La scienza della sapienza

Nella costruzione del sistema socio economico ambientale (=globalizzazione) la presenza del criterio di sviluppo si impone da sé, ciò che non si impone è la vita come contenuto di questo criterio di sviluppo. Occorre una scienza per individuarla e sceglierla con certezza.

In the construction of the socio-economic environmental system (= vital and  vitally  active globalization) the presence of the criterion of development imposes itself, what is not imposed is life as the content of this criterion of development. We need a science to identify it and choose it with certainty.

Ciò che è scienza e ciò che non lo è

Ogni scienza è tale quando ha come fondamento l’introspezione della realtà. Base di una scienza è l’adaequatio intellectus et rei, ossia l’adeguazione di ciò che ho intuito alla realtà della cosa osservata.

La scienza che ha come oggetto di studio il criterio di sviluppo o sapienza

Ogni scienza ha un campo di studio preciso definito dal proprio oggetto di studio: per esempio

  1. la psicologia ha come oggetto la psiche personale o di massa
  2. la sociologia ha come oggetto la società
  3. La sapienza (del criterio di sviluppo) è l’oggetto di studio della metafisica, ma non di qualunque metafisica di quella realista. La sapienza di un criterio di sviluppo viene studiata all’interno della metafisica realista integrale, scienza che pone il reale (rei) al primo posto.

La scienza del criterio di sviluppo inizia con l’oggetto da osservare

L’adeguazione dell’intelletto alla realtà della cosa è possibile quando esiste qualcosa da osservare, e nel nostro questo caso è il criterio di sviluppo. Ma come osservarlo?

La qualità manifestata da un oggetto di studio si chiama essenza

L’essenza è ciò che fa di una cosa ciò che è. Quando osservo un oggetto lo posso osservare da molti punti di vista, ma il piano che colgo come determinante per l’oggetto stesso è il piano essenziale. L’esperienza comune ci dice che distinguere senza se e senza ma una palla da basket da una palla di cannone è fondamentale per il basket: quella razionalità interna all’oggetto che mi conferma che quella che ho davanti è proprio la palla da basket.

Per dire che una proprietà fa parte dell’essenza essa deve essere una necessità. Questo concetto di necessità è tanto importante. Si tratta di una necessità, cioè di una qualità così terribilmente necessaria all’oggetto osservato che senza di quella esso non potrebbe esistere. Per esempio “io sono vivo”. Questo “essere vivo” è una proprietà essenziale necessaria senza la quale io non ci sarei proprio. Ma avrei potuto esemplificare con una delle infinite proprietà essenziali delle essenze che ci circondano e che siamo così abituati ad osservare tanto da non farci più caso: la mela è un frutto, l’idrogeno ha un protone, … .

L’inizio della scienza necessaria al calcolo sapienziale consiste nel selezionare la percezione.

Osservare il piano essenziale di un “ente” è naturale e semplice ma non sempre intuitivo perché siamo sommersi da percezioni provenienti da una realtà che supera abbondantemente le nostre capacità ricettive e di elaborazione. Occorre usare gli occhi della mente per fare attenzione agli aspetti che rivelano il piano essenziale, l’unico che ci interessi. L’individuazione dell’oggetto di studio è il percorso compiuto da Tommaso Demaria senza il quale risulta impossibile la stessa scienza metafisica realistico integrale e iniziamo con il domandarci: cosa può contenere ancora una essenza ?

  1. Il primo passo consiste nell’osservare come il piano determinante dell’essenza che fa esistere e determina un oggetto può essere esso stesso il piano unificatore di altre essenze. Osservando come i mattoni sono ordinati ed unificati nell’essenza casa comprendiamo come l’essenza di numerosi enti può essere ordinata all’interno di altri enti. Questi enti unificatori hanno il nome tecnico di “enti di secondo grado”. Ma Chi ha prodotto l’essenza di quella casa?
  2. Il secondo passo consiste nel porre l’attenzione sull’azione che ha costruito quella casa. Infatti ciò che ha unificato tutti quei mattoni, rubinetti, piastrelle … nell’unica essenza casa è stata l’azione dell’uomo. E che sia l’azione dell’uomo a costruire ogni ente della realtà storica è una necessità che possiamo tranquillamente qualificare essenziale. Ma … la casa l’ha costruita un uomo solo o ha collaborato con molti altri?
  3. Il terzo passo consiste nel porre l’attenzione sul soggetto che ha generato l’azione che ha costruito la casa: il raggruppamento umano. Un’infinità di raggruppamenti umani hanno collaborato (lavoro= azione) per produrre tutto. Nella civiltà industriale in cui viviamo l’azione che ha costruito … la casa … viene emessa necessariamente dal raggruppamento umano con la necessaria caratteristica di essere coerente ed univoca nello spazio e nel tempo: si tratta ancora di una necessità essenziale dell’azione del raggruppamento umano per essere costruttiva. Che cos’è un raggruppamento umano?
  4. Il quarto passo consiste nel porre l’attenzione sul raggruppamento umano in sé stesso. Abbiamo spostato l’attenzione dall’essenza della casa, l’abbiamo spostata anche dall’azione costruttiva della casa, … l’abbiamo spostata anche dall’azione costruttiva operata dal raggruppamento umano …. per fissare la nostra attenzione sul raggruppamento umano che nel nostro esempio potrebbe essere rappresentato dall’impresa edile. Da dove viene il raggruppamento umano? Chi l’ha generato? Come si è costruito? È necessario ed evidente che se c’è il raggruppamento umano qualche cosa lo ha costruito, ma diversamente da una casa che viene costruita, il raggruppamento umano è formato da persone vive, libere, che imparano e scelgono di unificare la propria azione. Come può l’azione delle persone trasformarsi in azione costruttiva di raggruppamento umano?
  5. Il quinto passo consiste nell’osservare lo sviluppo del raggruppamento umano in sé stesso. Osserviamo che ogni singola azione, per diventare costruttiva, deve necessariamente assumere la logica costruttiva necessaria a costruire una casa. Così come per costruire una casa è necessario assumere per le proprie azioni una unica logica nello stesso modo, per generare il raggruppamento ogni azione costruttiva deve assumere una unica logica costruttiva. La scelta da parte delle persone libere di questa unica logica costruttiva lo porta ad autocostruirsi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo. Considerare il raggruppamento umano “in sé stesso” potrebbe costituire un ostacolo perché quando considero un raggruppamento umano in sé stesso non mi posso limitare a considerare il ramo edile dell’azione di un raggruppamento, o quello automobilistico, … . Dev’essere un’azione costruttiva universale valida per ogni gruppo sociale nello spazio e nel tempo, e assolutamente necessario. Ci siamo già incontrati con una logica costruttiva dell’azione del raggruppamento: l’abbiamo chiamata “criterio di sviluppo”, e ne abbiamo un esempio realissimo nel “just in time” individuato da Kichiro Toyoda. Abbiamo osservato infatti come l’ applicazione di questo criterio al ramo automobilistico dell’azione è stata solo l’inizio della sua diffusione in ogni ambito sociale ed economico.

Siamo finalmente arrivati ad identificare il nostro oggetto di studio ponendo l’attenzione sul criterio di sviluppo

  • che consente l’esistenza del raggruppamento umano in sé stesso ,
  • che con la sua azione unifica l’azione personale in una azione collettiva in funzione della costruzione del raggruppamento stesso, azione
  • che si fonde con l’azione tecnica specifica generando così un’azione collettiva
  • che con la sua presenza genera l’azione che costruisce … la casa

Il nome comune “criterio di sviluppo dell’agire autocostruttivo del raggruppamento umano” indica cosa osservare per trovare il principio epistemologico di quella scienza che abbiamo chiamato metafisica realistico-dinamica1: o guardo quella cosa lì (rei) o non vi posso entrare. Tuttavia questa consapevolezza di dover cercare un criterio di sviluppo universale sarebbe ancora inutile quando non  la concretizzassi con questa domanda: Su quale criterio di sviluppo si regge un raggruppamento in sé stesso?

  1. Il sesto passo consiste nell’individuare quale è il criterio di sviluppo che unifica il raggruppamento umano in sé perché la scienza nasce dall’osservazione del reale. Come l’essenza casa unifica le essenze particolari (mattoni, pavimenti, rubinetti) in un unico ente di secondo grado, così un criterio di sviluppo a valore essenziale può raggruppare l’azione costruttiva del raggruppamento umano considerato in universale (l’intera umanità in tutto il suo spazio e in tutto il suo tempo) in un unico ente di secondo grado . Il sesto passo consiste nel riconoscere quale criterio di sviluppo dell’agire umano sia universale e necessario all’intera umanità per esistere nello spazio e nel tempo. Lo abbiamo già visto precedentemente: il raggruppamento umano per esistere deve essere vivo. Per questo semplice motivo il criterio di sviluppo vitale e vitalmente operante è imprescindibile dall’azione autocostruttiva del raggruppamento umano, sia che il raggruppamento sia considerato in universale, sia che questo sia considerato in ogni sua minima manifestazione sociale od economica come un’impresa edile o una famiglia. Questo criterio è concreto e ha valore supremo perché nulla nel raggruppamento umano è più importante dell’essere vivo per emettere quella azione che lo manterrà vivo. Questo è il famoso criterio di sviluppo organico2-dinamico. Tuttavia questa coscienza di avere come forma dell’azione autocostruttiva dell’umanità la sapienza organica è in sè INSUFFICIENTE perché non è concepibile alcun criterio di sviluppo separato dalla azione di cui è forma. Come unire il criterio di sviluppo vitale e vitalmente operante del raggruppamento umano all’azione concreta?
  2. Il settimo e definitivo passo per il calcolo sapienziale riguarda il processo di unificazione in direzione del dinontorganismo tra il criterio di sviluppo del raggruppamento umano in sé con il criterio di sviluppo specifico. Non ci piove che la costruzione della casa sia un’azione del raggruppamento umano in funzione della famiglia e perciò della vita. Cioè, non ci piove quando il criterio dinontorganico si fonde con il criterio tecnico specifico, altrimenti ci piove eccome! Il dinontorganismo che costruisce il raggruppamento è infatti solo “divenienza” ossia condizione necessaria allo sviluppo di qualsiasi raggruppamento umano, la cui azione è costruttiva esclusivamente attraverso una particolare prassi specifica con anch’essa ha le sue necessità essenziali (leggi scientifico tecniche).

Ecco, ora che stiamo osservando la sintesi tra criterio di sviluppo dinontorganico e prassi economico-scientifico-tecnica della realtà storica profana siamo entrati in quel ramo della metafisica realistico integrale che si chiama ideoprassiologia3. Nome strano ma non più strano di erpetologia o entomologia. Guardando la sintesi tra criteri di sviluppo di vita, scienze ed azioni stai guardando l’oggetto della scienza4 più potente e necessaria che esista per la civiltà industriale che ci mantiene in vita. Adaequatio intellectus et rei dove rei viene prima di adaequatio: osservando questa sintesi organico-tecnica è possibile accedere alla scienza che serve al calcolo sapienziale perché finalmente riesci ad osservare il reale che è la fonte di tutto il sapere umano. Che cos’è il sapere ideoprassico? Sarà adatto al calcolo sapienziale?

L’organizzazione del sapere e della scienza nel calcolo sapienziale

Ci sono diversi tipi di sapere riguardo alla stessa realtà.

  1. C’è il sapere empirico che sa le cose e le usa senza preoccuparsi di andare oltre. Di quell’ente so il necessario per usarlo: so che per chiamarlo casa deve esistere un tetto e delle mura ed un pavimento. Va benissimo per usare una casa ma come faccio a costruirla?
  2. C’è poi un sapere tecnico. So costruire una casa. Conosco la tecnica che ha permesso di costruire così le case per centinaia di anni e costruite così vanno bene. Ma come costruire un grattacielo? Per farlo devo progettare una nuova tecnica e non posso progettare tecniche senza conoscere le cause che fanno restare in piedi una casa. Ho bisogno del sapere sceintifico.
  3. C’è il sapere scientifico. Ci sono molte scienze e diversi tipi di scienza, descrittive come la biologia o astratte come la matematica5. Per costruire cose nuove occorre possedere un sapere scientifico che conosce le cause. So come mai una casa sta in piedi e come fare a costruirla e quindi scelgo i materiali e le tecniche più adatte per costruire un grattacielo di 900 metri di altezza. Anche questo sapere è limitato perché reso necessariamente settoriale dallo steso principio che fa funzionare una scienza: l’ingegneria edile non riesce ad indagare sulla medicina. Ho bisogno di fare un altro passo.
  4. C’è infine il sapere filosofico-metafisico che cerca le cause fondanti ed è in grado di unificare le scienze tra loro in funzione della vita. Ma per il calcolo sapienziale che unifica scienza a criterio di sviluppo ci limitiamo ad occuparci di una scienza che si occupa del mondo profano e che dal suo scopritore è stata chiamata ideoprassiologia.

Gnoseologia,equivalenza
Illustrazione 6: la struttura del sapere, compreso quello ideoprassico che unifica l’altro



La sintesi nella ideoprassiologia di ogni aspetto del sapere secolare consente due affermazioni che verranno utilissime

  • la prima. Il criterio di sviluppo del sapere scientifico, fin dall’inizio dell’economia industriale, è sempre stato finalizzato e non potrà mai essere neutro. E nemmeno il sapere tecnico. E questa considerazione è valida anche maggiormente per l’economia6 .
  • la seconda. A causa della sintesi essenziale tra sapere scientifico tecnico ed ideoprassico7 co-essenziale al rapporto qualitativo-quantitativo, è possibile controllare attraverso i criteri di sviluppo scientifico-tecnici ma anche empirici la presenza e la crescita del dinontorganismo quale motore dello sviluppo.
La scienza della costruzione di una sapienza viva

Ogni scienza deve essere in sè oggettiva, ma il suo sviluppo e finanziato quando essa è funzionale. Lo vediamo. Tesla che studia l’accumulo dell’energia elettrica è finanziata in continuazione dagli investitori anche se essa, dopo anni, non ha ancora ottenuto il pareggio di bilancio. In questo mondo industriale si sviluppa la scienza funzionale, ossia quella scienza in grado di risolvere problemi pratici.

Quale è lo scopo finale del sapere scientifico? Non possiamo che ripetere che mentre ogni altra considerazione circa il futuro dell’umanità può essere opinabile, non può essere affatto un’opinione il fatto che nel futuro prossimo o remoto l’umanità debba prima di tutto essere viva e generatrice di vita, ossia dinontorganica. E non può essere un’opinione nemmeno il fatto che oggi l’umanità sia viva , in caso contrario non potrebbe nemmeno pensare di costruire il proprio futuro vivo. Ci si sente stupidi a puntualizzare queste cose che dovrebbero essere patrimonio di un bambino fin dalla nascita.

La scienza che si occupa del contenuto vitale e vitalmente operante dello sviluppo proprio alla realtà storica, orientando lo sviluppo delle altre scienze e le altre tecniche attraverso i “criteri di sviluppo” è quella branca della metafisica realista che si chiama metafisica realistico integrale nella sua specificazione di ideoprassiologia8 . É proprio l’ideoprassiologia coordinatrice di scienza e tecnica che riguarda il mondo profano che a noi interessa.

la scienza della costruzione della sapienza viva o dinamismo organico

Rimandiamo ancora ogni altra considerazione sulla metafisica realistico dinamica ai testi presenti in internet e disponibili al pubblico, limitandoci ad osservarne il collegamento con i criteri di sviluppo a valore essenziale attraverso una breve verifica di quanto affermato da essa.

Quinta conclusione: la scienza necessaria allo sviluppo sistema economico

La metafisica realistico integrale attraverso la “scienza delle necessità dello secolare” o ideoprassiologia9 (parte quarta) considera i fattori necessari alla sussistenza dell’umanità, seleziona scientificamente i fattori oggettivi (i criteri di sviluppo parte prima) necessari alla vita umana nel lungo periodo (parte quarta e seconda). Studiando i criteri di sviluppo di questi fattori siamo in grado di conoscere il rapporto quantitativo-qualitativo necessario alla vitalità (parte terza). Questa possibilità applicata all’economia amplia la limitata formula di Keynes (« In the long run we are all dead. »(IT)« Nel lungo periodo siamo tutti morti. »)10 e l’attuale IS_LM presa a termometro della salute del mondo, amplia queste formule economiche ed econometriche rendendole valide anche nel lungo periodo donando a loro la caratteristica di essere vitali e vitalmente operanti. Lo può fare

  1. perché limita la considerazione ai soli fattori matematico-essenziali ossia che “non possono non essere presenti” per garantire la vitalità dell’azione del raggruppamento umano.
  2. Perché aggiunge ad essa il controllo sui criteri di sviluppo che la formulazione precedente non aveva considerati: in questo modo essa può verificare la vitalità dell’autocostruzione umana.

1«studiare metafisicamente la realtà storica come ente dinamico e studiare l’ente dinamico come realtà storica, è rimanere nell’unico e identico oggetto formale dello studio metafisico della realtà storica stessa, che è insieme ente dinamico e realtà storica, realtà storica e ente dinamico.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975, I Dalla categoria ontologica dell’ente dinamico all’essenza della realtà storica , § I – Un passaggio in continuità n°/p. 15 ].

2TUTTO CIÒ CHE BENEFICIA DELLA FORMA DELLA VITA SI CHIAMA ORGANISMO. Tuttavia, come vediamo, l’azione del raggruppamento umano che in sé come forma il dinamismo della vita è molto diverso da una gallina ente di primo grado. Il primo infatti è un organismo dinamico, il secondo invece un organismo statico.

3«Ciò significa che la metafisica (nel nostro caso la metafisica realistico dinamica ) assume l’identico ruolo della matematica, in rapporto delle “scienze” della teologia e dell’ideoprassiologia, offrendo a loro il carattere della dinontorganicità. Dalla teologia e dalla ideoprassiologia, poi, la dinontorganicità può dilagare in tutte le discipline e realtà subalterne alla teologia e alla ideoprassiologia stessa.» Tommaso Demaria,CONFRONTO SINOTTICO DELLE TRE IDEOLOGIE, quarta serie, Roma 1985 [CULTURA COME CIVILTA’,[ [ A IDEOPRASSI DINONTORGANICA E CIVILTA’DELL’AMORE [ , § 9. La dinontorganicità n°/p. 119 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2017/06/Confronto_sinottico_1985__completoDefinitivo.pdf].

4«Cominciamo dalla qualifica della scienza che manca al riguardo. Si tratta di una nuova scienza che non coincide con nessun’altra. La si potrebbe battezzare col titolo emblematico di Ideoprassiologia.» Tommaso Demaria, 6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, [II Integrazione della dottrina sociale cristiana con l’ideoprassi organico-dinamica, IL PROBLEMA DELL’IDEOPRASSI ORGANICO-DINAMICA, § 7 – Affiancamento della Dottrina Sociale Cristiana e dell‘ideoprassi orga­nico-dinamica..

5«S Possiamo giusti­ficare il nostro asserto appellandoci alla matematica. Questa è la disciplina più astratta che esista, soprattutto quando si tratta di matematica pura. E tuttavia è lo strumento valido per penetrare la concretezza della realtà fisica.» Tommaso Demaria,6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, Dinontorganicità , § 14 – Dall‘astrattezza metafisica realistica, alla concretezza nell’ambito ec­clesiale e ideoprassico dinontorganico n°/p. ].

6« La ragione è questa. L’ideoprassiologia (e dunque l’ideoprassiologo) è la scienza che sul piano della sintesi e della concretezza abbraccia la totalità. È la “scienza della totalità” fino alle sue articolazioni più capillari. E l’ideoprassiologo, essendo per definizione l’uomo della concretezza e della sintesi, deve saper abbracciare ed organizzare nella sua mente un quantitativo enorme di acquisizioni scientifiche. Cosa assolutamente impossibile per un solo cervello.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Premessa, II LA SCELTA ENERGETICA, § 22 – MOMENTO SCIENTIFICO SAPIENZIALE E MOMENTO SCIENTIFICO-TECNOLOGICO n°/p. 29 .
«Tanto, che la stessa tecnica si riscopre sempre più agganciata alla metafisica per poter comprendere se stessa e poter giustificare una propria funzione umanistica e cosmica. Per non dire del suo fatale soggiacere alla ideologia (appunto come “mobilitazione operativa per fede” di qualsiasi “filosofia della prassi”), la quale diventa in ultima istanza l’arbitra della tecnica stessa e del suo uso per il bene o per il male, al di là della morale e dello stesso diritto naturale.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975 [,[ [ VI La scelta teologica come scelta metafisica [ , § 10 – Verso un‘essenza superorganico-dinamica cristiana n°/p. 256 ].

7« Le due altre ideoprassi, infatti, si esauriscono nella scienza fenomenica e nella tecnologia. Ignorano l’essere della nuova realtà storica dinamica secolare e tanto meno riescono a penetrarlo con metodo metafisico realistico: diversamente dalla ideoprassi dinontorganica, che lo penetra, facendo sgorgare dal dinontorganismo la fonte della sapienza che ricerchiamo.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [A – IDEOLOGIA DINONTORGANICA E SVILUPPO,[ [ III LO SVILUPPO [ , § 7 – LA FONTE DELLA SAPIENZA UMANO-STORICA IDEOPRASSICA n°/p. 68 ].

8In senso metafisico realistico, l’ente dinamico è l’ente la cui essenza reale ancora non è ma diviene, si fa attivisticamente nello spazio e nel tempo. In latino: ens cuius essentia fit. L’ente statico, invece, è l’ente la cui essenza reale è già bell’e fatta (e dunque non diviene) fin dal primo istante della sua esistenza. In latino: ens cuius essentia est. «Le due definizioni dell’ente dinamico e dell’ente statico, che hanno un senso metafisico realistico oggettivo, qualificano i due segmenti della metafisica realistica integrale.» Tommaso Demaria, 6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, Metafisica realistico integrale, § 5- Definizione dell‘ente dinamico ed ente statico. n°/p. .

La metafisica realistico integrale

9« Essa si chiama “ideoprassiologia”. Il suo punto di merito, che la apre alla sapienza umano-storica, è il fatto della sua sinteticità e concretezza, che la pone in grado di abbracciare l’intera realtà storica dinamica secolare. Questa è la realtà di sua specifica competenza. Tutto il resto le rimane estraneo. Il che non significa ignorazione, ma modestia e spirito di responsabilità.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Premessa, II LA SCELTA ENERGETICA , § 21 – LA SCIENZA DELL’IDEOPRASSI n°/p. 29 ].

10(John Maynard Keynes, risposta a coloro che criticavano l’applicabilità dei suoi modelli al lungo periodo.[6])

Nuove leggi di mercato

una Wto che peraltro il presidente americano ha definito «un disastro per gli Stati Uniti»[1].  Come si legge è iniziata la riforma  all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Si tratta di una decisiva “terza guerra mondiale“, ma veramente mondiale e veramente decisiva.WTO

Il WTO, nato per impedire al COMECON di sopravvivere, ora si rivela un boomerang non solo per gli ex paesi comunisti ma anche per chi, gli USA, quell’organizzazione la ha fortemente voluta. Trump afferma che occorre cambiare i criteri del mercato libero globalmente perché questi criteri non consentono la vita dei singoli stati o almeno la loro libertà reale.  Perché il mercato totalmente libero secondo Trump non va?

Perché le persone comperano il prodotto col miglior rapporto qualità prezzo, e se questo  prodotto arriva dalla “Cina” la produzione e i capitali per generare nuove imprese  si spostano all’estero. Perfino gli States si sono accorti che che non si sopravvive con un debito così grande e sopratutto in progressivo aumento. Stanno per cambiare le leggi del mercato libero come lo conosciamo oggi e come lo conosce l’economia pura. Alla possibilità di “scambiare liberamente”  e al teorema della specializzazione va aggiunto il suo limite salvifico: mercato libero ma entro la funzionalità alla sopravvivenza dello stato stesso.

Si tratta di una edizione globale di quel criterio locale che è conosciuto volgarmente come Kilometro Zero e che per essere attuato richiede il passaggio all’economia polispecialistica di Qualità Totale ( o Toyota Way).  Personalmente sono contento di aver anticipato queso esito fin dal 1995, perché conferma la bontà del modello di sviluppo organico-dinamico Cescita feliceTm live giving-llife, ma naturalmente il criterio era parte della prassi organico-dinamica sin dalla sua scoperta degli anni 50.

Purtroppo, il Km0 senza gli altri princìpi è destinato a produrre ancora morte perché,senza sostituirlo e completarlo con altri criteri, blocca il meccanismo proprio all’economia di ridistribuzione del denaro: il denaro va dove produrre costa meno.

Ora attendiamo gli esiti di questo conflitto mondiale con tutte le modificazioni sociali che “forse” ne seguiranno. La vicenda ci consente di sottolineare qualcosa riguardo alla potenza dei feedback metafisici: a crollo del comunismo appena avvenuto, nel 1994 ,   chi si aspettava di vedere a distanza di vent’anni gli USA in fallimento chiedere la carità?

Potenza dei criteri di sviluppo /feedback

Roberto Roggero

[1] http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-03-22/trump-sfida-pechino-in-arrivo-dazi-cento-categorie-merci-cinesi-091809.shtml?uuid=AEVALXLE&cmpid=nl_7+oggi_sole24ore_com&refresh_ce=1

Il calcolo sapienziale: il fondamento

L’inizio e la fine di qualsiasi valutazione di economia è la risposta questa domanda. “La teoria economica regge? Descrive e prevede l’agire socio-economico con sufficiente precisione anche nel lungo periodo?

Nel sentire comune la risposta dovrebbe riguardare esclusivamente la scienza matematico-statistica, e invece ho scoperto che una grande quantità di economisti vanta anche una base filosofica. Escludendo pure  dalla valutazione Adam Smith che con la sua “sulla ricchezza delle nazioni” si trova proprio all’inizio, eliminando anche Karl Marx la cui teoria socio economica fa acqua da tutte le parti, rimane tuttavia da giustificare la presenza della filosofia tra economisti come von Hayek o J.K. Galbright e molti altri fino a Richard Thaler. Il fatto è che qualsiasi teoria economica ha la giusta pretesa di descrivere il comportamento umano globale dal lato economico e il comportamento a sua volta è parte integrante dello studio di altre scienze, dalla psicologia1 alla sociologia alla metafisica.

In effetti la razionalità che anima il comportamento umano viene prima della sua misurazione quantitativa, ergo l’economia senza le scienze umane è semplicemente IMPOSSIBILE.

La seconda domanda che regge una teoria economica è legata alla prima“ Cetera paribus o no?” Ossia “La modificazione del comportamento economico (della curva che lo descrive) produce o no una modificazione degli altri elementi umani su cui si regge?”2

Molti premi Nobel sono legati alla risposta a queste domande e molti altri lo saranno.

Da dove nasce la scienza economica?

Diventare coscienti della sorgente della scienza economica ci consente di identificare gli elementi che rispondono a queste due domande.

La sapienza è sintesi poderosa perché radice dello sviluppo

Economia

L’economia ha leggi proprie, descritte nei manuali di economia che conosciamo. Da cosa nasce un manuale di economia? Certamente non si è fatto da sé, riassume le descrizioni di quei comportamenti socio-economici che si sono dimostrati valide o parzialmente valide nel tempo, tanto da generare una certa capacità di previsione “universale” ed assumere di conseguenza il valore di legge.

All’interno di un manuale di economia troviamo le leggi che regolano lo sviluppo dell’economia nel suo complesso (macroeconomia), e di ogni azienda ( microeconomia) compreso lo sviluppo dell’intera immensa Toyota.

Oggi non ci interessiamo dell’impresa di automobili “Toyota”, bensì del mondo economico “Toyota”, ossia di quel particolare modello di sviluppo noto oggi come “Toyota Way” esportato in ogni parte del mondo e parte integrante tanto della micro quanto della macro economia.

ToyotaWayCi interessiamo di questo modello economico perché tutto lo sviluppo contenuto nel Toyota Way non è altro che un commento allo sviluppo descritto ne “Lo Spirito Toyota”3 .

Toyota,Economia,Way,Spirito

Da dove inizia dunque la (micro) economia? “Lo spirito Toyota” ci scrive che la microeconomia  inizia dal criterio di sviluppo.

Toyota,Economia,Way,Spirito,Frase

Questa evidenza ce lo ha mostrata il fondatore di un’azienda serissima e credibile: il criterio di sviluppo “just in time” ha dato origine ad un modello che si è diffuso con successo in ogni parte del mondo in realtà diversissime tra loro.

Il criterio di sviluppo è alla base dell’economia.

Oggi utilizziamo questa informazione dello strettissimo collegamento tra criterio di sviluppo e teoria economica perché ci aiuta a comprendere l’immensa proprietà di sintesi propria ad un criterio di sviluppo. Nel nostro caso la sapienza “just in time” di un unico criterio contiene al suo interno le leggi economiche, il Toyota Way, e lo Spirito Toyota.

Qualsiasi risposta di “misurazione” è per definizione già presente nel reale storico come qualità da misurare. Quale è questa qualità da misurare? Nel caso di “Toyota Way” occorre misurare l’effetto “storico” della costruzione della sapienza “just in time”. Tra risultato e sapienza che lo genera incarnandosi c’è infatti una relazione biunivoca4.

La semplicità del “calcolo sapienziale”.

La domanda che segue ci aiuta a individuare i fondamenti della teoria economica.

Per confrontare la validità di una teoria economica è proprio necessario passare dal criterio di sviluppo “just in time” alla sua realizzazione particolare (automobili), alla sua esplicitazione globale (qualsiasi tipo di impresa) ed infine alla teorizzazione (macro) economica” ?

La storia Toyota che prendiamo ad esempio ci parla di una continua incarnazione [nota 4]. Per la relazione biunivoca tra sapienza utilizzata (Just in time) e le attività che lo incarnano, ci è concesso di rispondere che possiamo dare un giudizio fin “prima” dell’inizio come ha fatto K. Toyoda, attraverso quello che possiamo chiamare “calcolo sapienziale” che enunciamo ma che per ora resta una cosa misteriosa.

Ciò che abbiamo capito sino ad ora è che questo “calcolo” si situa all’inizio , riguarda la valutazione delle cause qualitative (la sapienza propria ai criteri di sviluppo che ha causato tutto) e solo dopo gli effetti (la misurazione degli effetti propria di uno studio economico).

La sapienza primaria genera le leggi e gli strumenti di un sistema economico

Aggiungiamo un altro tassello alle nostre conoscenze  sul “calcolo sapienziale”  notando che il criterio di sviluppo non è scollegato dalle altre leggi, addirittura dallo stesso modo di pensare.

«Nell’evoluzione del sistema di produzione Toyota ho spesso perseguito lo stravolgimento del senso comune, ho cercato di «pensare all’inverso», e invito tutti i manager, i dirigenti, i capi e i lavoratori a essere più flessibili nel loro modo di pensare il proprio lavoro. »5

La sapienza primaria genera necessariamente quello che da alcuni autori viene definito ecosistema socio economico6 e che la metafisica realistico dinamica7 e la chiesa definiscono “modello di sviluppo”8.

Il calcolo sapienziale è il confronto scientifico tra criteri di sviluppo diversi

La teoria economica regge? Cetera paribus o no?Toyoda,scopertaJit

Grazie alla relazione biunivoca tra le leggi economiche e il loro criterio di sviluppo fondante (nel nostro esempio “Just in time”) possiamo confrontare tra loro economie diverse perché fondate su criteri diversi. È ciò che ha fatto Kiichiro Toyoda: considerare il criterio di sviluppo9 (=concetto) e non i singoli risultati, o le macchine necessarie, o la capacità della manodopera, o il marketing, … : il resto è venuto dopo.

Utilizzando i criteri invece che il loro risultato empirico occorre anche rilevare come si sia ridotta l’entità dello sforzo complessivo necessario al confronto; in compenso per confrontare criteri di sviluppo diversi in modo scientifico ed oggettivo occorre utilizzare spostarsi dal calcolo quantitativo ed utilizzare la metafisica realistico integrale.

Prima conclusione

Circa le  domande  : “La teoria economica regge nel lungo periodo? Cetera paribus o no?

possiamo azzardare una prima risposta.

  1.  La teoria economica regge nel lungo periodo? La teoria economica regge  quando può reggere nello spazio e nel tempo  il criterio di sviluppo che la fonda e la anima.
  2. Cetera paribus o no? Gli altri fattori  ( o ecosistema economico,  modello, ….) si sviluppano coerentemente   mantenendo valida  universalmente la teoria economica  solo quando  derivano dallo stesso criterio di sviluppo fondante

Fine prima parte

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Roggero Roberto

1Il Nobel del 2017 è andato a Richard Thaler, lo studioso che ha psicanalizzato l’economia, uno degli esponenti di spicco dell’economia comportamentale, cioè di quella branca che impiega concetti tratti dalla psicologia per elaborare modelli di comportamento alternativi a quelli formulati dalla teoria economica standard.

2Molti economisti sono assolutamente incapaci di prevedere questi fattori. L’imbarazzo è visibile, ad esempio: (EN)« In the long run we are all dead. »(IT)« Nel lungo periodo siamo tutti morti. » (John Maynard Keynes, risposta a coloro che criticavano l’applicabilità dei suoi modelli al lungo periodo.[6]) https://it.wikipedia.org/wiki/John_Maynard_Keynes

3Toyota Production System, Taichi Ohno 1978, Giulio Einaudi, Torino 1993 e 2004

4«Negli anni 1949-50 come direttore dell’officina che è oggi diventata il principale impianto della Toyota, feci i miei primi passi in direzione dell’idea del just in time. Per stabilire il flusso di produzione riordinammo la collocazione degli impianti, adottando un sistema chiamato « multi-process » che assegnava a uno stesso operatore 3 o 4 macchine diverse. Da allora in poi, usai la mia crescente influenza e autorità in azienda per applicare queste tecniche anche agli altri impianti. Tutte le idee che cominciavo a mettere in pratica con costanza e audacia avevano lo scopo di correggere un sistema di produzione vecchio e conservatore e poterono anche essere vissute come una forzatura autoritaria. » Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993 [,[ [ Il coraggio di ripensare e contrastare i luoghi comuni. [ , § Capitolo secondo, L‘evoluzione del sistema di produzione Toyota n°/p. 47 ].

5Taichi Ohno, Lo spirito Toyota,Einaudi 1993, Come migliorare la produttività in un periodo di crescita lenta. § Capitolo sesto Sopravvivere in un’epoca di crescita lenta n°/p. 155-157

6Per ecosistema economico e sociale si intende una rappresentazione di tutti gli attori, stakeholder e shareholder, coinvolti nel processo end-to-end di creazione di valore di un determinato settore economico, dalla produzione fino all’uso e smaltimento di un bene o servizio. Da https://www.lenovys.com/blog/tesla-toyota/?utm_campaign=lenovys_focus&utm_source=newsletter&utm_medium=marzo&utm_term=email&utm_content=w11

7« Se così è, possiamo giungere finalmente alla giusta definizione dello sviluppo, in questi termini: lo sviluppo è il processo costruttivo della giusta società dinamica secolare che è quella dinontorganica come “tipo”, secondo il modello richiesto dalle singole situazioni concrete.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Primessa,[ [ III LO SVILUPPO [ , § 16 – L’AUTENTICO SVILUPPO n°/p. 60 ].

8«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015, 5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE, IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA , n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

9« Io fui profondamente impressionato dalle sue parole quando Kiichiro pronunciò la fatidica espressione «just in time». Mi sono chiesto un’infinità di volte come fosse arrivato a quest’idea e naturalmente non potevo saperlo perché non potevo chiederglielo direttamente. Ma è evidente che egli pensava intensamente a come superare il sistema di produzione automobilistica usato negli Stati Uniti.» Taichi Ohno,Lo spirito Toyota, Einaudi 1993, Due personaggi fuori dal comune., § Capitolo quarto, La Genesi del sistema di produzione Toyota n°/p. 112 .

Come votare? La metafisica è inutile?

La metafisica realistico dinamica è concreta riesce ad aiutarci anche nelle scelte quotidiane.

Due sono i criteri per decidere  in mancanza della coscienza di un nuovo modello di sviluppo entrambe educatività

  1. la scelta deve cadere quanto più vicino possibile alla Forma  della prassi del  popolo-famiglia-2modello
  2. La scelta deve coincidere con  la mission del partito stesso che per definizione si trova nel simbolo

Con questi due criteri abbiamo esaminato i programmi e i simboli dei vari partiti e ne abbiamo concluso che uno solo corrisponde ai criteri  sopra descritti: il popolo dalla famiglia perché:

  1. è il piano fenomenico del dinontorganismo e forma della Realtà storica nelle tre dimensioni
    1.  nella spinta di costruire la comunità familiare: il fattore che unisce è la comunità, non lo stato e naturalmente non può essere la persona
    2. Si tratta della spinta sociale alla costruzione di un ente dinamico fenomenico vivo  e a valore essenziale per l’agire di qualsiasi persona ( ciascuno nasce in una famiglia)
    3. Si tratta dell’organismo dinamico fenomenico vivo deputato dalla propria essenza  a trasmettere ed insegnare a trasmettere la vita
  2. La sua mission è dichiarata nel simbolo, non è parte più o meno minuscola di un programma.

In una parola è DIN-ONT-ORGANICO SUO MALGRADO purché rispetti  la propria mission.

Roberto Roggero

«   Alle radici dell’andamento del fenomeno demografico sta la rivoluzione industriale, che torna ad essere la regolatrice di esso. Si può stabilire questa legge: all’inizio, la rivoluzione industriale favorisce l’aumento della popolazione; in un secondo tempo la situazione demografica rimane statica. Nella terza fase, data la diminuzione delle nascite, la popolazione diminuisce e non è più possibile il suo ricambio.»
Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma - Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 PREMESSA, IV IL FUTURO DEL PIANETA, § 6 – LE DIFFICOLTÀ CHE OSTACOLANO IL BUON ESITO DELLA SFIDA n°/p. 85.

Conosci la Gnoseologia

Riprende il Corso di Filosofia Cristiana

Gentile lettore, voglio farle un invito personale al mio corso online di Filosofia Cristiana che terrò dal 7 febbraio 2018 col secondo FontanaModulo di Filosofia Cristiana sulla Gnoseologia o Metafisica della Conoscenza. Si tratta di 6 lezioni fruibili in sede o a distanza. Il primo modulo sull’Ontologia è stato svolto nel 2017 ed è disponibile.

Perché dei Moduli di Filosofia Cristiana?

Di filosofia cristiana oggi non parla più nessuno. Eppure come chiamare l’incontro della fede cristiana con la filosofia se non con l’espressione filosofia cristiana? Oggi si nega una cultura cristiana, una politica cristiana, una civiltà cristiana e, quindi, si nega anche una filosofia cristiana. Però essa è esistita ed esiste in quanto consiste nel filosofare nella fede, il che è d’obbligo quando la fede si incontra con la ragione, a meno di non inclinare verso il protestantesimo che ad una filosofia cristiana non pensa minimamente dato che non crede all’incontro tra fede e ragione.

Perché iniziare dal Modulo di Ontologia?

L’anno scorso ho iniziato con il Modulo di Ontologia perché la filosofia cristiana è realista e quindi si parte dall’essere. E perché è realista? Perché tutto quanto ha a che fare con la storia della salvezza ha carattere ontologico, ossia riguarda l’essere. Dio realmente esiste; Dio ha realmente creato il mondo; il Verbo si è realmente incarnato; la sua morte e resurrezione hanno realmente ricreato l’universo; il peccato è realmente la morte dell’anima; col battesimo realmente nasce una nuova creatura; nelle specie eucaristiche Cristo è realmente presente. Il cristianesimo è una realtà e quindi la fede cristiana ha bisogno di una filosofia realista.

Perché continuare con il Modulo di Gnoseologia?

Il 7 febbraio inizierò il Modulo di Gnoseologia che è meglio Gnoseologiachiamare Metafisica della Conoscenza perché la filosofia cristiana parte dalla certezza immediata ed evidente di conoscere le cose realmente esistenti. Essa non si fonda sul dubbio ma sulla certezza. I problemi vengono dopo, prima c’è la sicurezza di conoscere il reale. Il Modulo di Gnoseologia serve quindi a sfatare l’ideologia del dubbio, lo scetticismo insegnato oggi, la presunta incapacità di conoscere il reale che alimenta poi disagio esistenziale e angoscia.

Come proseguirà il Corso di filosofia cristiana?

Proseguirà con i Moduli di Antropologia, Morale, Teologia, Politica.

Dove si tengono i Corsi di Filosofia Cristiana?

Gli incontri si tengono presso la Libreria l’Isola del Tesoro di Fede & Cultura Universitas di Verona, via Marconi 60/a, ogni quindici giorni, per 6 mercoledì a partire dal 7 febbraio 2018, dalle ore 18,30 alle ore 20.00. Chi non può essere presente può scaricare le videoregistrazioni e i materiali testuali online a lezione fatta. Per l’intero modulo di 6 lezioni si pagano 35 euro+iva. È possibile recuperare anche il modulo di Ontologia.

Per maggiori informazioni scrivere a: ordini@fedecultura.com, o telefonare al 045-941851

Prof. Stefano Fontana

Fede & Cultura Universitas

Oggettiva scientificità dell’impianto trascendentale

Non si può entrare nel dinontorganismo  quando non si  riesce a dare un volto ai trascendentali dinamici. I trascendentali dinamici sono le proprietà autocostruttive essenziali ed universali senza il quale quel dato tipo di ente dinamico non riesce a sussistere o ad essere pensato.

Approfondimento 1

Per comprendere il valore di un trascendentale, per esempio la moralità, ci spostiamo ai tempi di Adamo ed Eva, i nostri progenitori. Adamo ed Eva hanno costituito la prima società.

Il trascendentale “moralità”  della società al tempo della famiglia di Adamo ed Eva era

  1. avere almeno due figli per coppia
  2. avere un figlio maschio e uno femmina
  3. non avere figli gay
  4. avere figli fertili

La moralità della società di “ Adamo ed Eva” è la condizione autocostruttiva universale necessaria e sufficiente perché sussista la società nello spazio e nel tempo.  Sul fatto che queste condizioni fossero necessarie allora non ci piove, lo capisce anche un bambino e la nostra esistenza ne è la prova.

Salta subito all’occhio con estrema evidenza la differenza tra morale (e moralità intesa come caratteristica del comportamento) ed invece moralità intesa in modo metafisico-trascendentale .

  • La morale ai tempi di Adamo ed Eva era quello che aveva raccomandato il Signore ( andate e moltiplicatevi),  morale che Adamo ed Eva potevano seguire o no perché passava dal loro libero arbitrio ed erano peccatori.
  • La moralità è invece una caratteristica intrinseca ed oggettiva alla società ( e quindi dei suoi componenti che la vogliono realizzare) senza la quale la società non può sussistere.

Quindi morale e moralità sono due cose nettamente distinte! Il trascendentale dinamico della moralità 

  • è costruttivo a livello essenziale di un soggetto ad esempio … la società.
  • è oggettivo per tutti i componenti della … società. Non dipende né da Adamo, né da Eva, e nemmeno da una decisione condivisa tra Adamo ed Eva, per cui da loro la moralità-trascendentale  non può essere cambiata, nemmeno un pochino.
  • è conoscibile in modo oggettivo da entrambi i soggetti.
  • Quando Adamo ed Eva vogliono costruire … la società … la moralità si impone “dal di dentro” ai comportamenti sempre ed in continuazione sino a che si è realizzata
  • è “meccanica” in quanto dipende dai trascendentali logici essenziali . La buona volontà di Adamo od Eva o di tutti e due  conta nulla. Conta il risultato legato all’incarnazione della “moralità in toto”. Oggi siamo vivi perché Adamo ed Eva  non solo hanno assunto ma anche hanno realizzato nei propri comportamenti  la MORALiTÀ della società in ogni sua singola  parte.Questa sua necessità di incarnazione totale unita alla  ferrea e conoscibile logicità  degli stessi ( A=A, A≠B, tertium non datur), fa dei trascendentali dinamici  lo strumento necessario a fondare una scienza.
Approfondimento 2

Il trascendentale della moralità  nella formula IS_LM.

In un precedente studio abbiamo ricondotto la formula IS_LM ad un rapporto tra  i trascendentali della MORALITÀ ( e non MORALE!!!!!) ed Educatività.

PIL

e adesso ci domandiamo quale è la moralità della società proposta da IS_LM perché il modello economico  IS_LM, alla fine, diviene il modello per raggiungere il benessere dell’intera Realtà Storica.

In questa formula (tratta da Economia, uniBo, ed. Giappichelli, 2009 autori Gilberto Antonelli – Giulio Cainelli – Nicola De Liso – Riccardo Leoncini – Sandro Montresor) la società può sopravvivere quando la decisione dell’agire del soggetto raffigurato dal simbolo “b” è di aumentare o mantenere elevata la propria spesa.( “b” per definizione è un’azione di spesa, la quantità di spesa legata all’aumento di disponibilità di un euro)

Perché la formula funzioni il soggetto “b” deve decidere di spendere (=educatività), la norma costruttiva di questa spesa ( =  trascendentale della moralità , non morale comunemente intesa) è l’aumento del PIL mondiale.

Per questo motivo, PER SOPRAVVIVERE, tutte le nazioni, tutti i giorni, ogni giorno, sono impegnate a favorire l’aumento della spesa che provocherà l’aumento del  dinamismo IS_LM fin nei loro minimi capillari . E proprio per costruire in questo senso, nel contempo questa azione consiste nel  distruggere chi parla o agisce in senso contrario.

Approfondimento 3

Poiché  da un precedente studio conosciamo anche l’equivalenza trascendentaliprincìpi della dottrina sociale cristiana come illustrato dallo schema sottostante possiamo passare ad una valutazione dell’impatto del modello IS_LM nei confronti della Dottrina Sociale Cristiana.

PIL,trascendentaliDSC

In IS_LM, la costruzione della dignità della persona umana ha per sua norma costruttiva ontologica (= MORALITÀ) che si identifica nella costruzione del bene comune la generazione di un consumo (C) e/o di un investimento (I+G+X). Lo riscrivo per essere capito meglio.

In IS_LM la sopravvivenza della società umana è legata alla sua norma costruttiva ontologicapitalismo,meccanizzazioneautodistruttivaCca la MORALITÀ che rappresenta il suo bene comune: la generazione di un consumo (C) e/o di un investimento (I+G+X).1

Ma poiché il risultato  “buono” è quello di segno positivo, la formula IS_LM non si fissa sui consumi statici “C” ma deve privilegiare come prioritari i consumi di investimento(I+G+X) in grado di aumentare i consumi futuri. Ne segue che per quel che riguarda lo sviluppo ontologico della dignità dell’agire sociale(= educatività), la formula IS_LM afferma che “La costruzione della dignità (economica) di una persona è tanto maggiore quanto aumenta la sua la capacità di generare un consumo o un investimento”.2

Poiché IS_LM è diventata riferimento dell’agire mondiale1 la sua MORALITÀ ( ripeto:la necessità di sopravvivenza di questa società e suo bene comune), la moralità che ci deve essere inculcata ogni giorno, tutti i giorni fino alla fine dei tempi, da ogni stato e governante è che le persone importanti per far migliorare i risultati IS_LM sono

  1. le  persone “b”che hanno denaro e lo spendono! Le altre non producono benefici al paese (a sentire la formula ovviamente).
  2. le persone “b” che non spendono esclusivamente nei consumi delle famiglie “C”. In uno stato come l’Italia i consumi necessari  di “C” non producono crescita, producono crescita i consumi voluttuari che si aggiungono ai necessari.  Per la formula le persone decisive sono i ricchi, quelli che magari, hanno portato le risorse all’estero.
    - sono le persone ricche che hanno denaro  da investire in “I” ( le altre non possono far aumentare il PIL). 
    - sono le persone che comperano BOT ..

Questo vale per ogni altro  soggetto, anche per gli stati perché “b”  rappresenta un soggetto che può spendere, non necessariamente una persona. Uno stato finché non ha denaro da spendere conta nulla, lo confermano  il caso della crescita di importanza della Cina, ma anche per converso la situazione dell’Italia indebitata, o anche  il concetto di G8 che prende le decisioni per il mondo perché i paesi sono industrializzati  … .  In questo mondo “economico” se vuoi sopravvivere devi “muovere il PIL”, con buona pace della Dottrina Sociale Cristiana.

Conclusioni

Se si vuol rendere efficace la DSC, occorre che l’IS_LM torni ad essere solo il riferimento dello sviluppo economico. Perché si compia questo passaggio occorre sviluppare un altro indice di sopravvivenza oggettivo, che è necessario individuare e fondare attraverso i trascendentali dinamici (necessità ontologico-oggettive della Realtà Storica, ontologico oggettive come  come la Moralità “al tempo di Adamo ed Eva”). Il mondo profano  riesce a ricevere la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà e la sussidiarietà SOLO attraverso la mediazione dei trascendentali dinamici (necessità ontologiche costruttive di cui la MORALITÀ fa parte) che li pongono come fattore di sopravvivenza .

Si spiega così la fondatezza scientifica delle parole di papa Francesco, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II solo per citare gli ultimi tre.

«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa FrancescoInsegnaimplica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».[137] Non basta conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso. … .» Francesco, Laudato Sii, Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE,  IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA , § n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

« 2124 Il termine ateismo indica fenomeni molto diversi. Una forma frequente di esso è il materialismo pratico, che racchiude i suoi bisogni e le sue ambizioni entro i confini dello spazio e del tempo. Giovanni_paolo_IIL’umanesimo ateo ritiene falsamente che l’uomo “sia fine a se stesso, unico artefice e demiurgo della propria storia” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 19]. Un’altra forma dell’ateismo contemporaneo si aspetta la liberazione dell’uomo da una liberazione economica e sociale, alla quale “si pretende che la religione, per sua natura, sia di ostacolo.. in quanto, elevando la speranza dell’uomo verso una vita futura.., la distoglierebbe dall’edificazione della città terrena” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 19].»   Chiesa Cattolica,Catechismo della Chiesa Cattolica,Libreria Editrice Vaticana  2003 [PARTE TERZA – LA VITA IN CRISTO,[SEZIONE SECONDA –  I DIECI COMANDAMENTI    [ Articolo 1  IL PRIMO COMANDAMENTO    CAPITOLO PRIMO – “AMERAI IL SIGNORE DIO TUO CON TUTTO IL CUORE, CON TUTTA L’ANIMA, CON TUTTE LE FORZE” [    , § III. “Non avrai altri dèi di fronte a me” n°/p.  ].
«29. C’è un altro aspetto della vita di oggi, collegato in modo molto stretto con lo sviluppo: la negazione del diritto alla libertà religiosa. … Dio è il garante del vero sviluppo dell’uomo, in quanto, avendolo Benedetto_XVI,sedutocreato a sua immagine, ne fonda altresì la trascendente dignità e ne alimenta il costitutivo anelito ad “essere di più”. L’uomo non è un atomo sperduto in un universo casuale [70], ma è una creatura di Dio, a cui Egli ha voluto donare un’anima immortale e che ha da sempre amato. … Quando lo Stato promuove, insegna, o addirittura impone, forme di ateismo pratico, sottrae ai suoi cittadini la forza morale e spirituale indispensabile per impegnarsi nello sviluppo umano integrale e impedisce loro di avanzare con rinnovato dinamismo nel proprio impegno per una più generosa risposta umana all’amore divino [71]. Capita anche che i Paesi economicamente sviluppati o quelli emergenti esportino nei Paesi poveri, nel contesto dei loro rapporti culturali, commerciali e politici, questa visione riduttiva della persona e del suo destino. È il danno che il « supersviluppo » [72] procura allo sviluppo autentico, quando è accompagnato dal « sottosviluppo morale » [73].»   Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE, Libreria Editrice Vaticana Roma 2009,   3. Capitolo secondo, § 3.LO SVILUPPO UMANO NEL NOSTRO TEMPO n° 29.  http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html].

1«50. …Si pretende così di legittimare l’attuale modello distributivo, in cui una minoranza si crede in diritto di consumare in una proporzione che sarebbe impossibile generalizzare, perché il pianeta non potrebbe nemmeno contenere i rifiuti di un simile consumo….» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [1-QUELLO CHE STA ACCADENDO ALLA NOSTRA CASA,[ [ V INEQUITÀ PLANETARIA [ , § n°/p. http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

1«60. I meccanismi dell’economia attuale promuovono un’esasperazione del consumo, ma risulta che il consumismo sfrenato, unito all’inequità, danneggia doppiamente il tessuto sociale.»
Franciscus, Evangelii Gaudium,Libreria Editrice Vaticana Roma 2013 [CAPITOLO SECONDO NELLA CRISI DELL’IMPEGNO COMUNITARIO, 2 I. Alcune sfide del mondo attuale, § No all’inequità che genera violenza n° 60.
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html].

2«51. Le modalità con cui l’uomo tratta l’ambiente influiscono sulle modalità con cui tratta se stesso e, viceversa. Ciò richiama la società odierna a rivedere seriamente il suo stile di vita che, in molte parti del mondo, è incline all’edonismo e al consumismo, restando indifferente ai danni che ne derivano [122]. È necessario un effettivo cambiamento di mentalità che ci induca ad adottare nuovi stili di vita, “nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti” [123]..»
Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE, Libreria Editrice Vaticana Roma 2009, 5. Capitolo quarto, § 5.SVILUPPO DEI POPOLI, DIRITTI E DOVERI, AMBIENTE n° 51.
http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html

PENSARE IL RAPPORTO TRA STORIA E SOCIETA’ 15-18 novembre UPS Roma

Quarto Seminario di studio (scarica locandina)
LOGO UPSUniversità Pontificia Salesiana Facoltà di Filosofia in collaborazione con Associazione “Nuova Costruttività” e con il Centro Ricerche Teologiche e Metafisiche di Verona all’interno del corso accademico FA0160 (Filosofia della storia), a.a. 2017/2018 

PENSARE IL RAPPORTO TRA STORIA E SOCIETÀ

Il contributo del pensiero organico-dinamico di Tommaso Demaria alla filosofia sociale, alla metafisica e all’ecclesiologia

Università Pontificia Salesiana – Piazza dell’Ateneo Salesiano, 1 – Roma

PROGRAMMA

Mercoledì 15 novembre 2017, ore 10.35 – 12.10, Aula F01

(Filosofia) INTRODUZIONE DEL SEMINARIO DI STUDIO prof. Mauro MANTOVANI (UPS) dott. Oliviero RIGGI (UPS)

Giovedì 16 novembre 2017, ore 15 – 17.30, Aula CS1 (Scienze della Comunicazione sociale)
TAVOLA ROTONDA INTERDISCIPLINARE LA COMPETITIVITÀ È NECESSARIA AL MIGLIORAMENTO SOCIO-ECONOMICO? UNA RIFLESSIONE CRITICA

Venerdì 17 novembre, ore 15 – 18.30, Aula Juan Vecchi UN’ECCLESIOLOGIA DINAMICA PER SERVIRE IL  CAMBIAMENTO D’EPOCA”
mons. Lorenzo LEUZZI (Vescovo ausiliare di Roma)
dott. Piergiorgio ROGGERO (Centro Ricerche Teologiche e Metafisiche di Verona)
p. Riccardo LUFRANI (Priore del Convento di Santa Maria sopra Minerva, Roma)

Sabato 18 novembre 2017, ore 9 – 13, Aula Juan Vecchi
I PRESUPPOSTI CULTURALI PER COSTRUIRE UN MONDO MIGLIORE
Roberto ROGGERO (Centro Ricerche Teologiche e Metafisiche di Verona)
dott. Luca CIPRIANI (Associazione “Nuova Costruttività”)
dott. Alessandro CORTESE (Docente di filosofia – Verona)

Dialogo tra i partecipanti Saluti conclusivi del dott. Nicola MELE (Presidente dell’Associazione “Nuova Costruttività”)
Informazioni: prof. Mauro Mantovani – 06.872901 – mantovani@unisal.it

Politica:la crescita felice

7. Sesta domanda da dove bisogna iniziare?

Occorre iniziare dal processo di sintesi tra i sistemi governato da leggi oggettive ed universalmente riconosciute.

7.1. Fondare l’economia su leggi oggettive [178]

Noi stessi mangiamo con l’ energia artificiale, senza energia artificiale siamo morti. La nuova via non può essere fondata solo su un leader [53] o su una politica [178]. La via del modello organico-dinamico è segnalata dalle leggi della TERMODINAMICA che un leader o una politica si incarica di realizzare. « L’energia di un sistema termodinamico chiuso non si crea né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma ad un’altra. » Seguiamo la via oggettiva della trasformazione dell’energia. Cominciamo con l’osservare che una risposta ciclica di natura termodinamica esiste da sempre, e riguarda direttamente i trascendentali dinamici della casa comune socialità e missionarietà (“ex” solidarietà e sussidiarietà) espressi dall’equilibrio della CO2.

7.3. L’ecosistema “cristallizza” parte dell’energia destinata a produrre calore (e regola anche la CO2).

La natura viva ha affrontato con successo il problema di autostenere la vita regolando la temperatura del pianeta attraverso il CICLO della “segregazione di CO2” (contemporanea alla produzione di ossigeno) sotto forma di Carbone o Petrolio, vita e suolo. La bio-regolazione dell’equilibrio termico avviene attraverso due meccanismi correlati:

  1. il primo in grado di ridurre l’effetto serra tramite la riduzione della Co2 gassosa si realizza con l’azione dei vegetali che la “rubano” all’aria trasformandola in polimeri di carbonio.
  2. il secondo in grado di “cristallizzare” l’energia a un livello di energia più alto del calore sotto forma di polimeri di carbonio, biomassa, “petrolio” o suolo.

Per questa caratteristica energetica della loro produzione la biomassa, il petrolio o il carbone possono essere a loro volta trasformati facilmente in energia. Su questi due meccanismi, in particolare sul secondo si può fondare la rivoluzione industriale (non importa se classificata come prima seconda, terza,…)[23] e la società che da essa dipende.

7.4. Occorre che l’economia impari a “cristallizzare” l’energia del sole e regolare la CO2

Riprogettare un ciclo socio-economico in senso organico-dinamico significa far sì che l’intero sistema si comporti sempre di più come la vita organica, captando direttamente dal sole l’energia artificiale necessaria all’economia prima della sua trasformazione in riscaldamento del suolo [172]14. Questo tipo di economia ha come fine generale l’equilibrio termico e come fine immediato il sequestro della CO2 dall’atmosfera attraverso lo sviluppo di ecosistemi [36,141]. Ma diversamente dalla natura che produce “petrolio”, in questo ciclo economico organico dinamico l’energia viene stivata sotto forma di energia cristallizzata in prodotti industriali utili o discariche inerti (sono la sostituzione del petrolio). È questo il caso dell’energia elettrica solare da pannelli che è “rubata” al riscaldamento del suolo quando viene trasformata in manufatti attraverso la rivoluzione industriale. È una nuova via economica con nuove caratteristiche ontologiche:

Ricchezza (deve produrre nuovi manufatti UTILI),

Riutilizzo (di materiali ancora validi senza trasformarli in calore),

Riciclo (prodotti esausti),

Riforestazione e altissimo

Rendimento dei processi costruttivi[22]socio-economici.

7.5 sistema energetico e non fonte di energia

« Si tratta di una scelta non già “esclusiva”, ma sapienziale e dunque “preferenziale”. Scegliere la “società solare”, come scelta scientifico-tecnologica in funzione della scienza-sapienza ideoprassica dinontorganica, significa tracciare una linea programmatica preferenziale energeticamente non esclusiva quanto a risorse energetiche immediate. Oggi siamo vittime di un sistema energetico sbagliato. E ciò nonostante non è possibile lasciar mancare l’energia ad una società che di energia vive. Se pertanto le centrali atomiche e nucleari come produttrici di energia elettrica per un dato momento risultano un qualcosa di inevitabile, l’importante è che non rappresentino una scelta di principio, la quale condurrebbe alla “società nucleare” come un qualcosa di irreversibile.» [Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984, FAC Roma 1984[A – IDEOLOGIA, IDEOPRASSI DINONTORGANICA E SCELTA ENERGETICA, II LA SCELTA ENERGETICA, § 11 – IL SOLE COME PRINCIPALE FONTE ENERGETICA p. 37].

7.6 crescita felice è limitata alla frazione solare

L’antinomia lavoro per tutti e decrescita lascia il posto alla “crescita felice” dove c’è, a condizioni ben precise, lavoro per tutti e senza limite prima delle quali è che tutta la filiera di un prodotto dipenda dall’energia solare. Ne segue che l’espansione economica legata alla “crescita felice” sarà tanto maggiore quanto maggiore è la frazione di energia solare del sistema energetico che muove l’economia. Si tratta quindi di un processo progressivo  limitato da questo e la cui realizzazione richiede, è intuitivo, il coordinamento di  molti altri fattori come si vedrà in seguito al punto 8

7.7. Dynamic organic energy model

7.3 The ecosystem “crystallizes” part of the energy that could produce heat (and also adjusts CO2 ). Nature has always tackled the problem of adjusting the temperature of the planet: the solution has always been the “segregation of CO2 ” in the form of coal or oil. Two natural mechanisms adjust the thermal equilibrium: – greenhouse effect reduction through the abatement of gaseous CO2 thanks to the action of plants. – the process of not to transform the whole solar energy into heat, but “crystallise it” in the form of polymers (eg “oil” or coal). For this reason, the oil or coal can in turn be converted easily into energy. By entering into this second mechanism the industrial revolution dynamic organic can be founded (no matter if classified as first and second, third,…)[23] e la società che da essa dipende. 7.4 In order to be able to work endlessly, it is necessary that economy learn to “crystallize” the  energy of the sun and to adjust CO2 emissions To redesign a socio-economic cycle in an organic-dynamic acceptation means to ensure that the entire system, increasingly gets the necessary artificial energy directly from the sun, before its transformation into heating the soil [172]. At the same time, it is necessary that economy main purpose becomes CO2 removal from the atmosphere through the development of ecosystems [36,141] whose operation is at zero cost. In this model, the industrialization “crystallizes” this energy at a greater level, exactly as nature already does, by creating “oil”. But in the economic organic cycle energy is again stowed in the form of energy crystallized into manufactured articles or inert landfills (in replacement of oil). We thus have Wealth (= New items manifactured), Reutilisation (products still valid), Recycling (exhausted inert products), Reforestation and a need for very high thermodynamic efficiency in constructive processes [22] in order to produce less heat. While in the current economy consumerism the increase of industrialization is proportional to the increasing pollution from heat and destruction of the ecosystem, in contrast – in the organic dynamic model which exploits the input energy from the sun – we have proportional correlation between the reduction of pollution from heat, the balance with the ecosystem and the increase of industrialisation: this solves the problem of employment for all but accordingly changes the life styles[5,16,23,…).

8. Settima domanda a quali condizioni si può lanciare il modello organico dinamico?

La via per l’economia oggi è organico-dinamica, si può espandere  ancora alla condizione di non immettere ulteriore CO2 nell’atmosfera. E OGGI questo è possibile.

8.1. Al crescere dell’economia cresce la vita e diminuisce l’inquinamento: si può mantenere in moto l’economia e dare lavoro a tutti!

Intercettando l’energia in entrata dal sole (in questo esempio con i pannelli solari) la riduzione dell’effetto serra è direttamente proporzionale all’aumento della industrializzazione_organico-dinamica.  L’impossibilità di salvare il pianeta e nel contempo di mantenere in moto il ciclo economico generata dall’attuale opzione socio economica consumista( che a sua volta genera la necessità della decrescita felice), si è rivelata falsa.

E’ invece  possibile  espandersi in una “crescita felice”, realizzando così  il “lavoro per tutti” auspicato dal papa [127]. Attraverso e solo con il modello organico dinamico la situazione si rovescia perché la variabile intrinseca è diventata Meno inquinamento = più produzione (di ecosistema e di manufatti) = più lavoro e quindi più occupazione. = più ricchezza utile = minor consumo (di ecosistema con l’aumento della qualità del prodotto).

Diremo di più: nel modello organico dinamico la salvezza del pianeta non è possibile senza nuovi posti di lavoro.[127,128,129,183].

8.2. Solo con queste premesse termodinamiche è possibile lanciare “Piano Marshall” internazionale necessario alla regolazione della temperatura del pianeta.

Insieme abbiamo fatto guerra al pianeta, adesso insieme ricostruiamolo! La via della ricostruzione passa solo attraverso l’uso di energia artificiale ricavata dal sole prima che riscaldi il suolo e da un piano internazionale che lo realizzi. Questa scelta modifica necessariamente il modo di essere società. Il prof. d. Tommaso Demaria osserva: « Il porre al centro del sistema energetico l’energia solare, assume questo significato: l’energia solare diventa un parametro di riferimento, e non una scelta esclusiva, la quale “scelta esclusiva” non riguarda le fonti energetiche, ma la scelta tra le due società, società nucleare, e società solare.» [15] Non è il tema di oggi valutare quali siano le differenze tra società solare e nucleare, tuttavia l’articolazione delle logiche interne al modello stesso ci “costringe” su un binario che corrisponde a quello che troviamo espresso in Laudato sì’.

8.3. Le conseguenze sociali del passaggio: caratteristiche essenziali intrinseche al modello organico dinamico.

Evidenziamo alcune diffeRenze dal modo di vivere odierno.

Risse zero: Nel suo farsi termodinamico nessuna parte del sistema organico dinamico trivalente può costruirsi in conflitto con un’altra: è la prima caratteristica di un sistema complesso[231] che possiamo definire “oikosistema” ed è una differenza che possiamo osservare nel “cambiamento di stili di vita” [206].

8.3.1. Economia-socio-ambientale

Ricchezza: Per abbattere la produzione di calore è necessaria una maggior produzione di ricchezza reale socio-economica. L’umanità funziona tanto meglio quanto più aumenta la produzione di beni industriali utili ad “alto contenuto energetico” (di alta qualità)[107,194]e pensati in funzione dell’ecosistema[206], più esattamente del sistema trivalente.

Rendimento: La produzione termodinamica valida deve generare il minor calore possibile e quindi ha bisogno di processi socio-economici ad alta efficienza (producono in totale meno calore) [22,180]. Il consumismo che ha come fine la bassa efficienza non è più possibile, si va verso la produzione in qualità totale (in “Toyota Way” per la precisione). La cultura della qualità totale che necessariamente la fonda è l’esatto contrario della cultura e della società dello scarto [6,22,43].

Riutilizzo: Proprio per la termodinamica applicata alla società è necessaria la riduzione degli sprechi e dello scarto a partire da quelli sociali [5,16]. Dovunque si può fare a meno di produrre qualcosa … in questo modo si produce meno calore e non si ha bisogno di materie prime.

Rioccupazione bilanciata: Poiché il sistema è socio-economico ciascuno è necessariamente partecipe del processo di riduzione della temperatura in ogni parte del pianeta anche solo come acquirente [206]. Questa caratteristica accompagnata alla necessità del massimo rendimento socioeconomico-ambientale richiede economia solare diffusa: lo aumento produttivo necessariamente diffuso sposa la necessità di “ accesso per tutti al lavoro UTILE [127]”.

Ridimensionamento: Ridimensionamento sia assoluto che relativo. Ridimensionamento assoluto: il dinamismo (socio) economico ha un optimum funzionale all’equilibrio termico e quindi l’economia organico dinamica non ha un’espansione infinita [106]. Ridimensionamento relativo: Le grandi strutture produttive (e quindi anche quelle sociali) producono per milioni di utenti generando la necessità di trasporti di prodotto e quindi di spreco termodinamico. C’è quindi un optimum anche tra società e bacino di produttivo, andiamo verso lo sviluppo del “chilometro zero”.

Riciclo: la necessità per l’economia della produzione di un ambiente vivo cozza contro la attuale distruzione dello stesso per ricavarvi materie prime: occorre “chiudere” il sistema riciclando.[22,180,192]

8.3.2. Società-economico-ambientale

Ridistribuzione: La naturale diffusione delle fonti energetiche e di consumo unita al “chilometro zero”, porta necessariamente alla tendenza alla diffusione geografica della produzione [170] che è esattamente il contrario dell’economia di scala. Il centro termodinamico del nuovo modello [144,179,180,183,213,232] è lo sviluppo della costruzione della società particolare in simbiosi con il proprio ecosistema e nel contempo parte di un organismo superiore. Ridistribuzione è anche applicabile al “picco” produttivo proprio del lancio di un nuovo prodotto che richiede l’iniziale produzione di grandi quantità che a sua volta richiederebbe l’ampliamento momentaneo della struttura sociale. Ridistribuzione significa in questo caso concessione a terzi della produzione per mantenere stabile o quasi la struttura sociale globale. Altri termini correlati sono “livellamento produttivo” e “chilometro zero”.

Reciproco aiuto comunitario: come corollario alla ridistribuzione di produzione e consumo si ha che il modello organico dinamico richiede la soddisfazione dei bisogni a “chilometro zero”. Questo presuppone sistemi produttivi polispecialistici rispondenti all’effettivo bisogno della società particolare [129,189]. Riduzione dei costi: l’eliminazione degli sprechi nel contempo socioeconomico-ambientali coincide con la riduzione dei costi di produzione [189].

Reddito monetario distribuito: Come ulteriore corollario alla ridistribuzione di produzione, consumo e localizzazione si ha la ridistribuzione della massa monetaria che segue la necessità di scambio tra produzione e consumo [129].

Risparmio termodinamico: Il ciclo socio economico ambientale ha natura essenziale ed è fondato sulla economicità metafisica (in questo caso si esprime attraverso la termodinamica). Esso quindi definisce la qualità di sistema trivalente come il minimo costo termodinamico possibile per generare vita contemporaneamente sociale, economico, ambientale. Per esempio considera l’intero costo del prodotto dalla produzione delle materie prime al suo smaltimento[22] attraverso il costo del suo utilizzo.

Reale ricchezza: corollario del modello di sviluppo organico dinamico socio-economico-ambientale, è la definizione di ricchezza reale come capacità di rispondere ai bisogni di sviluppo della vita di ogni parte del sistema attraverso il risparmio termodinamico. La ricchezza reale contempla la sobrietà, il riutilizzo, la possibilità di riciclare ma anche la ricchezza di tempo, una comunità di riferimento stabile per l’aiuto reciproco, … [13,16,22,…].

Riorganizzazione sociale: Nella società organico dinamica la tendenza è verso un ritmo circadiano ( a proposito, l’argomento ha ricevuto un Nobel proprio quest’anno). Il picco produttivo di efficienza nella produzione di energia è seguito da quello di trasformazione di energia … quindi … se tra le 09 e le 15 produco energia, la maggior efficienza del sistema la ho con un orario di lavoro tra le 09 e le 15. Si può lavorare anche la notte con l’energia immagazzinata nel giorno o con fonti di diverso tipo ma l’efficienza totale del sistema  è minore.

Riduzione dell’orario di lavoro: se il picco di consumo produttivo corrisponde alla maturazione del giorno, alcuni lavori che hanno lo scopo di immagazzinare energia solare per diminuire la temperatura del pianeta possono essere fatti solo di giorno. A partire dall’agricoltura,  …

Riconversione culturale:…

8.3.3. Ambiente-socio-economico

Riequilibrio: Il fine di produrre ecosistema per mantenere l’equilibrio della temperatura è sinonimo della ricerca di un equilibrio tra l’organizzazione della massa biotica e l’organizzazione umana [139].

Rivitalizzazione: L’attuale fine della rivoluzione industriale è quello di trasformare sostanza viva in materia prima morta. Nel sistema economico organico-dinamico è il contrario perché per catturare CO2 ho bisogno di trasformare l’energia morta in organismi vivi raggruppati in ecosistema vitale e vitalmente operante.

Raggruppamento sistemico: Perseguire questo equilibrio richiede un optimum e in questo modello economico organico dinamico la via preferenziale è l’utilizzo di risorse biotiche [32] RAGGRUPPATE in ecosistema [140]e sotto ecosistemi.

Ripopolazione: la situazione attuale di deficienza nella cattura di CO2 obbliga la socio-economia ad occuparsi della ripopolazione di terra e mare … . Dal punto di vista della motivazione, adottando il modello di sviluppo organico-dinamico siamo passati da un soggettiva buona volontà ecologica alla necessità di produrre vita per la sopravvivenza del modello economico-sociale umano. Un bel salto. Eccetera … .

Felici conclusioni.

Laudato sì’ propone una nuova via effettivamente possibile allo sviluppo economico, perfettamente compatibile con lo sviluppo sociale ed ambientale. Abbiamo iniziato domandandoci come sostituire il modello di sviluppo consumista-distruttore con il nuovo modello organico dinamico: occorre mutare il paradigma economico su cui è costruito il suo sviluppo. Ci siamo domandati se si può ed abbiamo iniziato la nostra indagine osservando come è fatto: il modello organico dinamico racchiude in sé i principi dell’incarnazione della vita (DSC) che animano tanto la realtà economica quando quella sociale come l’ecosistema.

Ma come mobilitarlo? Abbiamo trovato la via per attivare il suo dinamismo auto correttivo in grado di essere misurato e quindi di essere di riferimento per l’(auto) costruzione dell’umanità nello spazio e nel tempo in modo coerente ed univoco attraverso la sua stessa prassi. È oggi possibile mobilitare il nuovo modello organico-dinamico sfruttando la necessità umana di mantenere in moto l’economia industriale: è infatti possibile sostituire l’attuale meccanismo distruttivo della vita (compresa la nostra) con un nuovo paradigma che richiede lo sviluppo economico in senso vitale e vitalmente operante per il controllo dell’effetto serra. Lo si deve fare a partire dall’energia stessa che fonda la possibilità del ciclo economico industriale ma che ha come effetto di sconvolgere in senso positivo il modo di vivere attuale, proprio come descritto e auspicato da Laudato sì’, anche in aspetti apparentemente scollegati dall’ecosistema come la cultura, il lavoro per tutti e la distribuzione della ricchezza sul pianeta.

The end (and new word) Buon compleanno a Tommaso Demaria (sono 20 anni dalla morte)

[15] Tommaso Demaria,PER UNA NUOVA CULTURA,NPC edizioni Verona [,1 PASSAGGIO ONTOLOGICO DALLO STATICO AL DINAMICO, § 6. Rivoluzione industriale e divisione ontologica della storia p. 19]. 16 Per approfondire questo aspetto puoi vedere per esempio di Tommaso Demaria “la società alternativa” e dello stesso autore “Per una nuova cultura”.

Spiegazioni  per immagini

  1. schema del modello utilizzato dalla natura: toglie CO2 dall’atmostera e abbassa la temperatura trasformando l’energia solare  in  biosfera e alla fine  il petrolio.

CicloSerraNaurale2

2. Schema dell’attuale modello autodistruttivo capitalista-consumista: aggiunge CO2 all’atmosfera, libera l’energia fossile immagazzinata dalla natura, distrugge la biosfera per avere le materie prime.

CicloModelloCapitalista

A lungo andare il risultato non può essere che questo

(ANSA) – ROMA, 15 SET – Il riscaldamento globale, se accentuato, potrebbe nei prossimi decenni dar vita a rischi “catastrofici” e persino “esistenziali”, arrivando a minacciare la sopravvivenza della specie umana. L’allarme arriva dalla Scripps Institution of Oceanography dell’università della California a San Diego.

In uno studio pubblicato sulla rivista Pnas, i ricercatori hanno preso in esame i modelli di previsione sul cambiamento climatico per definire le categorie di rischio a cui il Pianeta va incontro. Con un aumento della temperatura terrestre molto elevato, compreso tra i 5 e gli 8 gradi, per gli esperti esiste “una probabilità bassa, ma statisticamente significativa”, di “minacce esistenziali alla sopravvivenza dell’umanità”.

Un’impennata del termometro compresa tra i 3 e i 5 gradi, si legge ancora, potrebbe determinare conseguenze “catastrofiche”.

Le ondate di calore mortali, ad esempio, potrebbero diventare comuni. Per gli esperti esiste una probabilità su 20 che il riscaldamento globale causi danni catastrofici già entro il 2050.

“Quando diciamo che c’è il 5% di probabilità di un evento ad alto impatto, le persone pensano che sia una cifra piccola, ma equivale a dire che esiste una probabilità su 20 che l’aereo su cui stiamo per imbarcarci precipiterà”, spiega il docente di Scienze climatiche Veerabhadran Ramanathan, autore della ricerca. “Non saliremmo mai su un aereo che ha una probabilità su 20 di cadere, ma siamo disposti a farci salire i nostri figli e nipoti”.

Con un aumento della temperatura terrestre compreso tra gli 1,5 e i 3 gradi, e cioè nello scenario migliore, l’impatto potrebbe comunque essere “pericoloso”. Il pericolo, rilevano gli autori, è determinato dall’incremento di eventi meteorologici e climatici estremi tra cui ondate di calore, inondazioni e uragani più intensi, oltre a prolungati periodi di siccità.(ANSA).

 

Ciclo obbiettivo della crescita felice che funziona con le stesse logiche e collabora con quello naturale .

A regime,  ad ogni KW utilizzato ( anche da privati consumatori) corrisponde un miglioramento del problema socio-economico ambientale.

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