La Chiesa necessita del Modello di Sviluppo Globale

Non è possibile per chiunque pensare alla Chiesa e nel contempo escludere la presenza di quello che il papa chiama “ Modello di sviluppo globale” (socio-economico) e che Tommaso Demaria definisce invece ideoprassi dinontorganica.

Le due cose sono in relazione ontologica tanto che ammessa l’una automaticamente viene ammessa anche l’altro. La chiave di questa ultima affermazione si trova nella caratteristica di Universalità e Organicità dei principi che fondano la Dottrina Sociale Cristiana 1

Il percorso di verifica è semplice e lineare:

Fondamento della necessità del modello per la Dottrina Sociale Cristiana

  1. L’UNIVERSALITÀ dei princìpi li estende come parte di ogni agire umano laico, pena non essere princìpi,
  2. e questa unica razionalità imposta dalla DSC ad ogni agire configura un UNICO TIPO di sviluppo socio economico ambientale.

Fondamento organicità del modello socio-economico-ambientale

  1. Per l’identità con i princìpi della DSC, il modello di sviluppo mantiene lo stesso fondamento della dottrina sociale cristiana: la storicizzazione di Dio nel Mondo (amore di Dio e del prossimo e nella giustizia).
  2. Poiché Dio ontologicamente coincide con Vita-in-quanto-tale, la costruzione del modello imposto dall’universalità dei princìpi della DSC deve essere in direzione organica.

Queste semplici ma inoppugnabili correlazioni costituiscono anche una sfida all’intelligenza del Modello di sviluppo, per esempio nella sua consistenza di ente, oppure nel rapporto tra “caritas” e azione di Dio nel modello2. Non sono questi gli obbiettivi della comunicazione per cui per questi approfondimenti inviamo il lettore curioso ai testi “ontologia realistico dinamica”, “metafisica della Realtà storica” e “la Realtà storica come superorganismo dinamico” o su testi analoghi presenti anche sul Web all’indirizzo http://www.organismodinamico.it/opere-fondamentali/

Il Tipo è costituito dalla logica oggettiva interna che anima il dinamismo essenziale

Occorre un nuovo modello di sviluppo, quindi già storicizzato non è.3 Occorre un dinamismo che incarni i “nuovi” princìpi all’interno del costruirsi della realtà storica. Dove vanno posti??

Devono sostituire gli attuali criteri di sviluppo con criteri di sviluppo vitali e vitalmente operanti conosciuti tecnicamente come trascendentali dinamici4. Il criterio di sviluppo dell’agire che costruisce un organismo (essenziale) costituisce e contiene la logica oggettiva interna del rispettivo Tipo di società.

Questa capacità di contenere una identica logica costruttiva configuri una differenza tra azione dei trascendentali dinamici nella costruzione del Mondo e DSC . C’è infatti differenza conclamata dal fatto che la Chiesa con la sua DSC c’è da migliaia di anni mentre il modello di sviluppo è “nuovo”.

La sintesi ontico salvifica tra il Tipo Dinontorganico e i princìpi della DSC

In che modo la costruzione di un tipo di società organico-dinamica e princìpi della Dottrina Sociale Cristiana sono “correlati e distinti”?

I trascendentali/princìpi sono tra di loro correlati tramite in un unico ciclo costruttivo (ontico) e di controllo (salvificoCiclo,Ontico&Salvifico) ed è il lato salvifico che determina l’essere5 come organico.

Viceversa accade nella Chiesa, dove il ciclo primario è salvifico accompagnato da un ciclo di controllo ontico … .

La concretizzazione avviene necessariamente in un modello globale cristiano

Il tipo dinontorganico non è reale sono criteri di sviluppo che non esistono senza l’azione che gli incarni, in una parola il tipo esiste solo come Modello. Ogni qualsiasi modello modello di sviluppo cristiano nasce perciò così …. dal Tipo, dai princìpi della DSC accompagnati dai princìpi costruttivi della Realtà storica

1«160 I principi permanenti della dottrina sociale della Chiesa 341 costituiscono i veri e propri cardini dell’insegnamento sociale cattolico: si tratta del principio della dignità della persona umana — già trattato nel capitolo precedente — nel quale ogni altro principio e contenuto della dottrina sociale trova fondamento,342 del bene comune, della sussidiarietà e della solidarietà. Tali principi, espressione dell’intera verità sull’uomo conosciuta tramite la ragione e la fede, scaturiscono « dall’incontro del messaggio evangelico e delle sue esigenze, che si riassumono nel comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo e nella giustizia, con i problemi derivanti dalla vita della società »..» Chiesa Cattolica,Compendio della Dottrina Sociale Cristiana,Libreria Editrice Vaticana Roma 2004 [PARTE PRIMA,[ [ PARTE PRIMA I PRINCIPI DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA [ , § I. SIGNIFICATO E UNITÀ n°/p. 160 http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html].

2Vedi “Cristo Forma” in “Scritti Teologici inediti” di Tommaso Demaria curato da Mauro Mantovani e Roberto Roggero https://www.editricelas.it/shop/scritti-teologici-inediti/

3«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».[137] Non basta conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso. D’altra parte, molte volte la qualità reale della vita delle persone diminuisce – per il deteriorarsi dell’ambiente, la bassa qualità dei prodotti alimentari o l’esaurimento di alcune risorse – nel contesto di una crescita dell’economia. In questo quadro, il discorso della crescita sostenibile diventa spesso un diversivo e un mezzo di giustificazione che assorbe valori del discorso ecologista all’interno della logica della finanza e della tecnocrazia, e la responsabilità sociale e ambientale delle imprese si riduce per lo più a una serie di azioni di marketing e di immagine.» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE,[ [ IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA [ , § n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

4http://www.organismodinamico.it/?s=trascendentali+dinamici

5«La chiave della soluzione sta nella ormai risaputa bivalenza dell’Assoluto come forma dinamica religiosa, il cui valore è appunto ontico e salvifico nello stesso tempo. La sua valenza ontica lo pone come specifico e determinante elemento dottrinale. La sua valenza salvifica, lo pone come supremo dogma religioso, o antireligioso.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975 [,[ [ VI La scelta teologica come scelta metafisica [ , § 3 – La scelta teologica come atto di fede n°/p. 185 ].

D’Aquino vs Demaria

Da parte dei filosofi tomisti c’è uno scontro automatico, quasi un  “ribrezzo” del realismo dinamico, “ribrezzo” che ha la sua origine profonda nelle  cause dell’essere.

Le cause dell’essere

Il superamento della metafisica aristotelica prodotta da S. Tommaso nasce da un punto piccolissimo e nuovo che entra a costituire la sua ontologia: “L’esistenza non me la sono data da me!

Scrive infatti Tommaso D’Aquino.

Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile. E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).”1

Ad un lettore molto disattento Tommaso Demaria sembra affermare esattamente il contrario e proprio per questo uscire dal Tomismo .

Scrive infatti Tommaso Demaria circa la causa efficiente:

«Ma per l’ente dinamico è il rovescio. La causa efficiente dell’ente dinamico come tale, è perciò causa dinamica anch’essa, è intrinseca all’ente dinamico stesso.2»

SEMBRA che tra Tommaso Demaria e Tommaso D’Aquino vi sia uno scontro più che un incontro, ma non è così. Per comprendere la differenza che consente l’unità metafisica occorre aver presente la struttura essenziale realista.

Essenza archetipa, reale.

EssenzaArchetipa&RealeLa distinzione tra i diversi principi costitutivi dell’essenza è semplice e intuitivo: basta osservare un casa costruita dove essi coincidono, e una casa in costruzione dove essi sono ancora distinti. EsssenzaReale+EssenzaArchetipaOsservando la casa durante la costruzione vedo bene che si sta costruendo una casa ma l’essenza reale ( la sua storicizzazione) non è ancora presente in modo completo. Partendo da questo esempio possiamo generalizzare dicendo che l’ente da costruirsi ha un’essenza archetipa, mentre la sua presenza nel reale è appunto l’essenza reale. La presenza nel reale di archetipa&reale determina l’essere.

Differenti riferimenti, unità reale

I due autori si riferiscono a due princìpi costitutivi diversi diversi dell’essenza.

Tommaso D’Aquino si riferisce all’essenza archetipa che si può definire così

«L’essenza archetipa così intesa potrebbe pertanto venire definita così: id quo in mente Dei Creatoris …»3

e in questo caso nei confronti della causa efficiente dell’essenza archetipa essa può essere solo esterna.

Tommaso Demaria invece si riferisce all’essenza reale :

«Ed è a tale ente che diamo precisamente il nome di ente dinamico, definendolo tecnicamente così: l’ente dinamico è l’ente la cui essenza (reale) ancora non è ma attivisticamente si fa ( ens cuius essentia activistice fit).»4

Non c’è quindi contraddizione ontologica tra Tommaso Demaria e Tommaso D’Aquino: anche nell’ente dinamico la causa efficiente dell’essenza archetipa  è esterna.

Nessuna differenza.

L’essenza archetipa del dinamismo essenziale è l’organismo

E qual è quell’ente la cui essenza archetipa  è generata da una  causa incausata ma la cui essenza reale si storicizza per propria virtù?

Ontologicamente può essere solo l’organismo in quanto tale, perché storicizzarsi per propria virtù corrisponde ad  essere vivi e autocostruirsi, o nell’esistenza o  nell’essenza reale. Vivi come la Vita che ci ha creato. Ma questa è un’altra storia in cui la vita entra a titolo proprio nell’universo5 ontologico, una storia bella ma troppo lunga da raccontare.

«…. Muovendo dalle cose create, l’uomo giunge alla conoscenza dell’esistenza di Dio, ma gli rimane il desiderio di conoscerne la natura. Per vedere Dio è necessario che la sua stessa essenza diventi forma dell’intelletto. Solo il lume della gloria dà l’accesso alla «società dei beati contemplatori di Dio» 1. Apocalisse, 21.23. 2. Prima lettera di Giovanni, 3.2. lume o luce. E questa è la luce, della quale si dice: «la gloria di Dio l’ha illuminata»1 , cioè la società dei beati contemplatori di Dio. In forza di questa luce i beati diventano deiformi, cioè simili a Dio, secondo il detto della sacra Scrittura: «quando [Dio] si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è» .»6

La sua stessa essenza ( la Vita) deve diventare forma dell’intelletto ( la vita).

19.4 la distinzione fra essenza ed esistenza

1. Comprendere un’essenza significa cogliere gli elementi che la caratterizzano. Dunque, tutto ciò che non è necessario per comprendere l’essenza è un qualcosa che le si aggiunge dall’esterno e che entra in composizione con essa.

E’ possibile invero pensare una essenza e contemporaneamente non sapere nulla circa la sua effettiva esistenza: posso infatti capire cosa sia un uomo o una fenice e tuttavia ignorare se nella realtà esistano davvero. E’ pertanto evidente che l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza, tranne che nel caso di un ente la cui essenza coincida con l’esistenza, ma di un tal genere può essercene uno soltanto, cioè il primo ente in assoluto….

Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile. E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).

Poiché ciò che esiste in virtù d’altri implica un riferimento a ciò che esiste di per sé stesso come alla causa prima, è necessario che esista qualcosa che, in quanto esiste di per sé, sia causa dell’esistenza di tutto, viceversa nel risalire di causa in causa si finirebbe col procedere all’infinito….

da S. Tommaso d’Aquino, De ente et essentia, Ed. Marietti

» S. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi-,I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015, 9, 9 Filosofia e Teologia. La Scolastica , § 9.4 la distinzione fra essenza ed esistenza n°/p. ].

2Tommaso Demaria, Realismo Dinamico, Parte seconda: La realtà Storica come ente dinamico, Capitolo 6 Causa efficiente e finale, pag. 49

3 Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte seconda ‘dell’ente dinamico,[ [ I Ente dinamico ed ontologia [ , § 3 – Essenza archetipa, reale e concettuale n°/p. 163 ].

4«Si tratta di un dato di esperienza di importanza eccezionale. Il coglierlo, senza vanificarlo o equivocarle, ci porta alla scoperta della categoria ontologica che cercavamo: la categoria dell’ente dinamico. Con la casa in costruzione ut sic, ci troviamo di fronte all’ente che ancora non è già bell’e fatto, ma si fa attivisticamente nel tempo e nello spazio fin nell’intimo del suo essere e cioè nella sua stessa essenza reale. Ed è a tale ente che diamo precisamente il nome di ente dinamico, definendolo tecnicamente così: l’ente dinamico è l’ente la cui essenza (reale) ancora non è ma attivisticamente si fa ( ens cuius essentia activistice fit).» Tommaso Demaria,De Ecclesia,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1961 [PER UNA ECCLESIOLOGIA ORGANICA,[ [ IV ORGANISMO STORICO E REALISMO DINAMICO [ , § 3. Ente dinamico e realtà storica. n°/p. 354 http://www.organismodinamico.it/wp-

5«Così la vita fa il suo ingresso ufficiale nella metafisica dell’essere creato appartenente al nostro universo. E lo fa, a titolo dell’essere che le è proprio e a cui appartiene essa stessa: e cioè a titolo dell’organismo, e non più come una appendice cosmica della sostanza. Sarà un ingresso inoltre che pone lo stesso organismo al suo giusto posto nel sistema metafisico dell’essere, che è appunto quello che precede la divisione dell’ente creato in statico e dinamico.» Tommaso Demaria,3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 [,[ [ I Teoria dell’organismo [ , § 6 – Sbocco metafisico dell‘organismo n°/p. 38 – 39 ].

6 S. Tommaso d’Aquino, Lezioni di storia della filosofia- Summa Tologiae, Zanichelli Bologna 2010[La Filosofia Scolastica,41 Se l’intelletto creato per vedere l’essenza di Dio necessiti di un qualche lume creato, § p. ].

Metafisica realistico dinamica dinontorganica con particolare riferimento alla Dottrina Sociale Cristiana

Dal Joint Project PReSI alle Tecnoscienze  Sviluppi e Applicazioni della Metafisica Realistico Dinamica Iniziative in corso e prospettive (Verona 5 maggio 2018)

Di Roberto RoggeroRobertoRoggero1

Ho conosciuto Tommaso Demaria perché mio fratello Piergiorgio  mi ha parlato di tale Tommaso Demaria. Ho frequentato il Centro Toniolo di Verona con don Gino Oliosi e Gaetano Peretti, Gaetano Bellorio, Stefano Fontana, … e il prof. Tommaso Demaria ovviamente. Ho scoperto  così, quarant’anni fa, che esisteva una terza via.

La mia gioventù era un’epoca di contrapposizione marxismo e capitalismo, per cui parlando di terza via  ero l’unico cretino che “prendeva parole” da entrambi gli schieramenti.

Sono un “Ontotecnico” (nome che mi ha dato Luca al momento della sua laurea ossia mi occupo di creare strumenti ontologici per uso “quotidiano”), non ho nessun interesse teologico, solo cerco di applicare alla mia vita laica la metafisica realistico dinamica. Per me il problema non era la religione, quella allora la si dava per assodata e regolata dal catechismo, il problema era ed  è la terza via  da applicare via via alla  Parrocchia, Pallacanestro, Costruzione dispositivi medici, Riabilitazione, Insegnamento, Auditor di sistema e Politica.

Tuttavia, ad un certo punto della mia vita le cose sono cambiate perché alla morte di Demaria qualcuno lo doveva sostituire … .DEMARIACdx

La sostituzione è una faccenda complessa, è come morisse Aristotele, non c’è nessuno alla sua altezza. Per quel che mi riguarda sono fissato con l’aspetto pratico della questione,   io Luca ( ora Dr. Cipriani) abbiamo scritto perciò (ed illustrato) un primo testo da presentare agli incontri romani del FAC.

Quella dell’”animatore” doveva essere una situazione provvisoria ma, come spesso succede,  alla fine sono rimasto prigioniero della metafisica realistico integrale e studiando la terza via dal punto di vista metafisico mi sono accorto di  continui richiami intrinseci alle logiche del vangelo.

Per esempio leggendo il vangelo scopriamo che il dinamismo essenziale della persona è spiegato perfettamente dalla parabola dei talenti, … l’aiuto reciproco dall’amore del prossimo …  l’unità tra persona e modello-tipo di sviluppo  corrisponde alla vite ed i tralci … Sia che si voglia costruire un’azienda, sia che si voglia essere cristiano quella logica lì la devo comunque usare … . Un “disturbo teologico” ma che con l’andar del tempo è diventato così  invadente da diventare utile …

Attorno al 2000 (in quegli anni insegnavo), per esempio, ho scritto  il testo  “L’uomo infinito”, come testo di studi per  studenti di Sistemi di Qualità che ha due versioni

  • una per atei, senza riferimenti al cristianesimo, solo struttura logico- metafisica-esperienziale
  • una per cristiani anche con riferimenti a passi biblici

La metafisica realistico integrale è scienza

La scienza metafisica è razionalità oggettiva non opinione o atto di fede; la metafisica come scienza  non inventa nulla, scopre: percepisce e  adegua costantemente  la sua percezione al reale.

Il suo sviluppo è tutto razionale: A=A, A≠B, tertium non datur. Per cui posto il punto di partenza A tutto va di conseguenza.
Se A=B e B=C allora C=A

Come mai questa continua sovrapposizione con il cristianesimo? Dal mio punto di vista era un po’ seccante. Mi sentivo un po’ “basabanchi” invece che scienziato.

La radice metafisico-teologica

Cosa hanno in più i cristiani  dei mussulmani o dei buddisti ?

Tutti siamo credenti ma “Il cristianesimo è la religione vera!” Affermazione da sparapanzarsi dal ridere. Se la religione si fonda esclusivamente su un atto di fede, il mio atto di fede vale quanto il tuo! Risultato: NON può esistere alcuna  religione oggettivamente vera.

Affermazione che  in sé sembra ineccepibile. Però, questa affermazione era  anche di  Demaria, persona onestissima e santa. … Come mai lo sosteneva?

La metafisica realistico integrale è una scienza coerente con il punto di partenza e abbiamo visto che è una scienza rocciosa (fondata sulla roccia).

Il punto di partenza di tutta la metafisica realistico integrale è che non mi sono dato la mia esistenza. Se lo avessi fatto sarei come Dio, sarei esistente da sempre e ovviamente non è così (san Tommaso).

Quindi con un atto di  ragione devo ammettere la presenza di qualcun altro che all’atto della creazione era vivo da sempre e “mi” ha creato …

Interessante quel “mi ha creato” perché la creazione è un’azione cosciente …  il pensiero razionale può fondarsi solo quando ammette che la Vita fonda tutto, perché era prima di ogni cosa creata. In questo caso  Vita  va scritta in maiuscolo perché “Vita in quanto tale”.

Ne segue che la Vita in quanto tale, ossia la consideriamo nella sua  Razionalità Interna Oggettiva, è il fondamento  necessario alla metafisica realistico integrale, scienza assolutamente razionale e coerente nella sua esplicitazione.

Però la Razionalità della Vita così considerata è anche il Logos! Logos che noi conosciamo come sorgente dell’intero Vangelo[1] col nome di Cristo (Civ). In 1Gv 1:2 è testualmente spiegato che quello che noi cristiani  testimoniamo è il  Verbo. “ la vita che si è fatta visibile”.[2]

Poiché entrambe le scienze si fondano sulla vita ne segue che nel cristianesimo ragione e fede si baciano: La religione Cristiana è l’unica religione metafisicamente vera perché una cosa non posiamo negare: sono vivo e la Vita in quanto Tale è necessaria alla mia ragione.

Per questo legame indissolubile  l’affermazione iniziale che affermava il cristianesimo come religione metafisicamente vera è corretta.

Se è vera la metafisica realistico integrale è vera anche la religione cristiana, l’una senza l’altra non può esistere perché la metafisica del reale impasta l’universo. La vita è necessaria alla ragione umana che “scopre” senza inventare l’universo e in questo senso la metafisica realistico integrale è ancilla ma in senso ontologico.

Con un immagine possiamo dire che Metafisica realistico dinamica e Metafisica-teologiateologia sono due piramidi che hanno in comune lo stesso vertice

Un identico fondamento (la Vita scritta in maiuscolo) e metodo e  un oggetto analogo,  portano le due scienze a coincidere nella logica delle rispettive conclusioni. Con una differenza

La metafisica realistico dinamica esplicita la vita nell’ente creato materiale che possiede  la vita (od organismo considerato in sé stesso).

La teologia esplicita la Vita  nel dato rivelato dell’ente increato operata da Cristo.

Metafisica dinamica o metafisica dei criteri di sviluppo

Ecco spiegato come mai tra i piedi avevo tutte quelle coincidenze quando studiavo la Realtà Storica: si trattava sempre della vita, maiuscola o minuscola che fosse.

Ma io sono rimasto sempre l’”ontotecnico Roberto” quello che cerca come realizzare  il nuovo modello di sviluppo e dopo queste prime  considerazioni  è ovvio che la terza via deve avere al centro, anzi può discendere solo dalla costruzione della vita. Ma come si fa a calare nella pratica l’organicità (= la vita creata)?

Innanzitutto va costruita attraverso l’azione umana ma non più casuale. Vanno scelti nuovi criteri di sviluppo per il nostro agire di umanità. È necessario che la logica della costruzione organica si trovi nei princìpi che regolano la  costruzione del concreto.

Trascendentali dinamici

Che cosa presiede la costruzione del concreto?

Nel mondo normale per costruire si usano strumenti che si chiamano  criteri di sviluppo, mentre nella Chiesa si parla di Princìpi della Dottrina Sociale Cristiana.

Un nome comune a entrambe le realtà è il nome metafisico di trascendentali dinamici: essi incarnati nella Chiesa  prendono il nome di Princìpi e invece incarnati in  Modello di sviluppo socio economico[3] prendono il nome di Criteri di sviluppo.

Ovviamente, vista l’identica radice nella Vita, princìpi e criteri di sviluppo hanno la stessa struttura e contenuto, ma con carattere diverso: salvifico-ontico[4] per la chiesa e ontico-salvifico per il modello.

5 Princìpi per la Dottrina Sociale Cristiana

Da “Compendio della Dottrina sociale cristiana” ricaviamo quali sono i princìpi fondanti

«160 I principi permanenti della dottrina sociale della Chiesa  costituiscono i veri e propri cardini dell’insegnamento sociale cattolico: si tratta  del principio della dignità della persona umana — già trattato nel capitolo precedente — nel quale ogni altro principio e contenuto della dottrina sociale trova fondamento,‚ del bene comune, ƒ della sussidiarietà e „della solidarietà. Tali principi, espressione dell’intera verità sull’uomo conosciuta tramite la ragione e la fede, scaturiscono « dall’incontro del messaggio evangelico e delle sue esigenze, che si riassumono nel … comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo e nella giustizia, con i problemi derivanti dalla vita della società ».343

 

5 criteri di sviluppo trascendentali utilizzati per la terza via

Riassumiamo qui quali sono i trascendentali dinamici utilizzati dal modello dinontorganico (non da quello marxista o consumista)

Educatività: autocostruzione della persona (preparazione a vivere ed agire)

Moralità: norma costruttiva per il bene comune

Socialità: autoattivazione della costruzione dell’unità nel Nuovo modello (costruzione di una convivenza funzionale)

Missionarietà: norma costruttiva organica del modello in funzione della costruzione di un tutto funzionale all’autoattivazione organica delle parti

Religiosità: dinontorganismo

Il confronto sinottico rivela l’analogia[5]

Trascendentali di un modello di sviluppo Princìpi della dottrina sociale cristiana
Educatività: autocostruzione della persona (preparazione a vivere ed agire)

 

 del principio della dignità della persona umana

 

Moralità: norma costruttiva per il bene comune

 

‚ del bene comune,

 

Socialità: autoattivazione della costruzione dell’unità nel Nuovo modello (costruzione di una convivenza funzionale)

 

„della solidarietà

 

Missionarietà: norma costruttiva organica del modello in funzione della costruzione di un tutto funzionale all’autoattivazione organica delle parti

 

ƒ della sussidiarietà

 

Religiosità: sintesi ripetitrice dell’assoluto costruttore della vita ( organico-dinamico o dinontorganico)

 

… comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo

Possiamo concludere così come  fa il  Compendio della Dottrina Sociale cristiana al n° 262

L'attività umana di arricchimento e di trasformazione dell'universo può e deve far emergere le perfezioni in esso nascoste, che nel Verbo increato hanno il loro principio e il loro modello.

 

Da trascendentali a scienza

I princìpi  sono princìpi, ossia non bastano, perché  per entrare in Ideoprassiologoazione necessitano di essere  incarnati nelle scienze e tecniche a valore essenziale, ossia attive e necessarie per la costruzione del sociale. Il mondo globalizzato, proprio per la sua globalizzazione dinamica, si può costruire solo sulla ragione e sulla scienza e tecnica. E da questa scienza  passano poi nelle azioni individuali.

Galileo aveva ragione!

Poiché i princìpi si incarnano nella scienza è facile darsi conto che Galileo Galilei aveva ragione

«La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamenteGalileo_Galilei_1 ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si intendere se prima non si impara a intender la lingua e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica[6]

Conclusione  con Benedetto XVI (Spe salvi)

«Per noi che guardiamo queste figure, questo loro agire e vivere è di Benedetto_XVI,sedutofatto una «prova» che le cose future, la promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza: Egli è veramente il «filosofo» e il «pastore» che ci indica che cosa è e dove sta la vita.»[7]

Grazie della vostra attenzione.

 

 

 

«104. Il pensiero filosofico è spesso l’unico terreno d’intesa e di dialogo con chi non condivide la nostra fede. Il movimento filosofico contemporaneo esige l’impegno attento e competente di filosofi credenti capaci di recepire le aspettative, le aperture e le problematiche di questo momento storico. Argomentando alla luce della ragione e secondo le sue regole, il filosofo cristiano, pur sempre guidato dall’intelligenza ulteriore che gli dà la parola di Dio, può sviluppare una riflessione che sarà comprensibile e sensata anche per chi non afferra ancora la verità piena che la Rivelazione divina manifesta. Tale terreno d’intesa e di dialogo è oggi tanto più importante in quanto i problemi che si pongono con più urgenza all’umanità — si pensi al problema ecologico, al problema della pace o della convivenza delle razze e delle culture — trovano una possibile soluzione alla luce di una chiara e onesta collaborazione dei cristiani con i fedeli di altre religioni e con quanti, pur non condividendo una credenza religiosa, hanno a cuore il rinnovamento dell’umanità. Lo ha affermato il Concilio Vaticano II: « Per quanto ci riguarda, il desiderio di stabilire un dialogo che sia ispirato dal solo amore della verità e condotto con la opportuna prudenza, non esclude nessuno: né coloro che hanno il culto di alti valori umani, benché non ne riconoscano ancora la Sorgente, né coloro che si oppongono alla Chiesa e la perseguitano in diverse maniere ». (126) Una filosofia, nella quale risplenda anche qualcosa della verità di Cristo, unica risposta definitiva ai problemi dell’uomo, (127) sarà un sostegno efficace per quell’etica vera e insieme planetaria di cui oggi l’umanità ha bisogno.»   Giovanni Paolo II, Fides et ratio,Libreria Editrice Vaticana  Roma 1998 ,  CONCLUSIONE    , §  n°/p..

http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_14091998_fides-

[1] «Giovanni con ciò ci ha donato la parola conclusiva sul concetto biblico di Dio, la parola in cui tutte le vie spesso faticose e tortuose della fede biblica raggiungono la loro meta, trovano la loro sintesi. In principio era il Logos, e il Logos è Dio, ci dice l’evangelista. »
Benedetto XVI,VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A MÜNCHEN, ALTÖTTING E REGENSBURG (9-14 SETTEMBRE 2006) INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI DELLA SCIENZA DISCORSO DEL SANTO PADRE Aula Magna dell’Università di Regensburg Martedì, 12 settembre 2006, Libreria Editrice Vaticana Roma 2006 ,  Fede, ragione e università. Ricordi e riflessioni.    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg_it.html.].

[2] 1Gv1:1 Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita 2 (poiché la vita si è fatta visibile, noi l’abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), 3 quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. 4 Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.

[3] «42. Talvolta nei riguardi della globalizzazione si notano atteggiamenti fatalistici, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volontà umana [102]. È bene ricordare a questo proposito che la globalizzazione va senz’altro intesa come un processo socio-economico, ma questa non è l’unica sua dimensione. Sotto il processo più visibile c’è la realtà di un’umanità che diviene sempre più interconnessa; essa è costituita da persone e da popoli a cui quel processo deve essere di utilità e di sviluppo [103], grazie all’assunzione da parte tanto dei singoli quanto della collettività delle rispettive responsabilità. Il superamento dei confini non è solo un fatto materiale, ma anche culturale nelle sue cause e nei suoi effetti. Se si legge deterministicamente la globalizzazione, si perdono i criteri per valutarla ed orientarla. Essa è una realtà umana e può avere a monte vari orientamenti culturali sui quali occorre esercitare il discernimento. La verità della globalizzazione come processo e il suo criterio etico fondamentale sono dati dall’unità della famiglia umana e dal suo sviluppo nel bene. Occorre quindi impegnarsi incessantemente per favorire un orientamento culturale personalista e comunitario, aperto alla trascendenza, del processo di integrazione planetaria.»   Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE,Libreria Editrice Vaticana Roma 2009 [,[    [   4. Capitolo terzo [    , § 4.FRATERNITÀ, SVILUPPO ECONOMICO E SOCIETÀ CIVILE n°/p.  http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html].

«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».[137] Non basta conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso..»   Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE,[    [   IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA [    , §  n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

 

[4] «…..persone si sono opposte allo strapotere dell’ideologia e dei suoi organi politici, e, mediante la loro morte, hanno rinnovato il mondo. Essa si è mostrata soprattutto nelle grandi rinunce a partire dai monaci dell’antichità fino a Francesco d’Assisi e alle persone del nostro tempo che, nei moderni Istituti e Movimenti religiosi, per amore di Cristo hanno lasciato tutto per portare agli uomini la fede e l’amore di Cristo, per aiutare le persone sofferenti nel corpo e nell’anima. Lì la nuova « sostanza » si è comprovata realmente come « sostanza », dalla speranza di queste persone toccate da Cristo è scaturita speranza per altri che vivevano nel buio e senza speranza. Lì si è dimostrato che questa nuova vita possiede veramente « sostanza » ed è una « sostanza » che suscita vita per gli altri. Per noi che guardiamo queste figure, questo loro agire e vivere è di fatto una « prova » che le cose future, la promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza: Egli è veramente il « filosofo » e il « pastore» che ci indica che cosa è e dove sta la vita.»   Benedetto XVI, Spe Salvi,Libreria Editrice Vaticana Roma 2007, Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva, § Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva n°8.

[5] «262 L’attività umana di arricchimento e di trasformazione dell’universo può e deve far emergere le perfezioni in esso nascoste, che nel Verbo increato hanno il loro principio e il loro modello. Gli scritti paolini e giovannei, infatti, mettono in luce la dimensione trinitaria della creazione e, in particolare, il legame che intercorre tra il Figlio-Verbo, il « Logos », e la creazione (cfr. Gv 1,3; 1 Cor 8,6; Col 1,15-17). Creato in Lui e per mezzo di Lui, redento da Lui, l’universo non è un ammasso casuale, ma un «cosmo»,574 il cui ordine l’uomo deve scoprire, assecondare e portare a compimento: « In Gesù Cristo il mondo visibile, creato da Dio per l’uomo — quel mondo che, essendovi entrato il peccato, “è stato sottomesso alla caducità” (Rm 8,20; cfr. ibid., 8,19-22) — riacquista nuovamente il vincolo originario con la stessa sorgente divina della Sapienza e dell’Amore ».575 In tal modo, ossia mettendo in luce, in progressione crescente, « le imperscrutabili ricchezze di Cristo » (Ef 3,8) nella creazione, il lavoro umano si trasforma in un servizio reso alla grandezza di Dio.»   Chiesa Cattolica,Compendio della Dottrina Sociale Cristiana,Libreria Editrice Vaticana Roma 2004 [PARTE SECONDA,[    [   PARTE SECONDA IL LAVORO UMANO [    , § I. ASPETTI BIBLICI n°/p.  http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html].

[6] Galileo Galilei,Introduzione alla filosofia,ISSR san Pietro martire Verona 2015 [,[    [   10.2 La rivoluzione scientifica. G. Galilei [    , § 10.2.2 La filosofia è scritta nel libro della natura in caratteri matematici n°/p. 62 ].

 

[7] Benedetto XVI, Spe Salvi, Libreria Editrice Vaticana Roma 2007 ,
Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento
e nella Chiesa primitiva , § Il concetto di speranza basata sulla
fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva n°8  ].

Recuperato e scaricabile Catechismo del Cristiano Apostolo, di Tommaso Demaria

“Catechismo del Cristiano Apostolo” è la  digitalizzazione del testo   del prof. Tommaso Demaria, ciclostilato del  1967  e oggi presente presso  l’Ist. Internaz. “Don Bosco” di Torino  Via Caboto, 27  10129 – TORINO

Catechismo del cristiano apostolo : la DEMARIACdxSalvezza cristiana, Demaria, Tommaso, 1967, Istituto internazionale di Pedagogia e Scienze religiose,

Ora nella sua forma digitalizzata  “pulita” si può scaricare da qui: http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2018/05/CatechismodelCristianoApostolo.pdf

Il testo di 180 paginette  (145 nel testo originale) approfondisce il Corpo Mistico, nel suo legame essenziale con la Chiesa  e l’apostolato. Si tratta di una esposizione che affronta il problema dal punto di vista metafisico, e che con 100 domande  e risposte  sviluppa superficialmente  il tema della Chiesa/ Corpo Mistico nel suo aspetto di Superorganismo dinamico in funzione dell’apostolato.  Molto interessane è da quale domanda il prof.  Demaria  ha voluto partire.

I termini come la forma sono ovviamente vetusti , ma il contenuto è più che attuale  e tocca molti aspetti ancora dolenti, come succede ad ogni buona metafisica. Il testo è stato corretto ma non totalmente perché già così risponde alle esigenze di ricerca e citazione. Rispetto alla precedente versione PDF consente, infatti,  anche la ricerca di termini specifici, e la selezione di testi per copia e incolla . Vantaggio non da poco per chi dovesse citare qualcosa.

Come il catechismo di S. Pio X, il testo è costruito  in forma di domanda e  risposta. Diversamente dal citato “catechismo dei fanciulli” che un tempo si imparava a memoria, questo catechismo contiene  una doppia risposta. La risposta, infatti, si distingue in una iniziale  risposta breve seguita da un commento  e  un approfondimento. Tutte le domande e le  risposte brevi sono  radunate anche nelle pagine introduttive di indice che pubblichiamo qui di seguito

 

CATECHISMO DEL CRISTIANO APOSTOLO.. 1

CAPO I L’UOMO E LA SUA SALVEZZA. 33

1-Che cos’è l’uomo?. 33

L’UOMO È UN ESSERE LIMITATO, FINITO, INDIGENTE, BISOGNOSO DI SALVEZZA 33

2- Chi può salvare l’uomo?. 33

PUÒ SALVARE L’UOMO SOLO CHI STA AL DI SOPRA DELL’UOMO, E CIOÉ L’INFINITO; L’ASSOLUTO, DIO. TUTTO IL RESTO, SENZA DIO, NON SALVA, MA PERDE. DIO, PER L’UOMO, È SEMPRE STATO E SARÀ SEMPRE L’ASSOLUTO CHE SALVA. DA PARTE DELL’UOMO, LA RELIGIONE NASCE DAL BISOGNO DELL’ASSOLUTO CHE SALVA. 33

3-Da chi deve partire l’iniziativa della salvezza?. 34

L’INIZIATIVA DELLA SALVEZZA DEVE PARTIRE DA COLUI CHE PUÒ SALVARE, CIOÉ DA DIO. SOLO DIO PUÒ SALVARE GLI UOMINI. SENZA L’INIZIATIVA DIVINA, GLI UOMINI RIMANGONO IMPOTENTI DI FRONTE AL BISOGNO DELLA PROPRIA SALVEZZA. 34

4-Dio ha pensato alla salvezza dell’uomo?. 35

DIO CI HA PENSATO FIN DALL’ETERNITÀ, PER DUE RAGIONI: PERCHÉ È INFINITAMENTE BUONO, E PERCHÉ È CREATORE. 35

5 –La salvezza che Iddio ha offerto all’uomo, è un dono gratuito?. 35

LA SALVEZZA CHE DIO PADRE HA OFFERTO ALL’UOMO NELLA PERSONA DEL SUO DIVIN FIGLIO GESÙ CRISTO, E CONTINUA AD OFFRIRE ESSENDO SALVEZZA SOPRANNATURALE È DONO COMPLETAMENTE GRATUITO. 35

6- La salvezza cristiana, che è un dono gratuito fatto a Dio Padre agli uomini Suoi figli, rimane un puro dono?  36

LA SALVEZZA CRISTIANA, CHE DA PARTE DI DIO È UN DONO SOPRANNATURALE E PERCIÒ GRATUITO, RISPETTO ALL’UOMO PERÒ NON RIMANE UN PURO DONO, PERCHÉ DEV’ESSERE ANCHE CONQUISTATA. 36

7- La salvezza cristiana è solo eterna, o anche temporale?. 37

LA SALVEZZA CRISTIANA È INSIEME SALVEZZA TEETERNA E TEMPORALE, PERCHÉ È FATTA PER SALVRE L’UOMO NEL TEMPO E NELL’ETERNITÀ, NELL’ORDINE SPIRITUALE E NELL’ORDINE TEMPORALE. 37

8- È possibile separare la salvezza temporale dalla salvezza eterna?  38

NON È POSSIBILE, NÉ SAREBBE COSA GIUSTA E SAGGIA, SEPARARE LA SALVEZZA TEMPORALE DALLA SALVEZZA EERNA, O VICEVERSA. SAREBBE COME SEPARARE IL CORPO DALL’ANIMA. È LA MORTE DEL CORPO. E NON DI RADO È ANCHE LA MORTE SPIRITUALE DELL’ANIMA. 38

9 – La propria salvezza va realizzata individualmente, o comunitariamente?  39

LA PROPRIA SALVEZZA VA REALIZZATA COMUNITARIAMNTE, ORGANICAMENTE, E NON INDIVIDUALMENTE. 39

10- Che cosa rende necessario l’apostolato?. 40

É L’OPERARE LA SALVEZZA CRISTIANA, TEMPORALE ED ETERNA, PRO MUNDI VITA, PER LA VITA DELLE ANIME E DEL MONDO, CHE RENDE NECESSARIO L’APOSTOLATO. 40

CAPO II  OPERARE LA SALVEZZA CRISTIANA. 41

11-Che vuoi dire operare la salvezza cristiana?. 41

VUOL DIRE TRADURLA DA DONO DIVINO IN REALTÀ VIVA ED OPERANTE. VUOL DIRE RENDERLA VITA PER SÉ E PER GLI ALTRI. 41

12- Chi opera la salvezza cristiana?. 42

É PRIMA DI TUTTO DIO STESSO CHE OPERA LA SALVEZZA CRISTIANA. MA GLI UOMINI DEBBONO COOPERARE. DIO, CHE HA CREATO L’UOMO SENZA SERVIRSI DELL’UOMO, NON SALVA GLI UOMINI SENZA SERVIRSI DEGLI UOMINI 42

13-Perché è necessario l’apostolato?. 43

L’APOSTOLATO È NECESSARIO PER TRE RAGIONI: PERCHÉ DIO LO VUOLE; PERCHÉ L’UOMO NE HA BISOGNO; PERCHÉ LA STESSA SALVEZZA LO ESIGE. 43

14-Chi è chiamato ad essere apostolo?. 45

TUTTI SONO CHIAMATI AD ESSERE APOSTOLI, PERCHÉ TUTTI SONO CHIAMATI AD ESSERE FIGLI DI DIO, E DUNQUE A RICEVERE LE DONARE LA SALVEZZA. LA VOCAZIONE CRISTIANA, LA VOCAZIONE AALLA SANTITÀ, E LA VOCAZIONE ALL’APOSTOLATO, SONO TRE VOCAZIONI UNIVERSALI CHE COINCIDONO. 45

15 – Che cosa è necessario per essere apostoli?. 46

L’HA DETTO GESÙ STESSO: BISOGNA ESSERE LUCE, SALE, LIEVITO. LUCE DEL MONDO CON LA FEDE. SALE DELLA TERRA, CON LA SANTITÀ. LIEVITO DELLA VITA, CON LA AZIONE. 46

16- Come diventare luce, sale e lievito, per essere apostoli?. 48

PER DIVENTARE LUCE CON LA FEDE, SALE CON LA SANTITÀ, LIEVITO CON L’AZIONE ALLO SCOPO DI ESSERE APOSTOLI, È NECESSARIO FORMARSI, OSSIA LASCAIRSI INVESTIRE DALLA LUCE E DALLA SANTITÀ DI CRISTO, E IMMERGERSI NELLA SUA OPERA REDENTRICE E SALVIFICA 48

17-Come raggiungere la necessaria formazione, per operare la salvezza cristiana?  49

PER RAGGIUNGERE LA NECESSARIA FORMAZIONE APOSTOLICA, BISOGNA ACCETTARE LA FORMA DELL’APOSTOLO CHE È CRISTO, E LASCIARSI MODELLARE DA ESSA. BISOGNA ANCORA CHE LO SPIRITO SANTO, CHE È AMORE ED ENERGIA DIVINA, CORROBORI LA FORMA DI CRISTO IN NOI, TRADUCENDO LA IN FORZA OPERATIVA. 49

18-Per la formazione apostolica è necessario anche lo studio?. 50

PER LA FORMAZIONE APOSTOLICA È NECESSARIO ANCHE LO STUDIO, PERCHÉ, OLTRE LA FORMAZIONE SPIRITUALE E PRATICA, È NECESSARIA ANCHE LA FORMAZIONE DOTTRINALE. 50

19-Per la formazione apostolica qual è il primo studio da farsi?. 51

IL PRIMO STUDIO DA FARSI È QUELLO DELLA CHIESA STUDIATA PROPRIO IN VISTA DELL’APOSTOLATO. LA RAGIONE È FACILE A CAPIRSI: PERCHÉ IN ESSA SI CONCRETIZZA IL MISTERO DELLA SALVEZZA E SI OPERA LA SALVEZZA CRISTIANA. PER LA FORMAZIONE DOTTRINALE DELL’APOSTOLO, LO STUDIO DELLA CHIESA DIVENTA DAVVERO FONDAMENTALE. 51

20-Come studiare la Chiesa in vista dell’apostolato?. 52

LA CHIESA IN VISTA DELL’APOSTOLATO VA STUDIATA COME RELIGIONE, COME CORPO MISTICO (DI CUI IL POPOLO DI DIO È LA MANIFESTAZIONE VISIBILE), COME SOCIETÀ, COME REALTÀ MISSIONARIA SALVIFICA. 52

Capo III  LA RELIGIONE CRISTIANA. 53

21 – Che cos’è la religione?. 53

LA RELIGIONE È UN RAPORTO DI SALVEZZA TRA DIO E L’UOMO E TRA L’UOMO E DIO. 53

22-Come si esprime la religione? . 55

NELL’INTIMO DELL’UOMO, LA RELIGIONE SI ESPRIME, ANZITUTTO, CON IL RICONOSCIMENTO E L’ACCETTAZIONE DI DIO CREATORE E SALVATORE. NELLA VITA CONCRETA, POI LA RELIGIONE SI PRESENTA COME UN COMPLESSO DI DOGMI, DI RITI, E DI PRECETTI. 55

23 – Qual è la salvezza che Dio offre all’umanità per mezzo della Religione cristiana?  56

LA SALVEZZA CHE DIO OFFRE ALL‘ UMANITÀ PER MEZZO DELLA RELIGIONE CRISTIANA, È LA SALVEZZA CRISTIANA, COSÌ DETTA PERCHÉ SI RIASSUME IN CRISTO SALVATORE. LA GRANDEZZA DI QUESTA OFFERTA DI SALVEZZA SI MISURA SOLTANTO SE SI PENETRA LA REALTÀ MISTERIOSA DI GESÙ REDENTORE E SALVATORE COGLIENDO AD UN TEMPO IL PUNTO DI PARTENZA E IL PUNTO DI ARRIVO DEL DONO. 56

24 – A che cosa si riferisce la salvezza cristiana?. 57

LA SALVEZZA CRISTIANA SI RIFERISCE PRIMA DI TUTTO ALL’ORDINE SPIRITUALE, ESSA SALVA SPIRITUALMENTE L’UOMO, NEL TEMPO E NELL’ETERNITÀ. MA LA SALVEZZA CRISTIANA SI RIFERISCE PURE ALL’ORDINE TEMPORALE, RAPPRESENTANDO ANCHE PER ESSO L’UNICA VERA SALVEZZA. 57

25      Che differenza c’è tra religione e realtà religiosa?. 59

LA RELIGIONE È IL RAPPORTO DI SALVEZZA CHE SI RISOLVE SOGGETTIVAMENTE NELL’ACCETTAZIONE DELL’ASSOLUTO CHE SALVA, E OGGETTIVAMENTE IN UN DATO COMPLESSO DI DOGMI, RITI E PRECETTI. LA REALTÀ RELIGIOSA INVECE È TUTTO CIÒ CHE IN QUALCHE MODO VIENE INVESTITO DALLA RELIGIONE 59

26-Pur distinguendosi, religione e realtà religiosa non si equivalgono?  60

RELIGIONE E REALTÀ, RELIGIOSA NON SI EQIVALGONO. LA DISTINZIONE NON IMPEDISCE, ANZI ESIGE, UNA LORO STRETTA UNITÀ, CHE PERÒ NON È NÉ IDENTITÀ, NÉ EQUIVALENZA 60

27-È giusto parlare di “tramonto del sacro”?. 61

IL SACRO SI DISTINGUE DAL PROFANO. IL SACRO APPARTIENE ALLA SFERA DELLA RELIGIONE, IL PROFANO SI TROVA AL DI FUORI DI ESSA. MA LA SFERA DEL SACRO E LA SFERA DEL PROFANO COINCIDONO NELLA SFERA DELLA SALVEZZA E CIOÉ NELLA SFERA DELLA REALTÀ RELIGIOSA TOTALE. NON SI DÀ PERCIÒ “TRAM0NTO DEL SACRO” . CHE PER UN’AURORA DEL RELIGIOSO, O MEGLIODI UN MAGGIORE IMPEGNO RELIGIOSO. 61

28 – Salvezza spirituale e salvezza temporale interferiscono fra loro?  63

LA SALVEZZA CRISTIANA È AD UN TEMPO SALVEZZA SPIRITUALE E TEMPORALE DELL’UMANITÀ. ESISTONO STRETTISSIMI RAPPORTI TRA LE DUE, PERCHÉ UN ORDINE TEMPORALE ANIMATO CRISTIANAMENTE FACILITA LA SALVEZZA SPIRITUALE. D’ALTRA PARTE, È SOLO LA SALVEZZA SPIRITUALE NEL TEMPO, CON LA SUA CARICA DI GRAZIA, SANTITÀE CARITÀ APOSTOLICA, CHE PUÒ GARANTIRE LA SALVEZZA CRISTIANA ANCHE DELL’ORDINE TEMPORALE . 63

29 – La salvezza cristiana è un fatto automatico?. 64

LA SALVEZZA CRISTIANA, SIA DI ORDINE SPIRITUALE CHE TEMPORALE, BENCHÉ GRATUITO DONO DI DIO, NON È PER NULLA UN FATTO AUTOMATICO. BISOGNA COSTRUIRLA DENTRO DI SÉ E NEGLI ALTRI; INDIVIDUALMENTE E COLLETTIVAMENTE; NELL’ORDINE SPIRIIDALE E NELL’ORDINE TEMPORALE. 64

30 – Se la salvezza non è un fatto automatico, che cosa ne segue per l’apostolato?  66

NE SEGUE CHE LA RELIGIONE CRISTIANA, COME RAPPORTO DI SALVEZZA TRA DIO SALVATORE E GLI UOMINI DA SALVARE, DOVRÀ REALIZZARE QUESTA SALVEZZA TRADUCENDOSI IN REALTÀ APOSTOLICA. QUESTA È LA NATURA PIÙ PROFONDA E PIÙ VERA DELLA RELIGIONE E DELLA CHIESA: ESSERE LA REALTÀ APOSTOLICA SALVIFICA PER ECCELLENZA. SALVARE L’UMANITÀ: QUESTA È LA GRANDE MISSIONE DELLA RELIGIONE CRISTIANA E DELLA CHIESA. 66

Capo IV  RELIGIONE CRISTIANA E CORPO MISTICO.. 68

31 – Qual è il rapporto esistente è tra la Religione cristiana e la Chiesa come Corpo Mistico?  68

IL RAPPORTO ESISTENTE TRA LA RELIGIONE CRISTIANA E LA CHIESA COME CORPO MISTICO, NON È UN RAPPORTO QUALSIASI, PER QUANTO STRETTISSIMO POSSA ESSERE, MA È UN RAPPORTO DI IDENTITÀ. RELIGIONE CRISTIANA E CHIESA COME CORPO MISTICO, A RIGOR DI TERMINI, SONO LA STESSA COSA. 68

32 – Come si spiega l1 identità reale tra la Religione cristiana e la Chiesa come Corpo Mistico?  69

SI SPIEGA IN DUE MODI: PRIMO, PERCHÉ SIA LA RELIGIONE CRISTIANA, SIA LA CHIESA, DEBBONO OPERARE LA IDENTICA SALVEZZA CRISTIANA. SECONDO APPROFONDENDO L’ESSENZA DELLA RELIGIONE CRISTIANA. TALE APPROFONDIMENTO LA FARÀ COINCIDERE CON IL CORPO MISTICO. 69

33 -Che cosa è le Religione cristiana nella sua realtà profonda?. 70

LA RELIGIONE CRISTIANA NELLA SUA REALTÀ PROFONDA SI PRESENTA COME UN PROCESSO DI UNIFICAZIONE TRA DIO E L’UOMO E L’UOMO E DIO. SI PUÒ QUINDI DEFINIRE COSI’: LA RELIGIONE CRISTIANA È UNA SINTESI REALE DINAMICA SOPRANNATURALE SALVIFICA DELL’UMANO NEL DIVINO. 70

34- Che significa sintesi reale dinamica soprannaturale salvifica dell’umano nel Divino?  71

LA FRASE INTERA ESPRIME L’ESSENZA OSSIA LA NATURA PROFONDA DELLA RELIGIONE CRISTIANA. LE SINGOLE PAROLE VANNO INTESE NEL LORO VERO SENSO, SECONDO LA SPIEGAZIONE CHE SEGUE. 71

35 – Che valore ha la sintesi religiosa cristiana così concepita?. 73

HA UN VALORE ORGANICO-DINAMICO. E CIOÉ PENETRARE LA REIGIONE CRISTIANA NELLA SUA ESSENZA PROFONDA DI SINTESI REALE DINAMICA SOPRANNATURALE SALVIFICA DELL’UMANO NEL DIVINO SIGNIFICA SCOPRIRLA COME ORGANISMO DINAMICO. 73

36- Cos’è un organismo ?. 74

UN ORGANISMO, NEL VERO SENSO DELLA PAROLA, È UNA REALTÀ COMPLESSA, ANIMATA DA UN SUO PRINCIPIO VITALE, E PERCIÒ CAPACE DI VIVERE ED AGIRE A TITOLO PROPRIO. 74

37-Come si dividono gli organismi? . 75

GLI ORGANISI SI DIVIDONQ NELLE DUE GRANDI CATEGORIE DEGLI ORGANISMI FISICI DOTATI DI UN LORO CORPO FISICO; E DEGLI ORGANISMI STORICI, PRIVI DI UN PROPRIO CORPO FISICO. GLI ORGANISMI FISICI SONO QUELLI APPARTENENTI ALLA NATURA FISICA. GLI ORGANISMI STORICI SONO QUELLI CHE COMPONGONO LA REALTÀ STORICA, E VENGONO DA NOI CHIAMATI ORGANISMI DINAMICI : 75

38 – Che cos’è 1’organismo dinamico?. 77

L’ORGANISMO DINAMICO È UN VERO E PROPRIO ORGANISMO, REALE, VIVO. ESSO SI DISTINGUE DALL’ORGANISMO FISICO, PRIMA PERCHÉ NON POSSIEDE UN PROPRIO CORPO FISICO SECONDO, PERCHÉ NON VIENE PRODOTTO DALLA NATURA FISICA, MA VIENE COSTRUITO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO DA CHI NE FA PARTE. 77

39 -Che cos’è necessario perché l’organismo dinamico sia un organismo vero e proprio?  79

È NECESSARIO È SUFFICIENTE CHE VERIFICHI LA DEFINIZIONE ESSENZIALE DI ORGANISMO DINAMICO. E CIOÉ, CHE SIA ANCH’ESSO UNA REALTÀ COMPLESSA, ANIMATA DA UN SUO PRINCIPIO VITALE, E PERCIÒ CAPACE DI VIVERE ED AGIRE A TITOLO PROPRIO. 79

48 79

Capo V  LA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO.. 81

41-Ha importanza il capire la religione cristiana e il Corpo Mistico come organismo dinamico?  81

HA UNA IMPORTANZA ENORME. PUÒ ESSERE UNA CHIAVE PER CAPIRE TUTTO IL RESTO. PER CAPIRE, E PER FARE! ED INVERO ALTRO È UN APOSTOLATO CHE SGORGHI DALLA RELIGIONE CRISTIANA E DALLA CHIESA COME ORGANISMO DINAMICO, E ALTRO SAREBBE UN APOSTOLATO CHE IGNORASSE QUESTO SUO VERO PUNTO DI PARTENZA. 81

42-Che cos’è la Chiesa?. 82

DISTINGUIAMO: VISTA NELLA SUA ESSENZA PROFONDA, LA CHIESA APPARE COME IL SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO, CHE È AD UN TEMPO RELIGIONE, CORPO MISTIC0, E SOCIETÀ. 82

43-Quale è l’aspetto essenziale più decisivo della Chiesa?. 83

LA CHIESA È AD UN TEMPO RELIGIONE LA CHIESA È AD UN TEMPO RELIGIONE CORPO MISTICO, E SOCIETÀ. MA DI QUESTI SUOI TRE ASPETTI ESSENZIALI, IL PIÙ DECISIVO È QUELLO DI CORPO MISTICO, INTERPRETATO COME SUPERORGANISMO DINAMICO. 83

44 – Nel superorganismo dinamico, possiamo distinguere forma e materia?  84

LA DISTINZIONE DI FORMA E MATERIA NEL SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO SI PRESENTA COME UNA COSA OVVIA. IN ESSO, LA FORMA È IL DIVINO. LA MATERIA È L’UMANO. 85

45- La religione cristiana avrebbe potuto esistere senza tradursi in superorganismo dinamico?  86

LOGICAMENTE NO, PERCHÉ ESSA È SINTESI DINAMICA DELL’UMANO NEL DIVINO, RISOLVENDOSI COSÌ IN SUPERORGANISMO DINMUCO. IL DIVINO INFATTI COME SI È 86

46- Dicendo che la religione cristiana e Corpo Mistico si identificano nel superorganismo dinamico, si elimina ogni loro differenza?. 87

INSIEME ALLA LORO IDENTITÀ REALE ED ESSENZIALE, RIMANE ANCHE UNA DIFFERENZA, NEL SENSO CHE RELIGIONE CRISTIANA È CORPO MISTICO SONO DUE MODI DIVERSI DI VEDERE LA STESSA COSA. 87

47 – Superorganismo dinamico è Corpo Mistico si equivalgono perfettamente?  89

A RIGOR DI TERMINI NO, PERCHÉ IL CORPO MISTICO COINCIDE CON LA CHIESA, DISTINTA (ANCHE SE NON AL DI FUORI) DAL MONDO. MENTRE IL SUPERORGANISMO DINAMICO RELI GIOSO CRISTIANO PUÒ COMPRENDERE ENTRO SE STESSO ANCHE IL MONDO. 89

48- Nell’ambito cristiano, quanti superorganismi dinamici bisogna distinguere?  91

BISOQNA DISTINGUERE TRE SUPERORGANISMI DINAMICI, NON PERÒ INDIPENDENTI FRA LORO. E SONO I TRE SEGUENTI: IL SUPERORGANISMO DINAMICO DEL CORPO MISTICO, IL SUPERORGANISMO DINAMICO DEL MONDO PROFANO; E IL SUPERORGANISMO DINAMICO CRISTIANO TOTALE, CHE È LA SINTESI DEI DUE. 91

50-La logica del superorganismo dinamico religioso cristiano tende a mobilitare il cristiano apostolo in senso religioso, o profano?. 92

LO MOBILITÀ IN SENSO RELIGIOSO, ANCHE QUANDO SI TRATTA DI APOSTOLATO DI SETTORI PROFANI. ESSERE APOSTOLI INFATTI VUOL DIRE ESSERE PORTATORI DI FORMA, O ALMENO PREPARATORI DELLA MATERIA A RICEVERE LA FORMA,CHE È SEMPRE RELIGIOSA. 92

Capo VI  LA CHIESA COME SOCIETÀ GERARCHICA. 93

51- La Chiesa come superorganismo dinamico religioso cristiano è anche società?  93

L’ABBIMAMO GIÀ DETTO E LO RIPETIAMO: LA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO È ANCHE SOCIETÀ GERARCHICA, E NON POTREBBE NON ESSERLO. 93

52 -Perché la Chiesa dev’essere società Gerarchica?. 95

PERCHÉ È IL CORPO MISTICO, OSSIA IL SUPERORGANISMO DINAMICO DEL CORPO MISTICO E DUNQUE LA CHIESA, NON PU0’ ESISTERE, E TANTO MENO VIVERE ED AGIRE, SENZA UN SUO ADEGUATO RIVESTIMENTO GERARCHICO E SOCIETARIO E CIOÉ SENZA ESSERE ANCHE SOCIETÀ GERARCHICA. 95

53 – Nell’ipotesi che Gesù Cristo non avesse istituito la Chiesa come Società Gerarchica che cosa ne sarebbe avvenuto?. 96

L’IPOTESI È ANTISTORICA, E DUNQUE NON MERITA CONSIDERAZIONE. MA SUPPONENDOLA EGUALMENTE, NON CI SAREBBE ALTRA RISPOSTA CHE QUESTA: LA STESSA VITALITÀ DEL CORPO MISTICO SI SAREBBE GENERATO IL SUO RIVESTIMENTO GERARCHICO SOCIETARIO DAL DI DENTRO. 97

54- Si è detto che la Chiesa abbisogna di un adeguato rivestimento societario. Quale’ sarebbe?  98

É QUELLO CHE CORRISPONDE ALL’ORGANISMO CHE DEVE RIVESTIRE, E NON ALTRO. ORA, L’ORGANISMO DA RIVESTIRE SOCIETARIAMENTE È IL CORPO MISTICO COME SUPERORGANISMO DINAMICO DIVINO-UMAANO, IL CUI CAPO È CRISTO, LA CUI ANIMA È LO SPIRITO SANTO, LE CUI ARTICOLAZIONI SONO QPELLE PROPRIE DEL SUPERORGANISMO DINAMICO. NE SEGUE CHE L’UNICO RIVESTIMENTO SOCIETARIQ AD ESSO ADEGUATO, È QUELLO MONARCHICO-GERARCHICO, QUALE EFFETTIVAMENTE È STATO ISTI’IUITO DA GESÙ CRISTO. 98

55 – Ma un tale rivestimento societario non è antidemocratico?. 99

LA DEMOCRAZIA NON È CHE UN ELEMENTO SOCIOLOGICO UMANO, CHE NON HA NULLA A CHE FARE CON LA COSTITUZIONE MONARCHICO-GERARCHICA DELLA CHIESA, LA QUALE COSTITUZIONE È DIVINA. LA COSTITUZIONE SOCIETARIA DELLA CHIESA INFATTI NON POTEVA E NON PU0’ DIPENDERE CHE DA COLUI DAL QUALE DIPENDE IL SUPERORGANISMO DINAMICO DEL CORPO MISTICO, DA RIVESTIRSI SOCIETARIAMENTE. E CIOÉ DA DIO, DAL FIGLIO DI DIO, CRISTO, VERBO INCARNATO 99

56 – La Chiesa concepita come società non resta tuttavia mal concepita?  101

RESTA MAL CONCEPITA SE RESTA CONCEPITA COME SOCIETÀ IN SENSO ESCLUSIVO, O PREVALENTE, O SECONDO GLI SCHEMI SOCIOLOGICI UMANI. MA IL CONCEPIRLA DEBITAEENTE COME SOCIETÀ MONARCHICO-GERARCHICA, NON SOLTANTO NON È CONCEPITA MALE MA È L’UNICA VIA PER CONCEPIRLA BENE. 101

57 – Come fare a sintonizzare il rivestimento societario monarchico-gerarchico della Chiesa alla intera realtà di essa?  102

É POSSIBILE, DANDO NELLA CHIESA LA PREVALENZA AL CORPO MISTICO COME SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO. IL RIVESTIMENTO SOCIETARIO MONARCHICO-GERARCHICO DELLA CHIESA È IN FUNZIONE DI ESSA COME SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO. DEVE QUINDI OBBEDIRE ALLA SUA LOGICA. 102

58 – Non sembra che questo modo di prospettare la Chiesa armonizzi piuttosto poco col Concilio?  104

ARMONIZZA CON LA LETTERA DI ESSO, MA SOPRATTUTTO CON LO SPIRITO. L’UNICA DIFFÉRENZA STA IN QUESTO: CIÒ CHE IL CONCILIO INSEGNA ATTRAVERSO LA SUA RICCHISSIMA ESPOSIZIONE, QUI VIEN DETTO CON BREVI FORMULE, QUALI SI RENDONO NECESSARIE PER UNA SINTESI DOTTRINALE E PER LA PRATICA. 104

59 – Se lo stesso Concilio ha superato la concezione societaria della Chiesa, a che insistervi ancora?  105

IL CONCILIO SI È GIUSTAMENTE PREOCCUPATO DI DARCI U NA VISIONE COMPLETA DELLA CHIESA, NELLA SUA FUNZIONE SALVIFICA E IN TUTTA LA SUA RICCHEZZA SOPRANNATURALE. ESSA SUPERA DEFINITIVAMENTE LA VISIONE PARZIALE PURAMENTE O PREVALENTEMENTE SOCIETARIA DELLA CHIESA. MA NON LA ESCLUDE. ANZI, NE TRAE MOTIVO PER RIPRODURRE CON MAGGIORE VALIDITÀ E PUREZZA LA SUA COSTITUZIONE MONARCHICO-GERARCHICA. 105

60- Il rivestimento societario monarchico-gerarchico della Chiesa interessa 1’apostolato?  106

IL RIVESTIMENTO SOCIETARIO MONARCHICO-GERARCHICO DEL LA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO, NON SOLO INTERESSA L’APOSTOLATO, MA DIVENTA LA CHIAVE INDISPENSABILE PER LA SUA GIUSTA COMPRENSIONE E FUNZIONAMENTO. 107

Capo VII  POPOLO DI DIO, COMUNIONE, COMUNITÀ. 108

61 – La Chiesa è solo Religione, Corpo Mistico, e Società, o anche altro?  108

É INFINITE ALTRE COSE ANCORA. PER IL FATTO STESSO CHE ESSA SI IDENTIFICA CON LA RELIGIONE CRISTIANA NELLA SUA VERITÀ TOTALE, CHE NE È APPUNTO IL CONTENUTO, ESSA ASSOMMA TUTTO IL DIVINO MA ANCHE PRESCINDENDO DA QUESTO SUO CONTENUTO, LA CHIESA, ATTRAVERSO LE FIGURAZIONI BIBLICHE CARICHE DI MISTERO E L’INSEGNAMENTO DELLA LUMEN GENTTIUM APPARE DI UNA RICCHEZZA INESAURIBILE. 108

62- Con più conformità al Concilio, perché non partire subito dalla Chiesa come Popolo di Dio, Comunione, Comunità?. 109

LA RAGIONE È LA SEGUENTE: AGERE SEQUITUR ESSE. E CIOÈ L’AGIRE SGORGA DALL’ESSERE, A COMINCIARE DALLA SUA REALTÀ ESSENZIALE. L’AZIONE APOSTOLICA QUINDI DEVE SGORGARE DALL’ESSENZA INTIMA E PROFONDA DELLA CHIESA COME CORPO MISTICO E SUPERORGANISMO DINAMICO. QUESTO D’ALTRONDE STA ANCHE ALLA BASE DELLA CHIESA COME POPOLO DI DIO, COMUNIONE, COMUNITÀ. 109

63- Ma il Popolo di Dio, la Comunione, la Comunità, non hanno valore essenziale?  111

SENZA DUBBIO! CIÒ NON TOGLIE PERÒ CHE SIANO, A PARLARE CON PRECISIONE, ESPRESSIONE ESISTEZIALE DELLA ESSENZA PIÙ PROFONDA E PIÙ RADICALE DELLA CHIESA COME CORPO MISTICO, COME SUPERORGANISMO DINAMICO.                               POSSIAMO DIRE COSI’: POPOLO DI DIO, COMUNIONE, COMUNITÀ, APPARTENGONO ALL’ESSENZA DELLA CHIESA; NE SONO L’ESPRESSIONE ESISTENZIALE PIÙ INDISPENSABILE E IMMEDIATA. MA NON SONO PROPRIAMENTE L’ESSENZA DELLA CHIESA. ESSA RIMANE IL CORPO MISTICO COME SUPERORGANISMO DINAMICO. 111

64- Quanti e quali sono i piani dell’essere della Chiesa?. 113

SONO QUATTRO, E SONO I SEGUENTI: PIANO DELL’ESSENZA O PIANO ESSENZIALE; PIANO DELL’ESISTENZA O PIANO ESISTENZIALE; IL PIANO DEI FENOMENI, OPIANO FENOMENICO; IL PIANO DELL’AZIONE O PIANO OPERATIVO. 113

65 – Qual è la logge fondamentale che domina i quattro piani dell’essere della Chiesa?. 115

É LA LEGGE FONDAMENTALISSIMA DEL PRIMATO DELL’ESSENZA E DELLA FUNZIONE DELL’ESSENZA. I TRE PIANI DELLA ESISTENZA, DEL FENOMENO, DELL’AZIONE, CHE SEGUONO IL PIANO DELL’ESSENZA SONO IN FUNZIONE DELL’ESSENZA. DEVONO UBBIDIRLE, PENA IL CORROMPERSI E IL VANIFICARSI. 115

66 – La violazione della legge del primato del Corpo Mistico, quali conseguenze può provocare?  116

CI LIMITIAMO ALLE SEGUENTI: ROTTURA DELLA UNITÀ PROFONDA DELL’ESSERE DELLA CHIESA. SVUOTAMENTO INTERIORE DELLE STRUTTURE. GRADUALE PREVALERE DELL’UMANO SUL DIVINO. AFFERMAZIONE DELLA PERSONA UMANA, IN SOSTITUZIONE DEL CRISTO TOTALE, E CIOÈ DEL CORPO MISTICO STESSO. 116

67- In rapporto al Popolo di Dio, Comunione e Comunità, e ai quattro piani dell’essere della Chiesa, come potrebbero presentarsi le conseguenze della violazione del primato del Corpo Mistico ?  118

NON SAREBBERO CHE UNA APPLICAZIONE DELLE CONSEGUENZE DETTE NELLA RISPOSTA PRECEDENTE, PER IL POPOLO, LA COMUNIONE E LA COMUNITÀ. QUANTO AI PIANI DELL’ESSERE, ESSE SI RIASSUMEREBBERO IN UNA INTERNA FRANTUMAZIONE DELL’ESSERE STESSO DELLA CHIESA, NELLA MISURA CHE IN RAPPORTO ALLA VITA RELIGIOSA CÒLLETTIVA PREVALE IL NATURALE E L’UMANO SUL DIVINO, OPPURE ANCHE SOLO L’INTERESSE INDIVIDUALE O DI GRUPPO. 118

68- Come garantire l’indispensabile primato del Corpo Mistico nei quattro piani dell’essere della Chiesa?  119

CON UNA ECCLESIOLOGIA CHE SI ADEGUI ALLA SUA ESSENZA DI CORPO MISTICO COME SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO. L’ECCLESIOLOGIA ASSUME COSÌ UN’IMPORTANZA DECISIVA, CONFERMATA ANCHE DAL PRINCIPIO CHE DICE: QUALIS ECCLESIOLOGIA, TALIS THEOLOGIA ET TOTA VITA CRISTIANA. QUALE È L’ECCLESIOLOGIA, TALE SARÀ LA TEOLOGIA E TUTTA LA VITA CRISTIANA. 119

69 -Come si può riassumere l’esperienza storica dell’Ecclesiologia?  120

SI PUÒ RIASSUMERE SCHEMATICAMENTE IN TRE TAPPE: NELL’ECCLESIOLOGIA DELLA CHIESA AGAPE, NELL’ECCLESIOLOGIA DELLA CHIESA SOCIETÀ; NELL’ECCLESIOLOGIA DELLA CHIESA COME RELIGIONE, CORPO MISTICO E SOCIETÀ MONARCHICO GERARCHICA AD UN TEMPO, UNIFICATA NELLA SUA SINTESI ESSENZIALE DI SUPERORGANISMODINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO. 120

70 – Non basterebbe una Ecclesiologia della Chiesa come Popolo di Dio, Comunione, Comunità?  122

NON BASTA, NON GIÀ PER UNA RAGIONE PRATICA, MA PER UNA RAGIONE TEORETICA. TEORETICAMENTE, NON È POSSIBILE ELABORARE UNA ADEGUATA E COERENTE ECCLESIOLOGIA DELLA CHIESA COME POPOLO DI DIO, COMUNIONE, COMUNITÀ, SENZA ELABORARE PRIMA UNA ECCLESIOLOGIA DELLA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO. 122

Capo VIII  “UNA, SANTA, CATTOLICA, APOSTOLICA” : 124

71- Qual è il primo postulato dell’azione apostolica, pastorale e missionaria?  124

È QUESTO: METTERE IN MOTO L’ESSENZA REALE CONCRETA E COMPLETA DELLA CHIESA, IN TUTTI E QUATTRO I SUOI PIANI DELL’ESSERE . L’ESSENZA è IL PRINCIPIO PRIMA DA CUI DEVE SCATTARE L’AZIONE. IN VIRTÙ DI ESSA, LA CHIESA DIVENTA ANCHE IL PRINCIPALE SOGGETTO AGENTE DELL’AZIONE APOSTOLICA, PASTORALE E MISSIONARIA ***** LA SUA AZIONE. 124

72- L’essenza della Chiesa possiede delle proprietà che abbiano un particolare interesse per l’apostolato?  126

SI, CERTO. E SONO LE NOTISSIME QUATTRO PROPRIETÀ DELLA CHIESA CHE SI PROFESSANO NEL CREDO : … UNAM, SANCTAM, CHATOLICAM, ET APOSTOLICAM ECCLESIAM … CHIESA “UNA, SANTA, CATTOLICA, ED APOSTOLILCA”. 126

73- Di che natura sono le quattro proprietà essenziali della Chiesa?  127

APPUNTO PERCHÉ SONO PROPRIETÀ ESSENZIALI, NON POSSONO AVERE ALTRA NATURA CHE QUELLA DELL’ESSENZA A CUI APPARTENGONO. ORA, ESSE APARTENGONO ALL’ESSENZA SUPERORGANICO-DINAMICA DELLA CHIESA. DUNQUE SONO PROPRIETÀ DI NATURA SUPERORGANICO DINAMICA, COM’É L’ESSENZA A CUI APPARTENGONO. 127

74- Cosa vuol dire Unità come proprietà essenziale della Chiesa?. 129

ESSA SIGNIFICA L’UNITÀ DEL SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO, LA QUALE INVESTE TUTTA L’ESSENZA DELLA CHIESA. A PARTIRE DALL’ESSENZA, SI PROIETTA NELLA SUA ESISTENZA, NELLE SUE MAIFESTAZIONI, NELLA SUA AZIONE. 129

75- Perché la Chiesa è Santa?. 131

LA CHIESA È SANTA PERCHÉ È IL SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO, DIVINO E UMANO AD UN TEMPO. TOTALMENTE ED INDEFETTIBILMENTE SANTA, COME SUPERORGANISMO DIVINO. CHIAMATA UNIVERSALMENTE ALLA SANTITÀ, NELLA SUA COMPONENTE UMANA. È QUESTA LA SANTITÀ DELLA CHIESA COME SUA PROPRIETÀ ESSENZIALE SUPREORGANICO- DINAMICA 131

76 – Come va intesa la Cattolicità? · 133

LA CATTOLICITÀ, ANCH’ESSA COME PROPRIETÀ ESSENZIALE SUPERORGANICO-DINAMICA DELLA CHIESA, SGORGA DALL’ESSENZA DELLA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO, A VALORE UNIVERSALE E SUPREMIO. LA CATTOLICITÀ DELLA CHIESA, É DUNQUE LA CHIESA STESSA COME SUPERORGANISM0 DINAMICO NEL SUO SIGNIFICATO UNIVERSALE, OMMICOMPRENSIVO, DI SINTESI TOTALE DELL’UMANO NEL DIVINO. SINTESI DINAMICA, TUTTAVIA: E PERCIO’, CATTOLICITÀ COME PROPRIETÀ ESSENNZIALE SUPERORGANICO-DINAMICA 133

77-    Che cosa vuol dire Apostolicità?. 134

L’APOSTOLICITÀ   COME PROPRIETÀ ESSENZIALE SUPERORGANICO-DINAMICA DELLA CHIESA SIGNIFICA DUE COSE: PRIMO CHE NELLA VERA CHIESA DI CRISTO VIENE POSTULATA E GARANTITA LA LEGITTIMA ININTERROTTA SUCCESSIONE APOSTOLICA, CONFORME ALL’ASPETTO SOCIETARIO MONARCHICO-GERARCHICÒ DELLA CHIESA STESSA. SECONDO, SIGNIFICA CHE LA CHIESA, PRECISAMENTE COME SUPERORGANISMO DINAMICO SELMPRE IN FASE DI COSTRUZIONE, SEMRE IMPEGNATO A REALIZZARE LA SUA FUNZIONE SALVIFICA E SEMPRE IMMERSO NEL SERVIZIO DELLA CARITÀ CHE LO STIMOLA PER MANDATO DIVINO E PER SUA STESSA NATURA È CHIESA MISSIONARIA, APOSTOLICA, PASTORALE. 134

78 – Le quattro proprietà essenziali della Chiesa sono separabili fra loro?  136

NON SONO AFFATTO SEPARABILI FRA LORO, E TANTO MENO DALL’ESSENZA A CUI APPARTENGONO. MA FANNO CORPO TRA DI ESSE E CON L’ESSENZA,                           COME UN UNICO SISTEMA MEGLIO, COME UN UNICO ORGANISMO. DI FATTO NON SONO CHE ASPETTI DIVERSI DELL’UNICA ESSENZA SUPERORGANICO-DINAMICA DELLA CHIESA. 136

79- In che cosa si risolvono le quattro proprietà essenziali della Chiesa?  138

ATTRAVERSO L’ESSENZA DI CUI FANNO PARTE, SI RISOLVONO NELLA CHIESA STESSA, CHE ESSENDO UNA, SANTA, CATTOLICA ED APOSTOLICA PER ESSENZA, DOVRÀ ESSERE TALE ANCHE NELLA SUA ESISTENZA. DI PIÙ: CONDIZIONANDOSI A VICENDA SI RISOLVONO L’UNA NELL’ALTRA. APPLICANDO: APPUNTO PERCHÉ L’UNITÀ, LA SANTITÀ, LA CATTOLICITÀ, CONDIZIONANO L’APOSTOLICITÀ, NE SEGUE CHE DEBBONO RISOLVERSI IN ESSA, COME L’UNICO AUTENTICO LORO SBOCCO. 138

80 – Quali conseguenze derivano dall’apostolicità e per la Chiesa?  139

LE CONSEGUENZE POSSONO RIDURSI A QUESTA SOLA IL SUPERORGANISM0 DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO È DUNQUE APOSTOLÌCO: L’ESSENZA DELLA CHIESA È DUNQUE APOSTOLICA; LE SUE PROPRIETÀ ESSENZIALI SONO DUNQUE APOSTOLICHE; ÌN UNA PAROLA, LA CHIESA NEL SUO COMPLESSO È UNA REALTÀ APOSTOLICA ANZI, È PER ECCELLENZA LA REALTÀ APOSTOLICA. 139

Capo IX  SUPERORGANISMO DINAMICO APOSTOLICO MISSIONARIO   141

81- Qual è l’interpretazione conclusiva dell’essenza della Chiesa?. 141

SE CONFRONTIAMO LA CHIESA CON L’ETERNITÀ, L’INTERPRETAZIONE CONCLUSIVA DELLA SUA ESSENZA È QUELLA ESCATOLOGICA: LA CHIESA È IL CORPO MISTICO CHE    SI PROTENDE VERSO LA PIENEZZA DEL REGNO DEI CIELI NEL SUO COMPLETAMENTO FINALE.   SE LA CONFRONTIAMO COL TEMPO, L’INTERPRETAZIONE CONCLÙSIVA DELL’ESSENZA DELLA CHIESA È QUELLA DI SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO APOSTOLICO MISSIONARIO. 141

82- Come intendere la definizione essenziale completa della Chiesa nel tempo?  142

SI DEVE INTENDERE ALLA LUCE DELLA RIVELAZIONE E DEL MAGISTERO ECCLESIASTICO IN MODO SPECIALE DEL CONCILIO VATICANO II; NONCHÉ ALLA LUCE DELLA REALTÀ VERA DELLA CHIESA, ALLA QUALE VA RIPORTATA OGNI SINGOLA PAROLA QUESTA ANZI È LA PROSPETTIVA A CUI DEVE ARRIVARE IL CRISTIANO APOSTOLO, CHE NON HA PRETESE DI SCIENZA, MA UN DOCILE E GENEROSO IMPEGNO DI VITA. 142

83- Come va intesa l’essenza apostolica e missionaria della Chiesa?  144

VA INTESA INNANZITUTTO NON COME UN’AGGIUNTA, PER QUANTO ESSENZIALE POSSA ESSERE, MA COME L’ESSENZA STESSA DELLA CHIESA, A PARTIRE DALLE SUE RADICI. ALLA BASE DELLA CHIESA COME STRUMENTO UNIVERSALE DI SALVEZZA STA UN MANDATO CHE LA RENDE APOSTOLICA E MISSIONARIA FIN DALLE RADICI DEL SUO ESSERE. LA QUALIFICA POI DI “APOSTOLICA E MISSIONARIA” QUI VA INTESA IN SENSO ESSENZIALE, E NON SEMPLICEMENTE ESISTENZIALE ED OPERATÌVO. 144

84- Come si giustifica l’interpretazione essenziale apostolica e missionaria della Chiesa così intesa?  146

LA PRIMA GIUSTIFICAZIONE È GIÀ STATA DATA. ED È QUELLA DEL MANDATO DIVINO, CHE INVESTE LA CHIESA DELLASUA FUNZIONE SALVIFICA. LA SECONDA SGORGA DALLA STESSA ESSENZA DELLA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO. LA TERZA RISULTA DALLE PROPRIETÀ ESSENZIALI DELLA CHIESA, LE QUALI, RISOLVENDOSI NELL’APOSTOLICITÀ, RISOLVONO ANCHE L’ESSENZA DELLA CHIESA IN ESSENZA APOSTOLICA E MISSIONARIA 146

85- La Chiesa, come strumento universale di salvezza, con che cosa coincide?  147

LA CHIESA COME UNIVERSALE STRUMENTO DI SALVEZZA VIENE A COINCIDERE COL SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO COME SUPERORGANISMO ESSENZIALMENTE APOSTOLICO E MISSIONARIO. 147

86 – Come si può rendere efficiente la salvezza cristiana?. 149

MOBILITANDO LA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO APOSTOLICO MISSIONARIO. LA SALVEZZA CRISTIANA PASSA PER LA CHIESA, STRUMENTO UNIVERSALE DI SALVEZZA. MA LA CHIESA SALVA, NELLA MISURA CHE SI REALIZZA UNIVERSALMENTE COME SUPERORGANISMO DINAMICO RELIGIOSO CRISTIANO. E SI REALIZZA COME TALE, ALLA CONDIZIONE DÌ TRADURSI EFFETTIVAMENTE IN SUPERORGANISMO DINAMICO APOSTOLICO E MISSIONARIO, A RAGGIO DAVVERO UNIVERSALE. 149

87- Come tradurre effettivamente la Chiesa, strumento universale di salvezza, in superorganismo dinamico apostolico e missionario?. 151

MOBILITANDONE L’ESSENZA NEI QUATTRO PIANI DELL’ESSERE, L’ESSENZA DELLA CHIESA NON È PIÙ UN’ASTRAZIONE. È LA SUA REALTÀ PIÙ COMPLETA E PÙ VERA, A COMINCIARE A DAL DIVINO COME SUA FORMA. È CIÒ CHE LA FA ESSERE AUTENTICA CHIESA. È CIÒ CHE NE GARANTISCE LA VITALITÀ, L’ENERGIA, LA SORGENTE INESAURIBILE DELL’EFFICIENZA SALVIFICA SOPRANNATURALE. GARANTITA L’ESSENZA, GARANTITO TUTTO. 151

88- Anziché voler mobilitare l’essenza della Chiesa, o se si vuol la Chiesa nella sua essenza, non basterebbe mobilitare le persone?. 152

NON BASTA. PER AGIRE, PUÒ BASTARE LA PERSONA. MA PER SALVARE, LA PRSONA NON BASTA. PER SALVARE BISOGNA METTERE IN MOTO LA SALVEZZA. E LA SALVEZZA PASSA PER CRISTO, PER LA SUA CHIESA. BISOGNA DUNQUE METTERE IN MOTO LA CHIESA CHE È LA VERA OPERA DI SALVEZZA, L’OPERA STESSA DI GESÙ SALVATORE E REDENTORE. E METTERLA IN MOTO, A PARTIRE DALL’ESSENZA, CHE NE RAPPRESENTA L’ANIMA. LE PERSONE SI MOBILITANO MOBILITANDONE L’ANIMA. LA CHIESA SI MOBILITA MOBILITANDONE L’ESSENZA. 152

89- le persone non andranno dunque mobilitate?. 154

TUTT’ALTRO! … ANDRANNO MOBBILITATE ANCH’ESSE. MA BISOGNA MOBILITARLE IN CRISTO E NELLA SUA CHIESA. E NON IN MODO QUALSIASI, MA ATTRAVERSO LA MOBILITAZIONE DELLA SUA ESSENZA SUPERORGANICO- DINAMICA. 154

90- Perché l’essenza superorganico—dinamica della Chiesa comporta la mobilitazione anche di sé stessa? … Non si potrebbe almeno prescinderne?. 155

LA RAGIONE È QUESTA: PRCHÉ LA CHIESA È PER ESSENZA SUPERORGANISMO DINAMICO. E IL SUPERORGANISMO DINAMICO, APPUNTO PERCHÉ È “SUPERORGANISMO”, ED È “DINAMICO”, VA MOBILITATO IN SÉ STESSO. OGGI NON È PIÙ POSSIBILE PRESCINDERE DA QUESTA MOBILITAZIONE, FERMANDOCI ALLA MOBILITAZIONE DELLE PERSONE. È STATO POSSIBILE IN UN MONDO STATICO E CON UNA CONCEZIONE DELLA CHIESA SOLTANTO SOCIETARIA O COMUNITARIA. 155

Capo X  COMPOSIZIONE DELLA CHIESA. 157

91 – Che cosa comporta la mobilitazione apostolica della Chiesa come · superorganismo dinamico?  157

IMPORTA TRE COSE: UNA FORMAZIONÈ DOTTRINALE A CONTENUTO SUPERORGANICO-DINAMICO; UNA FORMAZIONE SPIRITUALE DI NATURA SUPERORGALUCO-DINAMICA; UNA AZIONE PRATICA DI ISPIRAZIONE SUPERORGANICO-DINAMICA.                                    LA FORAMZIONE SUPERORGANICO DINAMICA TROVA LA SUA CHIAVE IN UNA ECCLESIOLOGIA SUPERORGANICO DINAMICA E DUNQUE, PER PRIMA COSA, DI UNA CONOSCENZA VITALE E APPROFONDITA DEL COHPO MISTICO COME SUPERORGANISMO DINAMICO. 158

92- Una formazione apostolica ecclesiale superorganico dinamica, ben centrata in Cristo-forma, che cosa richiede da parte del cristiano apostolo?. 159

RICHIEDE PER PIMA COSA LA PRESA DI COSCIENZA E LA ACCETAZIONE DELLA SUA REALTÀ VERA DI UOMO E DI CRISTIANO NELLA CHIESA, COME SUPERORGANNISMO DINAMICO. SI PUÒ ARIVARE A INDIVIDUARLA, ESAMINANDO LA COMPOSIZIONE DELLA CHIESA STESSA COME SUPREORGANISMO DINAMICO. 159

93-    La Chiesa, come superorganismo dinamico, si compone di vari elementi?  161

LA CHIESA, COME SUPERORGANISMO DINAMICO É ONTOLOGICAMENTE UNA. APPARE COME IL CENTRO E LA SINTESI DI TUTTO. COME CENTRO ESSA ORIENTA LA NOSTRA VISIONE. COME SINTESI, ESSA CI DICE COME METTERE INSIEME, E ANCHE COME DISTINGUERE, I SUOI VARI ELEMENTI. 161

94- Quali sono i primi due elementi da sapersi individuare nella Chiesa come superorganismo dinamico?  162

SONO I DUE ELEMENTI CHE GIÀ CONOSCIAMO, DI FORMA E DI MATERIA. LA FORMA È IL DIVINO. LA MATERIA È L’UMANO. ESSE COMPONGONO LA STESSA ESSENZA DELLA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO CHE OPERA LA SINTESI RELIGIOSA E SALVIFICA DELL’UMANO NEL DIVINO. 162

95 – Dopo la forma e materia, quali due altri elementi individuare nella Chiesa come superorganismo dinamico?  165

DOPO LA FORMA E MATERIA, DOBBIAMO SAPER DISTINGUERE NELLA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO, LO STESSO SUPERORGANISMO DA UNA PARTE, E LA SUA VITA-AZIONE DALL’ALTRA CHE CHIAMEREMO PRAXIS. DISTINGUERE TUTTAVIA NON GIÀ PER SEPARARE, MA SOLO PER INDIVIDUARE. SUPERORGANISMO E PRAXIS INFATTI SONO INSEPARABILI, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. 165

96- Vi sono altri elementi che è utile individuare nella Chiesa come superorganismo dinamico?  167

CE NE SAREBBERO MOLTI. ACCENNIAMO ALLA DIOCESI E AL LA PARROCCHIA; ALLE VARIE ISTITUZIONI; ALLE SINGOLE PERSONE; E PROBLEMA DELLA COMPOSIZIONE FRA CHIESA E MONDO.   PER QUANTO RIGUARDA LA DIOCESI E LA PARROCCHIA DICIAMO CHE ESSE RAPPRESENTANO LE DUE DIMENSIONI CHE RIPETONO LA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO, IN MODO DA PORLA COME STRUMENTO DI SALVEZZA ALLA COMPLETA PORTATA DI TUTTI. 167

97 – Le varie istituzioni, sono anche esse elementi che compongono la Chiesa così come è venuta sviluppandosi nella sua esistenza storica, come vanno interpretate?. 169

VANNO INTERPRETATE ANCH’ESSE COME ORGANISMI DINAMICI. NON PERÒ ORGANISMI DINAMICI RIPETITORI DELLA CHIESA, QUALE È IL CASO DELLA DIOCESI E PARROCCHIA. MA COME ORGANISMI DINAMICI CHE LE SERVONO DI STRUMENTO PER SVOLGERE DETERMINATI COMPITI E SERVIZI, FUNGENDO DA ORGANI DELLA CHIESA STESSA. SOUO DUNQUE, NON GIÀ ORGANISMI RIPETITORI, MA ORGANISMI-ORGANI DELLA CHIESA. 169

98- le persone, che sul piano umano rimangono pur sempre l’elemento più prezioso e decisivo di cui si compone la Chiesa, che cosa sono dentro di essa come superorganismo dinamico? …   170

LE PERSONE, NEL SUPERORGANISMO DINAMICO DELLA CHIESA, RAPPRESENTANO QUELLA PARTE PRIMORDIALE E PIÙ ELEMENTARE DI UN ORGANISMO VIVO, CHE SI CHIAMA CELLULA. E POICHÉ SI TRATTA NON GIÀ DI UN ORGANISMO FISICO MA DI UN ORGANISMO DINAMICO, LA PAROLA “CELLULA” RIFERITA ALLA PERSONA NELLA CHIESA ASSUME UN SENSO VERO, E VA INTESA NON GIÀ COME UNA SEMPLICE METAFORA O PEGGIO UNA CELLULA FISICA, MA COME CELLULA PERSONA CORRISPONDENTE ALL’EVANGELICO ”TRALCIO” DELLA VITE, AL PAOLINO “MEMBRO” DEL CORPO DI CRISTO, ALLA “PIETRA VIVA” DEL TEMPIO DELLA CHIESA, DI CUI PARLA SAN PIETRO. 170

99- Si può parlare di una certa composizione tra Chiesa e mondo, sì che anche il mondo appaia come un elemento di cui è composto il superorganismo dinamico cristiano?. 173

LA DOMANDA PONE IL PROBLEMA DEL RAPPORTO TRA CHIESA E MONDO, ILLUSTRATO DALLA COSTITUZIONE CONCILIARE GAUDIUN ET SPES. CERCHIAMO QUI DI ESPRIMERE LA SOLUZIONE IN UNA BREVE F FRASE, PARTENDO DALL’ESSENZA DELLA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO . VISTO CHE IN QUESTA ESSENZA DELLA CHIESA, IL PROBLEMA SI RISOLVE IN UN RAPPORTO DI FORMA E MATERIA. LA FORMA È SEMPRE IL DIVINO; IN QUESTO CASO, LO STESSO CORPO MISTICO. E LA MATERIA È IL MONDO, IN QUANTO PUÒ E DEVE ENTRARE IN SINTESI CON LA FORMA, ACCETTANDO IL DIVINO CHE LO SALVA. 173

100- Che cosa concludere alla fine di questa prima parte del nostro Catechismo?  175

COME CONCLUSIONE DI ESSA E COME PREMESSA DELLE SEGUENTI, SI POSSONO FISSARE QUESTE TRE COSE: LA SALVEZZA CRISTIANA PASSA PER LA CHIESA, UNIVERSALE STRUMENTO DI SALVEZZA; IL POTENZIAMENTO DELLA CHIESA COME STRUMENTO DI SALVEZZA, DEVE PASSARE PER LA SUA ESSENZA DI SUPERORGANISMO DINAMICO; LA MOBILITAZIONE E L’EFFICIENZA DELLA CHIESA COME SUPERORGANISMO DINAMICO DIPENDE DAL RICONOSCERSI E DALL’ACCETTARSI DEL CRISTIANO APOSTOLO COME, COME CELLULA-PERSONA. 175

 

 

La scienza della sapienza

Nella costruzione del sistema socio economico ambientale (=globalizzazione) la presenza del criterio di sviluppo si impone da sé, ciò che non si impone è la vita come contenuto di questo criterio di sviluppo. Occorre una scienza per individuarla e sceglierla con certezza.

In the construction of the socio-economic environmental system (= vital and  vitally  active globalization) the presence of the criterion of development imposes itself, what is not imposed is life as the content of this criterion of development. We need a science to identify it and choose it with certainty.

Ciò che è scienza e ciò che non lo è

Ogni scienza è tale quando ha come fondamento l’introspezione della realtà. Base di una scienza è l’adaequatio intellectus et rei, ossia l’adeguazione di ciò che ho intuito alla realtà della cosa osservata.

La scienza che ha come oggetto di studio il criterio di sviluppo o sapienza

Ogni scienza ha un campo di studio preciso definito dal proprio oggetto di studio: per esempio

  1. la psicologia ha come oggetto la psiche personale o di massa
  2. la sociologia ha come oggetto la società
  3. La sapienza (del criterio di sviluppo) è l’oggetto di studio della metafisica, ma non di qualunque metafisica di quella realista. La sapienza di un criterio di sviluppo viene studiata all’interno della metafisica realista integrale, scienza che pone il reale (rei) al primo posto.

La scienza del criterio di sviluppo inizia con l’oggetto da osservare

L’adeguazione dell’intelletto alla realtà della cosa è possibile quando esiste qualcosa da osservare, e nel nostro questo caso è il criterio di sviluppo. Ma come osservarlo?

La qualità manifestata da un oggetto di studio si chiama essenza

L’essenza è ciò che fa di una cosa ciò che è. Quando osservo un oggetto lo posso osservare da molti punti di vista, ma il piano che colgo come determinante per l’oggetto stesso è il piano essenziale. L’esperienza comune ci dice che distinguere senza se e senza ma una palla da basket da una palla di cannone è fondamentale per il basket: quella razionalità interna all’oggetto che mi conferma che quella che ho davanti è proprio la palla da basket.

Per dire che una proprietà fa parte dell’essenza essa deve essere una necessità. Questo concetto di necessità è tanto importante. Si tratta di una necessità, cioè di una qualità così terribilmente necessaria all’oggetto osservato che senza di quella esso non potrebbe esistere. Per esempio “io sono vivo”. Questo “essere vivo” è una proprietà essenziale necessaria senza la quale io non ci sarei proprio. Ma avrei potuto esemplificare con una delle infinite proprietà essenziali delle essenze che ci circondano e che siamo così abituati ad osservare tanto da non farci più caso: la mela è un frutto, l’idrogeno ha un protone, … .

L’inizio della scienza necessaria al calcolo sapienziale consiste nel selezionare la percezione.

Osservare il piano essenziale di un “ente” è naturale e semplice ma non sempre intuitivo perché siamo sommersi da percezioni provenienti da una realtà che supera abbondantemente le nostre capacità ricettive e di elaborazione. Occorre usare gli occhi della mente per fare attenzione agli aspetti che rivelano il piano essenziale, l’unico che ci interessi. L’individuazione dell’oggetto di studio è il percorso compiuto da Tommaso Demaria senza il quale risulta impossibile la stessa scienza metafisica realistico integrale e iniziamo con il domandarci: cosa può contenere ancora una essenza ?

  1. Il primo passo consiste nell’osservare come il piano determinante dell’essenza che fa esistere e determina un oggetto può essere esso stesso il piano unificatore di altre essenze. Osservando come i mattoni sono ordinati ed unificati nell’essenza casa comprendiamo come l’essenza di numerosi enti può essere ordinata all’interno di altri enti. Questi enti unificatori hanno il nome tecnico di “enti di secondo grado”. Ma Chi ha prodotto l’essenza di quella casa?
  2. Il secondo passo consiste nel porre l’attenzione sull’azione che ha costruito quella casa. Infatti ciò che ha unificato tutti quei mattoni, rubinetti, piastrelle … nell’unica essenza casa è stata l’azione dell’uomo. E che sia l’azione dell’uomo a costruire ogni ente della realtà storica è una necessità che possiamo tranquillamente qualificare essenziale. Ma … la casa l’ha costruita un uomo solo o ha collaborato con molti altri?
  3. Il terzo passo consiste nel porre l’attenzione sul soggetto che ha generato l’azione che ha costruito la casa: il raggruppamento umano. Un’infinità di raggruppamenti umani hanno collaborato (lavoro= azione) per produrre tutto. Nella civiltà industriale in cui viviamo l’azione che ha costruito … la casa … viene emessa necessariamente dal raggruppamento umano con la necessaria caratteristica di essere coerente ed univoca nello spazio e nel tempo: si tratta ancora di una necessità essenziale dell’azione del raggruppamento umano per essere costruttiva. Che cos’è un raggruppamento umano?
  4. Il quarto passo consiste nel porre l’attenzione sul raggruppamento umano in sé stesso. Abbiamo spostato l’attenzione dall’essenza della casa, l’abbiamo spostata anche dall’azione costruttiva della casa, … l’abbiamo spostata anche dall’azione costruttiva operata dal raggruppamento umano …. per fissare la nostra attenzione sul raggruppamento umano che nel nostro esempio potrebbe essere rappresentato dall’impresa edile. Da dove viene il raggruppamento umano? Chi l’ha generato? Come si è costruito? È necessario ed evidente che se c’è il raggruppamento umano qualche cosa lo ha costruito, ma diversamente da una casa che viene costruita, il raggruppamento umano è formato da persone vive, libere, che imparano e scelgono di unificare la propria azione. Come può l’azione delle persone trasformarsi in azione costruttiva di raggruppamento umano?
  5. Il quinto passo consiste nell’osservare lo sviluppo del raggruppamento umano in sé stesso. Osserviamo che ogni singola azione, per diventare costruttiva, deve necessariamente assumere la logica costruttiva necessaria a costruire una casa. Così come per costruire una casa è necessario assumere per le proprie azioni una unica logica nello stesso modo, per generare il raggruppamento ogni azione costruttiva deve assumere una unica logica costruttiva. La scelta da parte delle persone libere di questa unica logica costruttiva lo porta ad autocostruirsi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo. Considerare il raggruppamento umano “in sé stesso” potrebbe costituire un ostacolo perché quando considero un raggruppamento umano in sé stesso non mi posso limitare a considerare il ramo edile dell’azione di un raggruppamento, o quello automobilistico, … . Dev’essere un’azione costruttiva universale valida per ogni gruppo sociale nello spazio e nel tempo, e assolutamente necessario. Ci siamo già incontrati con una logica costruttiva dell’azione del raggruppamento: l’abbiamo chiamata “criterio di sviluppo”, e ne abbiamo un esempio realissimo nel “just in time” individuato da Kichiro Toyoda. Abbiamo osservato infatti come l’ applicazione di questo criterio al ramo automobilistico dell’azione è stata solo l’inizio della sua diffusione in ogni ambito sociale ed economico.

Siamo finalmente arrivati ad identificare il nostro oggetto di studio ponendo l’attenzione sul criterio di sviluppo

  • che consente l’esistenza del raggruppamento umano in sé stesso ,
  • che con la sua azione unifica l’azione personale in una azione collettiva in funzione della costruzione del raggruppamento stesso, azione
  • che si fonde con l’azione tecnica specifica generando così un’azione collettiva
  • che con la sua presenza genera l’azione che costruisce … la casa

Il nome comune “criterio di sviluppo dell’agire autocostruttivo del raggruppamento umano” indica cosa osservare per trovare il principio epistemologico di quella scienza che abbiamo chiamato metafisica realistico-dinamica1: o guardo quella cosa lì (rei) o non vi posso entrare. Tuttavia questa consapevolezza di dover cercare un criterio di sviluppo universale sarebbe ancora inutile quando non  la concretizzassi con questa domanda: Su quale criterio di sviluppo si regge un raggruppamento in sé stesso?

  1. Il sesto passo consiste nell’individuare quale è il criterio di sviluppo che unifica il raggruppamento umano in sé perché la scienza nasce dall’osservazione del reale. Come l’essenza casa unifica le essenze particolari (mattoni, pavimenti, rubinetti) in un unico ente di secondo grado, così un criterio di sviluppo a valore essenziale può raggruppare l’azione costruttiva del raggruppamento umano considerato in universale (l’intera umanità in tutto il suo spazio e in tutto il suo tempo) in un unico ente di secondo grado . Il sesto passo consiste nel riconoscere quale criterio di sviluppo dell’agire umano sia universale e necessario all’intera umanità per esistere nello spazio e nel tempo. Lo abbiamo già visto precedentemente: il raggruppamento umano per esistere deve essere vivo. Per questo semplice motivo il criterio di sviluppo vitale e vitalmente operante è imprescindibile dall’azione autocostruttiva del raggruppamento umano, sia che il raggruppamento sia considerato in universale, sia che questo sia considerato in ogni sua minima manifestazione sociale od economica come un’impresa edile o una famiglia. Questo criterio è concreto e ha valore supremo perché nulla nel raggruppamento umano è più importante dell’essere vivo per emettere quella azione che lo manterrà vivo. Questo è il famoso criterio di sviluppo organico2-dinamico. Tuttavia questa coscienza di avere come forma dell’azione autocostruttiva dell’umanità la sapienza organica è in sè INSUFFICIENTE perché non è concepibile alcun criterio di sviluppo separato dalla azione di cui è forma. Come unire il criterio di sviluppo vitale e vitalmente operante del raggruppamento umano all’azione concreta?
  2. Il settimo e definitivo passo per il calcolo sapienziale riguarda il processo di unificazione in direzione del dinontorganismo tra il criterio di sviluppo del raggruppamento umano in sé con il criterio di sviluppo specifico. Non ci piove che la costruzione della casa sia un’azione del raggruppamento umano in funzione della famiglia e perciò della vita. Cioè, non ci piove quando il criterio dinontorganico si fonde con il criterio tecnico specifico, altrimenti ci piove eccome! Il dinontorganismo che costruisce il raggruppamento è infatti solo “divenienza” ossia condizione necessaria allo sviluppo di qualsiasi raggruppamento umano, la cui azione è costruttiva esclusivamente attraverso una particolare prassi specifica con anch’essa ha le sue necessità essenziali (leggi scientifico tecniche).

Ecco, ora che stiamo osservando la sintesi tra criterio di sviluppo dinontorganico e prassi economico-scientifico-tecnica della realtà storica profana siamo entrati in quel ramo della metafisica realistico integrale che si chiama ideoprassiologia3. Nome strano ma non più strano di erpetologia o entomologia. Guardando la sintesi tra criteri di sviluppo di vita, scienze ed azioni stai guardando l’oggetto della scienza4 più potente e necessaria che esista per la civiltà industriale che ci mantiene in vita. Adaequatio intellectus et rei dove rei viene prima di adaequatio: osservando questa sintesi organico-tecnica è possibile accedere alla scienza che serve al calcolo sapienziale perché finalmente riesci ad osservare il reale che è la fonte di tutto il sapere umano. Che cos’è il sapere ideoprassico? Sarà adatto al calcolo sapienziale?

L’organizzazione del sapere e della scienza nel calcolo sapienziale

Ci sono diversi tipi di sapere riguardo alla stessa realtà.

  1. C’è il sapere empirico che sa le cose e le usa senza preoccuparsi di andare oltre. Di quell’ente so il necessario per usarlo: so che per chiamarlo casa deve esistere un tetto e delle mura ed un pavimento. Va benissimo per usare una casa ma come faccio a costruirla?
  2. C’è poi un sapere tecnico. So costruire una casa. Conosco la tecnica che ha permesso di costruire così le case per centinaia di anni e costruite così vanno bene. Ma come costruire un grattacielo? Per farlo devo progettare una nuova tecnica e non posso progettare tecniche senza conoscere le cause che fanno restare in piedi una casa. Ho bisogno del sapere sceintifico.
  3. C’è il sapere scientifico. Ci sono molte scienze e diversi tipi di scienza, descrittive come la biologia o astratte come la matematica5. Per costruire cose nuove occorre possedere un sapere scientifico che conosce le cause. So come mai una casa sta in piedi e come fare a costruirla e quindi scelgo i materiali e le tecniche più adatte per costruire un grattacielo di 900 metri di altezza. Anche questo sapere è limitato perché reso necessariamente settoriale dallo steso principio che fa funzionare una scienza: l’ingegneria edile non riesce ad indagare sulla medicina. Ho bisogno di fare un altro passo.
  4. C’è infine il sapere filosofico-metafisico che cerca le cause fondanti ed è in grado di unificare le scienze tra loro in funzione della vita. Ma per il calcolo sapienziale che unifica scienza a criterio di sviluppo ci limitiamo ad occuparci di una scienza che si occupa del mondo profano e che dal suo scopritore è stata chiamata ideoprassiologia.

Gnoseologia,equivalenza
Illustrazione 6: la struttura del sapere, compreso quello ideoprassico che unifica l’altro



La sintesi nella ideoprassiologia di ogni aspetto del sapere secolare consente due affermazioni che verranno utilissime

  • la prima. Il criterio di sviluppo del sapere scientifico, fin dall’inizio dell’economia industriale, è sempre stato finalizzato e non potrà mai essere neutro. E nemmeno il sapere tecnico. E questa considerazione è valida anche maggiormente per l’economia6 .
  • la seconda. A causa della sintesi essenziale tra sapere scientifico tecnico ed ideoprassico7 co-essenziale al rapporto qualitativo-quantitativo, è possibile controllare attraverso i criteri di sviluppo scientifico-tecnici ma anche empirici la presenza e la crescita del dinontorganismo quale motore dello sviluppo.
La scienza della costruzione di una sapienza viva

Ogni scienza deve essere in sè oggettiva, ma il suo sviluppo e finanziato quando essa è funzionale. Lo vediamo. Tesla che studia l’accumulo dell’energia elettrica è finanziata in continuazione dagli investitori anche se essa, dopo anni, non ha ancora ottenuto il pareggio di bilancio. In questo mondo industriale si sviluppa la scienza funzionale, ossia quella scienza in grado di risolvere problemi pratici.

Quale è lo scopo finale del sapere scientifico? Non possiamo che ripetere che mentre ogni altra considerazione circa il futuro dell’umanità può essere opinabile, non può essere affatto un’opinione il fatto che nel futuro prossimo o remoto l’umanità debba prima di tutto essere viva e generatrice di vita, ossia dinontorganica. E non può essere un’opinione nemmeno il fatto che oggi l’umanità sia viva , in caso contrario non potrebbe nemmeno pensare di costruire il proprio futuro vivo. Ci si sente stupidi a puntualizzare queste cose che dovrebbero essere patrimonio di un bambino fin dalla nascita.

La scienza che si occupa del contenuto vitale e vitalmente operante dello sviluppo proprio alla realtà storica, orientando lo sviluppo delle altre scienze e le altre tecniche attraverso i “criteri di sviluppo” è quella branca della metafisica realista che si chiama metafisica realistico integrale nella sua specificazione di ideoprassiologia8 . É proprio l’ideoprassiologia coordinatrice di scienza e tecnica che riguarda il mondo profano che a noi interessa.

la scienza della costruzione della sapienza viva o dinamismo organico

Rimandiamo ancora ogni altra considerazione sulla metafisica realistico dinamica ai testi presenti in internet e disponibili al pubblico, limitandoci ad osservarne il collegamento con i criteri di sviluppo a valore essenziale attraverso una breve verifica di quanto affermato da essa.

Quinta conclusione: la scienza necessaria allo sviluppo sistema economico

La metafisica realistico integrale attraverso la “scienza delle necessità dello secolare” o ideoprassiologia9 (parte quarta) considera i fattori necessari alla sussistenza dell’umanità, seleziona scientificamente i fattori oggettivi (i criteri di sviluppo parte prima) necessari alla vita umana nel lungo periodo (parte quarta e seconda). Studiando i criteri di sviluppo di questi fattori siamo in grado di conoscere il rapporto quantitativo-qualitativo necessario alla vitalità (parte terza). Questa possibilità applicata all’economia amplia la limitata formula di Keynes (« In the long run we are all dead. »(IT)« Nel lungo periodo siamo tutti morti. »)10 e l’attuale IS_LM presa a termometro della salute del mondo, amplia queste formule economiche ed econometriche rendendole valide anche nel lungo periodo donando a loro la caratteristica di essere vitali e vitalmente operanti. Lo può fare

  1. perché limita la considerazione ai soli fattori matematico-essenziali ossia che “non possono non essere presenti” per garantire la vitalità dell’azione del raggruppamento umano.
  2. Perché aggiunge ad essa il controllo sui criteri di sviluppo che la formulazione precedente non aveva considerati: in questo modo essa può verificare la vitalità dell’autocostruzione umana.

1«studiare metafisicamente la realtà storica come ente dinamico e studiare l’ente dinamico come realtà storica, è rimanere nell’unico e identico oggetto formale dello studio metafisico della realtà storica stessa, che è insieme ente dinamico e realtà storica, realtà storica e ente dinamico.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975, I Dalla categoria ontologica dell’ente dinamico all’essenza della realtà storica , § I – Un passaggio in continuità n°/p. 15 ].

2TUTTO CIÒ CHE BENEFICIA DELLA FORMA DELLA VITA SI CHIAMA ORGANISMO. Tuttavia, come vediamo, l’azione del raggruppamento umano che in sé come forma il dinamismo della vita è molto diverso da una gallina ente di primo grado. Il primo infatti è un organismo dinamico, il secondo invece un organismo statico.

3«Ciò significa che la metafisica (nel nostro caso la metafisica realistico dinamica ) assume l’identico ruolo della matematica, in rapporto delle “scienze” della teologia e dell’ideoprassiologia, offrendo a loro il carattere della dinontorganicità. Dalla teologia e dalla ideoprassiologia, poi, la dinontorganicità può dilagare in tutte le discipline e realtà subalterne alla teologia e alla ideoprassiologia stessa.» Tommaso Demaria,CONFRONTO SINOTTICO DELLE TRE IDEOLOGIE, quarta serie, Roma 1985 [CULTURA COME CIVILTA’,[ [ A IDEOPRASSI DINONTORGANICA E CIVILTA’DELL’AMORE [ , § 9. La dinontorganicità n°/p. 119 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2017/06/Confronto_sinottico_1985__completoDefinitivo.pdf].

4«Cominciamo dalla qualifica della scienza che manca al riguardo. Si tratta di una nuova scienza che non coincide con nessun’altra. La si potrebbe battezzare col titolo emblematico di Ideoprassiologia.» Tommaso Demaria, 6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, [II Integrazione della dottrina sociale cristiana con l’ideoprassi organico-dinamica, IL PROBLEMA DELL’IDEOPRASSI ORGANICO-DINAMICA, § 7 – Affiancamento della Dottrina Sociale Cristiana e dell‘ideoprassi orga­nico-dinamica..

5«S Possiamo giusti­ficare il nostro asserto appellandoci alla matematica. Questa è la disciplina più astratta che esista, soprattutto quando si tratta di matematica pura. E tuttavia è lo strumento valido per penetrare la concretezza della realtà fisica.» Tommaso Demaria,6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, Dinontorganicità , § 14 – Dall‘astrattezza metafisica realistica, alla concretezza nell’ambito ec­clesiale e ideoprassico dinontorganico n°/p. ].

6« La ragione è questa. L’ideoprassiologia (e dunque l’ideoprassiologo) è la scienza che sul piano della sintesi e della concretezza abbraccia la totalità. È la “scienza della totalità” fino alle sue articolazioni più capillari. E l’ideoprassiologo, essendo per definizione l’uomo della concretezza e della sintesi, deve saper abbracciare ed organizzare nella sua mente un quantitativo enorme di acquisizioni scientifiche. Cosa assolutamente impossibile per un solo cervello.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Premessa, II LA SCELTA ENERGETICA, § 22 – MOMENTO SCIENTIFICO SAPIENZIALE E MOMENTO SCIENTIFICO-TECNOLOGICO n°/p. 29 .
«Tanto, che la stessa tecnica si riscopre sempre più agganciata alla metafisica per poter comprendere se stessa e poter giustificare una propria funzione umanistica e cosmica. Per non dire del suo fatale soggiacere alla ideologia (appunto come “mobilitazione operativa per fede” di qualsiasi “filosofia della prassi”), la quale diventa in ultima istanza l’arbitra della tecnica stessa e del suo uso per il bene o per il male, al di là della morale e dello stesso diritto naturale.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975 [,[ [ VI La scelta teologica come scelta metafisica [ , § 10 – Verso un‘essenza superorganico-dinamica cristiana n°/p. 256 ].

7« Le due altre ideoprassi, infatti, si esauriscono nella scienza fenomenica e nella tecnologia. Ignorano l’essere della nuova realtà storica dinamica secolare e tanto meno riescono a penetrarlo con metodo metafisico realistico: diversamente dalla ideoprassi dinontorganica, che lo penetra, facendo sgorgare dal dinontorganismo la fonte della sapienza che ricerchiamo.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [A – IDEOLOGIA DINONTORGANICA E SVILUPPO,[ [ III LO SVILUPPO [ , § 7 – LA FONTE DELLA SAPIENZA UMANO-STORICA IDEOPRASSICA n°/p. 68 ].

8In senso metafisico realistico, l’ente dinamico è l’ente la cui essenza reale ancora non è ma diviene, si fa attivisticamente nello spazio e nel tempo. In latino: ens cuius essentia fit. L’ente statico, invece, è l’ente la cui essenza reale è già bell’e fatta (e dunque non diviene) fin dal primo istante della sua esistenza. In latino: ens cuius essentia est. «Le due definizioni dell’ente dinamico e dell’ente statico, che hanno un senso metafisico realistico oggettivo, qualificano i due segmenti della metafisica realistica integrale.» Tommaso Demaria, 6 NUOVE PROSPETTIVE IL DINONTORGANISMO, Metafisica realistico integrale, § 5- Definizione dell‘ente dinamico ed ente statico. n°/p. .

La metafisica realistico integrale

9« Essa si chiama “ideoprassiologia”. Il suo punto di merito, che la apre alla sapienza umano-storica, è il fatto della sua sinteticità e concretezza, che la pone in grado di abbracciare l’intera realtà storica dinamica secolare. Questa è la realtà di sua specifica competenza. Tutto il resto le rimane estraneo. Il che non significa ignorazione, ma modestia e spirito di responsabilità.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Premessa, II LA SCELTA ENERGETICA , § 21 – LA SCIENZA DELL’IDEOPRASSI n°/p. 29 ].

10(John Maynard Keynes, risposta a coloro che criticavano l’applicabilità dei suoi modelli al lungo periodo.[6])

Nuove leggi di mercato

una Wto che peraltro il presidente americano ha definito «un disastro per gli Stati Uniti»[1].  Come si legge è iniziata la riforma  all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Si tratta di una decisiva “terza guerra mondiale“, ma veramente mondiale e veramente decisiva.WTO

Il WTO, nato per impedire al COMECON di sopravvivere, ora si rivela un boomerang non solo per gli ex paesi comunisti ma anche per chi, gli USA, quell’organizzazione la ha fortemente voluta. Trump afferma che occorre cambiare i criteri del mercato libero globalmente perché questi criteri non consentono la vita dei singoli stati o almeno la loro libertà reale.  Perché il mercato totalmente libero secondo Trump non va?

Perché le persone comperano il prodotto col miglior rapporto qualità prezzo, e se questo  prodotto arriva dalla “Cina” la produzione e i capitali per generare nuove imprese  si spostano all’estero. Perfino gli States si sono accorti che che non si sopravvive con un debito così grande e sopratutto in progressivo aumento. Stanno per cambiare le leggi del mercato libero come lo conosciamo oggi e come lo conosce l’economia pura. Alla possibilità di “scambiare liberamente”  e al teorema della specializzazione va aggiunto il suo limite salvifico: mercato libero ma entro la funzionalità alla sopravvivenza dello stato stesso.

Si tratta di una edizione globale di quel criterio locale che è conosciuto volgarmente come Kilometro Zero e che per essere attuato richiede il passaggio all’economia polispecialistica di Qualità Totale ( o Toyota Way).  Personalmente sono contento di aver anticipato queso esito fin dal 1995, perché conferma la bontà del modello di sviluppo organico-dinamico Cescita feliceTm live giving-llife, ma naturalmente il criterio era parte della prassi organico-dinamica sin dalla sua scoperta degli anni 50.

Purtroppo, il Km0 senza gli altri princìpi è destinato a produrre ancora morte perché,senza sostituirlo e completarlo con altri criteri, blocca il meccanismo proprio all’economia di ridistribuzione del denaro: il denaro va dove produrre costa meno.

Ora attendiamo gli esiti di questo conflitto mondiale con tutte le modificazioni sociali che “forse” ne seguiranno. La vicenda ci consente di sottolineare qualcosa riguardo alla potenza dei feedback metafisici: a crollo del comunismo appena avvenuto, nel 1994 ,   chi si aspettava di vedere a distanza di vent’anni gli USA in fallimento chiedere la carità?

Potenza dei criteri di sviluppo /feedback

Roberto Roggero

[1] http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-03-22/trump-sfida-pechino-in-arrivo-dazi-cento-categorie-merci-cinesi-091809.shtml?uuid=AEVALXLE&cmpid=nl_7+oggi_sole24ore_com&refresh_ce=1

Il calcolo sapienziale: il fondamento

L’inizio e la fine di qualsiasi valutazione di economia è la risposta questa domanda. “La teoria economica regge? Descrive e prevede l’agire socio-economico con sufficiente precisione anche nel lungo periodo?

Nel sentire comune la risposta dovrebbe riguardare esclusivamente la scienza matematico-statistica, e invece ho scoperto che una grande quantità di economisti vanta anche una base filosofica. Escludendo pure  dalla valutazione Adam Smith che con la sua “sulla ricchezza delle nazioni” si trova proprio all’inizio, eliminando anche Karl Marx la cui teoria socio economica fa acqua da tutte le parti, rimane tuttavia da giustificare la presenza della filosofia tra economisti come von Hayek o J.K. Galbright e molti altri fino a Richard Thaler. Il fatto è che qualsiasi teoria economica ha la giusta pretesa di descrivere il comportamento umano globale dal lato economico e il comportamento a sua volta è parte integrante dello studio di altre scienze, dalla psicologia1 alla sociologia alla metafisica.

In effetti la razionalità che anima il comportamento umano viene prima della sua misurazione quantitativa, ergo l’economia senza le scienze umane è semplicemente IMPOSSIBILE.

La seconda domanda che regge una teoria economica è legata alla prima“ Cetera paribus o no?” Ossia “La modificazione del comportamento economico (della curva che lo descrive) produce o no una modificazione degli altri elementi umani su cui si regge?”2

Molti premi Nobel sono legati alla risposta a queste domande e molti altri lo saranno.

Da dove nasce la scienza economica?

Diventare coscienti della sorgente della scienza economica ci consente di identificare gli elementi che rispondono a queste due domande.

La sapienza è sintesi poderosa perché radice dello sviluppo

Economia

L’economia ha leggi proprie, descritte nei manuali di economia che conosciamo. Da cosa nasce un manuale di economia? Certamente non si è fatto da sé, riassume le descrizioni di quei comportamenti socio-economici che si sono dimostrati valide o parzialmente valide nel tempo, tanto da generare una certa capacità di previsione “universale” ed assumere di conseguenza il valore di legge.

All’interno di un manuale di economia troviamo le leggi che regolano lo sviluppo dell’economia nel suo complesso (macroeconomia), e di ogni azienda ( microeconomia) compreso lo sviluppo dell’intera immensa Toyota.

Oggi non ci interessiamo dell’impresa di automobili “Toyota”, bensì del mondo economico “Toyota”, ossia di quel particolare modello di sviluppo noto oggi come “Toyota Way” esportato in ogni parte del mondo e parte integrante tanto della micro quanto della macro economia.

ToyotaWayCi interessiamo di questo modello economico perché tutto lo sviluppo contenuto nel Toyota Way non è altro che un commento allo sviluppo descritto ne “Lo Spirito Toyota”3 .

Toyota,Economia,Way,Spirito

Da dove inizia dunque la (micro) economia? “Lo spirito Toyota” ci scrive che la microeconomia  inizia dal criterio di sviluppo.

Toyota,Economia,Way,Spirito,Frase

Questa evidenza ce lo ha mostrata il fondatore di un’azienda serissima e credibile: il criterio di sviluppo “just in time” ha dato origine ad un modello che si è diffuso con successo in ogni parte del mondo in realtà diversissime tra loro.

Il criterio di sviluppo è alla base dell’economia.

Oggi utilizziamo questa informazione dello strettissimo collegamento tra criterio di sviluppo e teoria economica perché ci aiuta a comprendere l’immensa proprietà di sintesi propria ad un criterio di sviluppo. Nel nostro caso la sapienza “just in time” di un unico criterio contiene al suo interno le leggi economiche, il Toyota Way, e lo Spirito Toyota.

Qualsiasi risposta di “misurazione” è per definizione già presente nel reale storico come qualità da misurare. Quale è questa qualità da misurare? Nel caso di “Toyota Way” occorre misurare l’effetto “storico” della costruzione della sapienza “just in time”. Tra risultato e sapienza che lo genera incarnandosi c’è infatti una relazione biunivoca4.

La semplicità del “calcolo sapienziale”.

La domanda che segue ci aiuta a individuare i fondamenti della teoria economica.

Per confrontare la validità di una teoria economica è proprio necessario passare dal criterio di sviluppo “just in time” alla sua realizzazione particolare (automobili), alla sua esplicitazione globale (qualsiasi tipo di impresa) ed infine alla teorizzazione (macro) economica” ?

La storia Toyota che prendiamo ad esempio ci parla di una continua incarnazione [nota 4]. Per la relazione biunivoca tra sapienza utilizzata (Just in time) e le attività che lo incarnano, ci è concesso di rispondere che possiamo dare un giudizio fin “prima” dell’inizio come ha fatto K. Toyoda, attraverso quello che possiamo chiamare “calcolo sapienziale” che enunciamo ma che per ora resta una cosa misteriosa.

Ciò che abbiamo capito sino ad ora è che questo “calcolo” si situa all’inizio , riguarda la valutazione delle cause qualitative (la sapienza propria ai criteri di sviluppo che ha causato tutto) e solo dopo gli effetti (la misurazione degli effetti propria di uno studio economico).

La sapienza primaria genera le leggi e gli strumenti di un sistema economico

Aggiungiamo un altro tassello alle nostre conoscenze  sul “calcolo sapienziale”  notando che il criterio di sviluppo non è scollegato dalle altre leggi, addirittura dallo stesso modo di pensare.

«Nell’evoluzione del sistema di produzione Toyota ho spesso perseguito lo stravolgimento del senso comune, ho cercato di «pensare all’inverso», e invito tutti i manager, i dirigenti, i capi e i lavoratori a essere più flessibili nel loro modo di pensare il proprio lavoro. »5

La sapienza primaria genera necessariamente quello che da alcuni autori viene definito ecosistema socio economico6 e che la metafisica realistico dinamica7 e la chiesa definiscono “modello di sviluppo”8.

Il calcolo sapienziale è il confronto scientifico tra criteri di sviluppo diversi

La teoria economica regge? Cetera paribus o no?Toyoda,scopertaJit

Grazie alla relazione biunivoca tra le leggi economiche e il loro criterio di sviluppo fondante (nel nostro esempio “Just in time”) possiamo confrontare tra loro economie diverse perché fondate su criteri diversi. È ciò che ha fatto Kiichiro Toyoda: considerare il criterio di sviluppo9 (=concetto) e non i singoli risultati, o le macchine necessarie, o la capacità della manodopera, o il marketing, … : il resto è venuto dopo.

Utilizzando i criteri invece che il loro risultato empirico occorre anche rilevare come si sia ridotta l’entità dello sforzo complessivo necessario al confronto; in compenso per confrontare criteri di sviluppo diversi in modo scientifico ed oggettivo occorre utilizzare spostarsi dal calcolo quantitativo ed utilizzare la metafisica realistico integrale.

Prima conclusione

Circa le  domande  : “La teoria economica regge nel lungo periodo? Cetera paribus o no?

possiamo azzardare una prima risposta.

  1.  La teoria economica regge nel lungo periodo? La teoria economica regge  quando può reggere nello spazio e nel tempo  il criterio di sviluppo che la fonda e la anima.
  2. Cetera paribus o no? Gli altri fattori  ( o ecosistema economico,  modello, ….) si sviluppano coerentemente   mantenendo valida  universalmente la teoria economica  solo quando  derivano dallo stesso criterio di sviluppo fondante

Fine prima parte

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Roggero Roberto

1Il Nobel del 2017 è andato a Richard Thaler, lo studioso che ha psicanalizzato l’economia, uno degli esponenti di spicco dell’economia comportamentale, cioè di quella branca che impiega concetti tratti dalla psicologia per elaborare modelli di comportamento alternativi a quelli formulati dalla teoria economica standard.

2Molti economisti sono assolutamente incapaci di prevedere questi fattori. L’imbarazzo è visibile, ad esempio: (EN)« In the long run we are all dead. »(IT)« Nel lungo periodo siamo tutti morti. » (John Maynard Keynes, risposta a coloro che criticavano l’applicabilità dei suoi modelli al lungo periodo.[6]) https://it.wikipedia.org/wiki/John_Maynard_Keynes

3Toyota Production System, Taichi Ohno 1978, Giulio Einaudi, Torino 1993 e 2004

4«Negli anni 1949-50 come direttore dell’officina che è oggi diventata il principale impianto della Toyota, feci i miei primi passi in direzione dell’idea del just in time. Per stabilire il flusso di produzione riordinammo la collocazione degli impianti, adottando un sistema chiamato « multi-process » che assegnava a uno stesso operatore 3 o 4 macchine diverse. Da allora in poi, usai la mia crescente influenza e autorità in azienda per applicare queste tecniche anche agli altri impianti. Tutte le idee che cominciavo a mettere in pratica con costanza e audacia avevano lo scopo di correggere un sistema di produzione vecchio e conservatore e poterono anche essere vissute come una forzatura autoritaria. » Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993 [,[ [ Il coraggio di ripensare e contrastare i luoghi comuni. [ , § Capitolo secondo, L‘evoluzione del sistema di produzione Toyota n°/p. 47 ].

5Taichi Ohno, Lo spirito Toyota,Einaudi 1993, Come migliorare la produttività in un periodo di crescita lenta. § Capitolo sesto Sopravvivere in un’epoca di crescita lenta n°/p. 155-157

6Per ecosistema economico e sociale si intende una rappresentazione di tutti gli attori, stakeholder e shareholder, coinvolti nel processo end-to-end di creazione di valore di un determinato settore economico, dalla produzione fino all’uso e smaltimento di un bene o servizio. Da https://www.lenovys.com/blog/tesla-toyota/?utm_campaign=lenovys_focus&utm_source=newsletter&utm_medium=marzo&utm_term=email&utm_content=w11

7« Se così è, possiamo giungere finalmente alla giusta definizione dello sviluppo, in questi termini: lo sviluppo è il processo costruttivo della giusta società dinamica secolare che è quella dinontorganica come “tipo”, secondo il modello richiesto dalle singole situazioni concrete.» Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma – Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 [Primessa,[ [ III LO SVILUPPO [ , § 16 – L’AUTENTICO SVILUPPO n°/p. 60 ].

8«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015, 5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE, IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA , n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

9« Io fui profondamente impressionato dalle sue parole quando Kiichiro pronunciò la fatidica espressione «just in time». Mi sono chiesto un’infinità di volte come fosse arrivato a quest’idea e naturalmente non potevo saperlo perché non potevo chiederglielo direttamente. Ma è evidente che egli pensava intensamente a come superare il sistema di produzione automobilistica usato negli Stati Uniti.» Taichi Ohno,Lo spirito Toyota, Einaudi 1993, Due personaggi fuori dal comune., § Capitolo quarto, La Genesi del sistema di produzione Toyota n°/p. 112 .

Come votare? La metafisica è inutile?

La metafisica realistico dinamica è concreta riesce ad aiutarci anche nelle scelte quotidiane.

Due sono i criteri per decidere  in mancanza della coscienza di un nuovo modello di sviluppo entrambe educatività

  1. la scelta deve cadere quanto più vicino possibile alla Forma  della prassi del  popolo-famiglia-2modello
  2. La scelta deve coincidere con  la mission del partito stesso che per definizione si trova nel simbolo

Con questi due criteri abbiamo esaminato i programmi e i simboli dei vari partiti e ne abbiamo concluso che uno solo corrisponde ai criteri  sopra descritti: il popolo dalla famiglia perché:

  1. è il piano fenomenico del dinontorganismo e forma della Realtà storica nelle tre dimensioni
    1.  nella spinta di costruire la comunità familiare: il fattore che unisce è la comunità, non lo stato e naturalmente non può essere la persona
    2. Si tratta della spinta sociale alla costruzione di un ente dinamico fenomenico vivo  e a valore essenziale per l’agire di qualsiasi persona ( ciascuno nasce in una famiglia)
    3. Si tratta dell’organismo dinamico fenomenico vivo deputato dalla propria essenza  a trasmettere ed insegnare a trasmettere la vita
  2. La sua mission è dichiarata nel simbolo, non è parte più o meno minuscola di un programma.

In una parola è DIN-ONT-ORGANICO SUO MALGRADO purché rispetti  la propria mission.

Roberto Roggero

«   Alle radici dell’andamento del fenomeno demografico sta la rivoluzione industriale, che torna ad essere la regolatrice di esso. Si può stabilire questa legge: all’inizio, la rivoluzione industriale favorisce l’aumento della popolazione; in un secondo tempo la situazione demografica rimane statica. Nella terza fase, data la diminuzione delle nascite, la popolazione diminuisce e non è più possibile il suo ricambio.»
Tommaso Demaria,Atti del Corso di studio Mid di Roma - Centro Nazareth, 26-30 dicembre 1984,FAC Roma 1984 PREMESSA, IV IL FUTURO DEL PIANETA, § 6 – LE DIFFICOLTÀ CHE OSTACOLANO IL BUON ESITO DELLA SFIDA n°/p. 85.

Conosci la Gnoseologia

Riprende il Corso di Filosofia Cristiana

Gentile lettore, voglio farle un invito personale al mio corso online di Filosofia Cristiana che terrò dal 7 febbraio 2018 col secondo FontanaModulo di Filosofia Cristiana sulla Gnoseologia o Metafisica della Conoscenza. Si tratta di 6 lezioni fruibili in sede o a distanza. Il primo modulo sull’Ontologia è stato svolto nel 2017 ed è disponibile.

Perché dei Moduli di Filosofia Cristiana?

Di filosofia cristiana oggi non parla più nessuno. Eppure come chiamare l’incontro della fede cristiana con la filosofia se non con l’espressione filosofia cristiana? Oggi si nega una cultura cristiana, una politica cristiana, una civiltà cristiana e, quindi, si nega anche una filosofia cristiana. Però essa è esistita ed esiste in quanto consiste nel filosofare nella fede, il che è d’obbligo quando la fede si incontra con la ragione, a meno di non inclinare verso il protestantesimo che ad una filosofia cristiana non pensa minimamente dato che non crede all’incontro tra fede e ragione.

Perché iniziare dal Modulo di Ontologia?

L’anno scorso ho iniziato con il Modulo di Ontologia perché la filosofia cristiana è realista e quindi si parte dall’essere. E perché è realista? Perché tutto quanto ha a che fare con la storia della salvezza ha carattere ontologico, ossia riguarda l’essere. Dio realmente esiste; Dio ha realmente creato il mondo; il Verbo si è realmente incarnato; la sua morte e resurrezione hanno realmente ricreato l’universo; il peccato è realmente la morte dell’anima; col battesimo realmente nasce una nuova creatura; nelle specie eucaristiche Cristo è realmente presente. Il cristianesimo è una realtà e quindi la fede cristiana ha bisogno di una filosofia realista.

Perché continuare con il Modulo di Gnoseologia?

Il 7 febbraio inizierò il Modulo di Gnoseologia che è meglio Gnoseologiachiamare Metafisica della Conoscenza perché la filosofia cristiana parte dalla certezza immediata ed evidente di conoscere le cose realmente esistenti. Essa non si fonda sul dubbio ma sulla certezza. I problemi vengono dopo, prima c’è la sicurezza di conoscere il reale. Il Modulo di Gnoseologia serve quindi a sfatare l’ideologia del dubbio, lo scetticismo insegnato oggi, la presunta incapacità di conoscere il reale che alimenta poi disagio esistenziale e angoscia.

Come proseguirà il Corso di filosofia cristiana?

Proseguirà con i Moduli di Antropologia, Morale, Teologia, Politica.

Dove si tengono i Corsi di Filosofia Cristiana?

Gli incontri si tengono presso la Libreria l’Isola del Tesoro di Fede & Cultura Universitas di Verona, via Marconi 60/a, ogni quindici giorni, per 6 mercoledì a partire dal 7 febbraio 2018, dalle ore 18,30 alle ore 20.00. Chi non può essere presente può scaricare le videoregistrazioni e i materiali testuali online a lezione fatta. Per l’intero modulo di 6 lezioni si pagano 35 euro+iva. È possibile recuperare anche il modulo di Ontologia.

Per maggiori informazioni scrivere a: ordini@fedecultura.com, o telefonare al 045-941851

Prof. Stefano Fontana

Fede & Cultura Universitas