D’Aquino vs Demaria

Da parte dei filosofi tomisti c’è uno scontro automatico, quasi un  “ribrezzo” del realismo dinamico, “ribrezzo” che ha la sua origine profonda nelle  cause dell’essere.

Le cause dell’essere

Il superamento della metafisica aristotelica prodotta da S. Tommaso nasce da un punto piccolissimo e nuovo che entra a costituire la sua ontologia: “L’esistenza non me la sono data da me!

Scrive infatti Tommaso D’Aquino.

Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile. E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).”1

Ad un lettore molto disattento Tommaso Demaria sembra affermare esattamente il contrario e proprio per questo uscire dal Tomismo .

Scrive infatti Tommaso Demaria circa la causa efficiente:

«Ma per l’ente dinamico è il rovescio. La causa efficiente dell’ente dinamico come tale, è perciò causa dinamica anch’essa, è intrinseca all’ente dinamico stesso.2»

SEMBRA che tra Tommaso Demaria e Tommaso D’Aquino vi sia uno scontro più che un incontro, ma non è così. Per comprendere la differenza che consente l’unità metafisica occorre aver presente la struttura essenziale realista.

Essenza archetipa, reale.

EssenzaArchetipa&RealeLa distinzione tra i diversi principi costitutivi dell’essenza è semplice e intuitivo: basta osservare un casa costruita dove essi coincidono, e una casa in costruzione dove essi sono ancora distinti. EsssenzaReale+EssenzaArchetipaOsservando la casa durante la costruzione vedo bene che si sta costruendo una casa ma l’essenza reale ( la sua storicizzazione) non è ancora presente in modo completo. Partendo da questo esempio possiamo generalizzare dicendo che l’ente da costruirsi ha un’essenza archetipa, mentre la sua presenza nel reale è appunto l’essenza reale. La presenza nel reale di archetipa&reale determina l’essere.

Differenti riferimenti, unità reale

I due autori si riferiscono a due princìpi costitutivi diversi diversi dell’essenza.

Tommaso D’Aquino si riferisce all’essenza archetipa che si può definire così

«L’essenza archetipa così intesa potrebbe pertanto venire definita così: id quo in mente Dei Creatoris …»3

e in questo caso nei confronti della causa efficiente dell’essenza archetipa essa può essere solo esterna.

Tommaso Demaria invece si riferisce all’essenza reale :

«Ed è a tale ente che diamo precisamente il nome di ente dinamico, definendolo tecnicamente così: l’ente dinamico è l’ente la cui essenza (reale) ancora non è ma attivisticamente si fa ( ens cuius essentia activistice fit).»4

Non c’è quindi contraddizione ontologica tra Tommaso Demaria e Tommaso D’Aquino: anche nell’ente dinamico la causa efficiente dell’essenza archetipa  è esterna.

Nessuna differenza.

L’essenza archetipa del dinamismo essenziale è l’organismo

E qual è quell’ente la cui essenza archetipa  è generata da una  causa incausata ma la cui essenza reale si storicizza per propria virtù?

Ontologicamente può essere solo l’organismo in quanto tale, perché storicizzarsi per propria virtù corrisponde ad  essere vivi e autocostruirsi, o nell’esistenza o  nell’essenza reale. Vivi come la Vita che ci ha creato. Ma questa è un’altra storia in cui la vita entra a titolo proprio nell’universo5 ontologico, una storia bella ma troppo lunga da raccontare.

«…. Muovendo dalle cose create, l’uomo giunge alla conoscenza dell’esistenza di Dio, ma gli rimane il desiderio di conoscerne la natura. Per vedere Dio è necessario che la sua stessa essenza diventi forma dell’intelletto. Solo il lume della gloria dà l’accesso alla «società dei beati contemplatori di Dio» 1. Apocalisse, 21.23. 2. Prima lettera di Giovanni, 3.2. lume o luce. E questa è la luce, della quale si dice: «la gloria di Dio l’ha illuminata»1 , cioè la società dei beati contemplatori di Dio. In forza di questa luce i beati diventano deiformi, cioè simili a Dio, secondo il detto della sacra Scrittura: «quando [Dio] si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è» .»6

La sua stessa essenza ( la Vita) deve diventare forma dell’intelletto ( la vita).

19.4 la distinzione fra essenza ed esistenza

1. Comprendere un’essenza significa cogliere gli elementi che la caratterizzano. Dunque, tutto ciò che non è necessario per comprendere l’essenza è un qualcosa che le si aggiunge dall’esterno e che entra in composizione con essa.

E’ possibile invero pensare una essenza e contemporaneamente non sapere nulla circa la sua effettiva esistenza: posso infatti capire cosa sia un uomo o una fenice e tuttavia ignorare se nella realtà esistano davvero. E’ pertanto evidente che l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza, tranne che nel caso di un ente la cui essenza coincida con l’esistenza, ma di un tal genere può essercene uno soltanto, cioè il primo ente in assoluto….

Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile. E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).

Poiché ciò che esiste in virtù d’altri implica un riferimento a ciò che esiste di per sé stesso come alla causa prima, è necessario che esista qualcosa che, in quanto esiste di per sé, sia causa dell’esistenza di tutto, viceversa nel risalire di causa in causa si finirebbe col procedere all’infinito….

da S. Tommaso d’Aquino, De ente et essentia, Ed. Marietti

» S. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi-,I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015, 9, 9 Filosofia e Teologia. La Scolastica , § 9.4 la distinzione fra essenza ed esistenza n°/p. ].

2Tommaso Demaria, Realismo Dinamico, Parte seconda: La realtà Storica come ente dinamico, Capitolo 6 Causa efficiente e finale, pag. 49

3 Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte seconda ‘dell’ente dinamico,[ [ I Ente dinamico ed ontologia [ , § 3 – Essenza archetipa, reale e concettuale n°/p. 163 ].

4«Si tratta di un dato di esperienza di importanza eccezionale. Il coglierlo, senza vanificarlo o equivocarle, ci porta alla scoperta della categoria ontologica che cercavamo: la categoria dell’ente dinamico. Con la casa in costruzione ut sic, ci troviamo di fronte all’ente che ancora non è già bell’e fatto, ma si fa attivisticamente nel tempo e nello spazio fin nell’intimo del suo essere e cioè nella sua stessa essenza reale. Ed è a tale ente che diamo precisamente il nome di ente dinamico, definendolo tecnicamente così: l’ente dinamico è l’ente la cui essenza (reale) ancora non è ma attivisticamente si fa ( ens cuius essentia activistice fit).» Tommaso Demaria,De Ecclesia,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1961 [PER UNA ECCLESIOLOGIA ORGANICA,[ [ IV ORGANISMO STORICO E REALISMO DINAMICO [ , § 3. Ente dinamico e realtà storica. n°/p. 354 http://www.organismodinamico.it/wp-

5«Così la vita fa il suo ingresso ufficiale nella metafisica dell’essere creato appartenente al nostro universo. E lo fa, a titolo dell’essere che le è proprio e a cui appartiene essa stessa: e cioè a titolo dell’organismo, e non più come una appendice cosmica della sostanza. Sarà un ingresso inoltre che pone lo stesso organismo al suo giusto posto nel sistema metafisico dell’essere, che è appunto quello che precede la divisione dell’ente creato in statico e dinamico.» Tommaso Demaria,3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 [,[ [ I Teoria dell’organismo [ , § 6 – Sbocco metafisico dell‘organismo n°/p. 38 – 39 ].

6 S. Tommaso d’Aquino, Lezioni di storia della filosofia- Summa Tologiae, Zanichelli Bologna 2010[La Filosofia Scolastica,41 Se l’intelletto creato per vedere l’essenza di Dio necessiti di un qualche lume creato, § p. ].

Metafisica realistico dinamica dinontorganica con particolare riferimento alla Dottrina Sociale Cristiana

Dal Joint Project PReSI alle Tecnoscienze  Sviluppi e Applicazioni della Metafisica Realistico Dinamica Iniziative in corso e prospettive (Verona 5 maggio 2018)

Di Roberto RoggeroRobertoRoggero1

Ho conosciuto Tommaso Demaria perché mio fratello Piergiorgio  mi ha parlato di tale Tommaso Demaria. Ho frequentato il Centro Toniolo di Verona con don Gino Oliosi e Gaetano Peretti, Gaetano Bellorio, Stefano Fontana, … e il prof. Tommaso Demaria ovviamente. Ho scoperto  così, quarant’anni fa, che esisteva una terza via.

La mia gioventù era un’epoca di contrapposizione marxismo e capitalismo, per cui parlando di terza via  ero l’unico cretino che “prendeva parole” da entrambi gli schieramenti.

Sono un “Ontotecnico” (nome che mi ha dato Luca al momento della sua laurea ossia mi occupo di creare strumenti ontologici per uso “quotidiano”), non ho nessun interesse teologico, solo cerco di applicare alla mia vita laica la metafisica realistico dinamica. Per me il problema non era la religione, quella allora la si dava per assodata e regolata dal catechismo, il problema era ed  è la terza via  da applicare via via alla  Parrocchia, Pallacanestro, Costruzione dispositivi medici, Riabilitazione, Insegnamento, Auditor di sistema e Politica.

Tuttavia, ad un certo punto della mia vita le cose sono cambiate perché alla morte di Demaria qualcuno lo doveva sostituire … .DEMARIACdx

La sostituzione è una faccenda complessa, è come morisse Aristotele, non c’è nessuno alla sua altezza. Per quel che mi riguarda sono fissato con l’aspetto pratico della questione,   io Luca ( ora Dr. Cipriani) abbiamo scritto perciò (ed illustrato) un primo testo da presentare agli incontri romani del FAC.

Quella dell’”animatore” doveva essere una situazione provvisoria ma, come spesso succede,  alla fine sono rimasto prigioniero della metafisica realistico integrale e studiando la terza via dal punto di vista metafisico mi sono accorto di  continui richiami intrinseci alle logiche del vangelo.

Per esempio leggendo il vangelo scopriamo che il dinamismo essenziale della persona è spiegato perfettamente dalla parabola dei talenti, … l’aiuto reciproco dall’amore del prossimo …  l’unità tra persona e modello-tipo di sviluppo  corrisponde alla vite ed i tralci … Sia che si voglia costruire un’azienda, sia che si voglia essere cristiano quella logica lì la devo comunque usare … . Un “disturbo teologico” ma che con l’andar del tempo è diventato così  invadente da diventare utile …

Attorno al 2000 (in quegli anni insegnavo), per esempio, ho scritto  il testo  “L’uomo infinito”, come testo di studi per  studenti di Sistemi di Qualità che ha due versioni

  • una per atei, senza riferimenti al cristianesimo, solo struttura logico- metafisica-esperienziale
  • una per cristiani anche con riferimenti a passi biblici

La metafisica realistico integrale è scienza

La scienza metafisica è razionalità oggettiva non opinione o atto di fede; la metafisica come scienza  non inventa nulla, scopre: percepisce e  adegua costantemente  la sua percezione al reale.

Il suo sviluppo è tutto razionale: A=A, A≠B, tertium non datur. Per cui posto il punto di partenza A tutto va di conseguenza.
Se A=B e B=C allora C=A

Come mai questa continua sovrapposizione con il cristianesimo? Dal mio punto di vista era un po’ seccante. Mi sentivo un po’ “basabanchi” invece che scienziato.

La radice metafisico-teologica

Cosa hanno in più i cristiani  dei mussulmani o dei buddisti ?

Tutti siamo credenti ma “Il cristianesimo è la religione vera!” Affermazione da sparapanzarsi dal ridere. Se la religione si fonda esclusivamente su un atto di fede, il mio atto di fede vale quanto il tuo! Risultato: NON può esistere alcuna  religione oggettivamente vera.

Affermazione che  in sé sembra ineccepibile. Però, questa affermazione era  anche di  Demaria, persona onestissima e santa. … Come mai lo sosteneva?

La metafisica realistico integrale è una scienza coerente con il punto di partenza e abbiamo visto che è una scienza rocciosa (fondata sulla roccia).

Il punto di partenza di tutta la metafisica realistico integrale è che non mi sono dato la mia esistenza. Se lo avessi fatto sarei come Dio, sarei esistente da sempre e ovviamente non è così (san Tommaso).

Quindi con un atto di  ragione devo ammettere la presenza di qualcun altro che all’atto della creazione era vivo da sempre e “mi” ha creato …

Interessante quel “mi ha creato” perché la creazione è un’azione cosciente …  il pensiero razionale può fondarsi solo quando ammette che la Vita fonda tutto, perché era prima di ogni cosa creata. In questo caso  Vita  va scritta in maiuscolo perché “Vita in quanto tale”.

Ne segue che la Vita in quanto tale, ossia la consideriamo nella sua  Razionalità Interna Oggettiva, è il fondamento  necessario alla metafisica realistico integrale, scienza assolutamente razionale e coerente nella sua esplicitazione.

Però la Razionalità della Vita così considerata è anche il Logos! Logos che noi conosciamo come sorgente dell’intero Vangelo[1] col nome di Cristo (Civ). In 1Gv 1:2 è testualmente spiegato che quello che noi cristiani  testimoniamo è il  Verbo. “ la vita che si è fatta visibile”.[2]

Poiché entrambe le scienze si fondano sulla vita ne segue che nel cristianesimo ragione e fede si baciano: La religione Cristiana è l’unica religione metafisicamente vera perché una cosa non posiamo negare: sono vivo e la Vita in quanto Tale è necessaria alla mia ragione.

Per questo legame indissolubile  l’affermazione iniziale che affermava il cristianesimo come religione metafisicamente vera è corretta.

Se è vera la metafisica realistico integrale è vera anche la religione cristiana, l’una senza l’altra non può esistere perché la metafisica del reale impasta l’universo. La vita è necessaria alla ragione umana che “scopre” senza inventare l’universo e in questo senso la metafisica realistico integrale è ancilla ma in senso ontologico.

Con un immagine possiamo dire che Metafisica realistico dinamica e Metafisica-teologiateologia sono due piramidi che hanno in comune lo stesso vertice

Un identico fondamento (la Vita scritta in maiuscolo) e metodo e  un oggetto analogo,  portano le due scienze a coincidere nella logica delle rispettive conclusioni. Con una differenza

La metafisica realistico dinamica esplicita la vita nell’ente creato materiale che possiede  la vita (od organismo considerato in sé stesso).

La teologia esplicita la Vita  nel dato rivelato dell’ente increato operata da Cristo.

Metafisica dinamica o metafisica dei criteri di sviluppo

Ecco spiegato come mai tra i piedi avevo tutte quelle coincidenze quando studiavo la Realtà Storica: si trattava sempre della vita, maiuscola o minuscola che fosse.

Ma io sono rimasto sempre l’”ontotecnico Roberto” quello che cerca come realizzare  il nuovo modello di sviluppo e dopo queste prime  considerazioni  è ovvio che la terza via deve avere al centro, anzi può discendere solo dalla costruzione della vita. Ma come si fa a calare nella pratica l’organicità (= la vita creata)?

Innanzitutto va costruita attraverso l’azione umana ma non più casuale. Vanno scelti nuovi criteri di sviluppo per il nostro agire di umanità. È necessario che la logica della costruzione organica si trovi nei princìpi che regolano la  costruzione del concreto.

Trascendentali dinamici

Che cosa presiede la costruzione del concreto?

Nel mondo normale per costruire si usano strumenti che si chiamano  criteri di sviluppo, mentre nella Chiesa si parla di Princìpi della Dottrina Sociale Cristiana.

Un nome comune a entrambe le realtà è il nome metafisico di trascendentali dinamici: essi incarnati nella Chiesa  prendono il nome di Princìpi e invece incarnati in  Modello di sviluppo socio economico[3] prendono il nome di Criteri di sviluppo.

Ovviamente, vista l’identica radice nella Vita, princìpi e criteri di sviluppo hanno la stessa struttura e contenuto, ma con carattere diverso: salvifico-ontico[4] per la chiesa e ontico-salvifico per il modello.

5 Princìpi per la Dottrina Sociale Cristiana

Da “Compendio della Dottrina sociale cristiana” ricaviamo quali sono i princìpi fondanti

«160 I principi permanenti della dottrina sociale della Chiesa  costituiscono i veri e propri cardini dell’insegnamento sociale cattolico: si tratta  del principio della dignità della persona umana — già trattato nel capitolo precedente — nel quale ogni altro principio e contenuto della dottrina sociale trova fondamento,‚ del bene comune, ƒ della sussidiarietà e „della solidarietà. Tali principi, espressione dell’intera verità sull’uomo conosciuta tramite la ragione e la fede, scaturiscono « dall’incontro del messaggio evangelico e delle sue esigenze, che si riassumono nel … comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo e nella giustizia, con i problemi derivanti dalla vita della società ».343

 

5 criteri di sviluppo trascendentali utilizzati per la terza via

Riassumiamo qui quali sono i trascendentali dinamici utilizzati dal modello dinontorganico (non da quello marxista o consumista)

Educatività: autocostruzione della persona (preparazione a vivere ed agire)

Moralità: norma costruttiva per il bene comune

Socialità: autoattivazione della costruzione dell’unità nel Nuovo modello (costruzione di una convivenza funzionale)

Missionarietà: norma costruttiva organica del modello in funzione della costruzione di un tutto funzionale all’autoattivazione organica delle parti

Religiosità: dinontorganismo

Il confronto sinottico rivela l’analogia[5]

Trascendentali di un modello di sviluppo Princìpi della dottrina sociale cristiana
Educatività: autocostruzione della persona (preparazione a vivere ed agire)

 

 del principio della dignità della persona umana

 

Moralità: norma costruttiva per il bene comune

 

‚ del bene comune,

 

Socialità: autoattivazione della costruzione dell’unità nel Nuovo modello (costruzione di una convivenza funzionale)

 

„della solidarietà

 

Missionarietà: norma costruttiva organica del modello in funzione della costruzione di un tutto funzionale all’autoattivazione organica delle parti

 

ƒ della sussidiarietà

 

Religiosità: sintesi ripetitrice dell’assoluto costruttore della vita ( organico-dinamico o dinontorganico)

 

… comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo

Possiamo concludere così come  fa il  Compendio della Dottrina Sociale cristiana al n° 262

L'attività umana di arricchimento e di trasformazione dell'universo può e deve far emergere le perfezioni in esso nascoste, che nel Verbo increato hanno il loro principio e il loro modello.

 

Da trascendentali a scienza

I princìpi  sono princìpi, ossia non bastano, perché  per entrare in Ideoprassiologoazione necessitano di essere  incarnati nelle scienze e tecniche a valore essenziale, ossia attive e necessarie per la costruzione del sociale. Il mondo globalizzato, proprio per la sua globalizzazione dinamica, si può costruire solo sulla ragione e sulla scienza e tecnica. E da questa scienza  passano poi nelle azioni individuali.

Galileo aveva ragione!

Poiché i princìpi si incarnano nella scienza è facile darsi conto che Galileo Galilei aveva ragione

«La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamenteGalileo_Galilei_1 ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si intendere se prima non si impara a intender la lingua e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica[6]

Conclusione  con Benedetto XVI (Spe salvi)

«Per noi che guardiamo queste figure, questo loro agire e vivere è di Benedetto_XVI,sedutofatto una «prova» che le cose future, la promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza: Egli è veramente il «filosofo» e il «pastore» che ci indica che cosa è e dove sta la vita.»[7]

Grazie della vostra attenzione.

 

 

 

«104. Il pensiero filosofico è spesso l’unico terreno d’intesa e di dialogo con chi non condivide la nostra fede. Il movimento filosofico contemporaneo esige l’impegno attento e competente di filosofi credenti capaci di recepire le aspettative, le aperture e le problematiche di questo momento storico. Argomentando alla luce della ragione e secondo le sue regole, il filosofo cristiano, pur sempre guidato dall’intelligenza ulteriore che gli dà la parola di Dio, può sviluppare una riflessione che sarà comprensibile e sensata anche per chi non afferra ancora la verità piena che la Rivelazione divina manifesta. Tale terreno d’intesa e di dialogo è oggi tanto più importante in quanto i problemi che si pongono con più urgenza all’umanità — si pensi al problema ecologico, al problema della pace o della convivenza delle razze e delle culture — trovano una possibile soluzione alla luce di una chiara e onesta collaborazione dei cristiani con i fedeli di altre religioni e con quanti, pur non condividendo una credenza religiosa, hanno a cuore il rinnovamento dell’umanità. Lo ha affermato il Concilio Vaticano II: « Per quanto ci riguarda, il desiderio di stabilire un dialogo che sia ispirato dal solo amore della verità e condotto con la opportuna prudenza, non esclude nessuno: né coloro che hanno il culto di alti valori umani, benché non ne riconoscano ancora la Sorgente, né coloro che si oppongono alla Chiesa e la perseguitano in diverse maniere ». (126) Una filosofia, nella quale risplenda anche qualcosa della verità di Cristo, unica risposta definitiva ai problemi dell’uomo, (127) sarà un sostegno efficace per quell’etica vera e insieme planetaria di cui oggi l’umanità ha bisogno.»   Giovanni Paolo II, Fides et ratio,Libreria Editrice Vaticana  Roma 1998 ,  CONCLUSIONE    , §  n°/p..

http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_14091998_fides-

[1] «Giovanni con ciò ci ha donato la parola conclusiva sul concetto biblico di Dio, la parola in cui tutte le vie spesso faticose e tortuose della fede biblica raggiungono la loro meta, trovano la loro sintesi. In principio era il Logos, e il Logos è Dio, ci dice l’evangelista. »
Benedetto XVI,VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A MÜNCHEN, ALTÖTTING E REGENSBURG (9-14 SETTEMBRE 2006) INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI DELLA SCIENZA DISCORSO DEL SANTO PADRE Aula Magna dell’Università di Regensburg Martedì, 12 settembre 2006, Libreria Editrice Vaticana Roma 2006 ,  Fede, ragione e università. Ricordi e riflessioni.    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg_it.html.].

[2] 1Gv1:1 Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita 2 (poiché la vita si è fatta visibile, noi l’abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), 3 quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. 4 Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.

[3] «42. Talvolta nei riguardi della globalizzazione si notano atteggiamenti fatalistici, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volontà umana [102]. È bene ricordare a questo proposito che la globalizzazione va senz’altro intesa come un processo socio-economico, ma questa non è l’unica sua dimensione. Sotto il processo più visibile c’è la realtà di un’umanità che diviene sempre più interconnessa; essa è costituita da persone e da popoli a cui quel processo deve essere di utilità e di sviluppo [103], grazie all’assunzione da parte tanto dei singoli quanto della collettività delle rispettive responsabilità. Il superamento dei confini non è solo un fatto materiale, ma anche culturale nelle sue cause e nei suoi effetti. Se si legge deterministicamente la globalizzazione, si perdono i criteri per valutarla ed orientarla. Essa è una realtà umana e può avere a monte vari orientamenti culturali sui quali occorre esercitare il discernimento. La verità della globalizzazione come processo e il suo criterio etico fondamentale sono dati dall’unità della famiglia umana e dal suo sviluppo nel bene. Occorre quindi impegnarsi incessantemente per favorire un orientamento culturale personalista e comunitario, aperto alla trascendenza, del processo di integrazione planetaria.»   Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE,Libreria Editrice Vaticana Roma 2009 [,[    [   4. Capitolo terzo [    , § 4.FRATERNITÀ, SVILUPPO ECONOMICO E SOCIETÀ CIVILE n°/p.  http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html].

«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».[137] Non basta conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso..»   Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE,[    [   IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA [    , §  n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

 

[4] «…..persone si sono opposte allo strapotere dell’ideologia e dei suoi organi politici, e, mediante la loro morte, hanno rinnovato il mondo. Essa si è mostrata soprattutto nelle grandi rinunce a partire dai monaci dell’antichità fino a Francesco d’Assisi e alle persone del nostro tempo che, nei moderni Istituti e Movimenti religiosi, per amore di Cristo hanno lasciato tutto per portare agli uomini la fede e l’amore di Cristo, per aiutare le persone sofferenti nel corpo e nell’anima. Lì la nuova « sostanza » si è comprovata realmente come « sostanza », dalla speranza di queste persone toccate da Cristo è scaturita speranza per altri che vivevano nel buio e senza speranza. Lì si è dimostrato che questa nuova vita possiede veramente « sostanza » ed è una « sostanza » che suscita vita per gli altri. Per noi che guardiamo queste figure, questo loro agire e vivere è di fatto una « prova » che le cose future, la promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza: Egli è veramente il « filosofo » e il « pastore» che ci indica che cosa è e dove sta la vita.»   Benedetto XVI, Spe Salvi,Libreria Editrice Vaticana Roma 2007, Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva, § Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva n°8.

[5] «262 L’attività umana di arricchimento e di trasformazione dell’universo può e deve far emergere le perfezioni in esso nascoste, che nel Verbo increato hanno il loro principio e il loro modello. Gli scritti paolini e giovannei, infatti, mettono in luce la dimensione trinitaria della creazione e, in particolare, il legame che intercorre tra il Figlio-Verbo, il « Logos », e la creazione (cfr. Gv 1,3; 1 Cor 8,6; Col 1,15-17). Creato in Lui e per mezzo di Lui, redento da Lui, l’universo non è un ammasso casuale, ma un «cosmo»,574 il cui ordine l’uomo deve scoprire, assecondare e portare a compimento: « In Gesù Cristo il mondo visibile, creato da Dio per l’uomo — quel mondo che, essendovi entrato il peccato, “è stato sottomesso alla caducità” (Rm 8,20; cfr. ibid., 8,19-22) — riacquista nuovamente il vincolo originario con la stessa sorgente divina della Sapienza e dell’Amore ».575 In tal modo, ossia mettendo in luce, in progressione crescente, « le imperscrutabili ricchezze di Cristo » (Ef 3,8) nella creazione, il lavoro umano si trasforma in un servizio reso alla grandezza di Dio.»   Chiesa Cattolica,Compendio della Dottrina Sociale Cristiana,Libreria Editrice Vaticana Roma 2004 [PARTE SECONDA,[    [   PARTE SECONDA IL LAVORO UMANO [    , § I. ASPETTI BIBLICI n°/p.  http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html].

[6] Galileo Galilei,Introduzione alla filosofia,ISSR san Pietro martire Verona 2015 [,[    [   10.2 La rivoluzione scientifica. G. Galilei [    , § 10.2.2 La filosofia è scritta nel libro della natura in caratteri matematici n°/p. 62 ].

 

[7] Benedetto XVI, Spe Salvi, Libreria Editrice Vaticana Roma 2007 ,
Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento
e nella Chiesa primitiva , § Il concetto di speranza basata sulla
fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva n°8  ].

Il calcolo sapienziale: il fondamento

L’inizio e la fine di qualsiasi valutazione di economia è la risposta questa domanda. “La teoria economica regge? Descrive e prevede l’agire socio-economico con sufficiente precisione anche nel lungo periodo?

Nel sentire comune la risposta dovrebbe riguardare esclusivamente la scienza matematico-statistica, e invece ho scoperto che una grande quantità di economisti vanta anche una base filosofica. Escludendo pure  dalla valutazione Adam Smith che con la sua “sulla ricchezza delle nazioni” si trova proprio all’inizio, eliminando anche Karl Marx la cui teoria socio economica fa acqua da tutte le parti, rimane tuttavia da giustificare la presenza della filosofia tra economisti come von Hayek o J.K. Galbright e molti altri fino a Richard Thaler. Il fatto è che qualsiasi teoria economica ha la giusta pretesa di descrivere il comportamento umano globale dal lato economico e il comportamento a sua volta è parte integrante dello studio di altre scienze, dalla psicologia1 alla sociologia alla metafisica.

In effetti la razionalità che anima il comportamento umano viene prima della sua misurazione quantitativa, ergo l’economia senza le scienze umane è semplicemente IMPOSSIBILE.

La seconda domanda che regge una teoria economica è legata alla prima“ Cetera paribus o no?” Ossia “La modificazione del comportamento economico (della curva che lo descrive) produce o no una modificazione degli altri elementi umani su cui si regge?”2

Molti premi Nobel sono legati alla risposta a queste domande e molti altri lo saranno.

Da dove nasce la scienza economica?

Diventare coscienti della sorgente della scienza economica ci consente di identificare gli elementi che rispondono a queste due domande.

La sapienza è sintesi poderosa perché radice dello sviluppo

Economia

L’economia ha leggi proprie, descritte nei manuali di economia che conosciamo. Da cosa nasce un manuale di economia? Certamente non si è fatto da sé, riassume le descrizioni di quei comportamenti socio-economici che si sono dimostrati valide o parzialmente valide nel tempo, tanto da generare una certa capacità di previsione “universale” ed assumere di conseguenza il valore di legge.

All’interno di un manuale di economia troviamo le leggi che regolano lo sviluppo dell’economia nel suo complesso (macroeconomia), e di ogni azienda ( microeconomia) compreso lo sviluppo dell’intera immensa Toyota.

Oggi non ci interessiamo dell’impresa di automobili “Toyota”, bensì del mondo economico “Toyota”, ossia di quel particolare modello di sviluppo noto oggi come “Toyota Way” esportato in ogni parte del mondo e parte integrante tanto della micro quanto della macro economia.

ToyotaWayCi interessiamo di questo modello economico perché tutto lo sviluppo contenuto nel Toyota Way non è altro che un commento allo sviluppo descritto ne “Lo Spirito Toyota”3 .

Toyota,Economia,Way,Spirito

Da dove inizia dunque la (micro) economia? “Lo spirito Toyota” ci scrive che la microeconomia  inizia dal criterio di sviluppo.

Toyota,Economia,Way,Spirito,Frase

Questa evidenza ce lo ha mostrata il fondatore di un’azienda serissima e credibile: il criterio di sviluppo “just in time” ha dato origine ad un modello che si è diffuso con successo in ogni parte del mondo in realtà diversissime tra loro.

Il criterio di sviluppo è alla base dell’economia.

Oggi utilizziamo questa informazione dello strettissimo collegamento tra criterio di sviluppo e teoria economica perché ci aiuta a comprendere l’immensa proprietà di sintesi propria ad un criterio di sviluppo. Nel nostro caso la sapienza “just in time” di un unico criterio contiene al suo interno le leggi economiche, il Toyota Way, e lo Spirito Toyota.

Qualsiasi risposta di “misurazione” è per definizione già presente nel reale storico come qualità da misurare. Quale è questa qualità da misurare? Nel caso di “Toyota Way” occorre misurare l’effetto “storico” della costruzione della sapienza “just in time”. Tra risultato e sapienza che lo genera incarnandosi c’è infatti una relazione biunivoca4.

La semplicità del “calcolo sapienziale”.

La domanda che segue ci aiuta a individuare i fondamenti della teoria economica.

Per confrontare la validità di una teoria economica è proprio necessario passare dal criterio di sviluppo “just in time” alla sua realizzazione particolare (automobili), alla sua esplicitazione globale (qualsiasi tipo di impresa) ed infine alla teorizzazione (macro) economica” ?

La storia Toyota che prendiamo ad esempio ci parla di una continua incarnazione [nota 4]. Per la relazione biunivoca tra sapienza utilizzata (Just in time) e le attività che lo incarnano, ci è concesso di rispondere che possiamo dare un giudizio fin “prima” dell’inizio come ha fatto K. Toyoda, attraverso quello che possiamo chiamare “calcolo sapienziale” che enunciamo ma che per ora resta una cosa misteriosa.

Ciò che abbiamo capito sino ad ora è che questo “calcolo” si situa all’inizio , riguarda la valutazione delle cause qualitative (la sapienza propria ai criteri di sviluppo che ha causato tutto) e solo dopo gli effetti (la misurazione degli effetti propria di uno studio economico).

La sapienza primaria genera le leggi e gli strumenti di un sistema economico

Aggiungiamo un altro tassello alle nostre conoscenze  sul “calcolo sapienziale”  notando che il criterio di sviluppo non è scollegato dalle altre leggi, addirittura dallo stesso modo di pensare.

«Nell’evoluzione del sistema di produzione Toyota ho spesso perseguito lo stravolgimento del senso comune, ho cercato di «pensare all’inverso», e invito tutti i manager, i dirigenti, i capi e i lavoratori a essere più flessibili nel loro modo di pensare il proprio lavoro. »5

La sapienza primaria genera necessariamente quello che da alcuni autori viene definito ecosistema socio economico6 e che la metafisica realistico dinamica7 e la chiesa definiscono “modello di sviluppo”8.

Il calcolo sapienziale è il confronto scientifico tra criteri di sviluppo diversi

La teoria economica regge? Cetera paribus o no?Toyoda,scopertaJit

Grazie alla relazione biunivoca tra le leggi economiche e il loro criterio di sviluppo fondante (nel nostro esempio “Just in time”) possiamo confrontare tra loro economie diverse perché fondate su criteri diversi. È ciò che ha fatto Kiichiro Toyoda: considerare il criterio di sviluppo9 (=concetto) e non i singoli risultati, o le macchine necessarie, o la capacità della manodopera, o il marketing, … : il resto è venuto dopo.

Utilizzando i criteri invece che il loro risultato empirico occorre anche rilevare come si sia ridotta l’entità dello sforzo complessivo necessario al confronto; in compenso per confrontare criteri di sviluppo diversi in modo scientifico ed oggettivo occorre utilizzare spostarsi dal calcolo quantitativo ed utilizzare la metafisica realistico integrale.

Prima conclusione

Circa le  domande  : “La teoria economica regge nel lungo periodo? Cetera paribus o no?

possiamo azzardare una prima risposta.

  1.  La teoria economica regge nel lungo periodo? La teoria economica regge  quando può reggere nello spazio e nel tempo  il criterio di sviluppo che la fonda e la anima.
  2. Cetera paribus o no? Gli altri fattori  ( o ecosistema economico,  modello, ….) si sviluppano coerentemente   mantenendo valida  universalmente la teoria economica  solo quando  derivano dallo stesso criterio di sviluppo fondante

Fine prima parte

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Roggero Roberto

1Il Nobel del 2017 è andato a Richard Thaler, lo studioso che ha psicanalizzato l’economia, uno degli esponenti di spicco dell’economia comportamentale, cioè di quella branca che impiega concetti tratti dalla psicologia per elaborare modelli di comportamento alternativi a quelli formulati dalla teoria economica standard.

2Molti economisti sono assolutamente incapaci di prevedere questi fattori. L’imbarazzo è visibile, ad esempio: (EN)« In the long run we are all dead. »(IT)« Nel lungo periodo siamo tutti morti. » (John Maynard Keynes, risposta a coloro che criticavano l’applicabilità dei suoi modelli al lungo periodo.[6]) https://it.wikipedia.org/wiki/John_Maynard_Keynes

3Toyota Production System, Taichi Ohno 1978, Giulio Einaudi, Torino 1993 e 2004

4«Negli anni 1949-50 come direttore dell’officina che è oggi diventata il principale impianto della Toyota, feci i miei primi passi in direzione dell’idea del just in time. Per stabilire il flusso di produzione riordinammo la collocazione degli impianti, adottando un sistema chiamato « multi-process » che assegnava a uno stesso operatore 3 o 4 macchine diverse. Da allora in poi, usai la mia crescente influenza e autorità in azienda per applicare queste tecniche anche agli altri impianti. Tutte le idee che cominciavo a mettere in pratica con costanza e audacia avevano lo scopo di correggere un sistema di produzione vecchio e conservatore e poterono anche essere vissute come una forzatura autoritaria. » Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993 [,[ [ Il coraggio di ripensare e contrastare i luoghi comuni. [ , § Capitolo secondo, L‘evoluzione del sistema di produzione Toyota n°/p. 47 ].

5Taichi Ohno, Lo spirito Toyota,Einaudi 1993, Come migliorare la produttività in un periodo di crescita lenta. § Capitolo sesto Sopravvivere in un’epoca di crescita lenta n°/p. 155-157

6Per ecosistema economico e sociale si intende una rappresentazione di tutti gli attori, stakeholder e shareholder, coinvolti nel processo end-to-end di creazione di valore di un determinato settore economico, dalla produzione fino all’uso e smaltimento di un bene o servizio. Da https://www.lenovys.com/blog/tesla-toyota/?utm_campaign=lenovys_focus&utm_source=newsletter&utm_medium=marzo&utm_term=email&utm_content=w11

7« Se così è, possiamo giungere finalmente alla giusta definizione dello sviluppo, in questi termini: lo sviluppo è il processo costruttivo della giusta società dinamica secolare che è quella dinontorganica come “tipo”, secondo il modello richiesto dalle singole situazioni concrete.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Primessa,[ [ III LO SVILUPPO [ , § 16 – L’AUTENTICO SVILUPPO n°/p. 60 ].

8«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015, 5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE, IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA , n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

9« Io fui profondamente impressionato dalle sue parole quando Kiichiro pronunciò la fatidica espressione «just in time». Mi sono chiesto un’infinità di volte come fosse arrivato a quest’idea e naturalmente non potevo saperlo perché non potevo chiederglielo direttamente. Ma è evidente che egli pensava intensamente a come superare il sistema di produzione automobilistica usato negli Stati Uniti.» Taichi Ohno,Lo spirito Toyota, Einaudi 1993, Due personaggi fuori dal comune., § Capitolo quarto, La Genesi del sistema di produzione Toyota n°/p. 112 .

Conosci la Gnoseologia

Riprende il Corso di Filosofia Cristiana

Gentile lettore, voglio farle un invito personale al mio corso online di Filosofia Cristiana che terrò dal 7 febbraio 2018 col secondo FontanaModulo di Filosofia Cristiana sulla Gnoseologia o Metafisica della Conoscenza. Si tratta di 6 lezioni fruibili in sede o a distanza. Il primo modulo sull’Ontologia è stato svolto nel 2017 ed è disponibile.

Perché dei Moduli di Filosofia Cristiana?

Di filosofia cristiana oggi non parla più nessuno. Eppure come chiamare l’incontro della fede cristiana con la filosofia se non con l’espressione filosofia cristiana? Oggi si nega una cultura cristiana, una politica cristiana, una civiltà cristiana e, quindi, si nega anche una filosofia cristiana. Però essa è esistita ed esiste in quanto consiste nel filosofare nella fede, il che è d’obbligo quando la fede si incontra con la ragione, a meno di non inclinare verso il protestantesimo che ad una filosofia cristiana non pensa minimamente dato che non crede all’incontro tra fede e ragione.

Perché iniziare dal Modulo di Ontologia?

L’anno scorso ho iniziato con il Modulo di Ontologia perché la filosofia cristiana è realista e quindi si parte dall’essere. E perché è realista? Perché tutto quanto ha a che fare con la storia della salvezza ha carattere ontologico, ossia riguarda l’essere. Dio realmente esiste; Dio ha realmente creato il mondo; il Verbo si è realmente incarnato; la sua morte e resurrezione hanno realmente ricreato l’universo; il peccato è realmente la morte dell’anima; col battesimo realmente nasce una nuova creatura; nelle specie eucaristiche Cristo è realmente presente. Il cristianesimo è una realtà e quindi la fede cristiana ha bisogno di una filosofia realista.

Perché continuare con il Modulo di Gnoseologia?

Il 7 febbraio inizierò il Modulo di Gnoseologia che è meglio Gnoseologiachiamare Metafisica della Conoscenza perché la filosofia cristiana parte dalla certezza immediata ed evidente di conoscere le cose realmente esistenti. Essa non si fonda sul dubbio ma sulla certezza. I problemi vengono dopo, prima c’è la sicurezza di conoscere il reale. Il Modulo di Gnoseologia serve quindi a sfatare l’ideologia del dubbio, lo scetticismo insegnato oggi, la presunta incapacità di conoscere il reale che alimenta poi disagio esistenziale e angoscia.

Come proseguirà il Corso di filosofia cristiana?

Proseguirà con i Moduli di Antropologia, Morale, Teologia, Politica.

Dove si tengono i Corsi di Filosofia Cristiana?

Gli incontri si tengono presso la Libreria l’Isola del Tesoro di Fede & Cultura Universitas di Verona, via Marconi 60/a, ogni quindici giorni, per 6 mercoledì a partire dal 7 febbraio 2018, dalle ore 18,30 alle ore 20.00. Chi non può essere presente può scaricare le videoregistrazioni e i materiali testuali online a lezione fatta. Per l’intero modulo di 6 lezioni si pagano 35 euro+iva. È possibile recuperare anche il modulo di Ontologia.

Per maggiori informazioni scrivere a: ordini@fedecultura.com, o telefonare al 045-941851

Prof. Stefano Fontana

Fede & Cultura Universitas

Oggettiva scientificità dell’impianto trascendentale

Non si può entrare nel dinontorganismo  quando non si  riesce a dare un volto ai trascendentali dinamici. I trascendentali dinamici sono le proprietà autocostruttive essenziali ed universali senza il quale quel dato tipo di ente dinamico non riesce a sussistere o ad essere pensato.

Approfondimento 1

Per comprendere il valore di un trascendentale, per esempio la moralità, ci spostiamo ai tempi di Adamo ed Eva, i nostri progenitori. Adamo ed Eva hanno costituito la prima società.

Il trascendentale “moralità”  della società al tempo della famiglia di Adamo ed Eva era

  1. avere almeno due figli per coppia
  2. avere un figlio maschio e uno femmina
  3. non avere figli gay
  4. avere figli fertili

La moralità della società di “ Adamo ed Eva” è la condizione autocostruttiva universale necessaria e sufficiente perché sussista la società nello spazio e nel tempo.  Sul fatto che queste condizioni fossero necessarie allora non ci piove, lo capisce anche un bambino e la nostra esistenza ne è la prova.

Salta subito all’occhio con estrema evidenza la differenza tra morale (e moralità intesa come caratteristica del comportamento) ed invece moralità intesa in modo metafisico-trascendentale .

  • La morale ai tempi di Adamo ed Eva era quello che aveva raccomandato il Signore ( andate e moltiplicatevi),  morale che Adamo ed Eva potevano seguire o no perché passava dal loro libero arbitrio ed erano peccatori.
  • La moralità è invece una caratteristica intrinseca ed oggettiva alla società ( e quindi dei suoi componenti che la vogliono realizzare) senza la quale la società non può sussistere.

Quindi morale e moralità sono due cose nettamente distinte! Il trascendentale dinamico della moralità 

  • è costruttivo a livello essenziale di un soggetto ad esempio … la società.
  • è oggettivo per tutti i componenti della … società. Non dipende né da Adamo, né da Eva, e nemmeno da una decisione condivisa tra Adamo ed Eva, per cui da loro la moralità-trascendentale  non può essere cambiata, nemmeno un pochino.
  • è conoscibile in modo oggettivo da entrambi i soggetti.
  • Quando Adamo ed Eva vogliono costruire … la società … la moralità si impone “dal di dentro” ai comportamenti sempre ed in continuazione sino a che si è realizzata
  • è “meccanica” in quanto dipende dai trascendentali logici essenziali . La buona volontà di Adamo od Eva o di tutti e due  conta nulla. Conta il risultato legato all’incarnazione della “moralità in toto”. Oggi siamo vivi perché Adamo ed Eva  non solo hanno assunto ma anche hanno realizzato nei propri comportamenti  la MORALiTÀ della società in ogni sua singola  parte.Questa sua necessità di incarnazione totale unita alla  ferrea e conoscibile logicità  degli stessi ( A=A, A≠B, tertium non datur), fa dei trascendentali dinamici  lo strumento necessario a fondare una scienza.
Approfondimento 2

Il trascendentale della moralità  nella formula IS_LM.

In un precedente studio abbiamo ricondotto la formula IS_LM ad un rapporto tra  i trascendentali della MORALITÀ ( e non MORALE!!!!!) ed Educatività.

PIL

e adesso ci domandiamo quale è la moralità della società proposta da IS_LM perché il modello economico  IS_LM, alla fine, diviene il modello per raggiungere il benessere dell’intera Realtà Storica.

In questa formula (tratta da Economia, uniBo, ed. Giappichelli, 2009 autori Gilberto Antonelli – Giulio Cainelli – Nicola De Liso – Riccardo Leoncini – Sandro Montresor) la società può sopravvivere quando la decisione dell’agire del soggetto raffigurato dal simbolo “b” è di aumentare o mantenere elevata la propria spesa.( “b” per definizione è un’azione di spesa, la quantità di spesa legata all’aumento di disponibilità di un euro)

Perché la formula funzioni il soggetto “b” deve decidere di spendere (=educatività), la norma costruttiva di questa spesa ( =  trascendentale della moralità , non morale comunemente intesa) è l’aumento del PIL mondiale.

Per questo motivo, PER SOPRAVVIVERE, tutte le nazioni, tutti i giorni, ogni giorno, sono impegnate a favorire l’aumento della spesa che provocherà l’aumento del  dinamismo IS_LM fin nei loro minimi capillari . E proprio per costruire in questo senso, nel contempo questa azione consiste nel  distruggere chi parla o agisce in senso contrario.

Approfondimento 3

Poiché  da un precedente studio conosciamo anche l’equivalenza trascendentaliprincìpi della dottrina sociale cristiana come illustrato dallo schema sottostante possiamo passare ad una valutazione dell’impatto del modello IS_LM nei confronti della Dottrina Sociale Cristiana.

PIL,trascendentaliDSC

In IS_LM, la costruzione della dignità della persona umana ha per sua norma costruttiva ontologica (= MORALITÀ) che si identifica nella costruzione del bene comune la generazione di un consumo (C) e/o di un investimento (I+G+X). Lo riscrivo per essere capito meglio.

In IS_LM la sopravvivenza della società umana è legata alla sua norma costruttiva ontologicapitalismo,meccanizzazioneautodistruttivaCca la MORALITÀ che rappresenta il suo bene comune: la generazione di un consumo (C) e/o di un investimento (I+G+X).1

Ma poiché il risultato  “buono” è quello di segno positivo, la formula IS_LM non si fissa sui consumi statici “C” ma deve privilegiare come prioritari i consumi di investimento(I+G+X) in grado di aumentare i consumi futuri. Ne segue che per quel che riguarda lo sviluppo ontologico della dignità dell’agire sociale(= educatività), la formula IS_LM afferma che “La costruzione della dignità (economica) di una persona è tanto maggiore quanto aumenta la sua la capacità di generare un consumo o un investimento”.2

Poiché IS_LM è diventata riferimento dell’agire mondiale1 la sua MORALITÀ ( ripeto:la necessità di sopravvivenza di questa società e suo bene comune), la moralità che ci deve essere inculcata ogni giorno, tutti i giorni fino alla fine dei tempi, da ogni stato e governante è che le persone importanti per far migliorare i risultati IS_LM sono

  1. le  persone “b”che hanno denaro e lo spendono! Le altre non producono benefici al paese (a sentire la formula ovviamente).
  2. le persone “b” che non spendono esclusivamente nei consumi delle famiglie “C”. In uno stato come l’Italia i consumi necessari  di “C” non producono crescita, producono crescita i consumi voluttuari che si aggiungono ai necessari.  Per la formula le persone decisive sono i ricchi, quelli che magari, hanno portato le risorse all’estero.
    - sono le persone ricche che hanno denaro  da investire in “I” ( le altre non possono far aumentare il PIL). 
    - sono le persone che comperano BOT ..

Questo vale per ogni altro  soggetto, anche per gli stati perché “b”  rappresenta un soggetto che può spendere, non necessariamente una persona. Uno stato finché non ha denaro da spendere conta nulla, lo confermano  il caso della crescita di importanza della Cina, ma anche per converso la situazione dell’Italia indebitata, o anche  il concetto di G8 che prende le decisioni per il mondo perché i paesi sono industrializzati  … .  In questo mondo “economico” se vuoi sopravvivere devi “muovere il PIL”, con buona pace della Dottrina Sociale Cristiana.

Conclusioni

Se si vuol rendere efficace la DSC, occorre che l’IS_LM torni ad essere solo il riferimento dello sviluppo economico. Perché si compia questo passaggio occorre sviluppare un altro indice di sopravvivenza oggettivo, che è necessario individuare e fondare attraverso i trascendentali dinamici (necessità ontologico-oggettive della Realtà Storica, ontologico oggettive come  come la Moralità “al tempo di Adamo ed Eva”). Il mondo profano  riesce a ricevere la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà e la sussidiarietà SOLO attraverso la mediazione dei trascendentali dinamici (necessità ontologiche costruttive di cui la MORALITÀ fa parte) che li pongono come fattore di sopravvivenza .

Si spiega così la fondatezza scientifica delle parole di papa Francesco, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II solo per citare gli ultimi tre.

«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa FrancescoInsegnaimplica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».[137] Non basta conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso. … .» Francesco, Laudato Sii, Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE,  IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA , § n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

« 2124 Il termine ateismo indica fenomeni molto diversi. Una forma frequente di esso è il materialismo pratico, che racchiude i suoi bisogni e le sue ambizioni entro i confini dello spazio e del tempo. Giovanni_paolo_IIL’umanesimo ateo ritiene falsamente che l’uomo “sia fine a se stesso, unico artefice e demiurgo della propria storia” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 19]. Un’altra forma dell’ateismo contemporaneo si aspetta la liberazione dell’uomo da una liberazione economica e sociale, alla quale “si pretende che la religione, per sua natura, sia di ostacolo.. in quanto, elevando la speranza dell’uomo verso una vita futura.., la distoglierebbe dall’edificazione della città terrena” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 19].»   Chiesa Cattolica,Catechismo della Chiesa Cattolica,Libreria Editrice Vaticana  2003 [PARTE TERZA – LA VITA IN CRISTO,[SEZIONE SECONDA –  I DIECI COMANDAMENTI    [ Articolo 1  IL PRIMO COMANDAMENTO    CAPITOLO PRIMO – “AMERAI IL SIGNORE DIO TUO CON TUTTO IL CUORE, CON TUTTA L’ANIMA, CON TUTTE LE FORZE” [    , § III. “Non avrai altri dèi di fronte a me” n°/p.  ].
«29. C’è un altro aspetto della vita di oggi, collegato in modo molto stretto con lo sviluppo: la negazione del diritto alla libertà religiosa. … Dio è il garante del vero sviluppo dell’uomo, in quanto, avendolo Benedetto_XVI,sedutocreato a sua immagine, ne fonda altresì la trascendente dignità e ne alimenta il costitutivo anelito ad “essere di più”. L’uomo non è un atomo sperduto in un universo casuale [70], ma è una creatura di Dio, a cui Egli ha voluto donare un’anima immortale e che ha da sempre amato. … Quando lo Stato promuove, insegna, o addirittura impone, forme di ateismo pratico, sottrae ai suoi cittadini la forza morale e spirituale indispensabile per impegnarsi nello sviluppo umano integrale e impedisce loro di avanzare con rinnovato dinamismo nel proprio impegno per una più generosa risposta umana all’amore divino [71]. Capita anche che i Paesi economicamente sviluppati o quelli emergenti esportino nei Paesi poveri, nel contesto dei loro rapporti culturali, commerciali e politici, questa visione riduttiva della persona e del suo destino. È il danno che il « supersviluppo » [72] procura allo sviluppo autentico, quando è accompagnato dal « sottosviluppo morale » [73].»   Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE, Libreria Editrice Vaticana Roma 2009,   3. Capitolo secondo, § 3.LO SVILUPPO UMANO NEL NOSTRO TEMPO n° 29.  http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html].

1«50. …Si pretende così di legittimare l’attuale modello distributivo, in cui una minoranza si crede in diritto di consumare in una proporzione che sarebbe impossibile generalizzare, perché il pianeta non potrebbe nemmeno contenere i rifiuti di un simile consumo….» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [1-QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA,[ [ V INEQUITÀ PLANETARIA [ , § n°/p. http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

1«60. I meccanismi dell’economia attuale promuovono un’esasperazione del consumo, ma risulta che il consumismo sfrenato, unito all’inequità, danneggia doppiamente il tessuto sociale.»
Franciscus, Evangelii Gaudium,Libreria Editrice Vaticana Roma 2013 [CAPITOLO SECONDO NELLA CRISI DELL’IMPEGNO COMUNITARIO, 2 I. Alcune sfide del mondo attuale, § No all’inequità che genera violenza n° 60.
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html].

2«51. Le modalità con cui l’uomo tratta l’ambiente influiscono sulle modalità con cui tratta se stesso e, viceversa. Ciò richiama la società odierna a rivedere seriamente il suo stile di vita che, in molte parti del mondo, è incline all’edonismo e al consumismo, restando indifferente ai danni che ne derivano [122]. È necessario un effettivo cambiamento di mentalità che ci induca ad adottare nuovi stili di vita, “nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti” [123]..»
Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE, Libreria Editrice Vaticana Roma 2009, 5. Capitolo quarto, § 5.SVILUPPO DEI POPOLI, DIRITTI E DOVERI, AMBIENTE n° 51.
http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html