L’organismo è il fondamento dell’intero realismo (1)

L’organismo si mostra da solo

In una scienza fatta per dimostrazioni come lo è la metafisica, il punto di partenza gioca un ruolo fondamentale.

Infatti quando A = B e B=C ne segue che C=A, partire da un errore (A è errato) inficia tutto il resto della catena, non importa quanto sia logico. Anzi la logica ferrea mi garantisce l’errore ad ogni passaggio. Purtroppo questa ripetizione dell’errore è la storia del filosofare di moltissimi filosofi, a partire dallo stesso Cartesio.

il punto A deve essere una auto (di)mostrazione del reale. Per brevità la indicheremo   con il termine “mostrazione”.

La mostrazione realista

  1. “Io sono vivo e non mi sono fatto da me” è una adaequatio intellectus et rei. Dove Rei si rivela. in quanto realtà viva,in questo caso specifico è una percezione dell’uomo.

Caratteristiche.

  1. “Io sono vivo” è una proprietà dell’essenza, “non mi sono fatto da me” è la percezione della mia esistenza che ha un inizio. Possedere un principio vitale è percezione universale, è necessaria, è assoluta, è irriducibile, è suprema.

Scienza metafisica.

  1. Io sono vivo ma non mi sono fatto da me” è percezione metafisica da parte dell’uomo, prima non c’è nulla:  la scienza metafisica inizia con l’uomo.  Poiché la prima percezione è questa ne segue che il metodo di questa scienza è necessariamente adaequatio intellectus et rei, il piano operativo di questa mostrazione. La realtà si mostra ed io la percepisco.
  2. Io sono vivo ma non mi sono fatto da me” mostra una realtà essenzialmente complessa e viva. Infatti il principio vitale “non lo ho fatto io” e per questo mi precedeva e mi è stato comunicato; mentre il mio “io” è nato con me, è unico e irripetibile. “Io”, ho un inizio e sono ente creato , mentre il principio vitale necessariamente non si è fatto da sé.
  3. Poiché il principio vitale lo possiede pure Dio, ciò che è creato è per forza  la “realtà complessa di Io & principio vitale”.  Quindi “sono un organismo”  in cui il principio vitale si accompagna ad un ente creato (Io&principio vitale impastato di materia).
  4. La mostrazione di “Io sono vivo ma non mi sono fatto da me” per la sua natura universale rivela perciò la categoria ontologica organica che è appunto definibile come “Realtà complessa animata da un proprio principio vitale e quindi capace di vivere ed agire a titolo proprio”.
  5. E poiché l’affermazione “io sono vivo ma non mi sono fatto da me” l’ho fatta “io – uomo”, e come per me è necessaria a chiunque nel genere umano, posso affermare che essa costituisce la base universale della scienza metafisica. Di conseguenza l’intera metafisica realista a partire dalla sua origine, si fonda necessariamente sull’organismo in quanto categoria ontologica, “realtà complessa animata da un proprio principio vitale e quindi capace di vivere ed agire a titolo proprio”, senza la quale non sarebbe possibile nessuna adaequatio intellectus et rei.2020,organismoFondamentoRealismo(continua)

L’organismo dinamico fa parte fondamento della metafisica realista.(2)

  L’organismo dinamico è già nella mostrazione.

Abstract. “Io sono vivo ma non mi sono fatto da me” è una mostrazione che si presenta a qualunque vivente, anche al primo robot vivo della fantascienza. Si mostra a tutti, ma la scienza metafisica fa parte dell’umano. Ne segue che per fondare la scienza metafisica umana questa mostrazione va completata nel suo piano fenomenico che definisce a quale vivente essa si mostra, ossia va completata con “sono individuo-persona1 e genere umano” .

A suo modo anche il piano fenomenico ha le caratteristiche dell’auto dimostrazione, perché rappresenta la definizione di partenza di una scienza metafisica umana che, appunto, è umana.

Accogliendo “io sono vivo ma non mi sono fatto da me, sono individuo-persona e genere umano2” possiamo affermare che tutta la scienza metafisica realista (con la rispettiva antropologìa) si basa sulla comunità umana e sulla trasmissione della vita, sulla persona cellula, persona in sé autonoma e in sé sovrana e perciò libera.

Assieme al piano fenomenico anche il piano operativo della mostrazione (l’“adaequatio intellectus et rei”), si precisa nell’adaequatio dell’azione presente nella “mostrazione umana”.

La mostrazione primaria della metafisica in tutti i suoi piani dell’essere, oltre a costituire il necessario fondamento della metafisica realista, è la base della Matrice Dinontorganica Operativa, la cui struttura “ essenzialmente dinamica” è lo spazio necessario alla libertà della persona .

Il piano fenomenico della scienza realistico dinamica.

All’ “actus cosciendi”3 “io sono vivo e non mi sono fatto da me”, oggi si aggiunge necessariamente anche il lato fenomenico: “sono individuo-persona umana & genere umano”, perché non posso ammettere la presenza della persona senza la presenza della razionalità “genere umano”. Poiché la “evidenza” è dentro ciascuno di noi, si tratta ancora di una mostrazione, e come tale di una banalità così sconcertante da spingere alla chiusura del file perché tutto quello che c’era da sapere ora si è reso evidente. Approvo la scelta, ma spingo alla lettura gli interessati alla Matrice dinontorganica operativa, perché questa mostrazione fenomenica ne rappresenta il fondamento ineliminabile.

Siamo un ente composto, e questo fonda la scienza metafisica.

La scienza metafisica è correlata alla persona seziente, e non all’individuo fisico e alla razza umana e perciò, poiché siamo all’interno di uno studio sulle radici della scienza metafisica, dove possibile ci limitiamo alla persona e all’insieme delle persone chiamato genere umano o umanità.

Seguendo il filo dell’essenza possiamo osservare che persona ed umanità sono necessariamente ente composto perché

  • unite, in quanto non si può ammettere, né ora né mai, la presenza della persona senza contemporaneamente ammettere la presenza del genere umano, né che l’una venga prima dell’altro. Ma nello stesso tempo
  • distinte, in quanto la loro RAZIONALITà INTERNA OGGETTIVA ha contenuto correlato ma distinto e quindi è distinta anche la loro essenza. Infatti ci sono due razionalità necessarie che la persona non può darsi da sè, l’avere la vita e l’essere comunità, entrambe conseguenza primaria del “non mi sono fatto da me”. Questa dimensione di comunità può avere solo valore essenziale perché trasmette la vita. Difatti sono vivo perché qualcuno del genere umano mi ha trasmesso la vita; e per trasmettere la vita la razionalità del genere umano si manifesta come comunità, familiare, o non familiare come è nel caso della clonazione. A questo si accompagnano altre differenze come la persona muore, ma il genere umano non muore con essa, … ecc.
  • persona e comunità non coincidono.

Natura della comunità “genere umano”.

La natura ontologica della persona umana non pone problemi. Diverso il caso del genere umano che può essere ente di relazione o ente veri nominis4. Anticipiamo l’intero percorso iniziando con il precisare l’oggetto materiale5 della nostra osservazione: l’agire nella mostrazione. Questo oggetto è necessario perché la trasmissione della vita è un’azione. E dell’oggetto materiale precisiamo l’oggetto formale di questo studio: la razionalità dell’agire in quanto piano operativo contenuto nella mostrazione di persona ed umanità (e quindi dipendente dalla rispettiva essenza).

Il percorso logico è questo: Quando il piano operativo non è sovrapponibile, non è sovrapponibile nemmeno l’essenza di cui il piano operativo è l’espressione; e quando vengono osservate nel loro piano operativo, la RIO della persona e del genere umano sono complementari ma diverse;

  1. la RIO della persona riceve il principio vitale, ma la RIO della persona in sé non può trasmettere il principio vitale;
  2. può trasmettere il principio vitale come parte di una azione complessa, assumendo per il proprio agire (se lo desidera) la RIO propria del genere umano da cui è autonoma e da cui è distinta ma non divisa;
  3. il piano operativo della trasmissione della vita configura il Genere Umano come ente, proprio perché il Genere Umano deve possedere il principio vitale organico da donare. Più precisamente il possesso del principio vitale rivela il Genere Umano come ente-organismo (realtà complessa di ente creato e principio vitale) .
1-Il piano operativo della trasmissione della vita passa dal costituire una comunità.

Il piano operativo della trasmissione della vita nel genere umano mi mostra che per trasmettere il principio vitale occorre costituire una azione comunitaria coordinata e costruttiva, anche e soprattutto nel caso della clonazione, la quale richiede uno sforzo comunitario ancora più grande.

1b-Il genere umano non è la persona, perché ha una diversa RIO.

Il genere umano può essere considerato come acervus, come relazione o come ente.

Possiamo giudicare il suo statuto in base al tipo di azione che produce per esistere.

  1. Non può essere un acervus perché la logica della sua azione è necessaria, coordinata, costruttiva, stabile nel tempo, invece di essere l’azione casuale e frammentaria tipica dell’acervus.
  2. Non può essere solo una relazione perché una relazione non può godere del principio vitale e quindi della capacità di trasmetterlo, cosa che invece è necessaria alla mostrazione.
  3. Quando riconosciamo alla persona la Razionalità Interna Oggettiva di autonomia (“io”) non possiamo darle contemporaneamente lo status ontologico di comunità. E poiché genere umano e persona nella mostrazione sono indivisibili ed è presente l’azione di trasmissione della vita dell’una o dell’altro, non resta che concludere che la RIO “comunità” necessaria alla trasmissione della vita è caratteristica del genere umano-ente, e non della persona.

Del resto tutto questo è conforme a San Tommaso6, ma questo apre il problema della comprensione della natura e dei limiti di questa partecipazione ontologica che per ora osserviamo nel piano operativo.

2 – Il genere umano ha una RIO a cui la persona può attingere.

Lo statuto comunitario vitale e vitalmente operante lo si osserva anche in “io sono vivo, ma non mi sono fatto da me, sono genere umano & persona”7. La RIO comunitaria:

  • è universale (c’è stata fin dall’inizio e ci sarà fino alla fine in quanto non è pensabile che la persona si possa dare la vita da sé stessa)
  • è necessaria (perché la mostrazione richiede una comunità di persone che genera una persona)
  • è assoluta (si impone all’esistere tanto del genere umano quanto a quello della persona)
  • è suprema ( in persona& umanità nulla viene prima o ha valore maggiore della mostrazione comunitaria&personale)
  • è irriducibile (non si può assegnare a null’altro che al genere umano perché la persona non è comunità, né una relazione può possedere il principio vitale ma lo può possedere solo un organismo)
3-Ciò che trasmette la vita può essere solo ente-organismo perché possiede necessariamente il principio vitale.

Posso dare solo ciò che ho, chi trasmette la vita deve possedere il principio vitale e tutti gli enti creati che possiedono il principio vitale sono organismi. La categoria dell’organismo è infatti la categoria degli enti che sono: “realtà complessa animata da un proprio principio vitale e perciò capaci di vivere ed agire a titolo proprio”.

Per vedere il genere umano dobbiamo osservare dove esso si mostra, nella comunità che trasmette la vita, ossia la comunità familiare. Da questa comunità familiare possiamo ricavare alcune altre caratteristiche del genere umano-ente:

  1. Ha una forma, la vita organica che deve trasmettere. La Vita Organica (ossia creata) è la razionalità interna oggettiva della categoria dell’organismo (vedi).
  2. è impastato di materia, costituita dall’agire delle persone che lo compongono. Per questo il Genere Umano è razionalità e deve restare razionalità, per poter essere divenienza dell’agire delle persone.
  3. La causa che lo genera è la presenza della comunità, in genere familiare organico-dinamica. È essa che per esistere deve assumere la razionalità vitale e vitalmente operante del genere umano.
  4. La causa finale è la trasmissione dell’agire organico all’agire delle persone. Nel nostro studio limitato trasmette la RIO della vita all’agire della persona senza crearla, ossia pro-crea e non solo nel senso fisico proprio dell’individuo.

Poiché la comunità familiare non può sussistere senza assumere la RIO del genere umano, la famiglia è ente. Mentre questa affermazione per i non cristiani potrebbe essere sorprendente, per i cristiani è conforme al loro credo8.

E poiché la comunità familiare opera fenomenicamente la trasmissione della vita, di nuovo dobbiamo osservare che la “comunità familiare” per questo motivo è ente-organismo anche se fenomenico, perché non si può dare ciò che essenzialmente non si possiede. Possiamo perciò riassumere e tradurre le razionalità dell’agire nella tavola che segue.

Mostrazione,famiglia
Figura 1: l’ente famiglia, la cui razionalità interna oggettiva opera la sintesi fenomenica tra persona e genere umano è necessariamente presente in “io sono vivo ma non mi sono fatto da me, sono persona e genere umano.” Ed è ente-organismo.

La libertà ontologica.

L’evidenza di essere persona e genere umano segue l’”actus cosciendi”, che inizialmente non lo esprime. Tuttavia la scienza metafisica è necessariamente espressione umana come tutte le altre scienze. La base della scienza metafisica si trova perciò nell’”actus cosciendi” completato dalla evidenza di essere contemporaneamente persona viva& genere umano-ente-vivo.

Sintesi qualitativa dell’agire.

E questo pone dei problemi, in quanto due enti che hanno la stessa essenza sono lo stesso ente, e quindi sembrerebbe metafisicamente impossibile ammettere l’unità persona-genere umano. Per intravvedere la situazione reale occorre notare come la sintesi tra gli enti-organismo avvenga a livello della Razionalità Interna Oggettiva che anima l’agire della trasmissione della vita e la libertà. Il piano fenomenico mostra l’attivismo della persona (ossia l’agire) che si coniuga con la RIO del genere umano-ente. Possiamo controllare l’affermazione osservando come sia proprio la RIO del genere umano (=comunità e trasmissione della vita) che produce la concretizzazione del genere umano in una famiglia attraverso l’agire espresso dalla persona. La persona a sua volta non può porre la divenienza perché libera.

Sintesi qualitativa dell’agire libero.

Il fatto dell’autonomia e sovranità della persona in sè, lapalissiano, è estremamente importante nell’ontologia della persona perché ne fonda la libertà.

  • La persona ontologicamente libera è un “io vivo” contenete in sé la RIO dell’io e della vita ma obbligata a scegliere per realizzare la sua autonomia e sovranità.
  • E poiché libera, è in sè inizialmente “vuota” di contenuto nella essenza reale del proprio agire, perché, appunto, è lei stessa che lo deve scegliere.
  • La sua necessità di scegliere è il suo libero arbitrio, ossia la facoltà che, essendo viva, la costringe a scegliere come autocostruirsi attraverso l’agire. Questa autocostruzione fonda l’autonomia ontologica e sovranità della persona.
  • Questa caratteristica è importante in quanto impedisce il conflitto ontologico: la persona pone l’attivismo, ossia l’agire-vuoto, mentre il genere umano la divenienza, ossia la logica vitale e vitalmente operante ma non l’azione. Poiché non esiste alcuna azione costruttiva senza logica coerente, persona &Umanità divengono necessari e ontologicamente complementari.

La persona è quindi “metafisicamente indigente” nella sua essenza reale iniziale, ma si autocostruisce forzatamente verso la sua essenza di persona (istinto di sopravvivenza), corrispondendo o meno alla propria essenza archetipa di persona-cellula, parte del genere umano-ente-vivo.

In pratica

  1. ogni persona è in sé autonoma e sovrana, e quindi libera ma per questo indigente nella sua essenza reale di persona; (il comportamento di un bambino)
  2. e poiché indigente, come persona è costretta a decidere circa l’assunzione della logica del proprio agire (autocostruzione personale).
  3. Ma solo l’assunzione coerente ed univoca della RIO del genere umano vivo nel proprio agire consente di continuare a pronunciare nello spazio e nel tempo “io sono vivo, ma non mi sono fatto da me” e di conseguenza “sono persona&genere umano” . (necessità di educazione vitale e vitalmente operante nello spazio e nel tempo del bambino)
  4. rendendo reale il genere umano e insieme realizzando la propria essenza, e, non ultimo, fondando così la scienza metafisica realista integrale.

La pienezza della persona è l’autocostruirsi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo come persona-cellula della comunità e della trasmissione della vita che rappresenta la RIO del genere umano.

La vita è autocostruzione coerente ed univoca nello spazio e nel tempo.

Da quanto osservato la definizione di organismo della realtà umana libera si completa in questo modo: “Realtà complessa di genere umano & persona, animata da un proprio principio vitale e perciò capace di vivere ed agire a titolo proprio, autocostruendosi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo”.

Conclusione e ripartenza.

La “comunità familiare”, concretizzazione del Genere Umano, opera la trasmissione della vita e per questo è ente-organismo.

Coniugando tra loro le varie razionalità presenti all’interno della mostrazione “io sono vivo ma non mi sono fatto da me, sono persona & genere umano” troviamo

  • la necessità della comunità (genere umano),
  • la dimensione di organismo (io & non mi sono fatto da me)
  • la dimensione di cellula-persona ( persona & genere umano + non mi sono fatto da me)
  • la dimensione di fraternità- uguaglianza, (io & genere umano)
  • la reciprocità (genere umano organico)
  • la necessità dell’esistenza della RIO “trasmettere la vita” nella comunità (non mi sono fatto da me)
  • la necessità di vivificare (Sono vivo & genere umano)
  • la dimensione di persona (io)
    • la dimensione di autonomia di me stesso (io colgo il reale “intellectus”);
    • la dimensione di sovranità su me stesso (io produco l’”adaequatio”);
    • la dimensione di responsabilità che racchiude le prime due al servizio della vita (autonomia & sovrantà&sono vivo ma non mi sono fatto da me);
  • la necessità della libertà essenziale (sono autonomo&sovrano sul mio agire autocostruttivo) e quindi:
    • la necessità dell’indigenza dell’essenza reale (sono autonomo&sovrano)
    • la necessità dell’autocostruzione dell’essenza reale perché indigente & vivo;
    • La necessità della cultura educante (sono persona indigente/libera&trasmissione della vita)
  • la dimensione della “rei” (il reale mi si mostra)

Conclusione.

Si può riassumere quanto osservato in questa Matrice: la mostrazione (essenza) mostra due serie di piani dell’essere (in giallo) che esprimono la realtà complessa della mostrazione. La prima serie in colonna riguarda il genere umano, la seconda serie in riga riguarda la persona; entrambe le serie sono animate da un proprio principio vitale. A loro volta questi piani dell’essere di ciascuna entità che si costruisce a titolo proprio, si coniugano all’interno dell’azione autocostruttiva, la quale, per essere autocostruttiva di entrambi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo , richiede una serie di interazioni dell’azione autocostruttiva (in verde).

 

 

Io sono vivo ma non mi sono fatto da me, sono persona (libera) & Genere umano

Realtà organica

Autocostruzione personale
piano esistenziale della mostrazione lato persona.

(Io sono vivo), persona viva-ente ( libera in quanto persona)
piano fenomenico della mostrazione lato persona.

Prassi autocostruttiva persona viva, in sé autonoma, in sé sovrana e libera. =(responsabile)

piano operativo della mostrazione lato persona.

Autocostruzione RIO, Cultura unificante e vitalmente operante.

piano esistenziale della mostrazione lato GU.

Cultura che precede la persona indigente. Educazione al bene comune

Cultura-civiltà organico-dinamica dello sviluppo dell’agire personale

Prassi autocostruttiva della cultura-civiltà come dinamismo autonomia, sovranità e libertà per la vita.

(Ma non mi sono fatto da me), genere umano-RIO dell’agire

piano fenomenico della mostrazione lato GU

Solidarietà ontologica interpersonale, forma della autocostruzione personale

Ente comunità famigliare, dove la RIO del genere umano forma dell’ agire dell’”IO” personale in auto costruzione

Prassi autocostruttiva del genere umano/famiglia come forma della responsabilità (…) individuale

Prassi generazione comunità , trasmissione della vita

piano operativo della mostrazione lato GU.

Sussidiarietà del genere umano, attivatore della prassi autocostruttiva personale

Prassi autocostruttiva della famiglia in senso ontico-costruttivo della famiglia (trasmissione della comunità per la vita) forma della prassi ontica e salvifico personale (io sono vivo, ma non mi sono fatto da me)

Prassi autocostruttiva della persona-cellula del genere umano: Sintesi altruica della prassi auto-costruttiva della persona autonoma,sovrana,libera (responsabile) per la trasmissione della vita e della comunità. Amore. Reciprocità, Fraternità, Libertà, Uguaglianza nella complementarietà …

La mostrazione ha bisogno dell’ente dinamico scoperto da Tommaso Demaria per auto-di-mostrarsi. In pratica la scienza metafisica realistica ha bisogno della mostrazione, e quindi dell’ente dinamico di Tommaso Demaria.

L’organismo dinamico è ancora più necessario nel individuare il nuovo modello di sviluppo che senza la metafisica realistico integrale è scientificamente ”impensabile”.

Mappa mentale del fondamento

2020,fondamentoDinontorganico

 


1«La persona umana, vista nella sua concretezza ontologico-metafisica, è innanzitutto «ente di primo grado», ente (metafisicamente) statico. È quanto dire che innanzitutto è «natura», non solo come fenomenologia biologica (ciò rimane scontato e di per sè può restare metafisicamente irrilevante), ma come essere. L’essere della persona umana, tanto come uomo (genere umano), quanto come persona individua, è un essere che appartiene innanzitutto alla natura, al cosmo. È innanzitutto una realtà «naturale», e dunque un ente di primo grado, un ente statico, il quale impone, per prima cosa, precisamente una metafisica di se stesso come ente statico, ente di primo grado. Non già che l’uomo e la persona umana possano esistere concretamente fuori della storia, e dunque non come realtà storica, non come uomo o persona storicizzata. Ma lo stesso uomo e persona storicizzati rimangono sempre quella tal «realtà naturale», appartenente alla natura rerum, che si storicizza come tale, qualunque siano le complicazioni ontologico-metafisiche della sua storicizzazione. Queste complicazioni inducono a distinguere nella persona umana l’ente di primo grado e l’ente di secondo grado, ma non la distruggono affatto come ente di primo grado, anzi, la ripostulano di continuo, a cominciare dalla stessa esperienza.» Tommaso Demaria,3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 ,V La persona umana come persona-cellula, § 6 -«Ente di primo grado» n°/p. 179 .

2Considerato in quanto tale

3 in qualche modo si chiamerà questa mostrazione, e io attendo che il gruppo filosofico veneziano/ romano gli riconosca un nome, io non ho la cultura filosofica sufficiente per individuarlo

4 « La delicatezza della questione sta appunto in questo: nel saper cogliere, attraverso il dato di esperienza, superando la falsa analogia con la realtà naturale, la differenza tra considerazione semplicemente universale della realtà storica, e considerazione totale di essa.» Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte prima dalla realta’ storica al suo problema metafisico, I La realta’ storica , § 5 – Universalità e totalità della realtà storica n°/p. 82-83 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2019/05/1-OntologiaRealisticoDinamica.pdf].

5«L’oggetto di uno studio scientifico, e della relativa scienza (metafisica o meno), compreso l’oggetto del Realismo Dinamico, si distingue sempre in oggetto materiale e formale. L’oggetto formale poi, a sua volta, si distingue ancora in oggetto formale quod, e oggetto formale quo. Ma l’oggetto formale quo, s’identifica col metodo scientifico da seguirsi in quel dato studio, di modo che si può chiamare semplicemente metodo, riservando l’espressione oggetto formale, all’oggetto formale quod, distinto dall’oggetto materiale.» Tommaso Demaria,Realismo Dinamico,Istituto Internazionale Superiore di Pedagogia e Scienze Religiose 1963 La Realtà Storica come ente , II LA REALTÀ STORICA COME OGGETTO DEL REALISMO DINAMICO, § 1 OGGETTO MATERIALE E FORMALE n°/p. 9 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2018/06/2018realismoDinamico2.pdf].

6Confronta con « 404 In che modo il peccato di Adamo è diventato il peccato di tutti i suoi discendenti? Tutto il genere umano è in Adamo “sicut unum corpus unius hominis – come un unico corpo di un unico uomo” [San Tommaso d’Aquino, Quaestiones disputatae de malo, 4, 1]. Per questa “unità del genere umano” tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo, così come tutti sono coinvolti nella giustizia di Cristo. » Chiesa Cattolica,Catechismo della Chiesa Cattolica,Libreria Editrice Vaticana 2003 [PARTE PRIMA – LA PROFESSIONE DELLA FEDE,[SEZIONE SECONDA – LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA Articolo 1 “IO CREDO IN DIO PADRE ONNIPOTENTE CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA” Articolo 1 CAPITOLO PRIMO – IO CREDO IN DIO PADRE Paragrafo 7 LA CADUTA , § III. Il peccato originale n° 404.

7Poiché esiste l’ente “genere umano” esiste una sua Razionalità Interna Oggettiva (RIO). La RIO del genere umano è una RIO “collettiva”, la persona fin dall’ fa parte di una comunità umana.

8Mt 19:5 καὶ {19:4/18} εἶπεν {19:4/20}, ἕνεκα τούτου {perciò} καταλείψει {lascerà} ἄνθρωπος {l’ uomo} τὸν {il} πατέρα {padre} καὶ {e} τὴν {la} μητέρα {madre} καὶ {e} κολληθήσεται {si unirà} τῇ {con} γυναικὶ {moglie} αὐτοῦ {sua}, καὶ {e} ἔσονται {saranno} οἱ {i} δύο {due} εἰς {-} σάρκα {carne} μίαν {una sola}. Carne: creatura vivente