ].

[2]     «…. Ed è appunto questo ente creato materiale o impastato di materia, che dà immediatamente luogo all’organismo, ponendolo come una primordiale categoria ontica dell’ente creato materiale o comunque impastato di materia: la categoria ontica dell’organismo, che ha il privilegio di beneficiare della vita.»   Tommaso Demaria,3  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975,   I  Teoria dell’organismo   , § 6 – Sbocco metafisico dell‘organismo n°/p. 38 .

[3]     I riferimentii sono  al testo riportato in fondo. S. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi-,I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015[9,9 Filosofia e Teologia. La Scolastica, § 9.4  la distinzione fra essenza ed esistenza p. ].

[4]     «Solo Dio è spoglio di moto metafisico e di movimento. Per questo « metafisicamente » è Atto Puro, e vien detto Motore Immobile.»   Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte prima  dalla realta’ storica al suo problema metafisico,[    [   IV  La realta’  storica come essere [    , § 1- Lo statico n°/p. 117 ].

[5]     Quando  pensiamo alla vita creata come atto d’Essere limitato da una essenza  il legame è evidente anche con l’ontologia classica, ma preferiamo qui  specificare qui  l’esistenza/atto d’essere nel rapporto di analogia  della Vita con la vita. L’atto d’essere/esistenza resta sottointeso.

[6]     Tommaso Demaria,3  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 [,[    [   I  Teoria dell’organismo [    , § 6 – Sbocco metafisico dell‘organismo n°/p. 38 ].

[7]     «L’ente contingente coincide a sua volta con l’ente creato, e vien detto anche ente mobile (ens mobile), perché sottoposto alla legge del moto metafisico, consistente nel passaggio dalla potenza all’atto (transitus de potentia ad actum).»   Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte prima  dalla realta’ storica al suo problema metafisico,[    [   V  Ente statico ed ente dinamico [    , § 2 – Il posto dell‘ente dinamico nel quadro universale dell’

[8]     «Poiché già conosciamo il significato tecnico dei singoli termini, è anche facile superarne l’apparente contraddizione verbale armonizzando le varie espressioni nella loro logica articolazione. L’ente mobile infatti comprende sia l’ente statico che l’ente dinamico, poiché tutti e due sono ente mobile, essendo entrambi soggetti alla legge del moto metafisico. Ma l’ente mobile può essere soggetto al moto metafisico solo quoad existentiam, o anche quoad essentiam. Può essere cioè o solo esistenzialmente mobile, o anche essenzialmente mobile. In altre parole, esso si articola in ente mobile ad essenza immutabile (= ente statico) e in ente mobile ad essenza mutabile, sempre nel senso di un suo farsi coerente ed univoco ( = ente dinamico).»   Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte seconda ‘dell’ente dinamico,[    [   II  Essenza dell’ente dinamico [    , § 2 – Il posto dell‘ente dinamico nel quadro universale dell’ente n°/p. 144 ].

[9]     Il metabolismo, comunque si presenti, è universale, tanto è vero che al suo cessare prendiamo atto che è giunta la morte)

[10]   «L’organismo statico è quello la cui essenza già è, fin dal primo istante della sua esistenza. Diciamo ‘‘ essenza ‘‘, e non già ‘‘ sviluppo esistenziale ‘‘. Rimane pacifico che questo si pone fenomenicamente nel tempo, divenendo attraverso l’intero ciclo vitale dell’organismo in questione. È questa la definizione metafisica essenziale e la condizione esistenziale dell’organismo fisico, ossia del fisiorganismo.»   Tommaso Demaria,3  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 [,[    [   I  Teoria dell’organismo [    , § 11 – L‘EDUC come SD n°/p. 54 ].

[11]   «L’ente dinamico è l’ente imperfettissimo per essenza. A metà stanno gli enti creati “ relativamente perfetti” (perché con essenza già fatta).»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 [Deus Ratione Religionis,   V Lo strumento metodologico del realismo dinamico , § 5 n°/p. 370-371 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[12]   «… l’organismo statico è sempre sostanza e con una forma viva sostanziale; »
Tommaso Demaria,3  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975,  I  Teoria dell’organismo , § 11 – L‘EDUC come SD n°/p. 54-55 .

[13]   S. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi- di Giuseppe Galifi,  I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015[9,9 Filosofia e Teologia. La Scolastica, § 9.4  la distinzione fra essenza ed esistenza p. ].

[14]   «Più brevemente e convenzionalmente diremo così la R. è la sintesi ontologico – dinamica, organico – cellulare, dell’umano nel Divino.»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 [Deus Ratione Religionis,  VI Che cos’è la religione?  , § 12 n°/p. 397 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[15]   «CHE L’ENTE DINAMICO SUPREMO, che per essere veramente tale e per condurre veramente ad una sintesi integrale cristiana, dovrà coincidere con DIO stesso. E vi coincide, in quanto coincide precisamente col VERBO INCARNATO vivente nella storia come CORPO MISTICO.»   Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte quarta   la sintesi cristiana,   XIII  Formula sintetica cristiana  , § 8- L‘ente dinamico supremo. n°/p. 171 ].

[16]   «Realtà divina complessa, che si pone nella storia come iniziativa religiosa salvifica, come dono di salvezza, e che in rapporto all’essenza della R. si qualifica precisamente come forma. Forma divina complessa, ricca di modalità diverse, ben lontana dall’assoluta semplicità di Dio in sè, tanto da qualificarsi più propriamente come un complesso Divino, anziché solamente come Dio, nella sua semplicità ineffabile.»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964, Deus Ratione Religionis,    VIII Il Divino come Forma [    , § 1 n°/p. 409 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[17]   «   terminus ad quem (la funzione divinizzante di Cristo-forma qui viene veduta nel suo effetto, incarnato e trasformante la materia).»   Tommaso Demaria,Cristo Forma,Istituto Internazionale di Pedagogia e Scienze Religiose Torino 1969 [,[    [   9  Funzione di Cristo-Forma [    , § 1 – FUNZIONE ATTUALIZZANTE n°/p. 72 ].

[18]   «   Il problema di Cristo Forma è un problema di Cristologia. Ma di quale Cristo? Rispondiamo: non più di Cristo considerato in sé empiricamente, come documentazione, dato di esperienza prescindendo metafisicamente dalla sua esistenza storica concreta. Ma Cristo considerato metafisicamente (= teologia speculativa) e formalmente come concretamente esistente nella storia; Cristo come realtà storica; Cristo come Persona storicizzata.»   Tommaso Demaria,Cristo Forma,Istituto Internazionale di Pedagogia e Scienze Religiose Torino 1969 ,   1  Il problema    , § 2 – NATURA DEL PROBLEMA n°/p. 2 ].

[19]   Scritti Teologici Inediti, Tommaso Demaria, Cristo Forma, pag 73

[20]   «Ma in che cosa “s’incarna” il Divino, proprio per poter essere l’anima della civiltà? Posta la primordiale incarnazione del Verbo, ecco che Egli si incarna nella, religione cristiana ossia nel suo Corpo Mistico che è la Chiesa, intesa appunto non già come istituzione (o solo come istituzione), ma come Corpo Mistico di Cristo.»   Tommaso Demaria,CONFRONTO SINOTTICO DELLE TRE IDEOLOGIE,  quarta serie, Roma 1985 [CULTURA COME CIVILTA’,  PREMESSA [  § 6. Le tre incarnazioni del Divino. n°/p. 93 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2017/06/Confronto_sinottico_1985__completoDefinitivo.pdf].

[21]   «Già si è accennato a questa duplice categoria ontologica dell’ente creato, definendo l’ente statico come ens cuius essentia est (= ente la cui essenza reale già è fin dal primo istante della sua esistenza, e dunque non si fa); e l’ente dinamico come ens cuius essentia fit(= ente la cui essenza reale ancora non è ma si fa, diviene, si costruisce attivisticamente nello spazio e nel tempo).»   Tommaso Demaria,4  L’IDEOLOGIA CRISTIANA,Costruire Bologna 1975 [parte terza l’ideologia cristiana come ideologia dinontorganica,[    [   XVII  Verso l’assoluto ideologico cristiano [    , § 3- I requisiti.  n°/p. 306 ].

[22]   «Ne segue che tale divenire non sarà affatto sinonimo del moto metafisico (anche se lo implica); ma, se mai, un caso unico di tale moto, consistente appunto in un divenire essenziale coerente ed univoco, in quanto tale non riducibile al moto aristotelico, come una specie non è riducibile al genere, tanto più se genere remotissimo.»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 [Deus Ratione Religionis,   V Lo strumento metodologico del realismo dinamico  , § 2 n°/p. 367 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[23]   Si tratta della proprietà dell’accidentallità.

[24]   «c) Da. parte di entrambi (Dio e uomo), la R. appare come un rapporto vitale, operativo, in ordine precisamente alla salvezza. Non dunque il rapporto ontologico Dio – uomo, come di creatore a creatura. Questo non è ancora il rapporto religioso, ma solo un presupposto metafisico per il rapporto religioso. E neppure il rapporto religioso sarà soltanto un rapporto umano-divino di sudditanza (= morale), o di cortesia (= culto), o di conoscenza, sia pure sviluppata nella filosofia e teologia più profonda. Né la R., né il rapporto religioso, sono una filosofia (e nemmeno una teologia). Ma il rapporto r. è quello  che abbiam detto: rapporto vitale-operativo, e dunque costruttivo, in ordine al la salvezza.»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 [Deus Ratione Religionis,[    [   VI Che cos’è la religione? [    , § 6 n°/p. 390 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[25]   dinamico essenzialmente: ens cuius essentia fit.  Sarebbe meglio “organismus cuius essentia fit” ma il latino non ha il termine giusto per organismo. Capisco S.Tommaso che lo definisce substantia corporea viva.

[26]   Scritti teologici inediti (Nuova Biblioteca di Scienze Religiose) di Demaria Tommaso a cura di Mauro Mantovani https://www.editricelas.it/shop/scritti-teologici-inediti/

[27]   «Come metafisica dell’essere, la metafisica realistico-dinamica rivendica la divisione fondamentale dell’essere in Essere increato (Dio), ed essere creato, che a sua volta viene diviso metafisicamente in ente statico (riferentesi al mondo della natura), ed ente dinamico (appartenente al mondo della storia).»   Tommaso Demaria,4  L’IDEOLOGIA CRISTIANA,Costruire Bologna 1975 [parte terza l’ideologia cristiana come ideologia dinontorganica,[    [   XVII  Verso l’assoluto ideologico cristiano [    , § 3- I requisiti.  n°/p. 306 ].

[28]   «Per prima cosa insistiamo sul fatto che è il REALISMO IN­TEGRALE a riassumere l’intera metafisica dell’essere (o dell’ente, che dir si voglia). È esso quindi la chiave della sintesi integrale cristiana. Senza realismo integrale, a cominciare dalla sua ela­borazione metafisica, non può esserci sintesi integrale cristiana.»   Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte quarta   la sintesi cristiana,[    [   XIII  Formula sintetica cristiana [    , § 6- Realismo integrale. n°/p. 168 ].

[29]   Tommaso Demaria, DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 , Deus Ratione Religionis,   V Lo strumento metodologico del realismo dinamico , § 5 n°/p. 370-371 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[i]           «9.4  la distinzione fra essenza ed esistenza

  1. Comprendere un’essenza significa cogliere gli elementi che la caratterizzano. Dunque, tutto ciò che non è necessario per comprendere l’essenza è un qualcosa che le si aggiunge dall’esterno e che entra in composizione con essa.

     E’ possibile invero pensare una essenza e contemporaneamente non sapere nulla circa la sua effettiva esistenza: posso infatti capire cosa sia un uomo o una fenice e tuttavia ignorare se nella realtà esistano davvero. E’ pertanto evidente che l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza [2], tranne  [4]che nel caso di un ente la cui essenza coincida con l’esistenza [3], ma di un tal genere può essercene uno soltanto [5], cioè il primo ente in assoluto….

     Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile.[6] E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).

     Poiché ciò che esiste in virtù d’altri implica un riferimento a ciò che esiste di per sé stesso come alla causa prima, è necessario che esista qualcosa che, in quanto esiste di per sé, sia causa dell’esistenza di tutto [1], viceversa nel risalire di causa in causa si finirebbe col procedere all’infinito….

     da S. Tommaso d’Aquino, De ente et essentia, Ed. Marietti» 

  1. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi- di Giuseppe Galifi, I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015[9,9 Filosofia e Teologia. La Scolastica, § 9.4  la distinzione fra essenza ed esistenza p. ].

 

[ii]

Fili 2:5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,

6 il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;

7 ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,

8 umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

9 Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome     che è al di sopra di ogni altro nome;

10 perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;

11 e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

 

[iii]

Gv 1:1 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

2 Egli era in principio presso Dio:

3 tutto è stato fatto per mezzo di lui,   e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

4 In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;

5 la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.

6 Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.

7 Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce,    perché tutti credessero per mezzo di lui.

8 Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.

9 Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.

11 Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.

12 A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

13 i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

14 E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.

15 Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l’uomo di cui io dissi:

Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me».

16 Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.

17 Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

18 Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

 

 

La migrazione in un mondo dinamico

La migrazione in un mondo dinamico

La migrazione è oggetto del dibattito odierno. Ricchezza o povertà? Possiamo accogliere tutti?

Cosa possiamo dire da dinontorganici?barcone-immigrati_clandestini

Rispetto al passato ci troviamo in un mondo dinamico ossia fondato su cicli di natura ontologica. Tutti siamo in grado di distinguere i cicli fondamentali che reggono l’Italia o l’Europa. Descrivo con semplicità quello economico (ontico)

  1. Se voglio campare in questo dinamismo socio-economico ho bisogno di denaro per ogni cosa, denaro che spendo direttamente o indirettamente (attraverso lo stato)
    1. anche solo per mangiare una carota devo avere del denaro. Di conseguenza per descrivere il benessere fisico devo considerare anche la quantità di denaro posseduta
    2. Se voglio sopravvivere socialmente ( non solo nella vecchiaia ma anche in gioventù per esempio per fidanzarmi o sposarmi) ho bisogno di denaro.
    3. Se voglio studiare ho bisogno di denaro
    4. se voglio essere curato ho bisogno di denaro
    5. se voglio procreare responsabilmente ho bisogno di denaro ( per esempio per pannolini, … per la scuola materna)
    6. anche per espletare i bisogni fisiologici fondamentali ho bisogno di denaro, …
    7. … se voglio fare la carità in Chiesa ho bisogno di denaro … evidente.

Tutto è mediato dal denaro, perché tutto, sempre di più è fatto con l’aiuto dell’altro (sintesi altruica) attraverso l’energia artificiale e la macchina. Il denaro mi serve a compensare l’altro (ciclo), a meno che voglia rubare. La sintesi altruica regna nel mondo profano e il denaro è il suo strumento1.

  1. Il che equivale ad affermare: A parità di condizioni la massa monetaria misura l’effettiva possibilità di benessere.. 2 Il rapporto con il costo della vita è fondamentale, ma per questo ragionamento di carattere sapienziale è sufficiente considerare il resto invariato. Senza massa monetaria adeguata gli italiani considerati nel loro complesso non possono vivere perché non possoni accedere ai servizi fondamentali.
  2. La massa monetaria di uno stato non è stabile, cresce o diminuisce in modo non automatico, perché posso spenderla all’estero, per esempio, per acquistare “pantaloni cinesi”, o per andare in ferie alle Seicelle. Oggi, nell’Unione Europea3 ( e anche nel WTO) non si possono chiudere le frontiere e quindi non si può limitare la crescita o la diminuzione della massa monetaria.
  3. La conseguenza ineliminabile è che massa monetaria disponibile ( in Europa ) cresce o diminuisce in rapporto al bilancio Import-Export. Ne abbiamo un esempio negativo nella Grecia , stato che sperava di sopravvivere solo aumentando il consumo interno senza curare un bilancio IE in pareggio.
  4. La conseguenza è semplice e incontestabile: il ciclo Import-Export (sintesi altruica col mondo) è la base che mi consente di campare dignitosamente in Europa dandomi quel denaro che mi serve per ogni cosa. Questa oggi è addirittura una legge ONTOLOGICO-DINAMICA e quindi ineliminabile. Il mondo dinontorganico salvifico ancora non c’è.

Aver preso coscienza dell’importanza del ciclo import-export ci serve a capire l’effetto delle migrazioni.

Quando un migrante, che a casa sua campava “coltivando il suo orto e pascolando la sua vaccherella senza bisogno di denaro” entra in Europa , entra automaticamente in questo ciclo monetario, senza possibilità residua. (casa, elettricità, figli vanno a scuola, sanità,…tomba) e deve essere fornito di moneta sonante.

Ma forse, si può pensare, il suo avvento rende anche qualcosa. Ci facciamo perciò una domanda a cui è diventato facile rispondere:

In che modo la presenza del migrante modifica il ciclo import export? Forse aumenta l’export e quindi mantenendo l’equilibrio?

La risposta può essere solo che l’arrivo delle migrazioni non è un fattore collegato all’export di un paese. La domanda estera, infatti, non è un fattore collegato alla possibilità di produzione, fattore che con la presenza del migrante possiamo presumere aumentata. Ne consegue che è possibile l’integrazione del migrante in questo equilibrio solo nel caso in cui l’export di quel paese sia, per altri fattori, in aumento. Questo anche i migranti lo sanno ed infatti tentano di andare in Germania: essere in Europa, e quindi al sicuro, non gli basta.

Cosa rispondere al papa che si richiama in continuazione all’accoglienza?

Caro papa siamo con te. Siamo cristiani, tireremo cinghia e distribuiremo i frutti del nostro ciclo import-export e accoglieremo chi fugge dalla guerra. Ma non possiamo accogliere tutti coloro che lo desiderano.

Migrare non è un delitto, ma non è nemmeno un diritto o la cosa migliore da fare per tantissime situazioni.

Delittuoso infatti è aiutare la decisione di vendere casa,fare debiti e pagare profumatamente “trafficanti di uomini” alimentando la speranza di arrivare in Europa; delittuoso è spingere ad immaginare che basta giungere e tutto è risolto. Oggi facciamo finta che questo sia un problema moderno, facciamo finta di non sapere che muri o reti tra Spagna (Europa) ed Africa ci sono da sempre. Questo modo di alimentare la speranza non è né cristiano (l’azione di Dio avviene solo nella verità) né saggio, quindi va scelta un’altra strada, o meglio di alimentare un altro feedback ontologico-dinamico.

La soluzione può essere solo aiutarli là dove sono ora, perché la terra va coltivata tutta, non solo l’Europa. Occorre impostare un ciclo virtuoso nel quale ricostruire la propria terra sia conveniente a loro e all’Europa insieme. Pur non essendo questo feedback argomento di questa conversazione tuttavia si può anticipare qualcosa. Rispettando il ciclo import-export si possono aiutare

  1. attraverso un piano Marshall per chi esce dalla guerra (aumenta inizialmente l’export europeo anche se nel contempo cala la massa monetaria europea o il potere di acquisto: richiede un’inflazione programmata dalla BCE e …).
  2. Impostando i feedback educativo-agricolo-industriali al fine di arrivare alla autosufficienza agricolo-industriale per tutti gli altri paesi.

Il costo per l’Europa c’è sempre, in ogni caso dovremo tirare la cinghia, ma questo costo lo avremo anche mantenendo i migranti qui; è necessaria una migrazione di tecnici europei verso i paesi in questione, perché l’educazione “dinamica-industriale” chi non ce l’ha non se la può dare da solo; ma come contropartita si mantiene e rafforza l’equilibrio import-export creando ricchezza reale e non disoccupazione.

Chissà che il problema attuale della migrazione non spinga la vecchia Europa ad un cura rivitalizzante dinontorganica ossia a costruire il proprio dinamismo in funzione della della vita del mondo.

1Mt 22:21 Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

2NON è così perché c’è anche il fattore della distribuzione (felici tra i felici diceva San Francesco) . Per massa monetaria intendiamo il denaro in qualsiasi forma (per esempio anche bit-coin), non solo in moneta stampata, e che corrisponde ad una capacità di acquisto che supponiamo stabile. Questa importanza della massa monetaria è rintracciabile nell’equazione IS-LM, ma poiché ora il fattore distributivo né quello inflattivo sono argomento di questa conversazione ci limitiamo a considerare la presenza o l’assenza per i cittadini della massa monetaria totale necessaria a garantire la sopravvivenza interna.

3Il fattore che regola l’inflazione in Italia non può essere utilizzato come negli anni antecedenti 2000 perché non è possibile stampare il denaro in proprio.

Quando la metafisica viaggia con la scienza

Galileo Galilei scriveva

« La cosa non istà così. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si intendere se prima non si impara a intender la lingua e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son trinagoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile intenderne umanamente parola, senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.» [1]

La metafisica realistico integrale ( non altra!) è parte integrante del pensiero scientifico tanto da poter giungere  con la sapienza alle medesime conclusioni della scienza . Io credo sia molto utile confrontare quando  individuato per via metafisica da Tommaso Demaria  nel 1980 con le conclusioni che raggiunge  un autorevole gruppo di studio nell’aprile 2017.

La sapienza  si avvale, nel caso di T. Demaria di una delle quattro caratteristiche intrinseche all’ente dinamico, l’economicità metafisica. Da notare che il “supercomputer metafisico” che ne deriva non costa nulla e il suo utilizzo nel 1984 ci avrebbe portato ad evitare  le crisi che stiamo vivendo, dalla CO2 ai migranti.

Occorre ripartire dal concreto    Galileo per realizzare una vita dove nel  pensiero scientifico la metafisica realistico integrale non si possa disgiungere  dalla matematica.

Il testo intero sul  problema energetico di Tommaso Demaria lo puoi scaricare cliccando qui

Il report completo di ETC, “Better Energy, Greater Prosperity” lo puoi scaricare cliccando qui (in inglese).

Sotto l’immagine trovate  la panoramica ufficiale tradotta in italiano (miglioreremo la traduzione fra poco) , il cui testo originale potrete scaricare cliccando qui

2017, Migliore energia maggiore prosperità ETC Report Overview

Migliore energia, maggiore prosperità

Percorsi realizzabili per sistemi energetici a bassa emissione di carbonio

Il rapporto “Migliore energia, maggiore prosperità” presenta percorsi ambiziosi ma realistici per dimezzare le emissioni di carbonio entro il 2040 e per diminuire il riscaldamento globale di oltre 2° C, contestualmente alla crescita delle economie e all’accesso all’energia sicura e sostenibile per tutti, a prezzi accessibili. Ma i responsabili delle decisioni devono agire immediatamente per accelerare ed estendere l’elettrificazione pulita in tutta l’economia, incrementare la produttività di energia e decarbonizzare i settori difficili da elettrificare all’interno dell’industria e dei trasporti.

Rimuovere le barriere tecniche, economiche e politiche per raggiungere questo obiettivo in linea con il Patto di Parigi, per quanto impegnativo, è alla nostra portata. La transizione ai sistemi energetici a basse emissioni di carbonio garantirà importanti benefici sociali – ad esempio il netto miglioramento della qualità dell’aria per una vita più lunga e più sana – e opportunità economiche connesse allo sviluppo di tecnologie e modelli di business innovativi.

“Ambizioso ma realistico” – La riduzione delle emissioni di carbonio da 36 Gt a 20 Gt all’anno entro il 2040 è tecnicamente ed economicamente fattibile, ma dobbiamo ottenere progressi più rapidi. Allo stesso tempo, è possibile garantire l’accesso universale a 80-100 GJ di energia sicura, sostenibile a accessibile, per persona all’anno – la soglia necessaria per un livello di vita accettabile.

Le conclusioni principali del rapporto sono:

  • La riduzione dei costi delle rinnovabili e delle batterie rende l’elettricità pulita e conveniente inefficace e indispensabile per la transizione verso un mondo a basso livello di carbonio e con energia in abbondanza.
  • C’è ancora un potenziale inutilizzato per migliorare la produttività energetica – quanto varia il PIL per ogni unità di input energetico. La crescita del 3% annuo potrebbe essere raggiunta con le giuste politiche e le corrette attuazioni.
  • Sono adesso necessari rapidi progressi su altre tecnologie, tra cui la bioenergia, l’idrogeno e tutte le forme di cattura e stoccaggio del carbonio, per completare il processo di decarbonizzazione. Ma anche con il dispiegamento di CCS di grandi dimensioni, che non sono attualmente in linea, il fabbisogno di combustibili fossili deve diminuire del 30% entro il 2040, con un rapida riduzione dell’uso di carbone.
  • Riduzione del 57% delle emissioni di carbonio entro il 2040 rispetto al BAU
  • Miglioramento della produttività energetica del 3% p.a.
  • Quasi il 100% della rete elettrica di fonti rinnovabili a costi competitivi entro il 2035

LEADERS DEL CAMBIAMENTO: SOLLECITARE UN INTERVENTO AMBIZIOSO E APPROPRIATO PER UNA TRANSIZIONE EFFICACE

L’ETC riunisce i combustibili fossili, le industrie energetiche e industriali, agli investitori, alle ONG ambientali e ai ricercatori, dai mondi in via di sviluppo e da quelli sviluppati.

I diversi membri dell’ETC, che hanno presentato insieme questa relazione, sono d’accordo sull’importanza vitale di ridurre le emissioni di carbonio per raggiungere gli obiettivi del Patto di Parigi, nonché su come tale transizione possa essere raggiunta, promuovendo al contempo il progresso sociale ed economico.

I NOSTRI COMMISSARI

Poppy Allonby Managing Director, Natural Resources, BlackRock

Laurent Auguste Senior Executive Vice-President, Innovation and Markets, Veolia

Tony Cudmore Head of Sustainability and Public Policy, BHP Billiton

Bernard David Chairman, The Global CO² Initiative

Pierre-André de Chalendar CEO, Saint-Gobain

Al Gore Chairman, Generation Investment

Stuart Gulliver Group Chief Executive, HSBC

Chad Holliday Chairman, Royal Dutch Shell

Jules Kortenhorst CEO, Rocky Mountain Institute

Rachel Kyte Special Representative to the UN Secretary-General; CEO, Sustainable Energy For All

Alex Laskey President and Founder, OPower

Auke Lont President and CEO, Statnett

Ajay Mathur Director General, The Energy and Resources Institute

Philip New CEO, Catapult Energy Systems

Riccardo Puliti Senior Director, Energy and Extractives Global Practice, World Bank

Mukund Rajan Chairman, Tata Global Sustainability Council

Purna Saggurti Chairman, Global Corporate and Investment Banking, Bank of America Merrill Lynch

Lorenzo Simonelli CEO, General Electric Oil & Gas

Andrew Steer President and CEO, World Resources Institute

Nicholas Stern Professor, London School of Economics

Peter Terium CEO, innogy

Laurence Tubiana CEO, European Climate Foundation

Nigel Topping CEO, We Mean Business

Adair Turner Chair, Energy Transitions Commission

Jean-Pascal Tricoire Chairman and CEO, Schneider Electric

Timothy Wirth Vice Chair, United Nations Foundation

Kandeh Yumkella Former CEO, Sustainable Energy For All

Changwen Zhao Director General, Department of Industrial Economy, Development Research Center of the State Council of China

Cathy Zoi President, Odyssey Energy

Il rapporto “Migliore energia, maggiore prosperità” è stato sviluppato dai commissari con il supporto del Segretariato ETC, fornito da SYSTEMIQ e McKinsey & Company.

Dalle sfide alle opportunità

L’ETC descrive quattro transizioni interdipendenti che insieme dimezzerebbero le emissioni entro il 2040, garantendo l’accesso universale ad un’energia economica e affidabile. Ogni Paese deve sviluppare la propria strada verso sistemi energetici a basse emissioni di carbonio che forniscano energia affidabile e a prezzi accessibili per tutti.

4 PERCORSI PER RIDURRE LE EMISSIONI DI CARBONIO NEI SISTEMI ENERGETICI

  1. Accelerare l’elettrificazione pulita

Entro il 2040, la metà delle riduzioni delle emissioni di carbonio necessarie rispetto ad uno scenario aziendale immutato potrebbe derivare dalla combinazione della decarbonizzazione della produzione di energia e dell’elettrificazione di una serie più ampia di attività nei settori dei trasporti e dell’edilizia.

  • Il costo delle energie rinnovabili è in calo e, entro il 2035, sarà possibile eseguire un sistema di energia rinnovabile vicino al 100% a un costo totale di meno di 7 cc per kWh.
  • L’espansione dell’elettricità pulita nei trasporti, nell’edilizia (in particolare il calore) e in alcuni processi industriali chiave consentirà sia una decarbonizzazione più conveniente che una maggiore flessibilità del sistema elettrico.
  1. Decarbonizzare di più l’energia

Ridurre le emissioni di carbonio in attività che non possono essere elettrificate a costi contenuti nei trasporti e nell’industria è essenziale e sarà sempre più importante in quanto il potenziale per ulteriori elettrificazioni pulite si è esaurito.

  • Esistono diverse soluzioni per decarbonizzare le modalità di trasporto e le attività industriali che non possono essere elettrificate in modo economico; questi includono la bioenergia, l’idrogeno, la cattura e il sequestro del carbonio, incluso lo stoccaggio e la potenziale conversione del CO2 in prodotti.
  • Sono necessari un impegno sostanziale in R&S (Ricerca e Sviluppo) ed un supporto maggiore per lo sviluppo di queste soluzioni su larga scala e per innescare una riduzioni dei costi.
  1. Migliorare la produttività energetica

Una rivoluzione nel ritmo di miglioramento della produttività energetica potrebbe fornire un terzo della riduzione delle emissioni di carbonio necessarie entro il 2040.

  • Il raggiungimento del 3% (contro l’1,5% circa attuale) nel miglioramento della produttività di energia annuo a livello globale è tecnicamente possibile.
  • I cambiamenti economici strutturali nei confronti di modelli digitali e circolari più basati su servizi, combinati con una migliore progettazione urbana, sarebbero necessari per raggiungere il target di miglioramento del 3%.
  1. Ottimizzare l’uso dei combustibili fossili residui

Queste transizioni potrebbero comportare una riduzione del 30% dei combustibili fossili entro il 2040, ma i combustibili fossili rappresenterebbero ancora il 50% del mix energetico.

  • Il passaggio dal carbone al gas, la gestione delle perdite di metano e la sospensione della routine di flusso sono essenziali per concentrare l’utilizzo di combustibili fossili in applicazioni con il massimo valore.
  • Il mondo ha bisogno di un lieve aumento di tutte le forme di cattura e sequestro di carbonio (trasformazione in prodotti a base di CO2, immagazzinamento sotterraneo e depositi di carbonio naturali) e di una rapida diminuzione dei combustibili fossili per soddisfare gli obiettivi climatici.

2 STRUMENTI CHIAVE

  1. Aumento degli investimenti
  • L’investimento necessario per questa transizione – ulteriori 300-600 miliardi di dollari ogni anno – non costituisce una sfida macroeconomica impossibile se si considera che i risparmi e gli investimenti globali raggiungono i 20 trilioni di dollari ogni anno.
  • Un passaggio importante nel mix degli investimenti è necessario nel sistema energetico, dai combustibili fossili (-3,7 miliardi di dollari) alle tecnologie a basse emissioni di carbonio (+6 trilioni di dollari) e all’equipaggiamento energetico e alle infrastrutture (+9 trilioni di dollari) nel periodo 2015-2030.
  1. Intensificare le iniziative politiche pubbliche
  • I paesi devono mettere in atto politiche nazionali coerenti e prevedibili per guidare le transizioni energetiche richieste. La revisione delle INDC (Contributi promessi stabiliti a livello nazionale nazionale) rappresenta un’occasione cruciale per mettere a fuoco le politiche sulle priorità chiave e per aumentare il ritmo del cambiamento.
  • I prezzi del carbonio e l’eliminazione progressiva dei combustibili fossili sono elementi essenziali delle transizioni energetiche, ma altrettanto importanti sono le polarità delle politiche aggiuntive, tra cui gli R&S, le politiche industriali, la progettazione del mercato, gli standard di performance e gli investimenti in infrastrutture. Queste leve devono essere riunite in pacchetti politici integrati per guidare e accelerare il progresso.

[1] Galileo Galilei,Introduzione alla filosofia,ISSR san Pietro Martire Verona 2015[,10.2 La rivoluzione scientifica. G. Galilei, § 10.2.2 La filosofia è scritta nel libro della natura in caratteri matematici p. 62].

“non può essere rigida l’integrità della verità”… Ma nooo!

Non può essere rigida l’integrità della verità, perché la Verità si è fatta carne,  si è fatta tenerezza, si è fatta bambino, si è fatta uomo,  si è fatta peccato in croce ….[1]

Questa affermazione fuori dal suo contesto ha la potenzialità di  spaccare la Chiesa. La verità non è troppo rigida, troppo integra, la verità è quello che è, in particolare è la modalità con cui Dio esercita la propria prerogativa creatrice (caritas in veritate) nella storia: qualsiasi preoccupazione pastorale non può nascondere la verità perché la Verità è il soggetto dell’annuncio.

Tuttavia Dio si è incarnato, storicizzandosi come  Cristo-Forma.

Il Dio Assoluto, Padre, è storico in Cristo-Forma che conduce  dinamicamente  verso la Verità tutta intera. Senza nasconderla ma, tacendola prima al Sinedrio, la testimonia  poi a costo della vita .

Anche noi siamo responsabili verso questo mondo che sa costruirsi solo sulla razionalità (faciendum) e non accetta mezze verità. In questa situazione la chiesa per farsi tenerezza non può fare a meno dell’organismo dinamico pena il tradire la verità per affermare solo l’incarnazione , o, al contrario affermare la verità Assoluta senza incarnazione .

Non può essere rigida l’integrità della verità”. La metafisica è prima di tutto  il modo di pensare  dell’uomo, è il meccanismo con cui concepisce i pensieri. Tutte le volte che nella nostra opera nascondiamo “Cristo-Forma della tenerezza”, nascondiamo Dio stesso in un Sepolcro fatto da mani d’uomo. Perciò proclamiamo anche noi nella nostra piccola e apparentemente inutile vita, in un blog deserto, proclamiamo magari in uno sperduto corso di ontologia realistica come è fatto questo Cristo-Forma che accorda la la Verità con la sua Incarnazione nell’Umano peccatore, la Dogmatica ineccepibile con la tenerezza della Pastorale, la verità con la misericordia salvifica .DEMARIA - Scritti Teologici Inediti - Immagine di Copertina

Lo Spirito annuncia e insegna «tutta la verità» (Gv 16,13) e non teme di farla bere a sorsi.[2]

Cristo-Forma è venuto anche per noi, seminiamo  quanto l’uomo è capace di comprendere, senza dimenticare che quando saremo costretti, dovremo testimoniare.

“Non può essere rigida l’integrità della verità,…Lo Spirito annuncia e insegna «tutta la verità» (Gv 16,13) e non teme di farla bere a sorsi.”. Ora sta a noi  dare le basi per spiegare ontologicamente il senso di queste parole.

 

Santa Pasqua a tutti

 

Roberto Roggero

PS: I giornalisti, quale enorme responsabilità hanno! Se loro non capiscono come può capire il mondo che a loro si affida?

[1]     http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2017/documents/papa-francesco_20170413_omelia-crisma.html

[2]     http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2017/documents/papa-francesco_20170413_omelia-crisma.html

Bombardare l’Islam, bene o male?

Le bombe sull’Islam, quelle vere, distruggono l’Islam stesso.

Tutti possiamo vedere i risultati di un bombardamento materiale: basta guardare con occhio distratto una rivista.bombardamento-mosul-2
Per vedere questi bombardamenti che scalzano l’ISLAM sin dalle fondamenta occorre accorgersi della guerra alla  famiglia soggetto sociale, famiglia che qui in occidente viene demolita giorno per giorno demolendo la sua natura e il suo ruolo. Solo quaranta anni fa comunità familiare doveva preparare cittadino ma ora è sopportata SOLO (e sembra non per molto ancora) come sede della trasmissione della vita fisica.

Tutte le rivoluzioni sociali dell’ultimo periodo, dal divorzio all’aborto, dall’eutanasia alla famiglia gay, dal gender all’utero in affitto, hanno in comune la distruzione della famiglia attraverso la pretesa supremazia della persona single sulla famiglia.

Politicamente viene riconosciuto ESCLUSIVAMENTE l’individuo soggetto sociale e per farlo si è pensato di DISTRUGGERE IL CONCETTO STESSO DI FAMIGLIA.
Questa sistematica distruzione della famiglia soggetto sociale viene operata praticamente togliendole qualsiasi autorità sociale anche solo educativa. Ma togliendo questo ruolo alla famiglia si mina alla radice ogni possibilità di costruire una società fondata sulla comunità familiare e quindi sulla “trasmissione della vita e della capacità vitale” intesa nel senso più ampio possibile, quello educativo. Proprio per questo motivo, culturalmente, oggi non si riesce neppure più ad immaginare la famiglia come nucleo sociale, si riesce a concepire solo  la coppia di fatto: finché mi piace starò insieme a te.

Un esempio giornalistico di questi giorni?
Tolta alla famiglia islamica una figlia ( quattordicenne) che la madre aveva fatto rasare perché non voleva indossare il velo islamico.
Motivo giornalistico? La violenza sulla figlia come sembra suggerire Boldrini affermando “mai sopraffazioni”. Ma che tipo di violenza è?

Escluso che la madre non  volesse bene alle figlie (le hanno infatti lasciato gli altri figli), escluso che il taglio dei capelli sia una qualsiasi mutilazione fisica (cosa pensare altrimenti dei negozi di barbieri ora chiamati saloni) non resta che pensare che il provvedimento sia legato alla VIOLENZA EDUCATIVA dell’imposizione DELLA FAMIGLIA (nella persona della madre) sulla persona-figlia quattordicenne.
Le vere bombe sull’Islam sono appunto questa distruzione culturale della famiglia (Islamica in questo caso) come cellula sociale e che fa dire agli mussulmani “Boko Aram”, ossia l’educazione occidentale non va bene.

Questa ultima frase mi farà tenere d’occhio dalla questura, scansioneranno le mail a mia insaputa, e questa visione della famiglia con un ruolo sociale e quindi educativo su figli e nipoti impedirà che io mi coccoli sulle ginocchia un qualche nipote.
Ma che cosa devo dire? Sono nato in un mondo dove la famiglia era il centro dell’educazione, e quindi anche con una qualche autorità sui figli. Ora invece, scrivendo e pensando così sono passato da rigido conservatore ( negli anni 70) a rivoluzionario (oggi).
Ma che cosa devo dire? Se difendere la comunità familiare e il suo ruolo sociale ed educativo è rivoluzionario allora grido “vive la revolution!”.
Roggero Roberto

Integrare il capitalismo con il Know-why

Non si tratta di “eliminare il capitalismo”, ma di risanarlo. A tale scopo, è necessario integrare il Know-how, con un Know-why altrettanto valido. È nient’altro che l’integrazione metafisica realistica della cultura scientifica-tecnica, che già sta alla base del capitalismo come semplice “sistema di produzione”.

« I teorici della scienza economica hanno fatto della loro scienza un dogma, così assoluto che basta a se stesso senza alcun bisogno di aggiungervi la qualifica di “capitalista”. La scienza dell’economia, infatti, non è la scienza dell’economia, ma è solo “la scienza dell’economia in edizione capitalista”.incontro-al-parliamento-europeo-josh

In altre parole, ne vien fuori un autentico trucco “ideoprassico”. Tale è infatti l’attuale scienza dell’economia, affermatasi in Occidente (incluso il Giappone) ed insegnata nelle rispettive Università: scienza economica in funzione ideoprassica capitalista, il cui sbocco finale implicito non può essere che lo sbocco ateo-materialista.
Tentiamo di afferrare la ragione di questo sbocco finale. Con uno sforzo interpretativo possiamo trovarla nella contrapposizione tra il Know-how (conoscenza del come), e il Know-why (conoscenza del perché). (Cf. Lovins, 1.c. pag. 235).
Si tratta di due tipi di cultura-conoscenza: la cultura conoscenza scientifico-matematica-tecnica del “come”, e la cultura conoscenza del “perché”, la quale cultura conoscenza del perché, è di natura filosofica. E se viene elaborata, con metodo metafisico realistico, conduce necessariamente a buon porto. L’importante è tener presente che tale studio è di natura sintetica e concreta, e viene ad abbracciare l’intera nuova realtà storica dinamica secolare, la quale, compresa nella sua profonda natura di organismo dinamico a valore ontologico, non avrebbe mai permesso certi sbocchi tecnologici (pensare alla bomba atomica e alla bomba H), non per un imperativo etico, ma per una pura esigenza di coerenza razionale.
Bisogna tornare ad avere fiducia nella ragione, a cominciare dalla razionalità metafisica realistica dell’essere, compreso l’essere della realtà storica dinamica secolare afferrata nella sua totalità.
Oggi la società, a livello mondiale, è sottoposta ad un’azione di trasformazione con una velocità straordinaria. Non si tratta di “eliminare il capitalismo”, ma di risanarlo. A tale scopo, è necessario integrare il Know-how, con un Know-why altrettanto valido. È nient’altro che l’integrazione metafisica realistica della cultura scientifica-tecnica, che già sta alla base del capitalismo come semplice “sistema di produzione”.
Si ricostituirà l’humus che permetterà ai valori autentici di rifiorire. E la strada dell’autentico sviluppo sarà aperta a livello planetario: per il Terzo Mondo; per i paesi sviluppati. Per la stessa area comunista, se anche per questa “area” si opererà il passaggio dall’ideoprassi marxista socialcomunista, all’ideoprassi dinontorganica»

Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984[B – IDEOLOGIA LAICISTA LIBERALCAPITALISTA E SVILUPPO,III LO SVILUPPO, § 7 – IL RISANAMENTO DEL CAPITALISMO p. 75].

Non è purtroppo la via seguita oggi da Donald Trump.

Oltre il bipolarismo, i cristiani in politica

Cosa differenzia  un  futuro cristiano dal  futuro laicista consumista verso cui siamo avviati?futuro, scelta scientificaC

La capacità di progettare per se e per il mondo il ciclo vitale e vitalmente operante che lo sorregge.

Il file allegato spiega come (  ricalca  in larga parte  la cura della casa comune verso una economia sostenibile) . Se vuoi scaricare l’opuscolo clicca qui.

Ma, Donald, … giudizio su una politica e non sul politicante

Le scelte dello strampalato Donald sono in funzione di problemi universali che ha “solo” cavalcato nella sua elezione a presidente. I problemi non sono creati da antipatia o pazzia, in Europa quanto a soluzioni “pazze” non siamo da meno.

I giornali hanno l’emozione facile e la memoria corta corta. Contrariamente a quello che si può pensare non sono qui per seguire la corrente  e dire peste e corna del presidente americano.DonaldTrump

Il problema/i che ha di fronte e per cui è stato eletto sono comuni a tutto il mondo occidentale.

  • non si ha più la certezza del posto di lavoro; negli Usa essere senza lavoro è gravissimo per la mancanza di reti sociali compresa la pensione e l’assistenza sanitaria.
  • In questa situazione di incertezza vi è una forte immigrazione …
  • … accompagnata da  una emigrazione continua dell’industria manifatturiera.
  • E una instabilità e insicurezza sociale ( disordini “razziali” e non vanno dimenticati gli attentati di natura islamica),

Io credo sia giusto analizzare con oggettività i provvedimenti, valutarli  circa la loro coerenza e sostenibilità e confrontarli con i corrispondenti provvedimenti europei.

Inizio col sottolineare come senz’altro positivo  il provvedimento di sospendere il sostegno dello stato alle ONG abortiste. Mostra un inaspettato rispetto per la vita cosa rarissima in Europa.

La chiave dell’efficienza di politica economica

I provvedimenti economici vanno considerati dal punto di vista termodinamico.

  1. senz’altro positivo è il tentativo di passare al chilometro Zero ossia di “mangiare” quello che viene prodotto in “loco” ( il “loco” è un continente). La tassazione delle aziende nazionali  che producono all’estero è buona cosa perché la globalizzazione spinta all’eccesso aumenta i costi e la produzione di CO2.
  2. positiva  potrebbe anche essere  l’idea di aumentare i posti di lavoro  alimentando la spesa interna attraverso la costruzione di  un muro lungo 3500Km che fa concorrenza alla Grande Muraglia cinese. Potrebbe essere positivo per la CO2 se… ( vedi più avanti). Dal punto di vista umano noi abbiamo risolto mettendo  i reticolati in Ungheria, bloccato il tunnel della Manica,  i migranti a Ventimiglia … . In Italia, dal punto di vista del consumo interno abbiamo proposto il ponte sullo stretto, mentre dal punto di vista migratorio noi abbiamo caldeggiato di “silurare” le barche dei “trafficanti”. Precedentemente avevamo stretto un accordo con la Libia di Gheddafi che poi abbiamo bombardato. Sia detto per inciso, non si capisce come mai migrare spendendo tutte le proprie risorse sia  quasi benemerito, mentre chi fornisce la barca per farlo sia  criminale; sarebbe come dire che chi, durante il fascismo, portava gli ebrei oltre confine era criminale (perché voleva denaro?) mentre era giusto per gli ebrei emigrare. Misteri giornalistici.
  3. Dal punto di vista politico e della CO2 è positiva anche la  presa atto del fallimento del trattato transpacifico ( non ancora ratificato), e sopratutto del trattato con l’Europa ( già fallito prima di iniziare per il disequilibrio a favore degli USA). Di questo trattato la gente europea proprio non ne voleva sapere … . Quindi Grazie a Trump e peste e corna ai nostri politici.
  4. Il beneficio del dubbio ( in quanto non ci riguarda) si può dare all’abolizione del NAFTA di libero scambio  in vigore dal 1992 con Canada e Messico, azione che suppongo sia paragonabile alla Brexit.. Dal punto di vista della termodinamica, come già spiegato, produrre in loco va meglio.
  5. positiva in sé è la riduzione delle tasse sulle imprese, obbiettivo di ogni nostro governo, purché la riduzione non sia finalizzata all’espansione infinita che termodinamicamente è disastrosa.

 

Riassumendo la linea di Trump consiste nel contestare il WTO del 1994, trattato che ha effettivamente  garantito la distruzione dell’URSS ma nel contempo ha portato a de-localizzare le imprese  nei paesi con costo sociale minore ( e quindi tasse e stipendi minori). La diffusione industriale è benemerita ma non è possibile in modo selvaggio (vuoi vendere in Messico? Produci in Messico! quanto più possibile a Km0).  Trump riconosce che questo trattato ha dissanguato gli States ( e l’Europa) e chiede il ritorno produttivo sul suolo americano per evitare un altro “disastro Busch”. La soluzione “Busch” è consistita nel drogare  la crescita del PIL statunitense e quindi  aumentare i posti di lavoro ( giustificato da M. Keynes) attraverso la crisi-immobiliareproduzione di case finanziate da mutui. Questo  errore da 3500 miliardi di dollari ha portato all’inevitabile saturazione di mercato e per il meccanismo finanziario alla crisi in cui versa il mondo. Meglio evitarlo, nessuno di noi ne vuole un’altra .

Trump è un benefattore dell’umanità? Purtroppo no

Tuttavia  tanta buona intenzione (termodinamica) del Nuovo antipatico presidente  viene, al momento del tutto vanificata in ogni sua parte dal  metodo energetico scelto. Infatti

  1. Puntare sulla produzione di energia da petrolio significa PoliticaPetroliferaprodurre CO2. Questo inficia ogni altra iniziativa perché crea un debito energetico (ossia la quantità di energia che si dovrà usare per togliere la CO2 dall’atmosfera) scaricando sul mondo i costi della scelta fatta. In Italia ( ricordiamo tutti il referendum) prima con Berlusconi  abbiamo pensato al Nucleare che quanto a costi ambientali non è da meno e poi con Renzi abbiamo fatto la stessa scelta di Donald .  L’errata scelta energetica  ha sulla  politica di Tramp la conseguenza che
    1. La costruzione della barriera con il Messico risulta un lavoro produttore di CO2 che una volta dispersa nell’atmosfera è difficilmente recuperabile.
    2.  l’aumento dei consumi interni/industrializzazione interna risulta anch’esso un  fatto micidiale per il mondo
  2. Va messo  senz’altro tra le cose negative anche la riduzione delle spese sociali sanitarie (obamacare), riduzione della spesa finalizzata a ridurre la tassazione alle imprese tanto da riportarle in patria. Non ci sono per fortuna  leggi analoghe in europa. In questo noi Europei  siamo decisamente superiori agli USA.

Purtroppo nessun organismo internazionale è in grado di costringere gli States ad una politica  internaziONUonale condivisa perché come si sa nell’ONU gli USA hanno la possibilità di veto su ogni risoluzione. Questo richiama alla necessità di una nuova organizzazione internazionale, … che per ora è un sogno. Non resta che sperare sui contraccolpi economici causati dalla decisione stessa. Non sarà facile per gli USA vendere all’estero autoveicoli  equipaggiati con motori inadeguati. Vedremo.

Conclusioni

  1. non è possibile bloccare il processo di globalizzazione per cui questo processo prenderà altre vie. Trump in questo sarà battuto
  2. primo mangiare: quando la distribuzione della ricchezza passa esclusivamente attraverso il lavoro, senza le aziende non si può sopravvivere. Ma quando il dinamismo aziendale ha come fine la distruzione dell’altrui economia qualcuno non mangia per definizione.
  3. La sopravvivenza della persona non è l’unico obbiettivo dell’essere umano, perché l’economia e la vita passano dalla società. Avere una società sana è il minimo su  cui costruire lavoro e consumi.
  4. La norma costruttiva dell’aumento del consumo interno/espansione economica ha un limite probabilmente già superato, e in questo caso è sostenibile solo quando finalizzata da  un modello dinontorganico che Trump sembra non intuire.
  5. Gli USA occupano da soli quasi un continente, sono ricchissimi e quindi sostanzialmente autonomi. Tuttavia è  necessaria la costruzione della convivenza funzionale con gli altri paesi (non solo l’URSS che da sola è un altro mezzo continente). Due strade si presentano al mondo: o la nascita di due blocchi distinti ( USA-URSS, CINA-EUROPA) attraverso una guerra commerciale mai vista che avrà come risultato l’avvelenamento del pianeta, oppure la revisione del WTO su nuove basi. Per ora non credo che ora sia realistico l’auspicato nuovo ONU.
  6. La strada per il nuovo WTO è sempre e solo la regolazione della temperatura del pianeta attraverso la produzione di energia a partire dal sole, e di conseguenza  una economia diffusa e quanto più possibile a chilometro zero. Tutti se ne avvantaggerebbero, anche gli stessi USA.

La cura della casa comune verso un’economia sostenibile

La cura della casa comune verso una economia sostenibile

Costruire la vita nel presente è l’unico modo per avere un futuro

La cura della casa comune verso una economia sostenibile 1

Abstract 2

Introduzione 2

  1. Abbiamo bisogno di cambiare il modello di sviluppo globale [194] 2

  1. Prima domanda: Perché bisogna cambiare modello di sviluppo? 3

2.1. Perché il modello  attuale porta all’autodistruzione [5] 3

2.2 Perché dal modello ASSUMIAMO  i comportamenti quotidiani [5,6,16,22,109,123,215] 3

  1. Seconda domanda: Con cosa bisogna sostituirlo? 3

3.1. Sostituire il modello con una  RELAZIONE [23,66,215,218,240] 3

3.2. relazione che sia propria della  la VITA [99,235] 4

3.3. macro-relazione che si sviluppi con  l’AMORE [231] 4

  1. Terza domanda: Ma si può? 5

4.1. Occorre trovare una nuova relazione intrinseca tra lavoro, sviluppo sociale  e inquinamento[23]. 5

  1. Quarta domanda: Che cos’è e come è fatto un modello di sviluppo? 6

5.1. Il modello è una RELAZIONE che unifica fattori distinti 6

5.2. Il modello  è una relazione umana universale, perciò composto dai princìpi universali della Vita 6

5.2.1-i princìpi della Vita sono studiati dalla Dottrina Sociale Cristiana 6

5.2.2. princìpi della DSC sono un unico principio sintetico declinato in quattro analitici 7

5.2.3-La relazione tra i  princìpi  costituisce “CICLO” SOSTENIBILE in sè. 7

5.2.4.-i princìpi della vita hanno la funzione di costruire le regole di comportamento (che assumiamo anche col modello) 8

5.2.5.-L’ambiente costringe a generalizzare i princìpi della DSC 8

5.3. i PRINCIPI costruttivi nel modello socio-economico-ambientale sono i TRASCENDENTALI DINAMICI 8

5.4.  I PRINCIPI  della DSC sono correlati ai rispettivi TRASCENDENTALI organico-DINAMICI 9

5.5. I Trascendentali dinamici sono parte integrante di ogni singolo sviluppo 9

5.6. I trascendentali operano come forme cicliche unificate tra loro 9

5.7. Il sistema trascendentale è auto correttivo 10

  1. Quinta domanda: In che modo si (auto) costruisce un sistema? 10

6.1. Cosa significa che si autocorregge? 10

6.2. ASSUMO COMPORTAMENTI DIVERSI  in relazione ai risultati del parametro “PIL” 11

6.3. Il ciclo IS_LM (PIL) è la traduzione dei trascendentali dinamici economici 11

6.4. I trascendentali organico dinamici comprendono anche la dimensione sociale ed ambientale. 12

6.5. La misurabilità del risultato organico dinamico consente il perfezionamento del modello verso nuovi fini. 12

  1. Sesta domanda da dove bisogna iniziare? 13

7.1. Fondare l’economia su leggi oggettive [178] 13

7.3. L’ecosistema “cristallizza” parte dell’energia destinata a produrre calore (e regola anche la CO2). 13

7.4.  Occorre  che l’economia impari a “cristallizzare” l’energia del sole e regolare la CO2 14

7.5. Dynamic organic energy model 14

  1. Settima domanda a quali condizioni si può lanciare il modello organico dinamico? 15

8.1. Al crescere dell’economia cresce la vita e diminuisce l’inquinamento: si può mantenere in moto l’economia e dare lavoro a tutti! 15

8.2. Solo con queste premesse  termodinamiche è possibile lanciare “Piano Marshall” internazionale necessario alla regolazione della temperatura del pianeta. 15

8.3. Le conseguenze sociali  del passaggio: caratteristiche essenziali intrinseche al modello organico dinamico 16

8.3.1. Economia-socio-ambientale 16

8.3.2. Società-economico-ambientale 17

8.3.3. Ambiente-socio-economico 17

Felici conclusioni. 18

Abstract

Laudato sí focuses on the  SOCIO ECONOMIC ENVIRONMENTAL MODEL [194],MODEL which needs to be replaced urgently, since  it causes serious disruptions to Oikos [4,23].

The new  organic and dynamic SOCIO ECONOMIC ENVIRONMENTAL MODEL [5]  (producing and fostering organic life) founds on A  STRICT AND INTRINSIC RELATIONSHIP BETWEEN DIFFERENT FACTORS which are already existing in our Oikos [66], but are  actually distorted and destroyed by the current consumerist CYCLE [56].

The new socio-economic  environmental organic dynamic model (vitally OPERATING [99]) organises the social structures as CYCLICAL and fit for life through the  DYNAMIC TRANSCENDENTALS (i.e. principles of Social Teachings of the Church [63] translated into universal operative forms, which also apply to the Oikos).

The growth of the person [240] is thus favoured, since anyone would BEHAVE  ACCORDING TO THE TRANSMISSION OF LIFE [99,235,240], fostering the possibility of a FUTURE FOR THE ENTIRE HUMAN FAMILY [13].

The inherent dialectic of such NEW SOCIO- ECONOMIC AND ENVIRONMENTAL DEVELOPMENT MODEL [139]  is “vita tua vita mea”, which founds ON LOVE [231] AND ON UNITY, and replaces current “mors tua vita mea” developmental paradigm [213,141,48,29,20].

The new environmental socio-economic model suggested by Laudato si’ is OBJECTIVE and mathematically measurable, and is also structurally capable of supporting the economic cycle, building CULTURE FOR life in the Oikos, supporting the local community, fighting poverty.

Introduzione

In questo contesto preferiamo gettare un ponte tra teologia e ragione  collegando le affermazioni al punto di vista teologico [63,132] tuttavia identico risultato si sarebbe potuto ottenere attraverso la via scientifica.

1. Abbiamo bisogno di  cambiare il modello di sviluppo globale [194]

La nuova via per l’economia consiste nel suo modello di sviluppo. Non c’è dubbio che l’economia (e la società) che viviamo nel presente sia il frutto del suo sistema di sviluppo globale passato.

«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».[137] Non basta conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso.»

2. Prima domanda: Perché bisogna cambiare modello di sviluppo globale?

2.1. Perché il modello  attuale porta all’autodistruzione [5]

Diamo per scontato il disastro economico,ecologico e sociale che è il tema di tutta l’enciclica [5] e specifichiamo invece che il modello vive in noi e per il nostro agire.

2.2 Perché dal modello ASSUMIAMO  i comportamenti quotidiani [5,6,16,22,109,123,215]

Fa parte della natura umana di persona ASSUMERE comportamenti. Ogni mattina ciascuno di noi  ne ASSUME uno quando entra al lavoro, e questo comportamento non è lo stesso che ASSUME quando, uscito dal lavoro, sale in macchina e guida lungo le strade ASSUMENDO un comportamento del tutto diverso da quello che ASSUME solo mezzora dopo quando partecipa ad una partitella di calcio con i colleghi di lavoro. In tutta la giornata ha ASSUNTO comportamenti del tutto diversi da quello di  padre che ASSUME rientrando in famiglia, e così via.

Il modello socio economico si manifesta nella qualità delle REGOLE ASSUNTE da parte delle persone [ecologia umana,5]che alla fine danno luogo a quello che il papa chiama economia fattuale [109] ossia capillare a cui partecipiamo tanto con i nostri comportamenti di consumatori quanto con quelli di produttori.

Cosa fa un modello di sviluppo? Il modello è la causa [15]preponderante del disastro ambientale e sociale perché coordina la prassi dell’intera umanità regolandone  lo sviluppo[6]. Per  un nuovo modello socio economico occorre ASSUMERE  REGOLE di comportamenti socio-economici funzionali alla vita [139]: ASSUMERE questi parametri in nuovi  stili “francescani” di vita [16], ASSUMERLI  quindi nella cultura[6,22,123],  ASSUMERLI nell’economia fattuale [109].

3. Seconda domanda: Con cosa bisogna sostituirlo?

3.1. Sostituire il modello con una  RELAZIONE [23,66,215,218,240]

Modello di sviluppo ed economia sono una la concretizzazione dell’altro. Il   nuovo  modello di sviluppo socio-economico  è inutile cercarlo presso qualche grande economista o politico abituato a ragionare con questa formula

economia-1

Proprio questa formula  eletta ad assoluto [195] è la visualizzazione del modello che il papa chiama paradigma tecnocratico[101] o anche economia fattuale [109]per sottolinearne la sua capillarizzazione nell’agire collettivo. È la RELAZIONE oggettiva tra i suoi termini che consente la formula. Questi termini  IN RELAZIONE  TRA LORO contengono il consumo assoluto, l’investimento pubblico e privato, la gestione della massa monetaria la capacità di aumentare la spesa, le tasse, ma qui non c’è RELAZIONE con il clima, non c’è la RELAZIONE con l’ecologia, non c’è la RELAZIONE la società, non c’è la RELAZIONE con lo spreco, non c’è la RELAZIONE con il debito col futuro, la RELAZIONE  desertificazione dei mari … la lista è lunghissima.

In sintesi: la formula IS_LM non è sufficiente per governare la società [23]e tanto meno per governare il pianeta [66] e per cambiare modello di sviluppo globale, abbiamo invece bisogno di ragionare su una formula che metta IN RELAZIONE TRA LORO tutte le caratteristiche del nuovo modello [215] chieste da Laudato sì’ per fare in modo che al crescere dell’una non venga distrutta l’altra.[218,240]

3.2. relazione che sia propria della  la VITA [99,235]

L’elemento comune tra economia, società ed ambiente è il fatto che tutte queste realtà sussistono per la vita.

Ne segue che è la VITA stessa, il suo Logos[99,235]  che pone OGGETTIVAMENTE ed INTRINSECAMENTE [6] le “nuove” RELAZIONI fondamentali che consentono la  formula del nuovo modello [123], garantendo altresì il suo funzionamento perché OGGETTIVE ed INTRINSECHE da sempre.

Proprio l’OGGETTIVITÀ (CiV) e l’identità del  soggetto osservato (la razionalità della VITA nella sua storicizzazione), pongono necessariamente un ponte tra Nuovo Modello di sviluppo e Dottrina Sociale Cristiana.

3.3. macro-relazione che si sviluppi con  l’AMORE [231]

«231. L’amore, pieno di piccoli gesti di cura reciproca, è anche civile e politico, e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore. L’amore per la società e l’impegno per il bene comune sono una forma eminente di carità, che riguarda non solo le relazioni tra gli individui, ma anche «macro-relazioni, rapporti sociali, economici, politici».[156] Per questo la Chiesa ha proposto al mondo l’ideale di una «civiltà dell’amore» [157]. L’amore sociale è la chiave di un autentico sviluppo: «Per rendere la società più umana, più degna della persona, occorre rivalutare l’amore nella vita sociale – a livello, politico, economico, culturale – facendone la norma costante e suprema dell’agire».[158] In questo quadro, insieme all’importanza dei piccoli gesti quotidiani, l’amore sociale ci spinge a pensare a grandi strategie che arrestino efficacemente il degrado ambientale e incoraggino una cultura della cura che impregni tutta la società. Quando qualcuno riconosce la vocazione di Dio a intervenire insieme con gli altri in queste dinamiche sociali, deve ricordare che ciò fa parte della sua spiritualità, che è esercizio della carità, e che in tal modo matura e si santifica.»[1]

L’amore nelle «macro relazioni, nei rapporti sociali economici e politici» è anche il sunto della metafisica realistico integrale scoperta da Tommaso Demaria salito al cielo giusto 20anni fa. Scrive infatti riguardo al modello globale:

«È una specie di rivoluzione, che sostanzialmente cammina verso il Vangelo, e non contro il Vangelo. Il Vangelo è amore, è unità, è sintesi dinamica. È LA SINTESI DINAMICA DEL CORPO MISTICO.

E la dialettica dinontorganica è la dialettica della sintesi, dell’unità, in definitiva dell’amore.

« L’amore è più forte della morte ». Non è detto pertanto, che una ideologia armata dalla dialettica dinontorganica, sia meno forte di una ideologia armata dalla dialettica della lotta. Dipenderà dagli uomini. Dipenderà dalla loro scelta ideologica. Soprattutto dipenderà dai cristiani. Dipenderà dalla prassi che nasce dalla scelta ideologica.»[2]

4. Terza domanda: Ma si può?

A molti sembra che distruggendo il ciclo economico salviamo possiamo salvare il pianeta, ma al prezzo di distruggere l’umanità. Mi scrive in questi giorni un amico.

“Gentili amici, … il sogno è stato interrotto.”
come molti sanno l’azienda di mio padre – XXXX – per la quale avevo colto la sfida di prenderne in mano le redini e portarla nel futuro – è stata costretta alla chiusura a seguito di un lungo periodo di sofferenze dovute, tra l’altro, alle conseguenze delle sanzioni europee contro la Russia.

Un’azienda che stavo dirigendo verso l’eco-sostenibilità – come descritto in questa intervista – l’innovazione di processo, l’internazionalizzazione, la differenziazione dei mercati, la responsabilità sociale.

Ma il sogno è stato interrotto.”

Occorre proprio scegliere tra  lavoro per tutti e salvezza del pianeta? Per rispondere osserviamo le relazioni presenti nel modello.

4.1. Occorre trovare una nuova relazione intrinseca tra lavoro, sviluppo sociale  e inquinamento[23].

La relazione intrinseca  del modello consumistico  sembra essere

+consumo = +produzione = +lavoro = +ricchezza.

Ne consegue che:

1-salvare la Vita nella casa comune = diminuzione della Co2 = meno economia (meno consumo = meno produzione = meno ricchezza = meno lavoro)[128]

Per questa relazione è quindi impossibile il dinamismo economico rispettoso dell’ecosistema  e insieme garante del lavoro.

Per poter essere sostenibile la relazione dovrebbe essere cambiata in quest’altra relazione intrinseca ed oggettiva che dobbiamo scoprire oggi

2-salvare la vita nella casa comune = sviluppo sociale = crescita  dell’economia

C’è questa relazione nel reale? Come inserirla nel modello di sviluppo? Per saperlo occorre conoscere come è fatto un modello di sviluppo globale.

5. Quarta domanda: Che cos’è e come è fatto un modello di sviluppo?

5.1. Il modello è una RELAZIONE che unifica fattori distinti

Abbiamo già notato che l’attuale modello di sviluppo è la descrizione di  una relazione già presente nel reale che precede l’equazione stessa

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Ma questa relazione denominata “PIL” o “IS_LM” valida dal punto di vista economico e monetario è  incapace di descrivere la parte sociale e l’ecosistema[16]. Con che cosa possiamo completarla[215]?

5.2. Il modello  è una relazione umana universale, perciò composto dai princìpi universali della Vita

È la VITA dell’UMANITÀ stessa  che contiene OGGETTIVAMENTE ed INTRINSECAMENTE [6] le “nuove” RELAZIONI fondamentali che consentono la  formula del nuovo modello [123]. L’umanità le contiene sotto forma di princìpi OGGETTIVI ed INTRINSECI, da sempre studiati dalla Chiesa nella sua Dottrina Sociale.

«160 I principi permanenti della dottrina sociale della Chiesa costituiscono i veri e propri cardini dell’insegnamento sociale cattolico: si tratta del principio della dignità della persona umana .. nel quale ogni altro principio e contenuto della dottrina sociale trova fondamento, del bene comune, della sussidiarietà e della solidarietà. Tali principi, espressione dell’intera verità sull’uomo conosciuta tramite la ragione e la fede, scaturiscono «dall’incontro del messaggio evangelico e delle sue esigenze, che si riassumono nel comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo e nella giustizia, con i problemi derivanti dalla vita della società»…»[3]

5.2.1-i princìpi della Vita sono studiati dalla Dottrina Sociale Cristiana

L’incarnazione della VITA stessa, oggetto di studio da millenni nella Chiesa,  si esprime nel sociale attraverso quattro princìpi fondamentali propri della Dottrina Sociale Cristiana (DSC)[1].

«160…La Chiesa, nel corso della storia e alla luce dello Spirito, riflettendo sapientemente all’interno della propria tradizione di fede, ha potuto dare a tali principi fondazione e configurazione sempre più accurate, enucleandoli progressivamente, nello sforzo di rispondere con coerenza alle esigenze dei tempi e ai continui sviluppi della vita sociale»[4]

5.2.2. princìpi della DSC sono un unico principio sintetico declinato in quattro analitici

«162 I principi della dottrina sociale devono essere apprezzati nella loro unitarietà, connessione e articolazione. Tale esigenza si radica nel significato attribuito dalla Chiesa stessa alla propria dottrina sociale, di « corpus » dottrinale unitario che interpreta le realtà sociali in modo organico. L’attenzione verso ogni singolo principio nella sua specificità non deve condurre ad un suo utilizzo parziale ed errato, che avviene qualora lo si invochi come fosse disarticolato e sconnesso rispetto a tutti gli altri. L’approfondimento teorico e la stessa applicazione di anche uno solo dei principi sociali fanno emergere con chiarezza la reciprocità, la complementarità, i nessi che li strutturano. Questi cardini fondamentali della dottrina della Chiesa rappresentano, inoltre, ben più di un patrimonio permanente di riflessione, che pure è parte essenziale del messaggio cristiano, poiché indicano a tutti le vie possibili per edificare una vita sociale buona, autenticamente rinnovata.»[5]

5.2.3-La relazione tra i  princìpi  costituisce “CICLO” SOSTENIBILE in sè.

La  caratteristica di ogni organismo vivente è l’autocostruzione. È ovvio quindi che il nesso tra princìpi si realizzi  attraverso una specie di “CICLO” in cui la sussidiarietà “attiva” la persona che ricercando il bene comune “attiva” la solidarietà che ha il compito di costruire un futuro vivo aiutando la persona a costruire la propria dignità … verso il bene comune.… e di nuovo il ciclo ricomincia.

Ne vediamo i quattro aspetti

La dignità della persona umana è ordinata al bene comune (e viceversa)

«  1905 In conformità alla natura sociale dell’uomo, il bene di ciascuno è necessariamente in rapporto con il bene comune. Questo non può essere definito che in relazione alla persona umana:

Non vivete isolati, ripiegandovi su voi stessi, come se già foste confermati nella giustizia; invece riunitevi insieme, per ricercare ciò che giova al bene di tutti [Lettera di Barnaba, 4, 10].»[6]

Bene comune e il senso ontico-unitivo di solidarietà si attivano tra loro

« 159. La nozione di bene comune coinvolge anche le generazioni future. Le crisi economiche internazionali hanno mostrato con crudezza gli effetti nocivi che porta con sé il disconoscimento di un destino comune, dal quale non possono essere esclusi coloro che verranno dopo di noi. Ormai non si può parlare di sviluppo sostenibile senza una solidarietà fra le generazioni. »[7]

Ed infine la realizzazione della solidarietà è ordinata  alla sua norma costruttiva che è la sussidiarietà

«58. Il principio di sussidiarietà va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidarietà e viceversa, perché se la sussidiarietà senza la solidarietà scade nel particolarismo sociale, è altrettanto vero che la solidarietà senza la sussidiarietà scade nell’assistenzialismo che umilia il portatore di bisogno..»[8]

Ed infine la sussidiarietà chiude&riapre il ciclo perché ha il compito di attivare la persona nell’autocostruzione della propria dignità

«57…. Manifestazione particolare della carità e criterio guida per la collaborazione fraterna di credenti e non credenti è senz’altro il principio di sussidiarietà [137], espressione dell’inalienabile libertà umana. La sussidiarietà è prima di tutto un aiuto alla persona, attraverso l’autonomia dei corpi intermedi. …» [9]

Non resta che concludere che la Vita nel sociale è anche un ciclo sostenibile in sè.

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5.2.4.-i princìpi della vita hanno la funzione di costruire le regole di comportamento (che assumiamo anche col modello)

«197 La dottrina sociale della Chiesa, oltre ai principi che devono presiedere all’edificazione di una società degna dell’uomo, indica anche dei valori fondamentali. Il rapporto tra principi e valori è indubbiamente di reciprocità, in quanto i valori sociali esprimono l’apprezzamento da attribuire a quei determinati aspetti del bene morale che i principi intendono conseguire, offrendosi come punti di riferimento per l’opportuna strutturazione e la conduzione ordinata della vita sociale. I valori richiedono, pertanto, sia la pratica dei principi fondamentali della vita sociale, sia l’esercizio personale delle virtù, e quindi degli atteggiamenti morali corrispondenti ai valori stessi.»[10]

5.2.5.-L’ambiente costringe a generalizzare i princìpi della DSC

È bello osservare come ci sia questa coincidenza tanto in teologia quanto nella metafisica realistico integrale e nelle scienze. Purtroppo nell’ecosistema non c’è la persona: perdendo l’universalità il principio non è più tale e, di conseguenza, non può essere base del  nuovo sistema  socio-economico [6].

5.3. i PRINCIPI costruttivi nel modello socio-economico-ambientale sono i TRASCENDENTALI DINAMICI

Ma .. i principi della DSC “dell’amore di Dio e del prossimo e nella giustizia” sono la storicizzazione della “VITA in quanto Tale” [ del Logos, 99], per cui il problema  viene subito risolto ripartendo dal Verbo della Vita che fonda tanto  la storicizzazione della famiglia umana quanto la casa comune [99]. Ripensando in questa chiave gli stessi princìpi, la prima difficoltà che incontriamo è ripensare  la  dignità della persona umana [130] e qui ci viene in aiuto la metafisica realistico integrale del prof. d. Tommaso Demaria.

La dignità dell’essere persona umana consiste nel corrispondere pienamente alla propria essenza [132] ossia, come dice Laudato si’, dignità è realizzare il dinamismo trinitario impresso in noi fin dalla nostra creazione[240].

5.4.  I PRINCIPI  della DSC sono correlati ai rispettivi TRASCENDENTALI organico-DINAMICI

Coscienti di questa correlazione tra dignità e costruzione dell’essenza operiamo perciò il passaggio.

Rileggendo gli stessi princìpi nell’organismo dinamico,  “amare Dio e il prossimo nella giustizia” si specifica nel modello della casa comune  come  “amare  il Verbo di Cristo Forma della Vita” [99] e i quattro princìpi analitici di Cristo Forma li possiamo tradurre  così:

Educatività come  capacità di suscitare l’autoattivazione della propria costruzione organica (questa volta è  riferita all’organismo particolare  e non SOLO alla costruzione della dignità della persona),

Moraliltà come la capacità di normare questa autoattivazione  in funzione della vita (della casa comune  e non solo del bene comune  umano),

Socialità come capacità di attivare la creazione di  una convivenza funzionale organico dinamica (solidarietà riferita alla costruzione di un’unica casa comune e  non solo legata alla solidarietà nella famiglia umana)

Missionarietà come capacità di normare la socialità in funzione della costruzione della vita nell’Oikos attraverso l’attivazione del dinamismo organico particolare(è la sussidiarietà riferita anche all’ecosistema  e non solo alla persona o a qualche gruppo della famiglia umana)

5.5. I Trascendentali dinamici sono parte integrante di ogni singolo sviluppo

La seconda difficoltà consiste nell’afferrare i trascendentali organico-dinamici come necessità costruttive proprie a ciascuna parte del macro-sistema organico-dinamico “casa comune” : tanto nella società, quanto nella socio economia, come nell’ecosistema [16,140,142]. Infatti

Ciascun ciclo che  compone l’ecosistema dovrà essere attivato (=educatività) in funzione della costruzione dell’ecosistema stesso (= moralità)[140].     Coscientemente o incoscientemente.

Ciascun comportamento di persona o gruppo sociale sarà  auto attivato (=educatività) dalla qualità della vita [142,144]  in funzione  della trasmissione della vita (= moralità)

Ciascun comportamento economico di macro o microeconomia può essere attivato solo dal profitto [educatività] in funzione della creatività economica della  qualità organico-dinamica del sistema economico.

5.6. I trascendentali operano come forme cicliche unificate tra loro

La coincidenza di  socialità (ex solidarietà) e missionarietà (ex sussidiarietà) unifica lo sviluppo generando distinzione.

Tuttavia siamo in crisi perché c’è un’unificazione dello sviluppo  già presente ed operante e questa unificazione non dipende più dalla scelta umana ma dal fatto che essa per sussistere ha bisogno di generare la vita.[5,6,…] Questo sviluppo della realtà totale corrisponde  appunto al sistema  vitale e vitalmente operante “casa comune” oggi così scombinato.

Ma quale compito ha il sistema “casa comune” in quanto tale? Certamente il sistema in quanto tale ha il compito di garantire l’incarnazione della vita sul pianeta, a partire dalle sue primissime esigenze concrete come per es. dalla caratteristica dell’acqua di essere “nel range” di temperatura vitale. Ne segue che, anche dal punto di vista dell’economia SOSTENIBILE a cui oggi ci limitiamo, si tratta di mantenere  temperatura del pianeta nell’”optimum” della vita come la conosciamo noi, governando l’effetto serra[23] e il ciclo dell’ossigeno[11].

Per la sua unica origine biologica possiamo concretizzare ancora di più questo doppio equilibrio SOSTENIBILE, raffigurandolo come  quel determinato equilibrio serra legato al ciclo della  CO2 e alterato dalla Rivoluzione industriale [23,26].

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Questa immagine trivalente socio economica ambientale del sistema organico dinamico che abbiamo ottenuto è un immagine parziale ma semplice dei princìpi che sostengono il modello di sviluppo organico – dinamico e che risponde pienamente alle specifiche di Laudato si’: mutua connessione dei sistemi[6], relazione ontologica tra le parti [6,16], struttura adatta a tutti gli uomini di buona volontà perché scientifica e non atto di fede religioso [3], relazione tra i sistemi ad un tempo scientifica e metafisica [11], unione della famiglia umana [13], sviluppo sostenibile integrale [13], sviluppo che accetta istanze super umane [6], ….

“Il tutto [il sistema organico dinamico della casa comune] è superiore alla parte” [141]

5.7. Il sistema trascendentale è auto correttivo

Sviluppo è sinonimo di autocorrezione. Purtroppo oggi il sistema socio economico si auto corregge in modo mortifero verso la massimizzazione del profitto e non verso l’”optimum” della temperatura.

«195. Il principio della massimizzazione del profitto, che tende ad isolarsi da qualsiasi altra considerazione, è una distorsione concettuale dell’economia: se aumenta la produzione, interessa poco che si produca a spese delle risorse future o della salute dell’ambiente; se il taglio di una foresta aumenta la produzione, nessuno misura in questo calcolo la perdita che implica desertificare un territorio, distruggere la biodiversità o aumentare l’inquinamento. »[12]

6. Quinta domanda: In che modo si (auto) costruisce un sistema?

Per comprenderlo dobbiamo osservare i meccanismi oggi presenti.

6.1. Cosa significa che si autocorregge?

Per vivere il sistema vivo  deve auto costruirsi verso la vita, almeno sul piano fenomenico. L’autocorrezione nella costruzione è una cosa quotidiana: oggi, noi tutti famiglia umana, Europa, Italia, correggiamo i nostri comportamenti socio economici confrontandoci con la formula del “PIL”.

6.2. ASSUMO COMPORTAMENTI DIVERSI  in relazione ai risultati del parametro “PIL”

Tutta la famiglia umana e con essa l’economia è in costruzione perenne: per verificare l’efficienza di questa costruzione  ogni anno facciamo il punto rispetto all’anno precedente e oggi questa verifica consiste nel controllare l’”aumento del PIL”. Di fatto la nostra azione CONCRETA di umanità, trattati europei compresi, CAMBIA in relazione al risultato di questa verifica, tanto da poter dire che come intera famiglia umana siamo stati  pilotati dal “PIL”.

Per questo la prima cosa CONCRETA da fare è  cambiare il riferimento CONCRETO del nostro dinamismo di FAMIGLIA UMANA. Con cosa?

6.3. Il ciclo IS_LM (PIL) è la traduzione dei trascendentali dinamici economici

Sapere chi ha scoperto il “PIL” non è tanto importante quanto capire perché funziona: funziona perché questo tipo di valutazione è intrinseco alla Realtà Storica e in definitiva all’uomo stesso; non ci deve sorprendere che la formula IS_LM  sia riconducibile ad un rapporto tra  trascendentali dinamici economici.

Qui di seguito A PURO TITOLO ESEMPLIFICATIVO, ci ricolleghiamo al nostro  punto di partenza, il RAPPORTO IS_LM (il PIL) che ha reso misurabile l’andamento economico.

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La possibilità di riportare l’equazione IS_LM ad un rapporto tra trascendentali (ex princìpi di solidarietà e sussidiarietà)calati nel reale, mentre da una parte conferma quanto fino ad ora esplicitato per via teologica  e metafisica, dall’altra rende facile il collegamento che diviene anche un esempio pratico di enorme importanza.

6.4. I trascendentali organico dinamici comprendono anche la dimensione sociale ed ambientale.

Abbiamo già descritto come il sistema trivalente della casa comune sia formato da trascendentali.

Possiamo perciò operare una semplice sostituzione che rende misurabile il ciclo trascendentale economico
( trascendentali = princìpi della DSC ora generalizzati e con valore di forma)

Nella seguente relazione il rapporto socialità missionarietà è sostituito dall’espressione “MODELLO OD” per questioni grafiche.

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6.5. La misurabilità del risultato organico dinamico consente il perfezionamento del modello verso nuovi fini.

Poiché il sistema organico dinamico ( in funzione della vita) è oggettivo e misurabile, il sistema organico può essere anche dinamico ossia  può generare un sistema auto correttivo.

Ma questa volta il dinamismo è in funzione della Vita[13] invece che all’aumento del Prodotto Interno Lordo.

E da qui inizia la mietitura perché

  • Abbiamo un sistema auto correttivo
  • Fondato sulla vita
  • Che ci permette di assumere progressivamente comportamenti sempre più vitali e vitalmente operanti nella loro triplice dimensione
  • Confrontandoci con l’optimum vitale della temperatura del pianeta.

Per terminare sappiamo già  che dobbiamo arrivare ad un rapporto oggettivo per cui al crescere dell’economia aumenta la vita e, aggiungiamo qui di seguito, dobbiamo arrivare ad un rapporto costruito su leggi che un governo non possa fare e disfare a suo piacimento

Posti di lavoro o salvezza del pianeta? Il prossimo passo è accorgersi su quali fatti  porre l’attenzione … .

7. Sesta domanda da dove bisogna iniziare?

Occorre iniziare dal processo di sintesi tra i sistemi governato da leggi oggettive ed universalmente riconosciute.

7.1. Fondare l’economia su leggi oggettive [178]

Noi stessi mangiamo con l’ energia artificiale, senza energia artificiale siamo morti.

La nuova via non può essere fondata solo su un leader [53] o su una politica [178]. La via del modello organico-dinamico è segnalata dalle leggi della TERMODINAMICA che un leader o una politica si incarica di realizzare.

« L’energia di un sistema termodinamico chiuso non si crea né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma ad un’altra. »

Seguiamo la via oggettiva della trasformazione dell’energia.

Cominciamo con l’osservare che una risposta ciclica di natura termodinamica esiste da sempre, e riguarda direttamente  i trascendentali dinamici della casa comune socialità e  missionarietà (“ex” solidarietà e sussidiarietà) espressi dall’equilibrio della CO2.

7.3. L’ecosistema “cristallizza” parte dell’energia destinata a produrre calore (e regola anche la CO2).

La natura viva ha affrontato con successo il problema di autostenere la vita regolando la temperatura del pianeta attraverso il CICLO della “segregazione di CO2” (contemporanea alla produzione di ossigeno) sotto forma di Carbone o Petrolio, vita e suolo.

La bio-regolazione dell’equilibrio termico avviene attraverso due meccanismi correlati:

  • il primo in grado di ridurre l’effetto serra tramite la riduzione della Co2gassosa si realizza con l’azione dei vegetali che la “rubano” all’aria trasformandola  in polimeri di carbonio.
  • il secondo in grado di “cristallizzare” l’energia a un livello di energia più alto del calore sotto forma di polimeri di carbonio, “petrolio” o suolo. Per questa caratteristica energetica il petrolio o il carbone possono essere a loro volta trasformati facilmente  in energia.

Su questi due meccanismi, in particolare sul secondo si può fondare la rivoluzione industriale (non importa se classificata come prima seconda, terza,…)[23] e la società che da essa dipende.

7.4.  Occorre  che l’economia impari a “cristallizzare” l’energia del sole e regolare la CO2

Riprogettare un ciclo socio-economico in senso organico-dinamico significa far sì che l’intero sistema si comporti sempre di più come la vita organica, captando direttamente dal sole l’energia artificiale necessaria all’economia prima della sua trasformazione in   riscaldamento del suolo [172][14].

Questo tipo di economia ha come fine generale l’equilibrio termico e come fine immediato il sequestro della CO2 dall’atmosfera attraverso lo sviluppo di ecosistemi [36,141].

Ma diversamente dalla natura che produce “petrolio”, in  questo ciclo economico organico dinamico l’energia viene stivata sotto forma di energia cristallizzata in prodotti industriali utili o discariche inerti(sono la sostituzione del petrolio). È questo il caso dell’energia elettrica solare da pannelli che è “rubata” al riscaldamento del suolo quando viene trasformata in manufatti attraverso la rivoluzione industriale. È una nuova via economica con nuove  caratteristiche ontologiche: Ricchezza (deve produrre nuovi manufatti UTILI), Riutilizzo (di materiali ancora validi senza trasformarli in calore), Riciclo (prodotti esausti), Riforestazione e altissimo Rendimento dei processi costruttivi[22]socio-economici.

7.5. Dynamic organic energy model

7.3 The ecosystem “crystallizes” part of the energy that could produce heat (and also adjusts CO2).

 

Nature has always tackled the problem of adjusting the temperature of the planet: the solution has always been the “segregation of CO2″ in the form of coal or oil.

Two natural mechanisms adjust the thermal equilibrium:

– greenhouse effect reduction through the abatement of gaseous CO2 thanks to the action of plants.

– the process of not to transform the whole solar energy into heat, but “crystallise it” in the form of polymers (eg “oil” or coal). For this reason, the oil or coal can in turn be converted easily into energy.

 

By entering into this second mechanism the industrial revolution dynamic organic can be founded (no matter if classified as first and second, third,…)[23] e la società che da essa dipende.

 

7.4 In order to be able to work endlessly, it is necessary that  economy learn to “crystallize” the energy of the sun and to adjust CO2emissions

 

To redesign a socio-economic cycle  in an organic-dynamic acceptation means to ensure that the entire system, increasingly gets the necessary artificial energy directly from the sun, before its transformation into heating the soil [172].

At the same time, it is necessary that economy main purpose becomes CO2 removal from the atmosphere through the development of ecosystems [36,141] whose operation is at zero cost. In this model, the industrialization “crystallizes” this energy at a  greater level, exactly as nature already does, by creating “oil”. But in the economic organic cycle energy is again stowed in the form of energy crystallized into manufactured articles or inert landfills (in replacement of oil). We thus have Wealth (= New items manifactured), Reutilisation (products still valid), Recycling (exhausted inert products), Reforestation and a need for very high thermodynamic efficiency in constructive processes [22] in order to produce less heat.

While in the current economy consumerism the increase of industrialization is proportional to the increasing pollution from heat and destruction of the ecosystem, in contrast – in the organic dynamic model which exploits the input energy from the sun – we have proportional correlation between the reduction of pollution from heat, the balance with the ecosystem and the increase of industrialisation: this solves the problem of employment for all but accordingly changes the life styles[5,16,23,…).

 

8. Settima domanda  a quali condizioni si può lanciare il modello organico dinamico?

La via per l’economia oggi  è organico-dinamica alla condizione di non immettere ulteriore CO2 nell’atmosfera.

8.1. Al crescere dell’economia cresce la vita e diminuisce l’inquinamento: si può mantenere in moto l’economia e dare lavoro a tutti!

Intercettando l’energia in entrata dal sole (in questo esempio con i pannelli solari)  la riduzione dell’effetto serra è direttamente proporzionale all’aumento della industrializzazione_organico-dinamica

L’impossibilità di salvare il pianeta e nel contempo di mantenere in moto il ciclo economico (opzione consumista) si è rivelata falsa e per conseguenza è  possibile anche il “lavoro per tutti” auspicato dal papa [127]. Attraverso e solo con  il modello organico dinamico la situazione si rovescia perché la variabile intrinseca  è diventata

Meno inquinamento = più produzione (di ecosistema e di manufatti) = più lavoro e quindi più occupazione. = più ricchezza utile = minor consumo (di ecosistema con l’aumento della qualità del prodotto)

Diremo di più: nel modello organico dinamico la salvezza del pianeta non è possibile senza nuovi posti di lavoro.[127,128,129,183].

8.2. Solo con queste premesse  termodinamiche è possibile lanciare “Piano Marshall” internazionale necessario alla regolazione della temperatura del pianeta.

Insieme abbiamo fatto guerra al pianeta, adesso insieme ricostruiamolo!

La via della ricostruzione passa solo attraverso l’uso di energia artificiale ricavata dal sole prima che riscaldi il suolo e da un piano internazionale che lo realizzi. Questa scelta  modifica  necessariamente il modo di essere società. Il prof. d. Tommaso Demaria osserva:

«   Il porre al centro del sistema energetico l’energia solare, assume questo significato: l’energia solare diventa un parametro di riferimento, e non una scelta esclusiva, la quale “scelta esclusiva” non riguarda le fonti energetiche, ma la scelta tra le due società, società nucleare, e società solare.»[15]

Non è il tema di oggi valutare quali siano le differenze tra società solare e nucleare[16], tuttavia l’articolazione delle logiche interne al modello stesso ci “costringe” su un binario che  corrisponde a  quello che troviamo espresso in Laudato sì’.

8.3. Le conseguenze sociali  del passaggio: caratteristiche essenziali intrinseche al modello organico dinamico

Evidenziamo alcune diffeRenze dal modo di vivere odierno.

Risse zero: Nel suo farsi termodinamico nessuna parte del sistema organico dinamico trivalente può costruirsi in conflitto con un’altra: è la prima caratteristica  di un sistema complesso[231] che possiamo definire oikosistema ed è una differenza che possiamo osservare nel “cambiamento di stili di vita” [206].

8.3.1. Economia-socio-ambientale

Ricchezza: Per abbattere la produzione di calore è necessaria una maggior produzione di ricchezza reale socio-economica. L’umanità funziona tanto meglio quanto più aumenta la produzione di beni industriali utili ad “alto contenuto energetico” (di alta qualità)[107,194]e pensati in funzione dell’ecosistema[206], più esattamente del sistema trivalente.

Rendimento: La produzione termodinamica valida deve generare il minor calore possibile e quindi ha bisogno di processi socio-economici ad alta efficienza (producono in totale meno calore) [22,180]. Il consumismo che ha come fine la bassa efficienza non è più possibile, si va verso la produzione in qualità totale. La cultura della qualità totale che necessariamente la fonda è l’esatto contrario della cultura e della società dello scarto [6,22,43].

Riutilizzo: Proprio per la termodinamica applicata alla società è necessaria la  riduzione degli sprechi  e dello scarto a partire da quelli sociali [5,16]. Dovunque si può fare a meno di produrre qualcosa … in questo modo si produce meno calore e non si ha bisogno di materie prime.

Rioccupazione bilanciata: Poiché il sistema è socio-economico ciascuno è necessariamente partecipe del processo di riduzione della temperatura in ogni parte del pianeta anche solo come acquirente [206]. Questa caratteristica accompagnata alla necessità del massimo rendimento socio-economico-ambientale richiede economia solare diffusa: lo aumento produttivo necessariamente diffuso sposa  la necessità di “ accesso per tutti al lavoro UTILE [127]”.

Ridimensionamento: Ridimensionamento sia assoluto che relativo.
Ridimensionamento assoluto: il dinamismo (socio) economico ha un  optimum funzionale all’equilibrio termico e quindi l’economia organico dinamica non ha un’espansine infinita [106].

Ridimensionamento relativo: Le grandi strutture produttive (e quindi anche quelle sociali) producono per milioni di utenti generando la necessità di trasporti di prodotto e quindi di spreco termodinamico. C’è quindi un optimum anche tra società e bacino di produttivo, andiamo verso lo sviluppo del  “chilometro zero”.

Riciclo: la necessità per l’economia della produzione di un ambiente vivo cozza contro la attuale  distruzione dello stesso per ricavarvi materie prime: occorre “chiudere” il sistema riciclando.[22,180,192]

8.3.2. Società-economico-ambientale

Ridistribuzione: La naturale diffusione delle fonti energetiche e di consumo porta necessariamente alla tendenza alla diffusione geografica della produzione [170] che è esattamente il contrario dell’economia di scala. Il centro termodinamico del nuovo modello [144,179,180,183,213,232] è lo sviluppo della costruzione della società particolare in simbiosi con il proprio ecosistema e nel contempo parte di un organismo superiore. Ridistribuzione  è anche applicabile  al “picco” produttivo proprio del lancio di un nuovo prodotto che richiede  l’iniziale produzione di grandi quantità che a sua volta richiederebbe l’ampliamento momentaneo della struttura sociale. Ridistribuzione significa in questo caso concessione a terzi della produzione per mantenere stabile o quasi la struttura sociale globale. Altri termini correlati sono “livellamento produttivo” e “chilometro zero”.

Reciproco aiuto comunitario: come corollario alla ridistribuzione di produzione e consumo si ha che il modello organico dinamico richiede la soddisfazione dei bisogni a “chilometro zero”. Questo presuppone sistemi produttivi polispecialistici rispondenti all’effettivo bisogno della società particolare [129,189].

Riduzione dei costi: l’eliminazione degli sprechi nel contempo socio-economico-ambientali coincide con la riduzione dei costi di produzione [189].

Reddito monetario distribuito: Come ulteriore corollario alla ridistribuzione di produzione, consumo e localizzazione si ha la ridistribuzione  della massa monetaria che segue la necessità di scambio tra produzione e consumo [129].

Risparmio termodinamico: Il ciclo socio economico ambientale ha natura  essenziale ed è fondato sulla economicità metafisica (in questo caso si esprime attraverso la termodinamica). Esso quindi definisce la qualità di sistema trivalente come  il minimo costo termodinamico possibile per generare vita contemporaneamente sociale, economico, ambientale. Per esempio considera l’intero costo del prodotto dalla produzione delle materie prime al suo smaltimento[22] attraverso il costo del suo utilizzo.

Reale ricchezza: corollario del modello di sviluppo organico dinamico socio-economico-ambientale, è la definizione di ricchezza reale come capacità di rispondere ai bisogni di sviluppo della vita di ogni parte del sistema attraverso il risparmio termodinamico. La ricchezza reale  contempla la sobrietà, il riutilizzo, la possibilità di riciclare ma anche la ricchezza di tempo, una comunità di riferimento stabile per l’aiuto reciproco, … [13,16,22,…].

Riorganizzazione sociale: Nella società organico dinamica la tendenza è verso un ritmo circadiano. Il picco produttivo di efficienza nella produzione di energia è seguito da  quello di trasformazione di energia … quindi … se tra le 09 e le 15  produco energia, la maggior efficienza del sistema  la ho con  un orario di lavoro tra le 09 e le 15. Si può lavorare anche la notte con l’energia immagazzinata nel giorno o con fonti di diverso tipo ma l’efficienza è minore.

Riconversione culturale:…

8.3.3. Ambiente-socio-economico

Riequilibrio: Il fine di produrre ecosistema per mantenere l’equilibrio della temperatura è sinonimo della  ricerca di un equilibrio tra l’organizzazione della massa  biotica e l’organizzazione umana [139].

Rivitalizzazione:L’attuale fine della rivoluzione industriale è quello di trasformare sostanza viva in materia prima morta.  Nel sistema economico organico-dinamico è il contrario perché  per catturare CO2 ho bisogno di trasformare l’energia morta in  organismi vivi raggruppati in ecosistema vitale e vitalmente operante.

Raggruppamento sistemico:Perseguire questo equilibrio richiede un optimum e  in questo modello economico organico dinamico la via preferenziale è l’utilizzo di risorse biotiche [32] RAGGRUPPATE in ecosistema [140]e sotto ecosistemi.

Ripopolazione: la situazione attuale di deficienza nella cattura di CO2 obbliga la socio-economia ad occuparsi della ripopolazione di terra e mare … .

Dal punto di vista della motivazione, adottando il modello di sviluppo organico-dinamico siamo passati da un soggettiva  buona volontà ecologica alla necessità di produrre vita  per la sopravvivenza del modello economico-sociale umano. Un bel salto.

Eccetera … .

Felici conclusioni.

Laudato sì’ propone  una nuova via effettivamente possibile allo sviluppo economico, perfettamente compatibile con lo sviluppo sociale ed ambientale. Abbiamo iniziato domandandoci come sostituire il modello di sviluppo consumista-distruttore  con il nuovo modello organico dinamico: occorre mutare il paradigma economico su cui è costruito il suo sviluppo. Ci siamo domandati se si può ed abbiamo iniziato la nostra indagine osservando come è fatto: il modello organico dinamico racchiude in sé i principi dell’incarnazione della vita (DSC)  che animano tanto la realtà economica quando quella sociale come l’ecosistema. Ma come mobilitarlo? Abbiamo trovato la via per attivare il suo dinamismo auto correttivo in grado di essere misurato e quindi di essere di riferimento per l’(auto) costruzione dell’umanità nello spazio e nel tempo in modo coerente ed univoco attraverso la sua stessa prassi. È oggi possibile mobilitare il nuovo modello organico-dinamico  sfruttando la necessità umana di mantenere in moto l’economia industriale: è infatti possibile sostituire l’attuale meccanismo distruttivo della vita (compresa la nostra) con un nuovo paradigma che richiede lo sviluppo economico  in senso vitale e vitalmente operante per il controllo dell’effetto serra. Lo si deve fare  a partire dall’energia stessa che fonda la possibilità del ciclo economico industriale ma che ha come effetto di sconvolgere in senso positivo il modo di vivere attuale, proprio  come descritto e auspicato da Laudato sì’, anche in aspetti apparentemente scollegati dall’ecosistema  come la cultura, il  lavoro per tutti e la distribuzione della ricchezza sul pianeta.

 

The end (and new word)

Buon compleanno a Tommaso Demaria (sono 20 anni dalla morte)

[1] Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015[6-EDUCAZIONE E SPIRITUALITÀ ECOLOGICA,V AMORE CIVILE E POLITICO, §231 p. 68-69].

[2] Tommaso Demaria,Punti Orientativi, Luigi Parma, Bologna,1974,[ XXXXVII, IL MICL E LA DIALETTICA DINONTORGANICA, 175, 3].

[3] Chiesa Cattolica,Compendio della Dottrina Sociale Cristiana,Libreria Editrice Vaticana Roma 2004[CAPITOLO QUARTO  I PRINCIPI DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA, § I. SIGNIFICATO E UNITÀ,160].

[4] idem

[5] Chiesa Cattolica,Compendio della Dottrina Sociale Cristiana,Libreria Editrice Vaticana Roma 2004[CAPITOLO QUARTO  I PRINCIPI DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA, § I. SIGNIFICATO E UNITÀ, 162].

[6] Chiesa Cattolica,Catechismo della Chiesa Cattolica,Libreria Editrice Vaticana  [, II. Il bene comune, §1905»

[7][7] Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015[4-UN’ECOLOGIA INTEGRALE,V LA GIUSTIZIA TRA LE GENERAZIONI, §  p. ].

[8] Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE,Libreria Editrice Vaticana Roma 2009[,6. Capitolo quinto, § 6.LA COLLABORAZIONE DELLA FAMIGLIA UMANA  ].

[9] Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE,Libreria Editrice Vaticana Roma 2009[,6. Capitolo quinto, § 6.LA COLLABORAZIONE DELLA FAMIGLIA UMANA , 57. ].

[10] Chiesa Cattolica,Compendio della Dottrina Sociale Cristiana,Libreria Editrice Vaticana Roma 2004[, VII. I VALORI FONDAMENTALI DELLA VITA SOCIALE, § a) Rapporto tra principi e valori, 197].

[11] Joshtrom Isaac Kureethadam, Creation in Crisis: Science, Ethics, Theology,Orbis Book Marycnoll, New York 10545 2014[,3 I CAMBIAMENTI CLIMATICI, § 2. Una passeggiata attraverso la storia del clima della Terra  p.92-93 ].

[12] Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015[5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE,IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA, § 195p. 59].

[13] «Resta dunque che solo Dio e l’uomo possono porre la forma dinamica viva dell’ente dinamico [i princìpi della vita ndr]. E la loro specifica competenza consisterà nel porre, da parte di Dio, la forma dinamica religiosa viva dell’EDUC come categoria essenziale e come essenza della realtà storica; e da parte dell’uomo, nel porre la forma dinamica viva dell’ente dinamico fenomenico umano [che risulta misurabile ndr].»   Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975[,VI   La scelta teologica come scelta metafisica, § 5 – Genesi della forma dinamica viva p. 230].

[14] «   Si tratta di una scelta non già “esclusiva”, ma sapienziale e dunque “preferenziale”. Scegliere la “società solare”, come scelta scientifico-tecnologica in funzione della scienza-sapienza ideoprassica dinontorganica, significa tracciare una linea programmatica preferenziale energeticamente non esclusiva quanto a risorse energetiche immediate. Oggi siamo vittime di un sistema energetico sbagliato. E ciò nonostante non è possibile lasciar mancare l’energia ad una società che di energia vive. Se pertanto le centrali atomiche e nucleari come produttrici di energia elettrica per un dato momento risultano un qualcosa di inevitabile, l’importante è che non rappresentino una scelta di principio, la quale condurrebbe alla “società nucleare” come un qualcosa di irreversibile.»   Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984[A – IDEOLOGIA-IDEOPRASSI DINONTORGANICA E SCELTA ENERGETICA,II LA SCELTA ENERGETICA, § 11 – IL SOLE COME PRINCIPALE FONTE ENERGETICA p. 37].

[15] Tommaso Demaria,PER UNA NUOVA CULTURA,NPC edizioni Verona [,1 PASSAGGIO ONTOLOGICO DALLO STATICO AL DINAMICO, § 6. Rivoluzione industriale e divisione ontologica della storia p. 19].

[16] Per approfondire questo aspetto puoi vedere per esempio di Tommaso Demaria “la società alternativa” e  dello stesso autore “Per una nuova cultura”.

Incontro 23 novembre 2016, Università Pontificia Salesiana, piazza Ateneo Salesiano 1, Roma

Sessione mattutina

ALLEANZA PER LA CURA DELLA CASA COMUNE:
Aula Paolo VI (interventi in italiano)

  • 08.30: Arrivi , accoglienza, iscrizioni
  • 08.45: Preghiera d’apertura: Laudato si’, mi’ Signore Composizione musicale originale del Alberto Caruso, eseguito dal Coro Universitario dell’UPS sotto la guida del M° Santiago Gassin e con il  Alberto Caruso al pianoforte
    Saluti iniziali: Prof. D. Mauro Mantovani, Rettore Magnifico UPS Prof. Alberto Basset, President of European Ecologica Association
    Chair: Prof. Luis Rosón Galache, Decano Facoltà di Filosofia, UPS
  • 09.30 Laudato Si’ e l’invito di prendersicuradella nostra casa comune
    Card. Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace
  • 10.00 La cura della casa comune: la leadership morale di papa Francesco
    Prof. Myles Allen, Environmental Change Institute, University of Oxford, UK
  • 10.30 Religioni per la cura della casa comune (video messaggio) Prof.ssa Mary Evelyn Tucker, Yale University, USA
  • 10.45 – 11.00: Pausa
  • 11.00 Laudato Si’, quale impatto sulla politica?
    Dott. Andrea Tilche, European Commission, Brussels
  • 11.30 La cura della casa comune: verso un’economia sostenibile Dott. Roberto Roggero – Dott. Luca Cipriani, Nuova Costruttività, Verona
  • 12.00 La formazione dei pastori per la cura della casa comune Arcivescovo Patron Wong, Segretario della Congregazione per il Clero
  • 12.30 Breve dibattito
    Pranzo

Sessione pomeridiana

A ‘ROAD-MAP’ TO TAKE FORWARD
THE VISION AND MISSION OF LAUDATO SI’

Giuseppe Quadrio Hall, Theology Faculty Building, First Floor (the Seminar proceedings will be in English)
  • 14.30 Earth as our common home: towards a new cultura! paradigm
    From environment to ‘common home’: the paradigm shift of Laudato Si’
    Prof. Joshtrom Isaac Kureethadam, Salesian University, Rome The metaphysics of interrelatedness in LS
    Prof. Giulia Lombardi, Urbaniana & Angelicum Universities, Rome
    Climate as a common good of the common human family
    Dr. Adriana Opromolla, Caritas Internationalis, Vatican City
  • 15.30 Care for our common home: contribution from religious traditions
    Inter-faith collaboration for the care of Earth
    Rabbi Yonatan Neril, Interfaith Centre for Sustainable Development, Jerusalem
    Learning from the wisdom of indigenous communities in caring for Earth
    Prof. Prem Xalxo, Gregorian University, Rome
    Resources within spiritual and mystical traditions for the care of our common home
    Prof. Ryszard Sadowski, Cardinal Stefan Wyszynski University, Warsaw
  • 16.30 – 16.45: Break
  • 16.45 Educating towards –caring-for our common planetary home
    Caring for God’s creation: a religious education proposal
    Sr Teresa Devine, Cosmology Group, Ireland
    Educating religious leaders for the care of our common home
    Fr Felix Mushobozi, Commission for Justice, Peace and Integrity of Creation – USG/U1SG, Rome
    Higher education and LS’s invitation for the care of our common home
    Fr Friedrich Bechina, Undersecretary, Congregation for Catholic Education
    Floor discussion

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