Il calcolo sapienziale: il fondamento

L’inizio e la fine di qualsiasi valutazione di economia è la risposta questa domanda. “La teoria economica regge? Descrive e prevede l’agire socio-economico con sufficiente precisione anche nel lungo periodo?

Nel sentire comune la risposta dovrebbe riguardare esclusivamente la scienza matematico-statistica, e invece ho scoperto che una grande quantità di economisti vanta anche una base filosofica. Escludendo pure  dalla valutazione Adam Smith che con la sua “sulla ricchezza delle nazioni” si trova proprio all’inizio, eliminando anche Karl Marx la cui teoria socio economica fa acqua da tutte le parti, rimane tuttavia da giustificare la presenza della filosofia tra economisti come von Hayek o J.K. Galbright e molti altri fino a Richard Thaler. Il fatto è che qualsiasi teoria economica ha la giusta pretesa di descrivere il comportamento umano globale dal lato economico e il comportamento a sua volta è parte integrante dello studio di altre scienze, dalla psicologia1 alla sociologia alla metafisica.

In effetti la razionalità che anima il comportamento umano viene prima della sua misurazione quantitativa, ergo l’economia senza le scienze umane è semplicemente IMPOSSIBILE.

La seconda domanda che regge una teoria economica è legata alla prima“ Cetera paribus o no?” Ossia “La modificazione del comportamento economico (della curva che lo descrive) produce o no una modificazione degli altri elementi umani su cui si regge?”2

Molti premi Nobel sono legati alla risposta a queste domande e molti altri lo saranno.

Da dove nasce la scienza economica?

Diventare coscienti della sorgente della scienza economica ci consente di identificare gli elementi che rispondono a queste due domande.

La sapienza è sintesi poderosa perché radice dello sviluppo

Economia

L’economia ha leggi proprie, descritte nei manuali di economia che conosciamo. Da cosa nasce un manuale di economia? Certamente non si è fatto da sé, riassume le descrizioni di quei comportamenti socio-economici che si sono dimostrati valide o parzialmente valide nel tempo, tanto da generare una certa capacità di previsione “universale” ed assumere di conseguenza il valore di legge.

All’interno di un manuale di economia troviamo le leggi che regolano lo sviluppo dell’economia nel suo complesso (macroeconomia), e di ogni azienda ( microeconomia) compreso lo sviluppo dell’intera immensa Toyota.

Oggi non ci interessiamo dell’impresa di automobili “Toyota”, bensì del mondo economico “Toyota”, ossia di quel particolare modello di sviluppo noto oggi come “Toyota Way” esportato in ogni parte del mondo e parte integrante tanto della micro quanto della macro economia.

ToyotaWayCi interessiamo di questo modello economico perché tutto lo sviluppo contenuto nel Toyota Way non è altro che un commento allo sviluppo descritto ne “Lo Spirito Toyota”3 .

Toyota,Economia,Way,Spirito

Da dove inizia dunque la (micro) economia? “Lo spirito Toyota” ci scrive che la microeconomia  inizia dal criterio di sviluppo.

Toyota,Economia,Way,Spirito,Frase

Questa evidenza ce lo ha mostrata il fondatore di un’azienda serissima e credibile: il criterio di sviluppo “just in time” ha dato origine ad un modello che si è diffuso con successo in ogni parte del mondo in realtà diversissime tra loro.

Il criterio di sviluppo è alla base dell’economia.

Oggi utilizziamo questa informazione dello strettissimo collegamento tra criterio di sviluppo e teoria economica perché ci aiuta a comprendere l’immensa proprietà di sintesi propria ad un criterio di sviluppo. Nel nostro caso la sapienza “just in time” di un unico criterio contiene al suo interno le leggi economiche, il Toyota Way, e lo Spirito Toyota.

Qualsiasi risposta di “misurazione” è per definizione già presente nel reale storico come qualità da misurare. Quale è questa qualità da misurare? Nel caso di “Toyota Way” occorre misurare l’effetto “storico” della costruzione della sapienza “just in time”. Tra risultato e sapienza che lo genera incarnandosi c’è infatti una relazione biunivoca4.

La semplicità del “calcolo sapienziale”.

La domanda che segue ci aiuta a individuare i fondamenti della teoria economica.

Per confrontare la validità di una teoria economica è proprio necessario passare dal criterio di sviluppo “just in time” alla sua realizzazione particolare (automobili), alla sua esplicitazione globale (qualsiasi tipo di impresa) ed infine alla teorizzazione (macro) economica” ?

La storia Toyota che prendiamo ad esempio ci parla di una continua incarnazione [nota 4]. Per la relazione biunivoca tra sapienza utilizzata (Just in time) e le attività che lo incarnano, ci è concesso di rispondere che possiamo dare un giudizio fin “prima” dell’inizio come ha fatto K. Toyoda, attraverso quello che possiamo chiamare “calcolo sapienziale” che enunciamo ma che per ora resta una cosa misteriosa.

Ciò che abbiamo capito sino ad ora è che questo “calcolo” si situa all’inizio , riguarda la valutazione delle cause qualitative (la sapienza propria ai criteri di sviluppo che ha causato tutto) e solo dopo gli effetti (la misurazione degli effetti propria di uno studio economico).

La sapienza primaria genera le leggi e gli strumenti di un sistema economico

Aggiungiamo un altro tassello alle nostre conoscenze  sul “calcolo sapienziale”  notando che il criterio di sviluppo non è scollegato dalle altre leggi, addirittura dallo stesso modo di pensare.

«Nell’evoluzione del sistema di produzione Toyota ho spesso perseguito lo stravolgimento del senso comune, ho cercato di «pensare all’inverso», e invito tutti i manager, i dirigenti, i capi e i lavoratori a essere più flessibili nel loro modo di pensare il proprio lavoro. »5

La sapienza primaria genera necessariamente quello che da alcuni autori viene definito ecosistema socio economico6 e che la metafisica realistico dinamica7 e la chiesa definiscono “modello di sviluppo”8.

Il calcolo sapienziale è il confronto scientifico tra criteri di sviluppo diversi

La teoria economica regge? Cetera paribus o no?Toyoda,scopertaJit

Grazie alla relazione biunivoca tra le leggi economiche e il loro criterio di sviluppo fondante (nel nostro esempio “Just in time”) possiamo confrontare tra loro economie diverse perché fondate su criteri diversi. È ciò che ha fatto Kiichiro Toyoda: considerare il criterio di sviluppo9 (=concetto) e non i singoli risultati, o le macchine necessarie, o la capacità della manodopera, o il marketing, … : il resto è venuto dopo.

Utilizzando i criteri invece che il loro risultato empirico occorre anche rilevare come si sia ridotta l’entità dello sforzo complessivo necessario al confronto; in compenso per confrontare criteri di sviluppo diversi in modo scientifico ed oggettivo occorre utilizzare spostarsi dal calcolo quantitativo ed utilizzare la metafisica realistico integrale.

Prima conclusione

Circa le  domande  : “La teoria economica regge nel lungo periodo? Cetera paribus o no?

possiamo azzardare una prima risposta.

  1.  La teoria economica regge nel lungo periodo? La teoria economica regge  quando può reggere nello spazio e nel tempo  il criterio di sviluppo che la fonda e la anima.
  2. Cetera paribus o no? Gli altri fattori  ( o ecosistema economico,  modello, ….) si sviluppano coerentemente   mantenendo valida  universalmente la teoria economica  solo quando  derivano dallo stesso criterio di sviluppo fondante

Fine prima parte

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Roggero Roberto

1Il Nobel del 2017 è andato a Richard Thaler, lo studioso che ha psicanalizzato l’economia, uno degli esponenti di spicco dell’economia comportamentale, cioè di quella branca che impiega concetti tratti dalla psicologia per elaborare modelli di comportamento alternativi a quelli formulati dalla teoria economica standard.

2Molti economisti sono assolutamente incapaci di prevedere questi fattori. L’imbarazzo è visibile, ad esempio: (EN)« In the long run we are all dead. »(IT)« Nel lungo periodo siamo tutti morti. » (John Maynard Keynes, risposta a coloro che criticavano l’applicabilità dei suoi modelli al lungo periodo.[6]) https://it.wikipedia.org/wiki/John_Maynard_Keynes

3Toyota Production System, Taichi Ohno 1978, Giulio Einaudi, Torino 1993 e 2004

4«Negli anni 1949-50 come direttore dell’officina che è oggi diventata il principale impianto della Toyota, feci i miei primi passi in direzione dell’idea del just in time. Per stabilire il flusso di produzione riordinammo la collocazione degli impianti, adottando un sistema chiamato « multi-process » che assegnava a uno stesso operatore 3 o 4 macchine diverse. Da allora in poi, usai la mia crescente influenza e autorità in azienda per applicare queste tecniche anche agli altri impianti. Tutte le idee che cominciavo a mettere in pratica con costanza e audacia avevano lo scopo di correggere un sistema di produzione vecchio e conservatore e poterono anche essere vissute come una forzatura autoritaria. » Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993 [,[ [ Il coraggio di ripensare e contrastare i luoghi comuni. [ , § Capitolo secondo, L‘evoluzione del sistema di produzione Toyota n°/p. 47 ].

5Taichi Ohno, Lo spirito Toyota,Einaudi 1993, Come migliorare la produttività in un periodo di crescita lenta. § Capitolo sesto Sopravvivere in un’epoca di crescita lenta n°/p. 155-157

6Per ecosistema economico e sociale si intende una rappresentazione di tutti gli attori, stakeholder e shareholder, coinvolti nel processo end-to-end di creazione di valore di un determinato settore economico, dalla produzione fino all’uso e smaltimento di un bene o servizio. Da https://www.lenovys.com/blog/tesla-toyota/?utm_campaign=lenovys_focus&utm_source=newsletter&utm_medium=marzo&utm_term=email&utm_content=w11

7« Se così è, possiamo giungere finalmente alla giusta definizione dello sviluppo, in questi termini: lo sviluppo è il processo costruttivo della giusta società dinamica secolare che è quella dinontorganica come “tipo”, secondo il modello richiesto dalle singole situazioni concrete.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Primessa,[ [ III LO SVILUPPO [ , § 16 – L’AUTENTICO SVILUPPO n°/p. 60 ].

8«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015, 5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE, IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA , n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

9« Io fui profondamente impressionato dalle sue parole quando Kiichiro pronunciò la fatidica espressione «just in time». Mi sono chiesto un’infinità di volte come fosse arrivato a quest’idea e naturalmente non potevo saperlo perché non potevo chiederglielo direttamente. Ma è evidente che egli pensava intensamente a come superare il sistema di produzione automobilistica usato negli Stati Uniti.» Taichi Ohno,Lo spirito Toyota, Einaudi 1993, Due personaggi fuori dal comune., § Capitolo quarto, La Genesi del sistema di produzione Toyota n°/p. 112 .

Come votare? La metafisica è inutile?

La metafisica realistico dinamica è concreta riesce ad aiutarci anche nelle scelte quotidiane.

Due sono i criteri per decidere  in mancanza della coscienza di un nuovo modello di sviluppo entrambe educatività

  1. la scelta deve cadere quanto più vicino possibile alla Forma  della prassi del  popolo-famiglia-2modello
  2. La scelta deve coincidere con  la mission del partito stesso che per definizione si trova nel simbolo

Con questi due criteri abbiamo esaminato i programmi e i simboli dei vari partiti e ne abbiamo concluso che uno solo corrisponde ai criteri  sopra descritti: il popolo dalla famiglia perché:

  1. è il piano fenomenico del dinontorganismo e forma della Realtà storica nelle tre dimensioni
    1.  nella spinta di costruire la comunità familiare: il fattore che unisce è la comunità, non lo stato e naturalmente non può essere la persona
    2. Si tratta della spinta sociale alla costruzione di un ente dinamico fenomenico vivo  e a valore essenziale per l’agire di qualsiasi persona ( ciascuno nasce in una famiglia)
    3. Si tratta dell’organismo dinamico fenomenico vivo deputato dalla propria essenza  a trasmettere ed insegnare a trasmettere la vita
  2. La sua mission è dichiarata nel simbolo, non è parte più o meno minuscola di un programma.

In una parola è DIN-ONT-ORGANICO SUO MALGRADO purché rispetti  la propria mission.

Roberto Roggero

«   Alle radici dell’andamento del fenomeno demografico sta la rivoluzione industriale, che torna ad essere la regolatrice di esso. Si può stabilire questa legge: all’inizio, la rivoluzione industriale favorisce l’aumento della popolazione; in un secondo tempo la situazione demografica rimane statica. Nella terza fase, data la diminuzione delle nascite, la popolazione diminuisce e non è più possibile il suo ricambio.»
Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma - Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 PREMESSA, IV IL FUTURO DEL PIANETA, § 6 – LE DIFFICOLTÀ CHE OSTACOLANO IL BUON ESITO DELLA SFIDA n°/p. 85.

Conosci la Gnoseologia

Riprende il Corso di Filosofia Cristiana

Gentile lettore, voglio farle un invito personale al mio corso online di Filosofia Cristiana che terrò dal 7 febbraio 2018 col secondo FontanaModulo di Filosofia Cristiana sulla Gnoseologia o Metafisica della Conoscenza. Si tratta di 6 lezioni fruibili in sede o a distanza. Il primo modulo sull’Ontologia è stato svolto nel 2017 ed è disponibile.

Perché dei Moduli di Filosofia Cristiana?

Di filosofia cristiana oggi non parla più nessuno. Eppure come chiamare l’incontro della fede cristiana con la filosofia se non con l’espressione filosofia cristiana? Oggi si nega una cultura cristiana, una politica cristiana, una civiltà cristiana e, quindi, si nega anche una filosofia cristiana. Però essa è esistita ed esiste in quanto consiste nel filosofare nella fede, il che è d’obbligo quando la fede si incontra con la ragione, a meno di non inclinare verso il protestantesimo che ad una filosofia cristiana non pensa minimamente dato che non crede all’incontro tra fede e ragione.

Perché iniziare dal Modulo di Ontologia?

L’anno scorso ho iniziato con il Modulo di Ontologia perché la filosofia cristiana è realista e quindi si parte dall’essere. E perché è realista? Perché tutto quanto ha a che fare con la storia della salvezza ha carattere ontologico, ossia riguarda l’essere. Dio realmente esiste; Dio ha realmente creato il mondo; il Verbo si è realmente incarnato; la sua morte e resurrezione hanno realmente ricreato l’universo; il peccato è realmente la morte dell’anima; col battesimo realmente nasce una nuova creatura; nelle specie eucaristiche Cristo è realmente presente. Il cristianesimo è una realtà e quindi la fede cristiana ha bisogno di una filosofia realista.

Perché continuare con il Modulo di Gnoseologia?

Il 7 febbraio inizierò il Modulo di Gnoseologia che è meglio Gnoseologiachiamare Metafisica della Conoscenza perché la filosofia cristiana parte dalla certezza immediata ed evidente di conoscere le cose realmente esistenti. Essa non si fonda sul dubbio ma sulla certezza. I problemi vengono dopo, prima c’è la sicurezza di conoscere il reale. Il Modulo di Gnoseologia serve quindi a sfatare l’ideologia del dubbio, lo scetticismo insegnato oggi, la presunta incapacità di conoscere il reale che alimenta poi disagio esistenziale e angoscia.

Come proseguirà il Corso di filosofia cristiana?

Proseguirà con i Moduli di Antropologia, Morale, Teologia, Politica.

Dove si tengono i Corsi di Filosofia Cristiana?

Gli incontri si tengono presso la Libreria l’Isola del Tesoro di Fede & Cultura Universitas di Verona, via Marconi 60/a, ogni quindici giorni, per 6 mercoledì a partire dal 7 febbraio 2018, dalle ore 18,30 alle ore 20.00. Chi non può essere presente può scaricare le videoregistrazioni e i materiali testuali online a lezione fatta. Per l’intero modulo di 6 lezioni si pagano 35 euro+iva. È possibile recuperare anche il modulo di Ontologia.

Per maggiori informazioni scrivere a: ordini@fedecultura.com, o telefonare al 045-941851

Prof. Stefano Fontana

Fede & Cultura Universitas

Oggettiva scientificità dell’impianto trascendentale

Non si può entrare nel dinontorganismo  quando non si  riesce a dare un volto ai trascendentali dinamici. I trascendentali dinamici sono le proprietà autocostruttive essenziali ed universali senza il quale quel dato tipo di ente dinamico non riesce a sussistere o ad essere pensato.

Approfondimento 1

Per comprendere il valore di un trascendentale, per esempio la moralità, ci spostiamo ai tempi di Adamo ed Eva, i nostri progenitori. Adamo ed Eva hanno costituito la prima società.

Il trascendentale “moralità”  della società al tempo della famiglia di Adamo ed Eva era

  1. avere almeno due figli per coppia
  2. avere un figlio maschio e uno femmina
  3. non avere figli gay
  4. avere figli fertili

La moralità della società di “ Adamo ed Eva” è la condizione autocostruttiva universale necessaria e sufficiente perché sussista la società nello spazio e nel tempo.  Sul fatto che queste condizioni fossero necessarie allora non ci piove, lo capisce anche un bambino e la nostra esistenza ne è la prova.

Salta subito all’occhio con estrema evidenza la differenza tra morale (e moralità intesa come caratteristica del comportamento) ed invece moralità intesa in modo metafisico-trascendentale .

  • La morale ai tempi di Adamo ed Eva era quello che aveva raccomandato il Signore ( andate e moltiplicatevi),  morale che Adamo ed Eva potevano seguire o no perché passava dal loro libero arbitrio ed erano peccatori.
  • La moralità è invece una caratteristica intrinseca ed oggettiva alla società ( e quindi dei suoi componenti che la vogliono realizzare) senza la quale la società non può sussistere.

Quindi morale e moralità sono due cose nettamente distinte! Il trascendentale dinamico della moralità 

  • è costruttivo a livello essenziale di un soggetto ad esempio … la società.
  • è oggettivo per tutti i componenti della … società. Non dipende né da Adamo, né da Eva, e nemmeno da una decisione condivisa tra Adamo ed Eva, per cui da loro la moralità-trascendentale  non può essere cambiata, nemmeno un pochino.
  • è conoscibile in modo oggettivo da entrambi i soggetti.
  • Quando Adamo ed Eva vogliono costruire … la società … la moralità si impone “dal di dentro” ai comportamenti sempre ed in continuazione sino a che si è realizzata
  • è “meccanica” in quanto dipende dai trascendentali logici essenziali . La buona volontà di Adamo od Eva o di tutti e due  conta nulla. Conta il risultato legato all’incarnazione della “moralità in toto”. Oggi siamo vivi perché Adamo ed Eva  non solo hanno assunto ma anche hanno realizzato nei propri comportamenti  la MORALiTÀ della società in ogni sua singola  parte.Questa sua necessità di incarnazione totale unita alla  ferrea e conoscibile logicità  degli stessi ( A=A, A≠B, tertium non datur), fa dei trascendentali dinamici  lo strumento necessario a fondare una scienza.
Approfondimento 2

Il trascendentale della moralità  nella formula IS_LM.

In un precedente studio abbiamo ricondotto la formula IS_LM ad un rapporto tra  i trascendentali della MORALITÀ ( e non MORALE!!!!!) ed Educatività.

PIL

e adesso ci domandiamo quale è la moralità della società proposta da IS_LM perché il modello economico  IS_LM, alla fine, diviene il modello per raggiungere il benessere dell’intera Realtà Storica.

In questa formula (tratta da Economia, uniBo, ed. Giappichelli, 2009 autori Gilberto Antonelli – Giulio Cainelli – Nicola De Liso – Riccardo Leoncini – Sandro Montresor) la società può sopravvivere quando la decisione dell’agire del soggetto raffigurato dal simbolo “b” è di aumentare o mantenere elevata la propria spesa.( “b” per definizione è un’azione di spesa, la quantità di spesa legata all’aumento di disponibilità di un euro)

Perché la formula funzioni il soggetto “b” deve decidere di spendere (=educatività), la norma costruttiva di questa spesa ( =  trascendentale della moralità , non morale comunemente intesa) è l’aumento del PIL mondiale.

Per questo motivo, PER SOPRAVVIVERE, tutte le nazioni, tutti i giorni, ogni giorno, sono impegnate a favorire l’aumento della spesa che provocherà l’aumento del  dinamismo IS_LM fin nei loro minimi capillari . E proprio per costruire in questo senso, nel contempo questa azione consiste nel  distruggere chi parla o agisce in senso contrario.

Approfondimento 3

Poiché  da un precedente studio conosciamo anche l’equivalenza trascendentaliprincìpi della dottrina sociale cristiana come illustrato dallo schema sottostante possiamo passare ad una valutazione dell’impatto del modello IS_LM nei confronti della Dottrina Sociale Cristiana.

PIL,trascendentaliDSC

In IS_LM, la costruzione della dignità della persona umana ha per sua norma costruttiva ontologica (= MORALITÀ) che si identifica nella costruzione del bene comune la generazione di un consumo (C) e/o di un investimento (I+G+X). Lo riscrivo per essere capito meglio.

In IS_LM la sopravvivenza della società umana è legata alla sua norma costruttiva ontologicapitalismo,meccanizzazioneautodistruttivaCca la MORALITÀ che rappresenta il suo bene comune: la generazione di un consumo (C) e/o di un investimento (I+G+X).1

Ma poiché il risultato  “buono” è quello di segno positivo, la formula IS_LM non si fissa sui consumi statici “C” ma deve privilegiare come prioritari i consumi di investimento(I+G+X) in grado di aumentare i consumi futuri. Ne segue che per quel che riguarda lo sviluppo ontologico della dignità dell’agire sociale(= educatività), la formula IS_LM afferma che “La costruzione della dignità (economica) di una persona è tanto maggiore quanto aumenta la sua la capacità di generare un consumo o un investimento”.2

Poiché IS_LM è diventata riferimento dell’agire mondiale1 la sua MORALITÀ ( ripeto:la necessità di sopravvivenza di questa società e suo bene comune), la moralità che ci deve essere inculcata ogni giorno, tutti i giorni fino alla fine dei tempi, da ogni stato e governante è che le persone importanti per far migliorare i risultati IS_LM sono

  1. le  persone “b”che hanno denaro e lo spendono! Le altre non producono benefici al paese (a sentire la formula ovviamente).
  2. le persone “b” che non spendono esclusivamente nei consumi delle famiglie “C”. In uno stato come l’Italia i consumi necessari  di “C” non producono crescita, producono crescita i consumi voluttuari che si aggiungono ai necessari.  Per la formula le persone decisive sono i ricchi, quelli che magari, hanno portato le risorse all’estero.
    - sono le persone ricche che hanno denaro  da investire in “I” ( le altre non possono far aumentare il PIL). 
    - sono le persone che comperano BOT ..

Questo vale per ogni altro  soggetto, anche per gli stati perché “b”  rappresenta un soggetto che può spendere, non necessariamente una persona. Uno stato finché non ha denaro da spendere conta nulla, lo confermano  il caso della crescita di importanza della Cina, ma anche per converso la situazione dell’Italia indebitata, o anche  il concetto di G8 che prende le decisioni per il mondo perché i paesi sono industrializzati  … .  In questo mondo “economico” se vuoi sopravvivere devi “muovere il PIL”, con buona pace della Dottrina Sociale Cristiana.

Conclusioni

Se si vuol rendere efficace la DSC, occorre che l’IS_LM torni ad essere solo il riferimento dello sviluppo economico. Perché si compia questo passaggio occorre sviluppare un altro indice di sopravvivenza oggettivo, che è necessario individuare e fondare attraverso i trascendentali dinamici (necessità ontologico-oggettive della Realtà Storica, ontologico oggettive come  come la Moralità “al tempo di Adamo ed Eva”). Il mondo profano  riesce a ricevere la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà e la sussidiarietà SOLO attraverso la mediazione dei trascendentali dinamici (necessità ontologiche costruttive di cui la MORALITÀ fa parte) che li pongono come fattore di sopravvivenza .

Si spiega così la fondatezza scientifica delle parole di papa Francesco, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II solo per citare gli ultimi tre.

«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa FrancescoInsegnaimplica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».[137] Non basta conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso. … .» Francesco, Laudato Sii, Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE,  IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA , § n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

« 2124 Il termine ateismo indica fenomeni molto diversi. Una forma frequente di esso è il materialismo pratico, che racchiude i suoi bisogni e le sue ambizioni entro i confini dello spazio e del tempo. Giovanni_paolo_IIL’umanesimo ateo ritiene falsamente che l’uomo “sia fine a se stesso, unico artefice e demiurgo della propria storia” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 19]. Un’altra forma dell’ateismo contemporaneo si aspetta la liberazione dell’uomo da una liberazione economica e sociale, alla quale “si pretende che la religione, per sua natura, sia di ostacolo.. in quanto, elevando la speranza dell’uomo verso una vita futura.., la distoglierebbe dall’edificazione della città terrena” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 19].»   Chiesa Cattolica,Catechismo della Chiesa Cattolica,Libreria Editrice Vaticana  2003 [PARTE TERZA – LA VITA IN CRISTO,[SEZIONE SECONDA –  I DIECI COMANDAMENTI    [ Articolo 1  IL PRIMO COMANDAMENTO    CAPITOLO PRIMO – “AMERAI IL SIGNORE DIO TUO CON TUTTO IL CUORE, CON TUTTA L’ANIMA, CON TUTTE LE FORZE” [    , § III. “Non avrai altri dèi di fronte a me” n°/p.  ].
«29. C’è un altro aspetto della vita di oggi, collegato in modo molto stretto con lo sviluppo: la negazione del diritto alla libertà religiosa. … Dio è il garante del vero sviluppo dell’uomo, in quanto, avendolo Benedetto_XVI,sedutocreato a sua immagine, ne fonda altresì la trascendente dignità e ne alimenta il costitutivo anelito ad “essere di più”. L’uomo non è un atomo sperduto in un universo casuale [70], ma è una creatura di Dio, a cui Egli ha voluto donare un’anima immortale e che ha da sempre amato. … Quando lo Stato promuove, insegna, o addirittura impone, forme di ateismo pratico, sottrae ai suoi cittadini la forza morale e spirituale indispensabile per impegnarsi nello sviluppo umano integrale e impedisce loro di avanzare con rinnovato dinamismo nel proprio impegno per una più generosa risposta umana all’amore divino [71]. Capita anche che i Paesi economicamente sviluppati o quelli emergenti esportino nei Paesi poveri, nel contesto dei loro rapporti culturali, commerciali e politici, questa visione riduttiva della persona e del suo destino. È il danno che il « supersviluppo » [72] procura allo sviluppo autentico, quando è accompagnato dal « sottosviluppo morale » [73].»   Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE, Libreria Editrice Vaticana Roma 2009,   3. Capitolo secondo, § 3.LO SVILUPPO UMANO NEL NOSTRO TEMPO n° 29.  http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html].

1«50. …Si pretende così di legittimare l’attuale modello distributivo, in cui una minoranza si crede in diritto di consumare in una proporzione che sarebbe impossibile generalizzare, perché il pianeta non potrebbe nemmeno contenere i rifiuti di un simile consumo….» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [1-QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA,[ [ V INEQUITÀ PLANETARIA [ , § n°/p. http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

1«60. I meccanismi dell’economia attuale promuovono un’esasperazione del consumo, ma risulta che il consumismo sfrenato, unito all’inequità, danneggia doppiamente il tessuto sociale.»
Franciscus, Evangelii Gaudium,Libreria Editrice Vaticana Roma 2013 [CAPITOLO SECONDO NELLA CRISI DELL’IMPEGNO COMUNITARIO, 2 I. Alcune sfide del mondo attuale, § No all’inequità che genera violenza n° 60.
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html].

2«51. Le modalità con cui l’uomo tratta l’ambiente influiscono sulle modalità con cui tratta se stesso e, viceversa. Ciò richiama la società odierna a rivedere seriamente il suo stile di vita che, in molte parti del mondo, è incline all’edonismo e al consumismo, restando indifferente ai danni che ne derivano [122]. È necessario un effettivo cambiamento di mentalità che ci induca ad adottare nuovi stili di vita, “nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti” [123]..»
Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE, Libreria Editrice Vaticana Roma 2009, 5. Capitolo quarto, § 5.SVILUPPO DEI POPOLI, DIRITTI E DOVERI, AMBIENTE n° 51.
http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html

PENSARE IL RAPPORTO TRA STORIA E SOCIETA’ 15-18 novembre UPS Roma

Quarto Seminario di studio (scarica locandina)
LOGO UPSUniversità Pontificia Salesiana Facoltà di Filosofia in collaborazione con Associazione “Nuova Costruttività” e con il Centro Ricerche Teologiche e Metafisiche di Verona all’interno del corso accademico FA0160 (Filosofia della storia), a.a. 2017/2018 

PENSARE IL RAPPORTO TRA STORIA E SOCIETÀ

Il contributo del pensiero organico-dinamico di Tommaso Demaria alla filosofia sociale, alla metafisica e all’ecclesiologia

Università Pontificia Salesiana – Piazza dell’Ateneo Salesiano, 1 – Roma

PROGRAMMA

Mercoledì 15 novembre 2017, ore 10.35 – 12.10, Aula F01

(Filosofia) INTRODUZIONE DEL SEMINARIO DI STUDIO prof. Mauro MANTOVANI (UPS) dott. Oliviero RIGGI (UPS)

Giovedì 16 novembre 2017, ore 15 – 17.30, Aula CS1 (Scienze della Comunicazione sociale)
TAVOLA ROTONDA INTERDISCIPLINARE LA COMPETITIVITÀ È NECESSARIA AL MIGLIORAMENTO SOCIO-ECONOMICO? UNA RIFLESSIONE CRITICA

Venerdì 17 novembre, ore 15 – 18.30, Aula Juan Vecchi UN’ECCLESIOLOGIA DINAMICA PER SERVIRE IL  CAMBIAMENTO D’EPOCA”
mons. Lorenzo LEUZZI (Vescovo ausiliare di Roma)
dott. Piergiorgio ROGGERO (Centro Ricerche Teologiche e Metafisiche di Verona)
p. Riccardo LUFRANI (Priore del Convento di Santa Maria sopra Minerva, Roma)

Sabato 18 novembre 2017, ore 9 – 13, Aula Juan Vecchi
I PRESUPPOSTI CULTURALI PER COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE
Roberto ROGGERO (Centro Ricerche Teologiche e Metafisiche di Verona)
dott. Luca CIPRIANI (Associazione “Nuova Costruttività”)
dott. Alessandro CORTESE (Docente di filosofia – Verona)

Dialogo tra i partecipanti Saluti conclusivi del dott. Nicola MELE (Presidente dell’Associazione “Nuova Costruttività”)
Informazioni: prof. Mauro Mantovani – 06.872901 – mantovani@unisal.it

Politica:la crescita felice

7. Sesta domanda da dove bisogna iniziare?

Occorre iniziare dal processo di sintesi tra i sistemi governato da leggi oggettive ed universalmente riconosciute.

7.1. Fondare l’economia su leggi oggettive [178]

Noi stessi mangiamo con l’ energia artificiale, senza energia artificiale siamo morti. La nuova via non può essere fondata solo su un leader [53] o su una politica [178]. La via del modello organico-dinamico è segnalata dalle leggi della TERMODINAMICA che un leader o una politica si incarica di realizzare. « L’energia di un sistema termodinamico chiuso non si crea né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma ad un’altra. » Seguiamo la via oggettiva della trasformazione dell’energia. Cominciamo con l’osservare che una risposta ciclica di natura termodinamica esiste da sempre, e riguarda direttamente i trascendentali dinamici della casa comune socialità e missionarietà (“ex” solidarietà e sussidiarietà) espressi dall’equilibrio della CO2.

7.3. L’ecosistema “cristallizza” parte dell’energia destinata a produrre calore (e regola anche la CO2).

La natura viva ha affrontato con successo il problema di autostenere la vita regolando la temperatura del pianeta attraverso il CICLO della “segregazione di CO2” (contemporanea alla produzione di ossigeno) sotto forma di Carbone o Petrolio, vita e suolo. La bio-regolazione dell’equilibrio termico avviene attraverso due meccanismi correlati:

  1. il primo in grado di ridurre l’effetto serra tramite la riduzione della Co2 gassosa si realizza con l’azione dei vegetali che la “rubano” all’aria trasformandola in polimeri di carbonio.
  2. il secondo in grado di “cristallizzare” l’energia a un livello di energia più alto del calore sotto forma di polimeri di carbonio, biomassa, “petrolio” o suolo.

Per questa caratteristica energetica della loro produzione la biomassa, il petrolio o il carbone possono essere a loro volta trasformati facilmente in energia. Su questi due meccanismi, in particolare sul secondo si può fondare la rivoluzione industriale (non importa se classificata come prima seconda, terza,…)[23] e la società che da essa dipende.

7.4. Occorre che l’economia impari a “cristallizzare” l’energia del sole e regolare la CO2

Riprogettare un ciclo socio-economico in senso organico-dinamico significa far sì che l’intero sistema si comporti sempre di più come la vita organica, captando direttamente dal sole l’energia artificiale necessaria all’economia prima della sua trasformazione in riscaldamento del suolo [172]14. Questo tipo di economia ha come fine generale l’equilibrio termico e come fine immediato il sequestro della CO2 dall’atmosfera attraverso lo sviluppo di ecosistemi [36,141]. Ma diversamente dalla natura che produce “petrolio”, in questo ciclo economico organico dinamico l’energia viene stivata sotto forma di energia cristallizzata in prodotti industriali utili o discariche inerti (sono la sostituzione del petrolio). È questo il caso dell’energia elettrica solare da pannelli che è “rubata” al riscaldamento del suolo quando viene trasformata in manufatti attraverso la rivoluzione industriale. È una nuova via economica con nuove caratteristiche ontologiche:

Ricchezza (deve produrre nuovi manufatti UTILI),

Riutilizzo (di materiali ancora validi senza trasformarli in calore),

Riciclo (prodotti esausti),

Riforestazione e altissimo

Rendimento dei processi costruttivi[22]socio-economici.

7.5 sistema energetico e non fonte di energia

« Si tratta di una scelta non già “esclusiva”, ma sapienziale e dunque “preferenziale”. Scegliere la “società solare”, come scelta scientifico-tecnologica in funzione della scienza-sapienza ideoprassica dinontorganica, significa tracciare una linea programmatica preferenziale energeticamente non esclusiva quanto a risorse energetiche immediate. Oggi siamo vittime di un sistema energetico sbagliato. E ciò nonostante non è possibile lasciar mancare l’energia ad una società che di energia vive. Se pertanto le centrali atomiche e nucleari come produttrici di energia elettrica per un dato momento risultano un qualcosa di inevitabile, l’importante è che non rappresentino una scelta di principio, la quale condurrebbe alla “società nucleare” come un qualcosa di irreversibile.» [Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984, FAC Roma 1984[A – IDEOLOGIA, IDEOPRASSI DINONTORGANICA E SCELTA ENERGETICA, II LA SCELTA ENERGETICA, § 11 – IL SOLE COME PRINCIPALE FONTE ENERGETICA p. 37].

7.6 crescita felice è limitata alla frazione solare

L’antinomia lavoro per tutti e decrescita lascia il posto alla “crescita felice” dove c’è, a condizioni ben precise, lavoro per tutti e senza limite prima delle quali è che tutta la filiera di un prodotto dipenda dall’energia solare. Ne segue che l’espansione economica legata alla “crescita felice” sarà tanto maggiore quanto maggiore è la frazione di energia solare del sistema energetico che muove l’economia. Si tratta quindi di un processo progressivo  limitato da questo e la cui realizzazione richiede, è intuitivo, il coordinamento di  molti altri fattori come si vedrà in seguito al punto 8

7.7. Dynamic organic energy model

7.3 The ecosystem “crystallizes” part of the energy that could produce heat (and also adjusts CO2 ). Nature has always tackled the problem of adjusting the temperature of the planet: the solution has always been the “segregation of CO2 ” in the form of coal or oil. Two natural mechanisms adjust the thermal equilibrium: – greenhouse effect reduction through the abatement of gaseous CO2 thanks to the action of plants. – the process of not to transform the whole solar energy into heat, but “crystallise it” in the form of polymers (eg “oil” or coal). For this reason, the oil or coal can in turn be converted easily into energy. By entering into this second mechanism the industrial revolution dynamic organic can be founded (no matter if classified as first and second, third,…)[23] e la società che da essa dipende. 7.4 In order to be able to work endlessly, it is necessary that economy learn to “crystallize” the  energy of the sun and to adjust CO2 emissions To redesign a socio-economic cycle in an organic-dynamic acceptation means to ensure that the entire system, increasingly gets the necessary artificial energy directly from the sun, before its transformation into heating the soil [172]. At the same time, it is necessary that economy main purpose becomes CO2 removal from the atmosphere through the development of ecosystems [36,141] whose operation is at zero cost. In this model, the industrialization “crystallizes” this energy at a greater level, exactly as nature already does, by creating “oil”. But in the economic organic cycle energy is again stowed in the form of energy crystallized into manufactured articles or inert landfills (in replacement of oil). We thus have Wealth (= New items manifactured), Reutilisation (products still valid), Recycling (exhausted inert products), Reforestation and a need for very high thermodynamic efficiency in constructive processes [22] in order to produce less heat. While in the current economy consumerism the increase of industrialization is proportional to the increasing pollution from heat and destruction of the ecosystem, in contrast – in the organic dynamic model which exploits the input energy from the sun – we have proportional correlation between the reduction of pollution from heat, the balance with the ecosystem and the increase of industrialisation: this solves the problem of employment for all but accordingly changes the life styles[5,16,23,…).

8. Settima domanda a quali condizioni si può lanciare il modello organico dinamico?

La via per l’economia oggi è organico-dinamica, si può espandere  ancora alla condizione di non immettere ulteriore CO2 nell’atmosfera. E OGGI questo è possibile.

8.1. Al crescere dell’economia cresce la vita e diminuisce l’inquinamento: si può mantenere in moto l’economia e dare lavoro a tutti!

Intercettando l’energia in entrata dal sole (in questo esempio con i pannelli solari) la riduzione dell’effetto serra è direttamente proporzionale all’aumento della industrializzazione_organico-dinamica.  L’impossibilità di salvare il pianeta e nel contempo di mantenere in moto il ciclo economico generata dall’attuale opzione socio economica consumista( che a sua volta genera la necessità della decrescita felice), si è rivelata falsa.

E’ invece  possibile  espandersi in una “crescita felice”, realizzando così  il “lavoro per tutti” auspicato dal papa [127]. Attraverso e solo con il modello organico dinamico la situazione si rovescia perché la variabile intrinseca è diventata Meno inquinamento = più produzione (di ecosistema e di manufatti) = più lavoro e quindi più occupazione. = più ricchezza utile = minor consumo (di ecosistema con l’aumento della qualità del prodotto).

Diremo di più: nel modello organico dinamico la salvezza del pianeta non è possibile senza nuovi posti di lavoro.[127,128,129,183].

8.2. Solo con queste premesse termodinamiche è possibile lanciare “Piano Marshall” internazionale necessario alla regolazione della temperatura del pianeta.

Insieme abbiamo fatto guerra al pianeta, adesso insieme ricostruiamolo! La via della ricostruzione passa solo attraverso l’uso di energia artificiale ricavata dal sole prima che riscaldi il suolo e da un piano internazionale che lo realizzi. Questa scelta modifica necessariamente il modo di essere società. Il prof. d. Tommaso Demaria osserva: « Il porre al centro del sistema energetico l’energia solare, assume questo significato: l’energia solare diventa un parametro di riferimento, e non una scelta esclusiva, la quale “scelta esclusiva” non riguarda le fonti energetiche, ma la scelta tra le due società, società nucleare, e società solare.» [15] Non è il tema di oggi valutare quali siano le differenze tra società solare e nucleare, tuttavia l’articolazione delle logiche interne al modello stesso ci “costringe” su un binario che corrisponde a quello che troviamo espresso in Laudato sì’.

8.3. Le conseguenze sociali del passaggio: caratteristiche essenziali intrinseche al modello organico dinamico.

Evidenziamo alcune diffeRenze dal modo di vivere odierno.

Risse zero: Nel suo farsi termodinamico nessuna parte del sistema organico dinamico trivalente può costruirsi in conflitto con un’altra: è la prima caratteristica di un sistema complesso[231] che possiamo definire “oikosistema” ed è una differenza che possiamo osservare nel “cambiamento di stili di vita” [206].

8.3.1. Economia-socio-ambientale

Ricchezza: Per abbattere la produzione di calore è necessaria una maggior produzione di ricchezza reale socio-economica. L’umanità funziona tanto meglio quanto più aumenta la produzione di beni industriali utili ad “alto contenuto energetico” (di alta qualità)[107,194]e pensati in funzione dell’ecosistema[206], più esattamente del sistema trivalente.

Rendimento: La produzione termodinamica valida deve generare il minor calore possibile e quindi ha bisogno di processi socio-economici ad alta efficienza (producono in totale meno calore) [22,180]. Il consumismo che ha come fine la bassa efficienza non è più possibile, si va verso la produzione in qualità totale (in “Toyota Way” per la precisione). La cultura della qualità totale che necessariamente la fonda è l’esatto contrario della cultura e della società dello scarto [6,22,43].

Riutilizzo: Proprio per la termodinamica applicata alla società è necessaria la riduzione degli sprechi e dello scarto a partire da quelli sociali [5,16]. Dovunque si può fare a meno di produrre qualcosa … in questo modo si produce meno calore e non si ha bisogno di materie prime.

Rioccupazione bilanciata: Poiché il sistema è socio-economico ciascuno è necessariamente partecipe del processo di riduzione della temperatura in ogni parte del pianeta anche solo come acquirente [206]. Questa caratteristica accompagnata alla necessità del massimo rendimento socioeconomico-ambientale richiede economia solare diffusa: lo aumento produttivo necessariamente diffuso sposa la necessità di “ accesso per tutti al lavoro UTILE [127]”.

Ridimensionamento: Ridimensionamento sia assoluto che relativo. Ridimensionamento assoluto: il dinamismo (socio) economico ha un optimum funzionale all’equilibrio termico e quindi l’economia organico dinamica non ha un’espansione infinita [106]. Ridimensionamento relativo: Le grandi strutture produttive (e quindi anche quelle sociali) producono per milioni di utenti generando la necessità di trasporti di prodotto e quindi di spreco termodinamico. C’è quindi un optimum anche tra società e bacino di produttivo, andiamo verso lo sviluppo del “chilometro zero”.

Riciclo: la necessità per l’economia della produzione di un ambiente vivo cozza contro la attuale distruzione dello stesso per ricavarvi materie prime: occorre “chiudere” il sistema riciclando.[22,180,192]

8.3.2. Società-economico-ambientale

Ridistribuzione: La naturale diffusione delle fonti energetiche e di consumo unita al “chilometro zero”, porta necessariamente alla tendenza alla diffusione geografica della produzione [170] che è esattamente il contrario dell’economia di scala. Il centro termodinamico del nuovo modello [144,179,180,183,213,232] è lo sviluppo della costruzione della società particolare in simbiosi con il proprio ecosistema e nel contempo parte di un organismo superiore. Ridistribuzione è anche applicabile al “picco” produttivo proprio del lancio di un nuovo prodotto che richiede l’iniziale produzione di grandi quantità che a sua volta richiederebbe l’ampliamento momentaneo della struttura sociale. Ridistribuzione significa in questo caso concessione a terzi della produzione per mantenere stabile o quasi la struttura sociale globale. Altri termini correlati sono “livellamento produttivo” e “chilometro zero”.

Reciproco aiuto comunitario: come corollario alla ridistribuzione di produzione e consumo si ha che il modello organico dinamico richiede la soddisfazione dei bisogni a “chilometro zero”. Questo presuppone sistemi produttivi polispecialistici rispondenti all’effettivo bisogno della società particolare [129,189]. Riduzione dei costi: l’eliminazione degli sprechi nel contempo socioeconomico-ambientali coincide con la riduzione dei costi di produzione [189].

Reddito monetario distribuito: Come ulteriore corollario alla ridistribuzione di produzione, consumo e localizzazione si ha la ridistribuzione della massa monetaria che segue la necessità di scambio tra produzione e consumo [129].

Risparmio termodinamico: Il ciclo socio economico ambientale ha natura essenziale ed è fondato sulla economicità metafisica (in questo caso si esprime attraverso la termodinamica). Esso quindi definisce la qualità di sistema trivalente come il minimo costo termodinamico possibile per generare vita contemporaneamente sociale, economico, ambientale. Per esempio considera l’intero costo del prodotto dalla produzione delle materie prime al suo smaltimento[22] attraverso il costo del suo utilizzo.

Reale ricchezza: corollario del modello di sviluppo organico dinamico socio-economico-ambientale, è la definizione di ricchezza reale come capacità di rispondere ai bisogni di sviluppo della vita di ogni parte del sistema attraverso il risparmio termodinamico. La ricchezza reale contempla la sobrietà, il riutilizzo, la possibilità di riciclare ma anche la ricchezza di tempo, una comunità di riferimento stabile per l’aiuto reciproco, … [13,16,22,…].

Riorganizzazione sociale: Nella società organico dinamica la tendenza è verso un ritmo circadiano ( a proposito, l’argomento ha ricevuto un Nobel proprio quest’anno). Il picco produttivo di efficienza nella produzione di energia è seguito da quello di trasformazione di energia … quindi … se tra le 09 e le 15 produco energia, la maggior efficienza del sistema la ho con un orario di lavoro tra le 09 e le 15. Si può lavorare anche la notte con l’energia immagazzinata nel giorno o con fonti di diverso tipo ma l’efficienza totale del sistema  è minore.

Riduzione dell’orario di lavoro: se il picco di consumo produttivo corrisponde alla maturazione del giorno, alcuni lavori che hanno lo scopo di immagazzinare energia solare per diminuire la temperatura del pianeta possono essere fatti solo di giorno. A partire dall’agricoltura,  …

Riconversione culturale:…

8.3.3. Ambiente-socio-economico

Riequilibrio: Il fine di produrre ecosistema per mantenere l’equilibrio della temperatura è sinonimo della ricerca di un equilibrio tra l’organizzazione della massa biotica e l’organizzazione umana [139].

Rivitalizzazione: L’attuale fine della rivoluzione industriale è quello di trasformare sostanza viva in materia prima morta. Nel sistema economico organico-dinamico è il contrario perché per catturare CO2 ho bisogno di trasformare l’energia morta in organismi vivi raggruppati in ecosistema vitale e vitalmente operante.

Raggruppamento sistemico: Perseguire questo equilibrio richiede un optimum e in questo modello economico organico dinamico la via preferenziale è l’utilizzo di risorse biotiche [32] RAGGRUPPATE in ecosistema [140]e sotto ecosistemi.

Ripopolazione: la situazione attuale di deficienza nella cattura di CO2 obbliga la socio-economia ad occuparsi della ripopolazione di terra e mare … . Dal punto di vista della motivazione, adottando il modello di sviluppo organico-dinamico siamo passati da un soggettiva buona volontà ecologica alla necessità di produrre vita per la sopravvivenza del modello economico-sociale umano. Un bel salto. Eccetera … .

Felici conclusioni.

Laudato sì’ propone una nuova via effettivamente possibile allo sviluppo economico, perfettamente compatibile con lo sviluppo sociale ed ambientale. Abbiamo iniziato domandandoci come sostituire il modello di sviluppo consumista-distruttore con il nuovo modello organico dinamico: occorre mutare il paradigma economico su cui è costruito il suo sviluppo. Ci siamo domandati se si può ed abbiamo iniziato la nostra indagine osservando come è fatto: il modello organico dinamico racchiude in sé i principi dell’incarnazione della vita (DSC) che animano tanto la realtà economica quando quella sociale come l’ecosistema.

Ma come mobilitarlo? Abbiamo trovato la via per attivare il suo dinamismo auto correttivo in grado di essere misurato e quindi di essere di riferimento per l’(auto) costruzione dell’umanità nello spazio e nel tempo in modo coerente ed univoco attraverso la sua stessa prassi. È oggi possibile mobilitare il nuovo modello organico-dinamico sfruttando la necessità umana di mantenere in moto l’economia industriale: è infatti possibile sostituire l’attuale meccanismo distruttivo della vita (compresa la nostra) con un nuovo paradigma che richiede lo sviluppo economico in senso vitale e vitalmente operante per il controllo dell’effetto serra. Lo si deve fare a partire dall’energia stessa che fonda la possibilità del ciclo economico industriale ma che ha come effetto di sconvolgere in senso positivo il modo di vivere attuale, proprio come descritto e auspicato da Laudato sì’, anche in aspetti apparentemente scollegati dall’ecosistema come la cultura, il lavoro per tutti e la distribuzione della ricchezza sul pianeta.

The end (and new word) Buon compleanno a Tommaso Demaria (sono 20 anni dalla morte)

[15] Tommaso Demaria,PER UNA NUOVA CULTURA,NPC edizioni Verona [,1 PASSAGGIO ONTOLOGICO DALLO STATICO AL DINAMICO, § 6. Rivoluzione industriale e divisione ontologica della storia p. 19]. 16 Per approfondire questo aspetto puoi vedere per esempio di Tommaso Demaria “la società alternativa” e dello stesso autore “Per una nuova cultura”.

Spiegazioni  per immagini

  1. schema del modello utilizzato dalla natura: toglie CO2 dall’atmostera e abbassa la temperatura trasformando l’energia solare  in  biosfera e alla fine  il petrolio.

CicloSerraNaurale2

2. Schema dell’attuale modello autodistruttivo capitalista-consumista: aggiunge CO2 all’atmosfera, libera l’energia fossile immagazzinata dalla natura, distrugge la biosfera per avere le materie prime.

CicloModelloCapitalista

A lungo andare il risultato non può essere che questo

(ANSA) – ROMA, 15 SET – Il riscaldamento globale, se accentuato, potrebbe nei prossimi decenni dar vita a rischi “catastrofici” e persino “esistenziali”, arrivando a minacciare la sopravvivenza della specie umana. L’allarme arriva dalla Scripps Institution of Oceanography dell’università della California a San Diego.

In uno studio pubblicato sulla rivista Pnas, i ricercatori hanno preso in esame i modelli di previsione sul cambiamento climatico per definire le categorie di rischio a cui il Pianeta va incontro. Con un aumento della temperatura terrestre molto elevato, compreso tra i 5 e gli 8 gradi, per gli esperti esiste “una probabilità bassa, ma statisticamente significativa”, di “minacce esistenziali alla sopravvivenza dell’umanità”.

Un’impennata del termometro compresa tra i 3 e i 5 gradi, si legge ancora, potrebbe determinare conseguenze “catastrofiche”.

Le ondate di calore mortali, ad esempio, potrebbero diventare comuni. Per gli esperti esiste una probabilità su 20 che il riscaldamento globale causi danni catastrofici già entro il 2050.

“Quando diciamo che c’è il 5% di probabilità di un evento ad alto impatto, le persone pensano che sia una cifra piccola, ma equivale a dire che esiste una probabilità su 20 che l’aereo su cui stiamo per imbarcarci precipiterà”, spiega il docente di Scienze climatiche Veerabhadran Ramanathan, autore della ricerca. “Non saliremmo mai su un aereo che ha una probabilità su 20 di cadere, ma siamo disposti a farci salire i nostri figli e nipoti”.

Con un aumento della temperatura terrestre compreso tra gli 1,5 e i 3 gradi, e cioè nello scenario migliore, l’impatto potrebbe comunque essere “pericoloso”. Il pericolo, rilevano gli autori, è determinato dall’incremento di eventi meteorologici e climatici estremi tra cui ondate di calore, inondazioni e uragani più intensi, oltre a prolungati periodi di siccità.(ANSA).

 

Ciclo obbiettivo della crescita felice che funziona con le stesse logiche e collabora con quello naturale .

A regime,  ad ogni KW utilizzato ( anche da privati consumatori) corrisponde un miglioramento del problema socio-economico ambientale.

CicloDinontorganicoPNG

 

 

“la novità ontologica del sistema tomista” e “Da Tommaso a Tommaso: la via della Vita nel sistema ontologico realista”,

Scarica la novità ontologica
Scarica  da Tommaso a Tommaso: la via ontica della Vita

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San Tommaso introducendo il piano esistenziale introduce  quattro integrazioni necessarie al sistema realista dell’essere aristotelico: la necessità del creatore intrinseca all’ente con la conseguente presenza di un unico Dio distinto dalla diversa conformazione dei piani dell’essere, il valore ontologico della razionalità tra i piani dell’essere, l’ontologia realista come sistema tra ente creatore ed ente creato.

 

  1. La novità ontologica di San Tommaso: il piano esistenziale e il rapporto ontologico tra piani.

«9.4 la distinzione fra essenza ed esistenza

  1. Comprendere un’essenza significa cogliere gli elementi che la San Tommaso D'Aquinocaratterizzano. Dunque, tutto ciò che non è necessario per comprendere l’essenza è un qualcosa che le si aggiunge dall’esterno e che entra in composizione con essa.

E’ possibile invero pensare una essenza e contemporaneamente non sapere nulla circa la sua effettiva esistenza: posso infatti capire cosa sia un uomo o una fenice e tuttavia ignorare se nella realtà esistano davvero. E’ pertanto evidente che l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza [2], tranne [4]che nel caso di un ente la cui essenza coincida con l’esistenza [3], ma di un tal genere può essercene uno soltanto [5], cioè il primo ente in assoluto….

Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile.[6] E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).

Poiché ciò che esiste in virtù d’altri implica un riferimento a ciò che esiste di per sé stesso come alla causa prima, è necessario che esista qualcosa che, in quanto esiste di per sé, sia causa dell’esistenza di tutto [1], viceversa nel risalire di causa in causa si finirebbe col procedere all’infinito….

da S. Tommaso d’Aquino, De ente et essentia, Ed. Marietti»1

Tommaso d’Aquino, mentre rileva nel reale la necessaria presenza del piano esistenziale [2], rileva anche la necessità da parte dell’ente di essere stato creato [1]. Si supera così lo “stallo aristotelico” che poteva recepire solo la presenza “ ab aeterno” della materia e delle essenze .

Sempre attraverso il piano esistenziale, ma questa volta piano da sempre presente nell’essenza [3] (in sintesi con l’essenza per semplicità), San Tommaso può descrivere la caratteristica Dio come Essere creatore, ossia Dio come Vita-in-quanto-Tale. Questa relazione sintetica tra piani dell’essere che proclama Dio come Eterno e Creatore è quella descritta nel Vecchio Testamento. Scrive a tal proposito Tommaso Demaria.

«…, proclamato come l’Essere creatore nel Vecchio Testamento (Io sono Colui che sono), che poi viene esplicitato come Dio-Amore.»2

San Tommaso, attraverso l’introduzione del piano esistenziale, amplia gli orizzonti della razionalità del suo tempo facendole percepire da una parte l’essere creaturale e dall’altra la Vita-in-quanto-tale (l’Essere) ma non solo.

In terzo luogo San Tommaso aggiunge all’ontologia la centralità e il valore ontologico del “rapporto strutturale essenza-esistenza”. Lo fa con un “tranne” [4],

“l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza [2], tranne [4]che nel caso di un ente la cui essenza coincida con l’esistenza [3]”

Sostiene infatti San Tommaso che nell’ontologia realista, ciò che fa diverso il Creatore dalla sua creatura è proprio il diverso rapporto ( di sintesi o di analisi) tra questi due piani ( i piani essenziale ed esistenziale). Il creatore è fuori dal tempo e mentre la creatura dentro, ciò che li unisce nell’unica ontologia sono l’essere e i suoi piani, ciò che li divide il loro rapporto.

La quarta novità rispetto al realismo Aristotelico è la conclamazione della presenza nel reale e nell’unica ontologia realista, di due tipi di ente (categorie) definiti in tale diversità proprio dalla struttura dei piani dell’essere. Questa diversità fa il sistema metafisico realista appunto un sistema.

I due tipi di ente sono parti dell’unico sistema realista:

  • unico ontologicamente perché non si può pensare l’ente creato senza introdurre nel sistema l’ente increato [6].
  • Sistema perché un unico formato da due enti certamente distinti tra loro dalle differenti strutture dei piani dell’essere [2]≠[3].

Corollario di questa doppia presenza/unità è quello della conseguente necessità di definire il loro rapporto per via ontologica realista, ossia attraverso i piani dell’essere.

SanTommaso,sistemaOntologico

Struttura ontologica aristotelico-tomista

La novità di San Tommaso, il piano esistenziale, “introduce” nel sistema metafisico realista dell’essere3 quattro caratteristiche necessarie a reggere l’intera metafisica.

  1. Nuova costruttivitàC3la necessaria dimensione di essere creaturale dell’ente, un ente non si spiega da sé stesso [6]
  2. la necessaria presenza di Dio Creatore, Essere, Vivo e Vita in quanto tale fondamento ontologico [5]
  3. la presenza della razionalità nel rapporto tra i piani dell’essere essenziale ed esistenziale ( di sintesi o di analisi) [4] come specificazione necessaria per distinguere Dio dall’uomo
  4. L’ontologia come sistema ontologico. La necessità di comprendere la relazione tra i due elementi dell’ontologia, un

 

  1. o nel tempo e uno fuori dal tempo, l’uno creatura e l’altro creatore. L’actus essendi “creatore-creatura”, da Tommaso ontologicamente necessario a tutti gli enti [6], si pone fuori dal tempo o al massimo nel primissimo istante. E poi? Non ci sono altre interazioni a carattere ontologico?

Gv 1:12 A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, …

 

  1. La struttura della vita proposta da Tommaso d’Aquino. 1
  2. Il rapporto degli enti con la vita-azione. 2

2.1 Il contenuto ontologico della Vita. 2

Dove e come  è definita  la Vita-in-quanto-Tale dal punto di vista ontologico-metafisico realista? Nel Divino. 2

2.2 Metafisicamente l’organismo mantiene le caratteristiche tipiche del “rapporto divino”, la Vita. 3

E la vita creata che cosa è? È organismo. 4

Come vitalizza un ente creato? Assume razionalità analoghe a quelle della Vita. 4

Cosa vitalizza? I piani dell’essere dell’ente creato. 4

2.2.1 la sintesi della vita nel piano esistenziale. 5

2.2.2. la sintesi della vita nel piano essenziale. 6

É giustificata una sintesi tra la Vita e l’analogo piano essenziale dell’ente creato? É necessaria perché sussista il sistema ontologico. 6

Come può l’essenza Divina rimanere tale incarnandosi nel creato? L’unione ipostatica. 6

Cosa cambia nella vita-essenziale-creata  rispetto al divino? Il dinamismo di auto-sintesi diventa proprietà di una essenza creata. 7

Quale è la Forma dell’ente dinamico? La Razionalità della Vita storicizzata. 7

Autocostruzione viva di che cosa? Dell’essenza reale. 8

In cosa è diversa l’autocostruzione essenziale dal Divino? Ha natura accidentale diversamente da Dio che è Atto. 8

Quali sono le caratteristiche del piano essenziale analoghe a quelle del divino? La struttura dei piani dell’essere, l’autocostruzione essenziale, la razionalità di azione, la sapienza vitale e vitalmente operante. 8

L’ente dinamico essenzialmente è una ipotesi o c’è una corrispondenza con il reale? La religione  9

  1. l’organismo dinamico custodisce la relazione ontica essenziale divino-umana. 9
  2. Postfazione, il percorso onto-logico. 11

Note di chiusura. 13

 

1. La struttura della vita proposta da Tommaso d’Aquino

C’è un sentiero stretto, la Vita, che ogni uomo conosce e che pervade  l’intero pensiero metafisico. La struttura ontologica della Vita  proposta da Tommaso d’Aquino nel “De ente ed essentia” contiene implicita quella dell’organismo dinamico esposta da Tommaso Demaria in “Ontologia realistico dinamica”.  L’ontologia tomista è un sistema ontologico in cui la relazione  tra gli elementi è tanto  stretta da poter sostenere che la metafisica realistico tomista non si regge senza l’ente dinamico.

SanTommaso,sistemaOntologico

2. Il rapporto degli enti con la vita-azione

Diamo per scontato l’intera dottrina dell’essere sino ad ora seguita dal realismo, ma  lo scopo  di  affrontare il tema della “Matrice ideoprassica dinontorganica operativa” limita il nostro approfondimento a  due tra le novità di San Tommaso d’Aquino: la struttura  del rapporto tra piani e il sistema che genera nell’ontologia[1]  in relazione all’organismo.SanTommaso,ontologia,organismo1

La parola “organismo” richiama la vita[2], si tratta quindi di scorgerla a livello ontico.

 

2.1 Il contenuto ontologico della Vita

Dove e come  è definita  la Vita-in-quanto-Tale dal punto di vista ontologico-metafisico realista? Nel Divino.

La Vita-in-quanto-tale, nell’ontologia tomista è descritta immediatamente e posta come creatore di ogni ente[i].

  1. Dio-creatore è necessariamente vivo  appunto perché creatore [1]. E poiché eterno [5] il “Dio dei filosofi” è necessariamente Vivo da sempre. E poiché causa incausata è vivo nella sua stessa  essenza [6], Dio ed è perciò la Vita-in-quanto-Tale[3].
  2. Poiché Dio è la Vita-in-quanto-Tale e insieme Dio è descritto nel sistema realista come rapporto sintetico tra essenza ed esistenza, l’unica conclusione possibile è che  proprio questo  rapporto di sintesi essenzial-esistenziale  [3] definisce la Vita-in-quanto-tale.SanTommaso,ontologia2,Vita
  3. La Vita è Razionalità di Azione. La Vita maiuscola perché  Vita-in-quanto-tale ( da ora in poi il Maiuscolo la distingue dalla vita creata in minuscolo)  è necessariamente rapporto di auto-sintesi [6] tra i piani, ne segue che la  Vita-autosintetica è  anche necessariamente  Azione che realizza sè stesso[4] fuori dal tempo (Atto puro), e poiché contemporaneamente ad azione è anche essenza ne segue che è anche  Razionalità di Azione ( Logos, Verbo della Vita).
  4. Infine, poiché Dio è tutto e totalmente Vita, è implicito che la Razionalità di azione è  atto vitale e vitalmente operante.

SanTommaso,ontologia3,Razionalità

In Dio, tutto ente e tutto essenza, e quindi tutta Vita, tutte questi aspetti non possono essere divisi.

Senza uscire da San Tommaso possiamo rilevare che il rapporto essenzial-esistenziale  qualifica la  Vita  come Azione (Atto puro) “guidata” da un Razionalità vitale e vitalmente operante.

2.2 Metafisicamente l’organismo mantiene le caratteristiche tipiche del “rapporto divino”, la Vita.

San Tommaso descrive la  caratteristica della Vita come   la sintesi per semplicità dei piani essenziale ed esistenziale: è Vita da sempre esistente ossia Vita Eterna.

ente la cui essenza coincida con l’esistenza [3], ma di un tal genere può essercene uno soltanto [5], cioè il primo ente in assoluto.…


SanTommaso,ontologia4,Autosintesi
Sostiene san Tommaso nel De ente et essentia: nessun’altra Vita-in-quanto-Tale è possibile [5], tanto da poter senz’altro concludere che questo rapporto sintetico tra piani essenzial esistenziale è proprio tipico  della Vita.

E la vita creata che cosa è? È organismo

Visto che sono ontologicamente legati struttura dei piani  dell’essere e Vita, sarebbe assurdo che tra la Vita-in-quanto-Tale la vita creata  e i suoi piani non ci sia alcuna relazione o analogia.[5]

La prima ovvia considerazione già fatta è che nel reale  e nel sistema ontologico realista la Vita   entra nella storia  animando la  materia e dando origine ad un organismo.

«Ed è appunto questo ente creato materiale o impastato di materia, che dà immediatamente luogo all’organismo, ponendolo come una primordiale categoria ontica dell’ente creato materiale o comunque impastato di materia: la categoria ontica dell’organismo, che ha il privilegio di beneficiare della vita[6]

Ne consegue che il contenuto del rapporto tra i piani  tipico della Vita andrà cercato nell’organismo: questa razionalità  diviene caratteristica  nell’ente creato materiale (o mobile[7]) diventando vita.

Come vitalizza un ente creato? Assume razionalità analoghe a quelle della Vita.

L’analogo della razionalità della Vita anima l’ente creato. Ad esempio l’Autosintesi (razionalità di azione increata tipica della Vita), entrando nel creato mantiene la razionalità auto-sintetica [3] ma ovviamente non per semplicità. La razionalità sintetica   nell’ente creato materiale, può esprimersi solo analogamente comeSanTommaso,ontologia5,autocostruzione  auto-costruzione: l’organismo creato infatti produce sintesi ma solo a partire dall’esistente creato, e quindi nel tempo, e quindi (auto) costruendo nei limiti della propria essenza.

 

Cosa vitalizza? I piani dell’essere dell’ente creato

Dal punto di vista ontologico la struttura della Vita divina vitalizza la struttura ontica dell’ente creato [2].   E poiché  la struttura ontica dell’ente creato materiale è essenza + esistenza, l’ontologia dell’ente creato materiale ammette due modalità di storicizzazione (tipi di rapporto) in grado di dar luogo ad un organismo: l’una sarà una sorta di autocostruzione come caratteristica propria al   piano esistenziale, l’altra una autocostruzione caratteristica   tipica del piano essenziale di un ente creato[8].

2.2.1 la sintesi della vita nel piano esistenziale

Tocchiamo appena l’argomento “ struttura esistenziale vitale” che non è di pertinenza di questo studio, indicando la più evidente  modalità con la quale l’Autosintesi entra nella storia nel sistema realista:  come autocostruzione limitata al  piano esistenziale. ESSA CONSISTE  nell’autocostruzione universale  più evidente, riguardante l’agire  di  un dato organismo particolare, dal virus alla balena. In questo “caso esistenziale” lo scorrere della vita nel tempo  sostanzia il rispettivo organismo vivo senza modificarne l’essenza reale. Questa razionalità è  visibile, nel caso della “Razionalità  di azione autocostruttiva vitale e vitalmente operante”, evidente per esempio nel metabolismo, la razionalità metabolica presente e uguale dalla nascita alla morte[9] in qualsiasi organismo.

L’essenza reale dell’organismo … cane … “già fatta”  ci dice che l’organismo è STATICO[10] ossia essenzialmente compiuto ( relativamente perfetto[11]) fin dal primo istante  e vivo, e in quanto vivo e mantenuto in vita dalla razionalità organica esistenziale (transito  potenza – atto).[12]

SanTommaso,ontologia6,organismoStatico

2.2.2. la sintesi della vita nel piano essenziale

É giustificata una sintesi tra la Vita e l’analogo piano essenziale dell’ente creato? É necessaria perché sussista il sistema ontologico.

l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza [2][13]

La ragione più immediata di questa  possibilità/necessità riguarda la sussistenza del  sistema ontologico, come lo è il sistema realistico tomista che comprende il Divino e l’ente creato e riguarda la struttura. Lo è per ragioni di sistema, lo è per ragioni di Divinità:   il Divino si deve poter relazionare con qualsiasi piano dell’ente increato.  Violare questa condizione significa non realizzare il sistema realistico stesso.

Ma lungi da noi ancorare una convinzione ad un’osservazione razionale, per quanto fondata e in sè necessaria dalla natura razionale di tutti gli elementi del problema.  Occorrono certamente ben altre argomentazioni e per l’importanza e  complessità dell’argomento   inviamo alla “Trilogia realistico integrale” di Tommaso Demaria in particolare al primo  volume “Ontologia realistico dinamica”.  E proseguiamo.

Come può l’essenza Divina rimanere tale incarnandosi nel creato? L’unione ipostatica

San Tommaso spiega [1] che “una sola può essere la causa dell’esistenza di tutto”, ma l’entrata nel tempo come essenza di ente creato materiale non duplica il Divino perché avviene come struttura dei piani dell’essere, essenzialmente sintetica ad un ente creato materiale: l’umanità[14].   L’entrata nel tempo come essenza è ontologicamente possibile, quindi, perché la storicizzazione avviene come Razionalità  della Vita (Logos)[15] . Perché ciò avvenga onticamente (e non sia solo possibilità ontologica di sintesi tra umano e divino) occorre l’unione ipostatica che ovviamente può essere solo iniziativa del Divino[ii]-creatore[16].

Cosa cambia nella vita-essenziale-creata  rispetto al divino? Il dinamismo di auto-sintesi diventa proprietà di una essenza creata producendo non sostanzialità

Quando “trasferiamo” l’analogo dell’Auto-sintesi  tipica della Vita nell’essenza di un ente creato ciò che ne risulta è la auto-costruzione essenziale  propria all’essenza reale di quell’ente: come dire che quell’ente non si completerà mai nella sua essenza reale perché rimarrà sempre in costruzione. Ossia quell’ente non sarà mai sostanza perché soggetto ad una realizzazione essenziale perenne: è un ente dinamico essenzialmente.

SanTommaso,ontologia7,entedinamico

Quale è la Forma dell’ente dinamico? La Razionalità della Vita storicizzata.

La forma dell’organismo dinamico essenzialmente è “Cristo forma”[17]. La Razionalità della Vita è Forma storicizzata  dell’ente creato materiale umanità. Il Logos[iii] è Cristo Forma storicizzata[18]  nella sua veste di “razionalità  di azione vitale e vitalmente operante” autocostruttiva di quell’essenza storica specifica[19].  Non nascono  problemi ontologici con il principio di non contraddizione perché l’unione  genera necessariamente  una Nuova creatura, la Chiesa – Corpo Mistico[20].

Autocostruzione viva di che cosa? Dell’essenza reale

Nell’organismo dinamico l’essenza archetipa è posta, ma occorre l’autocostruzione dell’essenza reale che diviene al fine di realizzare l’essenza archetipa stessa. L’organismo dinamico  si definisce quindi Ens cuius essentia fit[21]. Non si tratta di moto metafisico perché,  nell’ente dinamico essenzialmente, muta l’essenza reale o se si vuole si tratta di un caso speciale di esso[22].

In cosa è diversa l’autocostruzione essenziale dal Divino? Ha natura accidentale diversamente da Dio che è Atto.

L’autocostruzione è divenuta proprietà essenziale, e quindi quell’essenza archetipa  non potrà MAI smettere di realizzarsi nella sua essenza reale[23], pena il cessare dell’ente stesso. La razionalità della Vita è quindi bloccata all’interno dell’ente, senza possibilità residue, fino alla fine dei tempi, senza mai potersi realizzare completamente.  Cristo forma storicizzata dell’umanità sarà con noi  ogni giorno per tutti i giorni  fino alla fine dei tempi e nel contempo  la storia rimarrà il campo di  grano con la gramigna. Cristo-servo inchiodato all’umanità, Lui perfetto e sintetico per semplicità, non realizza la propria essenza e quindi soffre.

In questo testo finalizzato allo studio della struttura ontologica della Matrice dinontorganica operativa è inutile operare altre digressioni di carattere evangelico. Non è la sede, questo è solo il Dio dei filosofi, la Vita, considerato attraverso la razionalità che effonde dal rapporto tra i suoi piani.

SanTommaso,ontologia3,Razionalità

Quali sono le caratteristiche del piano essenziale analoghe a quelle del divino? La struttura dei piani dell’essere, l’autocostruzione essenziale, la razionalità di azione, la sapienza vitale e vitalmente operante.

Abbiamo già intuito che entrando nell’essenza di un ente materiale,  la struttura[4] dei piani  dell’essere che S. Tommaso assegna  alla Divinità dei filosofi,  può traslare nella storia in modo analogo al divino. Allo  scopo di vitalizzare un’essenza Archetipa di  un creato materiale

  1. Il piano essenziale ed esistenziale sono in sintesi  nell’ente/organismo dinamico, analogamente al divino.
  2. L’autocostruzione che sostituisce l’Autosintesi è dinamicità essenziale con il fine di mantenere, producendola, l’essenza reale di un ente.
  3. L’organismo dinamico è costituito da Vita-Azione che ha come razionalità di azione autocostruttiva il Logos della Vita nell’umanità, assieme a quella dell’ente creato
  4. che operativamente è costituito da sapienza vitale e vitalmente operante insieme dell’ente creato materiale e del divino

In sostanza l’ente in questione gode della dinamicità vitale  vitalmente operante, che in una parola possiamo definire dinontorganicità essenziale ( dinamismo ontologico costruttore di un organismo).

SanTommaso,ontologia8,AutocostruzioneEssenziale

L’ente dinamico essenzialmente è una ipotesi o c’è una corrispondenza con il reale? La religione

L’evento principe che mostra come questa possibilità si sia realizzata è la religione stessa in quanto  ente.

«c) Da. parte di entrambi (Dio e uomo), la R. appare come un rapporto vitale, operativo, in ordine precisamente alla salvezza. Non dunque il rapporto ontologico Dio – uomo, come di creatore a creatura. Questo non è ancora il rapporto religioso, ma solo un presupposto metafisico per il rapporto religioso.»[24]

3. l’organismo dinamico  custodisce la relazione ontica essenziale divino-umana

Il nostro interesse  ontologico, OGGI è per l’organismo dinamico[25] essenzialmente, perché esso è l’oggetto della  Matrice.  Posiamo affermare che l’organismo dinamico, è conseguenza dell’introduzione dell’esistenza nel sistema ontologico dell’ontologia tomista,  e che  custodisce in sé la relazione ontica ed ontologica tra ente creato e il Divino nella realtà storica. In sé, per propria natura, come succede nelle altre parti del sistema realista. Solo esso può spiegare la relazione storica e nello stesso tempo ontologica tra umano e divino che chiamiamo Religione-Corpo Mistico.  Si veda a questo proposito “ Scritti teologici inediti[26]” al capitolo  “Dio e la religione” di Tommaso Demaria  a cura di Mauro Mantovani da pag. 17.

La considerazione  di questo tipo di rapporto tra piani dell’essere  fonda la metafisica realistico integrale che possiamo indicare con altri  termini come metafisica organico-dinamica o anche “metafisica dell’incarnazione” della Vita, e,  ovviamente, metafisica dell’Essere[27]. Più precisamente del Verbo della Vita[28].

San  Tommaso stesso,  postula  direttamente il sistema metafisico nell’ontologia, e come conseguenza,  la presenza dell’ente dinamico scoperto successivamente  da Tommaso Demaria.

«Conseguenza di ciò? Questa: la metafisica dell’essenza dinamica sarà necessariamente e formalmente una metafisica essenziale dell’esistenza come divenire attivistico (e dell’esistente come attivisticamente diveniente). Sarà necessariamente una metafisica dell’ente, formalmente come reale, esistente concreto: appunto perché ente dinamico, e perché colto nella sua essenza dinamica e dunque nella sua      esistenza essenziale, che lo impone allo studio metafisico come essenzialmente ed attivisticamente diveniente, ossia (in senso dinamico) come essenzialmente esistente. Si noti bene: in sede metafisica realistica (e dunque tomista), nessun ente può essere studiato come essenzialmente esistente: ECCETTO DIO [3], perché appunto, eccetto Dio, nessun ente è essenzialmente esistente. Fa però eccezione appunto, l’ente dinamico. Non perché sia “essenzialmente” esistente ad modum Dei, ma perché “essenzialmente esistente” come attivisticamente diveniente nella sua stessa essenza. L’essenza di Dio si identifica con là propria esistenza, perché perfettissima[5], l’essenza dell’ente dinamico s’identifica (non per semplicità, ma per composizione) con la propria esistenza, perché imperfettissima (= perché ancora diviene attivisticamente). Dio è l’essere perfettissimo per essenza. L’ente dinamico è l’ente imperfettissimo per essenza. A metà stanno gli enti creati “relativamente perfetti” (perché con essenza già fatta).» [29]

Questa correlazione tra Vita e organismo dinamico in quanto struttura e sistema    ci basta per studiare a fondo la genesi ontologica della Matrice dinontorganica.

SanTommaso,ontologia9,Analogie

4. Postfazione, il percorso onto-logico

Da San Tommaso a Tommaso Demaria.

  1. Il piano essenziale ed esistenziale caratterizzano tanto l’ente creato come l’ente increato (San Tommaso)
  2. la struttura dei piani dell’essere distingue l’ente creato dall’ente increato (San Tommaso)
  3. La struttura dei piani dell’essere descrive enti diversi (ente creato ed ente increato) (San Tommaso)
  4. L’ontologia è un sistema tra enti Diversi ( San Tommaso)
  5. L’ente increato ( il Divino) è la Vita in quanto tale (San Tommaso)
  6. La Vita ha proprie caratteristiche peculiari che dipendono dalla modalità sintesi tra piani essenziale ed esistenziale (San Tommaso)
  7. La modalità di sintesi tra piani ha una propria razionalità interna oggettiva.
  8. La Razionalità di sintesi propria alla Vita ha un suo analogo nell’ente creato, nella sua dimensione essenziale od esistenziale ( Tommaso Demaria)
  9. L’analogia consiste nel trasferimento di talune caratteristiche peculiari alla Vita, in modo analogico, nell’ente creato ( Tommaso Demaria)
  10. Nell’ente creato queste caratteristiche possono essere del piano essenziale, in questo caso danno origine all’organismo dinamico essenzialmente (Demaria)

SanTommaso,ontologia10,sintesi

Note di chiusura

 

1S. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi-,I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015[9,9 Filosofia e Teologia. La Scolastica, § 9.4 la distinzione fra essenza ed esistenza p. ].

2Tommaso Demaria,CONFRONTO SINOTTICO DELLE TRE IDEOLOGIE, quarta serie, Roma 1985[CULTURA COME CIVILTA’,[ [ B IDEOPRASSI LAICISTA LIBERALCAPlTALISTA E CIVILTA’DELL’AMORE[ , § 4. Esame critico. n°/p. 125 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2017/06/Confronto_sinottico_1985__completoDefinitivo.pdf].

3«Non è forse l’essere il classico oggetto della metafisica realistica oggettiva? È di lì che parte il suo metodo, contenuto virtualmente nella definizione realistica oggettiva della verità, precisamente come adaequatio intellectus et rei.» Tommaso Demaria,6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, La metafisica aristotelico-tomista come sistema metafisico realistico oggettivo;sua crisi e rifiuto. § 6 – La metafisica realistica oggettiva e il suo metodo.

 

[1]     «Nota 1: Per noi qui l’ontologico si riferisce all’Ontologia, e cioè allo studio dell’ente; l’ontico si riferisce all’essere stesso. E’ superfluo il dire che il nostro uso dei due termini non collima con quello heideggeriano»   Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte prima  dalla realta’ storica al suo problema metafisico,[    [   V  Ente statico ed ente dinamico [    , § 2 – Il posto dell‘ente dinamico nel quadro universale dell’ente n°/p. 143 ].

[2]     «…. Ed è appunto questo ente creato materiale o impastato di materia, che dà immediatamente luogo all’organismo, ponendolo come una primordiale categoria ontica dell’ente creato materiale o comunque impastato di materia: la categoria ontica dell’organismo, che ha il privilegio di beneficiare della vita.»   Tommaso Demaria,3  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975,   I  Teoria dell’organismo   , § 6 – Sbocco metafisico dell‘organismo n°/p. 38 .

[3]     I riferimentii sono  al testo riportato in fondo. S. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi-,I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015[9,9 Filosofia e Teologia. La Scolastica, § 9.4  la distinzione fra essenza ed esistenza p. ].

[4]     «Solo Dio è spoglio di moto metafisico e di movimento. Per questo « metafisicamente » è Atto Puro, e vien detto Motore Immobile.»   Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte prima  dalla realta’ storica al suo problema metafisico,[    [   IV  La realta’  storica come essere [    , § 1- Lo statico n°/p. 117 ].

[5]     Quando  pensiamo alla vita creata come atto d’Essere limitato da una essenza  il legame è evidente anche con l’ontologia classica, ma preferiamo qui  specificare qui  l’esistenza/atto d’essere nel rapporto di analogia  della Vita con la vita. L’atto d’essere/esistenza resta sottointeso.

[6]     Tommaso Demaria,3  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 [,[    [   I  Teoria dell’organismo [    , § 6 – Sbocco metafisico dell‘organismo n°/p. 38 ].

[7]     «L’ente contingente coincide a sua volta con l’ente creato, e vien detto anche ente mobile (ens mobile), perché sottoposto alla legge del moto metafisico, consistente nel passaggio dalla potenza all’atto (transitus de potentia ad actum).»   Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte prima  dalla realta’ storica al suo problema metafisico,[    [   V  Ente statico ed ente dinamico [    , § 2 – Il posto dell‘ente dinamico nel quadro universale dell’

[8]     «Poiché già conosciamo il significato tecnico dei singoli termini, è anche facile superarne l’apparente contraddizione verbale armonizzando le varie espressioni nella loro logica articolazione. L’ente mobile infatti comprende sia l’ente statico che l’ente dinamico, poiché tutti e due sono ente mobile, essendo entrambi soggetti alla legge del moto metafisico. Ma l’ente mobile può essere soggetto al moto metafisico solo quoad existentiam, o anche quoad essentiam. Può essere cioè o solo esistenzialmente mobile, o anche essenzialmente mobile. In altre parole, esso si articola in ente mobile ad essenza immutabile (= ente statico) e in ente mobile ad essenza mutabile, sempre nel senso di un suo farsi coerente ed univoco ( = ente dinamico).»   Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte seconda ‘dell’ente dinamico,[    [   II  Essenza dell’ente dinamico [    , § 2 – Il posto dell‘ente dinamico nel quadro universale dell’ente n°/p. 144 ].

[9]     Il metabolismo, comunque si presenti, è universale, tanto è vero che al suo cessare prendiamo atto che è giunta la morte)

[10]   «L’organismo statico è quello la cui essenza già è, fin dal primo istante della sua esistenza. Diciamo ‘‘ essenza ‘‘, e non già ‘‘ sviluppo esistenziale ‘‘. Rimane pacifico che questo si pone fenomenicamente nel tempo, divenendo attraverso l’intero ciclo vitale dell’organismo in questione. È questa la definizione metafisica essenziale e la condizione esistenziale dell’organismo fisico, ossia del fisiorganismo.»   Tommaso Demaria,3  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 [,[    [   I  Teoria dell’organismo [    , § 11 – L‘EDUC come SD n°/p. 54 ].

[11]   «L’ente dinamico è l’ente imperfettissimo per essenza. A metà stanno gli enti creati “ relativamente perfetti” (perché con essenza già fatta).»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 [Deus Ratione Religionis,   V Lo strumento metodologico del realismo dinamico , § 5 n°/p. 370-371 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[12]   «… l’organismo statico è sempre sostanza e con una forma viva sostanziale; »
Tommaso Demaria,3  LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975,  I  Teoria dell’organismo , § 11 – L‘EDUC come SD n°/p. 54-55 .

[13]   S. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi- di Giuseppe Galifi,  I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015[9,9 Filosofia e Teologia. La Scolastica, § 9.4  la distinzione fra essenza ed esistenza p. ].

[14]   «Più brevemente e convenzionalmente diremo così la R. è la sintesi ontologico – dinamica, organico – cellulare, dell’umano nel Divino.»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 [Deus Ratione Religionis,  VI Che cos’è la religione?  , § 12 n°/p. 397 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[15]   «CHE L’ENTE DINAMICO SUPREMO, che per essere veramente tale e per condurre veramente ad una sintesi integrale cristiana, dovrà coincidere con DIO stesso. E vi coincide, in quanto coincide precisamente col VERBO INCARNATO vivente nella storia come CORPO MISTICO.»   Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte quarta   la sintesi cristiana,   XIII  Formula sintetica cristiana  , § 8- L‘ente dinamico supremo. n°/p. 171 ].

[16]   «Realtà divina complessa, che si pone nella storia come iniziativa religiosa salvifica, come dono di salvezza, e che in rapporto all’essenza della R. si qualifica precisamente come forma. Forma divina complessa, ricca di modalità diverse, ben lontana dall’assoluta semplicità di Dio in sè, tanto da qualificarsi più propriamente come un complesso Divino, anziché solamente come Dio, nella sua semplicità ineffabile.»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964, Deus Ratione Religionis,    VIII Il Divino come Forma [    , § 1 n°/p. 409 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[17]   «   terminus ad quem (la funzione divinizzante di Cristo-forma qui viene veduta nel suo effetto, incarnato e trasformante la materia).»   Tommaso Demaria,Cristo Forma,Istituto Internazionale di Pedagogia e Scienze Religiose Torino 1969 [,[    [   9  Funzione di Cristo-Forma [    , § 1 – FUNZIONE ATTUALIZZANTE n°/p. 72 ].

[18]   «   Il problema di Cristo Forma è un problema di Cristologia. Ma di quale Cristo? Rispondiamo: non più di Cristo considerato in sé empiricamente, come documentazione, dato di esperienza prescindendo metafisicamente dalla sua esistenza storica concreta. Ma Cristo considerato metafisicamente (= teologia speculativa) e formalmente come concretamente esistente nella storia; Cristo come realtà storica; Cristo come Persona storicizzata.»   Tommaso Demaria,Cristo Forma,Istituto Internazionale di Pedagogia e Scienze Religiose Torino 1969 ,   1  Il problema    , § 2 – NATURA DEL PROBLEMA n°/p. 2 ].

[19]   Scritti Teologici Inediti, Tommaso Demaria, Cristo Forma, pag 73

[20]   «Ma in che cosa “s’incarna” il Divino, proprio per poter essere l’anima della civiltà? Posta la primordiale incarnazione del Verbo, ecco che Egli si incarna nella, religione cristiana ossia nel suo Corpo Mistico che è la Chiesa, intesa appunto non già come istituzione (o solo come istituzione), ma come Corpo Mistico di Cristo.»   Tommaso Demaria,CONFRONTO SINOTTICO DELLE TRE IDEOLOGIE,  quarta serie, Roma 1985 [CULTURA COME CIVILTA’,  PREMESSA [  § 6. Le tre incarnazioni del Divino. n°/p. 93 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2017/06/Confronto_sinottico_1985__completoDefinitivo.pdf].

[21]   «Già si è accennato a questa duplice categoria ontologica dell’ente creato, definendo l’ente statico come ens cuius essentia est (= ente la cui essenza reale già è fin dal primo istante della sua esistenza, e dunque non si fa); e l’ente dinamico come ens cuius essentia fit(= ente la cui essenza reale ancora non è ma si fa, diviene, si costruisce attivisticamente nello spazio e nel tempo).»   Tommaso Demaria,4  L’IDEOLOGIA CRISTIANA,Costruire Bologna 1975 [parte terza l’ideologia cristiana come ideologia dinontorganica,[    [   XVII  Verso l’assoluto ideologico cristiano [    , § 3- I requisiti.  n°/p. 306 ].

[22]   «Ne segue che tale divenire non sarà affatto sinonimo del moto metafisico (anche se lo implica); ma, se mai, un caso unico di tale moto, consistente appunto in un divenire essenziale coerente ed univoco, in quanto tale non riducibile al moto aristotelico, come una specie non è riducibile al genere, tanto più se genere remotissimo.»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 [Deus Ratione Religionis,   V Lo strumento metodologico del realismo dinamico  , § 2 n°/p. 367 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[23]   Si tratta della proprietà dell’accidentallità.

[24]   «c) Da. parte di entrambi (Dio e uomo), la R. appare come un rapporto vitale, operativo, in ordine precisamente alla salvezza. Non dunque il rapporto ontologico Dio – uomo, come di creatore a creatura. Questo non è ancora il rapporto religioso, ma solo un presupposto metafisico per il rapporto religioso. E neppure il rapporto religioso sarà soltanto un rapporto umano-divino di sudditanza (= morale), o di cortesia (= culto), o di conoscenza, sia pure sviluppata nella filosofia e teologia più profonda. Né la R., né il rapporto religioso, sono una filosofia (e nemmeno una teologia). Ma il rapporto r. è quello  che abbiam detto: rapporto vitale-operativo, e dunque costruttivo, in ordine al la salvezza.»   Tommaso Demaria,DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 [Deus Ratione Religionis,[    [   VI Che cos’è la religione? [    , § 6 n°/p. 390 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[25]   dinamico essenzialmente: ens cuius essentia fit.  Sarebbe meglio “organismus cuius essentia fit” ma il latino non ha il termine giusto per organismo. Capisco S.Tommaso che lo definisce substantia corporea viva.

[26]   Scritti teologici inediti (Nuova Biblioteca di Scienze Religiose) di Demaria Tommaso a cura di Mauro Mantovani https://www.editricelas.it/shop/scritti-teologici-inediti/

[27]   «Come metafisica dell’essere, la metafisica realistico-dinamica rivendica la divisione fondamentale dell’essere in Essere increato (Dio), ed essere creato, che a sua volta viene diviso metafisicamente in ente statico (riferentesi al mondo della natura), ed ente dinamico (appartenente al mondo della storia).»   Tommaso Demaria,4  L’IDEOLOGIA CRISTIANA,Costruire Bologna 1975 [parte terza l’ideologia cristiana come ideologia dinontorganica,[    [   XVII  Verso l’assoluto ideologico cristiano [    , § 3- I requisiti.  n°/p. 306 ].

[28]   «Per prima cosa insistiamo sul fatto che è il REALISMO IN­TEGRALE a riassumere l’intera metafisica dell’essere (o dell’ente, che dir si voglia). È esso quindi la chiave della sintesi integrale cristiana. Senza realismo integrale, a cominciare dalla sua ela­borazione metafisica, non può esserci sintesi integrale cristiana.»   Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte quarta   la sintesi cristiana,[    [   XIII  Formula sintetica cristiana [    , § 6- Realismo integrale. n°/p. 168 ].

[29]   Tommaso Demaria, DE DEO, praelectionum selectio,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1964 , Deus Ratione Religionis,   V Lo strumento metodologico del realismo dinamico , § 5 n°/p. 370-371 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2015/11/1119111554_001.pdf].

[i]           «9.4  la distinzione fra essenza ed esistenza

  1. Comprendere un’essenza significa cogliere gli elementi che la caratterizzano. Dunque, tutto ciò che non è necessario per comprendere l’essenza è un qualcosa che le si aggiunge dall’esterno e che entra in composizione con essa.

     E’ possibile invero pensare una essenza e contemporaneamente non sapere nulla circa la sua effettiva esistenza: posso infatti capire cosa sia un uomo o una fenice e tuttavia ignorare se nella realtà esistano davvero. E’ pertanto evidente che l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza [2], tranne  [4]che nel caso di un ente la cui essenza coincida con l’esistenza [3], ma di un tal genere può essercene uno soltanto [5], cioè il primo ente in assoluto….

     Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile.[6] E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).

     Poiché ciò che esiste in virtù d’altri implica un riferimento a ciò che esiste di per sé stesso come alla causa prima, è necessario che esista qualcosa che, in quanto esiste di per sé, sia causa dell’esistenza di tutto [1], viceversa nel risalire di causa in causa si finirebbe col procedere all’infinito….

     da S. Tommaso d’Aquino, De ente et essentia, Ed. Marietti» 

  1. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi- di Giuseppe Galifi, I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015[9,9 Filosofia e Teologia. La Scolastica, § 9.4  la distinzione fra essenza ed esistenza p. ].

 

[ii]

Fili 2:5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,

6 il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;

7 ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,

8 umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

9 Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome     che è al di sopra di ogni altro nome;

10 perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;

11 e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

 

[iii]

Gv 1:1 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

2 Egli era in principio presso Dio:

3 tutto è stato fatto per mezzo di lui,   e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

4 In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;

5 la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.

6 Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.

7 Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce,    perché tutti credessero per mezzo di lui.

8 Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.

9 Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.

11 Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.

12 A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

13 i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

14 E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.

15 Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l’uomo di cui io dissi:

Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me».

16 Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.

17 Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

18 Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

 

 

La migrazione in un mondo dinamico

La migrazione in un mondo dinamico

La migrazione è oggetto del dibattito odierno. Ricchezza o povertà? Possiamo accogliere tutti?

Cosa possiamo dire da dinontorganici?barcone-immigrati_clandestini

Rispetto al passato ci troviamo in un mondo dinamico ossia fondato su cicli di natura ontologica. Tutti siamo in grado di distinguere i cicli fondamentali che reggono l’Italia o l’Europa. Descrivo con semplicità quello economico (ontico)

  1. Se voglio campare in questo dinamismo socio-economico ho bisogno di denaro per ogni cosa, denaro che spendo direttamente o indirettamente (attraverso lo stato)
    1. anche solo per mangiare una carota devo avere del denaro. Di conseguenza per descrivere il benessere fisico devo considerare anche la quantità di denaro posseduta
    2. Se voglio sopravvivere socialmente ( non solo nella vecchiaia ma anche in gioventù per esempio per fidanzarmi o sposarmi) ho bisogno di denaro.
    3. Se voglio studiare ho bisogno di denaro
    4. se voglio essere curato ho bisogno di denaro
    5. se voglio procreare responsabilmente ho bisogno di denaro ( per esempio per pannolini, … per la scuola materna)
    6. anche per espletare i bisogni fisiologici fondamentali ho bisogno di denaro, …
    7. … se voglio fare la carità in Chiesa ho bisogno di denaro … evidente.

Tutto è mediato dal denaro, perché tutto, sempre di più è fatto con l’aiuto dell’altro (sintesi altruica) attraverso l’energia artificiale e la macchina. Il denaro mi serve a compensare l’altro (ciclo), a meno che voglia rubare. La sintesi altruica regna nel mondo profano e il denaro è il suo strumento1.

  1. Il che equivale ad affermare: A parità di condizioni la massa monetaria misura l’effettiva possibilità di benessere.. 2 Il rapporto con il costo della vita è fondamentale, ma per questo ragionamento di carattere sapienziale è sufficiente considerare il resto invariato. Senza massa monetaria adeguata gli italiani considerati nel loro complesso non possono vivere perché non possoni accedere ai servizi fondamentali.
  2. La massa monetaria di uno stato non è stabile, cresce o diminuisce in modo non automatico, perché posso spenderla all’estero, per esempio, per acquistare “pantaloni cinesi”, o per andare in ferie alle Seicelle. Oggi, nell’Unione Europea3 ( e anche nel WTO) non si possono chiudere le frontiere e quindi non si può limitare la crescita o la diminuzione della massa monetaria.
  3. La conseguenza ineliminabile è che massa monetaria disponibile ( in Europa ) cresce o diminuisce in rapporto al bilancio Import-Export. Ne abbiamo un esempio negativo nella Grecia , stato che sperava di sopravvivere solo aumentando il consumo interno senza curare un bilancio IE in pareggio.
  4. La conseguenza è semplice e incontestabile: il ciclo Import-Export (sintesi altruica col mondo) è la base che mi consente di campare dignitosamente in Europa dandomi quel denaro che mi serve per ogni cosa. Questa oggi è addirittura una legge ONTOLOGICO-DINAMICA e quindi ineliminabile. Il mondo dinontorganico salvifico ancora non c’è.

Aver preso coscienza dell’importanza del ciclo import-export ci serve a capire l’effetto delle migrazioni.

Quando un migrante, che a casa sua campava “coltivando il suo orto e pascolando la sua vaccherella senza bisogno di denaro” entra in Europa , entra automaticamente in questo ciclo monetario, senza possibilità residua. (casa, elettricità, figli vanno a scuola, sanità,…tomba) e deve essere fornito di moneta sonante.

Ma forse, si può pensare, il suo avvento rende anche qualcosa. Ci facciamo perciò una domanda a cui è diventato facile rispondere:

In che modo la presenza del migrante modifica il ciclo import export? Forse aumenta l’export e quindi mantenendo l’equilibrio?

La risposta può essere solo che l’arrivo delle migrazioni non è un fattore collegato all’export di un paese. La domanda estera, infatti, non è un fattore collegato alla possibilità di produzione, fattore che con la presenza del migrante possiamo presumere aumentata. Ne consegue che è possibile l’integrazione del migrante in questo equilibrio solo nel caso in cui l’export di quel paese sia, per altri fattori, in aumento. Questo anche i migranti lo sanno ed infatti tentano di andare in Germania: essere in Europa, e quindi al sicuro, non gli basta.

Cosa rispondere al papa che si richiama in continuazione all’accoglienza?

Caro papa siamo con te. Siamo cristiani, tireremo cinghia e distribuiremo i frutti del nostro ciclo import-export e accoglieremo chi fugge dalla guerra. Ma non possiamo accogliere tutti coloro che lo desiderano.

Migrare non è un delitto, ma non è nemmeno un diritto o la cosa migliore da fare per tantissime situazioni.

Delittuoso infatti è aiutare la decisione di vendere casa,fare debiti e pagare profumatamente “trafficanti di uomini” alimentando la speranza di arrivare in Europa; delittuoso è spingere ad immaginare che basta giungere e tutto è risolto. Oggi facciamo finta che questo sia un problema moderno, facciamo finta di non sapere che muri o reti tra Spagna (Europa) ed Africa ci sono da sempre. Questo modo di alimentare la speranza non è né cristiano (l’azione di Dio avviene solo nella verità) né saggio, quindi va scelta un’altra strada, o meglio di alimentare un altro feedback ontologico-dinamico.

La soluzione può essere solo aiutarli là dove sono ora, perché la terra va coltivata tutta, non solo l’Europa. Occorre impostare un ciclo virtuoso nel quale ricostruire la propria terra sia conveniente a loro e all’Europa insieme. Pur non essendo questo feedback argomento di questa conversazione tuttavia si può anticipare qualcosa. Rispettando il ciclo import-export si possono aiutare

  1. attraverso un piano Marshall per chi esce dalla guerra (aumenta inizialmente l’export europeo anche se nel contempo cala la massa monetaria europea o il potere di acquisto: richiede un’inflazione programmata dalla BCE e …).
  2. Impostando i feedback educativo-agricolo-industriali al fine di arrivare alla autosufficienza agricolo-industriale per tutti gli altri paesi.

Il costo per l’Europa c’è sempre, in ogni caso dovremo tirare la cinghia, ma questo costo lo avremo anche mantenendo i migranti qui; è necessaria una migrazione di tecnici europei verso i paesi in questione, perché l’educazione “dinamica-industriale” chi non ce l’ha non se la può dare da solo; ma come contropartita si mantiene e rafforza l’equilibrio import-export creando ricchezza reale e non disoccupazione.

Chissà che il problema attuale della migrazione non spinga la vecchia Europa ad un cura rivitalizzante dinontorganica ossia a costruire il proprio dinamismo in funzione della della vita del mondo.

1Mt 22:21 Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

2NON è così perché c’è anche il fattore della distribuzione (felici tra i felici diceva San Francesco) . Per massa monetaria intendiamo il denaro in qualsiasi forma (per esempio anche bit-coin), non solo in moneta stampata, e che corrisponde ad una capacità di acquisto che supponiamo stabile. Questa importanza della massa monetaria è rintracciabile nell’equazione IS-LM, ma poiché ora il fattore distributivo né quello inflattivo sono argomento di questa conversazione ci limitiamo a considerare la presenza o l’assenza per i cittadini della massa monetaria totale necessaria a garantire la sopravvivenza interna.

3Il fattore che regola l’inflazione in Italia non può essere utilizzato come negli anni antecedenti 2000 perché non è possibile stampare il denaro in proprio.