L’organismo è il fondamento dell’intero realismo (1)

L’organismo si mostra da solo

In una scienza fatta per dimostrazioni come lo è la metafisica, il punto di partenza gioca un ruolo fondamentale.

Infatti quando A = B e B=C ne segue che C=A, partire da un errore (A è errato) inficia tutto il resto della catena, non importa quanto sia logico. Anzi la logica ferrea mi garantisce l’errore ad ogni passaggio. Purtroppo questa ripetizione dell’errore è la storia del filosofare di moltissimi filosofi, a partire dallo stesso Cartesio.

il punto A deve essere una auto (di)mostrazione del reale. Per brevità la indicheremo   con il termine “mostrazione”.

La mostrazione realista

  1. “Io sono vivo e non mi sono fatto da me” è una adaequatio intellectus et rei. Dove Rei si rivela. in quanto realtà viva,in questo caso specifico è una percezione dell’uomo.

Caratteristiche.

  1. “Io sono vivo” è una proprietà dell’essenza, “non mi sono fatto da me” è la percezione della mia esistenza che ha un inizio. Possedere un principio vitale è percezione universale, è necessaria, è assoluta, è irriducibile, è suprema.

Scienza metafisica.

  1. Io sono vivo ma non mi sono fatto da me” è percezione metafisica da parte dell’uomo, prima non c’è nulla:  la scienza metafisica inizia con l’uomo.  Poiché la prima percezione è questa ne segue che il metodo di questa scienza è necessariamente adaequatio intellectus et rei, il piano operativo di questa mostrazione. La realtà si mostra ed io la percepisco.
  2. Io sono vivo ma non mi sono fatto da me” mostra una realtà essenzialmente complessa e viva. Infatti il principio vitale “non lo ho fatto io” e per questo mi precedeva e mi è stato comunicato; mentre il mio “io” è nato con me, è unico e irripetibile. “Io”, ho un inizio e sono ente creato , mentre il principio vitale necessariamente non si è fatto da sé.
  3. Poiché il principio vitale lo possiede pure Dio, ciò che è creato è per forza  la “realtà complessa di Io & principio vitale”.  Quindi “sono un organismo”  in cui il principio vitale si accompagna ad un ente creato (Io&principio vitale impastato di materia).
  4. La mostrazione di “Io sono vivo ma non mi sono fatto da me” per la sua natura universale rivela perciò la categoria ontologica organica che è appunto definibile come “Realtà complessa animata da un proprio principio vitale e quindi capace di vivere ed agire a titolo proprio”.
  5. E poiché l’affermazione “io sono vivo ma non mi sono fatto da me” l’ho fatta “io – uomo”, e come per me è necessaria a chiunque nel genere umano, posso affermare che essa costituisce la base universale della scienza metafisica. Di conseguenza l’intera metafisica realista a partire dalla sua origine, si fonda necessariamente sull’organismo in quanto categoria ontologica, “realtà complessa animata da un proprio principio vitale e quindi capace di vivere ed agire a titolo proprio”, senza la quale non sarebbe possibile nessuna adaequatio intellectus et rei.2020,organismoFondamentoRealismo(continua)

L’organismo dinamico fa parte fondamento della metafisica realista.(2)

  L’organismo dinamico è già nella mostrazione.

Abstract. “Io sono vivo ma non mi sono fatto da me” è una mostrazione che si presenta a qualunque vivente, anche al primo robot vivo della fantascienza. Si mostra a tutti, ma la scienza metafisica fa parte dell’umano. Ne segue che per fondare la scienza metafisica umana questa mostrazione va completata nel suo piano fenomenico che definisce a quale vivente essa si mostra, ossia va completata con “sono individuo-persona1 e genere umano” .

A suo modo anche il piano fenomenico ha le caratteristiche dell’auto dimostrazione, perché rappresenta la definizione di partenza di una scienza metafisica umana che, appunto, è umana.

Accogliendo “io sono vivo ma non mi sono fatto da me, sono individuo-persona e genere umano2” possiamo affermare che tutta la scienza metafisica realista (con la rispettiva antropologìa) si basa sulla comunità umana e sulla trasmissione della vita, sulla persona cellula, persona in sé autonoma e in sé sovrana e perciò libera.

Assieme al piano fenomenico anche il piano operativo della mostrazione (l’“adaequatio intellectus et rei”), si precisa nell’adaequatio dell’azione presente nella “mostrazione umana”.

La mostrazione primaria della metafisica in tutti i suoi piani dell’essere, oltre a costituire il necessario fondamento della metafisica realista, è la base della Matrice Dinontorganica Operativa, la cui struttura “ essenzialmente dinamica” è lo spazio necessario alla libertà della persona .

Il piano fenomenico della scienza realistico dinamica.

All’ “actus cosciendi”3 “io sono vivo e non mi sono fatto da me”, oggi si aggiunge necessariamente anche il lato fenomenico: “sono individuo-persona umana & genere umano”, perché non posso ammettere la presenza della persona senza la presenza della razionalità “genere umano”. Poiché la “evidenza” è dentro ciascuno di noi, si tratta ancora di una mostrazione, e come tale di una banalità così sconcertante da spingere alla chiusura del file perché tutto quello che c’era da sapere ora si è reso evidente. Approvo la scelta, ma spingo alla lettura gli interessati alla Matrice dinontorganica operativa, perché questa mostrazione fenomenica ne rappresenta il fondamento ineliminabile.

Siamo un ente composto, e questo fonda la scienza metafisica.

La scienza metafisica è correlata alla persona seziente, e non all’individuo fisico e alla razza umana e perciò, poiché siamo all’interno di uno studio sulle radici della scienza metafisica, dove possibile ci limitiamo alla persona e all’insieme delle persone chiamato genere umano o umanità.

Seguendo il filo dell’essenza possiamo osservare che persona ed umanità sono necessariamente ente composto perché

  • unite, in quanto non si può ammettere, né ora né mai, la presenza della persona senza contemporaneamente ammettere la presenza del genere umano, né che l’una venga prima dell’altro. Ma nello stesso tempo
  • distinte, in quanto la loro RAZIONALITà INTERNA OGGETTIVA ha contenuto correlato ma distinto e quindi è distinta anche la loro essenza. Infatti ci sono due razionalità necessarie che la persona non può darsi da sè, l’avere la vita e l’essere comunità, entrambe conseguenza primaria del “non mi sono fatto da me”. Questa dimensione di comunità può avere solo valore essenziale perché trasmette la vita. Difatti sono vivo perché qualcuno del genere umano mi ha trasmesso la vita; e per trasmettere la vita la razionalità del genere umano si manifesta come comunità, familiare, o non familiare come è nel caso della clonazione. A questo si accompagnano altre differenze come la persona muore, ma il genere umano non muore con essa, … ecc.
  • persona e comunità non coincidono.

Natura della comunità “genere umano”.

La natura ontologica della persona umana non pone problemi. Diverso il caso del genere umano che può essere ente di relazione o ente veri nominis4. Anticipiamo l’intero percorso iniziando con il precisare l’oggetto materiale5 della nostra osservazione: l’agire nella mostrazione. Questo oggetto è necessario perché la trasmissione della vita è un’azione. E dell’oggetto materiale precisiamo l’oggetto formale di questo studio: la razionalità dell’agire in quanto piano operativo contenuto nella mostrazione di persona ed umanità (e quindi dipendente dalla rispettiva essenza).

Il percorso logico è questo: Quando il piano operativo non è sovrapponibile, non è sovrapponibile nemmeno l’essenza di cui il piano operativo è l’espressione; e quando vengono osservate nel loro piano operativo, la RIO della persona e del genere umano sono complementari ma diverse;

  1. la RIO della persona riceve il principio vitale, ma la RIO della persona in sé non può trasmettere il principio vitale;
  2. può trasmettere il principio vitale come parte di una azione complessa, assumendo per il proprio agire (se lo desidera) la RIO propria del genere umano da cui è autonoma e da cui è distinta ma non divisa;
  3. il piano operativo della trasmissione della vita configura il Genere Umano come ente, proprio perché il Genere Umano deve possedere il principio vitale organico da donare. Più precisamente il possesso del principio vitale rivela il Genere Umano come ente-organismo (realtà complessa di ente creato e principio vitale) .
1-Il piano operativo della trasmissione della vita passa dal costituire una comunità.

Il piano operativo della trasmissione della vita nel genere umano mi mostra che per trasmettere il principio vitale occorre costituire una azione comunitaria coordinata e costruttiva, anche e soprattutto nel caso della clonazione, la quale richiede uno sforzo comunitario ancora più grande.

1b-Il genere umano non è la persona, perché ha una diversa RIO.

Il genere umano può essere considerato come acervus, come relazione o come ente.

Possiamo giudicare il suo statuto in base al tipo di azione che produce per esistere.

  1. Non può essere un acervus perché la logica della sua azione è necessaria, coordinata, costruttiva, stabile nel tempo, invece di essere l’azione casuale e frammentaria tipica dell’acervus.
  2. Non può essere solo una relazione perché una relazione non può godere del principio vitale e quindi della capacità di trasmetterlo, cosa che invece è necessaria alla mostrazione.
  3. Quando riconosciamo alla persona la Razionalità Interna Oggettiva di autonomia (“io”) non possiamo darle contemporaneamente lo status ontologico di comunità. E poiché genere umano e persona nella mostrazione sono indivisibili ed è presente l’azione di trasmissione della vita dell’una o dell’altro, non resta che concludere che la RIO “comunità” necessaria alla trasmissione della vita è caratteristica del genere umano-ente, e non della persona.

Del resto tutto questo è conforme a San Tommaso6, ma questo apre il problema della comprensione della natura e dei limiti di questa partecipazione ontologica che per ora osserviamo nel piano operativo.

2 – Il genere umano ha una RIO a cui la persona può attingere.

Lo statuto comunitario vitale e vitalmente operante lo si osserva anche in “io sono vivo, ma non mi sono fatto da me, sono genere umano & persona”7. La RIO comunitaria:

  • è universale (c’è stata fin dall’inizio e ci sarà fino alla fine in quanto non è pensabile che la persona si possa dare la vita da sé stessa)
  • è necessaria (perché la mostrazione richiede una comunità di persone che genera una persona)
  • è assoluta (si impone all’esistere tanto del genere umano quanto a quello della persona)
  • è suprema ( in persona& umanità nulla viene prima o ha valore maggiore della mostrazione comunitaria&personale)
  • è irriducibile (non si può assegnare a null’altro che al genere umano perché la persona non è comunità, né una relazione può possedere il principio vitale ma lo può possedere solo un organismo)
3-Ciò che trasmette la vita può essere solo ente-organismo perché possiede necessariamente il principio vitale.

Posso dare solo ciò che ho, chi trasmette la vita deve possedere il principio vitale e tutti gli enti creati che possiedono il principio vitale sono organismi. La categoria dell’organismo è infatti la categoria degli enti che sono: “realtà complessa animata da un proprio principio vitale e perciò capaci di vivere ed agire a titolo proprio”.

Per vedere il genere umano dobbiamo osservare dove esso si mostra, nella comunità che trasmette la vita, ossia la comunità familiare. Da questa comunità familiare possiamo ricavare alcune altre caratteristiche del genere umano-ente:

  1. Ha una forma, la vita organica che deve trasmettere. La Vita Organica (ossia creata) è la razionalità interna oggettiva della categoria dell’organismo (vedi).
  2. è impastato di materia, costituita dall’agire delle persone che lo compongono. Per questo il Genere Umano è razionalità e deve restare razionalità, per poter essere divenienza dell’agire delle persone.
  3. La causa che lo genera è la presenza della comunità, in genere familiare organico-dinamica. È essa che per esistere deve assumere la razionalità vitale e vitalmente operante del genere umano.
  4. La causa finale è la trasmissione dell’agire organico all’agire delle persone. Nel nostro studio limitato trasmette la RIO della vita all’agire della persona senza crearla, ossia pro-crea e non solo nel senso fisico proprio dell’individuo.

Poiché la comunità familiare non può sussistere senza assumere la RIO del genere umano, la famiglia è ente. Mentre questa affermazione per i non cristiani potrebbe essere sorprendente, per i cristiani è conforme al loro credo8.

E poiché la comunità familiare opera fenomenicamente la trasmissione della vita, di nuovo dobbiamo osservare che la “comunità familiare” per questo motivo è ente-organismo anche se fenomenico, perché non si può dare ciò che essenzialmente non si possiede. Possiamo perciò riassumere e tradurre le razionalità dell’agire nella tavola che segue.

Mostrazione,famiglia
Figura 1: l’ente famiglia, la cui razionalità interna oggettiva opera la sintesi fenomenica tra persona e genere umano è necessariamente presente in “io sono vivo ma non mi sono fatto da me, sono persona e genere umano.” Ed è ente-organismo.

La libertà ontologica.

L’evidenza di essere persona e genere umano segue l’”actus cosciendi”, che inizialmente non lo esprime. Tuttavia la scienza metafisica è necessariamente espressione umana come tutte le altre scienze. La base della scienza metafisica si trova perciò nell’”actus cosciendi” completato dalla evidenza di essere contemporaneamente persona viva& genere umano-ente-vivo.

Sintesi qualitativa dell’agire.

E questo pone dei problemi, in quanto due enti che hanno la stessa essenza sono lo stesso ente, e quindi sembrerebbe metafisicamente impossibile ammettere l’unità persona-genere umano. Per intravvedere la situazione reale occorre notare come la sintesi tra gli enti-organismo avvenga a livello della Razionalità Interna Oggettiva che anima l’agire della trasmissione della vita e la libertà. Il piano fenomenico mostra l’attivismo della persona (ossia l’agire) che si coniuga con la RIO del genere umano-ente. Possiamo controllare l’affermazione osservando come sia proprio la RIO del genere umano (=comunità e trasmissione della vita) che produce la concretizzazione del genere umano in una famiglia attraverso l’agire espresso dalla persona. La persona a sua volta non può porre la divenienza perché libera.

Sintesi qualitativa dell’agire libero.

Il fatto dell’autonomia e sovranità della persona in sè, lapalissiano, è estremamente importante nell’ontologia della persona perché ne fonda la libertà.

  • La persona ontologicamente libera è un “io vivo” contenete in sé la RIO dell’io e della vita ma obbligata a scegliere per realizzare la sua autonomia e sovranità.
  • E poiché libera, è in sè inizialmente “vuota” di contenuto nella essenza reale del proprio agire, perché, appunto, è lei stessa che lo deve scegliere.
  • La sua necessità di scegliere è il suo libero arbitrio, ossia la facoltà che, essendo viva, la costringe a scegliere come autocostruirsi attraverso l’agire. Questa autocostruzione fonda l’autonomia ontologica e sovranità della persona.
  • Questa caratteristica è importante in quanto impedisce il conflitto ontologico: la persona pone l’attivismo, ossia l’agire-vuoto, mentre il genere umano la divenienza, ossia la logica vitale e vitalmente operante ma non l’azione. Poiché non esiste alcuna azione costruttiva senza logica coerente, persona &Umanità divengono necessari e ontologicamente complementari.

La persona è quindi “metafisicamente indigente” nella sua essenza reale iniziale, ma si autocostruisce forzatamente verso la sua essenza di persona (istinto di sopravvivenza), corrispondendo o meno alla propria essenza archetipa di persona-cellula, parte del genere umano-ente-vivo.

In pratica

  1. ogni persona è in sé autonoma e sovrana, e quindi libera ma per questo indigente nella sua essenza reale di persona; (il comportamento di un bambino)
  2. e poiché indigente, come persona è costretta a decidere circa l’assunzione della logica del proprio agire (autocostruzione personale).
  3. Ma solo l’assunzione coerente ed univoca della RIO del genere umano vivo nel proprio agire consente di continuare a pronunciare nello spazio e nel tempo “io sono vivo, ma non mi sono fatto da me” e di conseguenza “sono persona&genere umano” . (necessità di educazione vitale e vitalmente operante nello spazio e nel tempo del bambino)
  4. rendendo reale il genere umano e insieme realizzando la propria essenza, e, non ultimo, fondando così la scienza metafisica realista integrale.

La pienezza della persona è l’autocostruirsi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo come persona-cellula della comunità e della trasmissione della vita che rappresenta la RIO del genere umano.

La vita è autocostruzione coerente ed univoca nello spazio e nel tempo.

Da quanto osservato la definizione di organismo della realtà umana libera si completa in questo modo: “Realtà complessa di genere umano & persona, animata da un proprio principio vitale e perciò capace di vivere ed agire a titolo proprio, autocostruendosi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo”.

Conclusione e ripartenza.

La “comunità familiare”, concretizzazione del Genere Umano, opera la trasmissione della vita e per questo è ente-organismo.

Coniugando tra loro le varie razionalità presenti all’interno della mostrazione “io sono vivo ma non mi sono fatto da me, sono persona & genere umano” troviamo

  • la necessità della comunità (genere umano),
  • la dimensione di organismo (io & non mi sono fatto da me)
  • la dimensione di cellula-persona ( persona & genere umano + non mi sono fatto da me)
  • la dimensione di fraternità- uguaglianza, (io & genere umano)
  • la reciprocità (genere umano organico)
  • la necessità dell’esistenza della RIO “trasmettere la vita” nella comunità (non mi sono fatto da me)
  • la necessità di vivificare (Sono vivo & genere umano)
  • la dimensione di persona (io)
    • la dimensione di autonomia di me stesso (io colgo il reale “intellectus”);
    • la dimensione di sovranità su me stesso (io produco l’”adaequatio”);
    • la dimensione di responsabilità che racchiude le prime due al servizio della vita (autonomia & sovrantà&sono vivo ma non mi sono fatto da me);
  • la necessità della libertà essenziale (sono autonomo&sovrano sul mio agire autocostruttivo) e quindi:
    • la necessità dell’indigenza dell’essenza reale (sono autonomo&sovrano)
    • la necessità dell’autocostruzione dell’essenza reale perché indigente & vivo;
    • La necessità della cultura educante (sono persona indigente/libera&trasmissione della vita)
  • la dimensione della “rei” (il reale mi si mostra)

Conclusione.

Si può riassumere quanto osservato in questa Matrice: la mostrazione (essenza) mostra due serie di piani dell’essere (in giallo) che esprimono la realtà complessa della mostrazione. La prima serie in colonna riguarda il genere umano, la seconda serie in riga riguarda la persona; entrambe le serie sono animate da un proprio principio vitale. A loro volta questi piani dell’essere di ciascuna entità che si costruisce a titolo proprio, si coniugano all’interno dell’azione autocostruttiva, la quale, per essere autocostruttiva di entrambi in modo coerente ed univoco nello spazio e nel tempo , richiede una serie di interazioni dell’azione autocostruttiva (in verde).

 

 

Io sono vivo ma non mi sono fatto da me, sono persona (libera) & Genere umano

Realtà organica

Autocostruzione personale
piano esistenziale della mostrazione lato persona.

(Io sono vivo), persona viva-ente ( libera in quanto persona)
piano fenomenico della mostrazione lato persona.

Prassi autocostruttiva persona viva, in sé autonoma, in sé sovrana e libera. =(responsabile)

piano operativo della mostrazione lato persona.

Autocostruzione RIO, Cultura unificante e vitalmente operante.

piano esistenziale della mostrazione lato GU.

Cultura che precede la persona indigente. Educazione al bene comune

Cultura-civiltà organico-dinamica dello sviluppo dell’agire personale

Prassi autocostruttiva della cultura-civiltà come dinamismo autonomia, sovranità e libertà per la vita.

(Ma non mi sono fatto da me), genere umano-RIO dell’agire

piano fenomenico della mostrazione lato GU

Solidarietà ontologica interpersonale, forma della autocostruzione personale

Ente comunità famigliare, dove la RIO del genere umano forma dell’ agire dell’”IO” personale in auto costruzione

Prassi autocostruttiva del genere umano/famiglia come forma della responsabilità (…) individuale

Prassi generazione comunità , trasmissione della vita

piano operativo della mostrazione lato GU.

Sussidiarietà del genere umano, attivatore della prassi autocostruttiva personale

Prassi autocostruttiva della famiglia in senso ontico-costruttivo della famiglia (trasmissione della comunità per la vita) forma della prassi ontica e salvifico personale (io sono vivo, ma non mi sono fatto da me)

Prassi autocostruttiva della persona-cellula del genere umano: Sintesi altruica della prassi auto-costruttiva della persona autonoma,sovrana,libera (responsabile) per la trasmissione della vita e della comunità. Amore. Reciprocità, Fraternità, Libertà, Uguaglianza nella complementarietà …

La mostrazione ha bisogno dell’ente dinamico scoperto da Tommaso Demaria per auto-di-mostrarsi. In pratica la scienza metafisica realistica ha bisogno della mostrazione, e quindi dell’ente dinamico di Tommaso Demaria.

L’organismo dinamico è ancora più necessario nel individuare il nuovo modello di sviluppo che senza la metafisica realistico integrale è scientificamente ”impensabile”.

Mappa mentale del fondamento

2020,fondamentoDinontorganico

 


1«La persona umana, vista nella sua concretezza ontologico-metafisica, è innanzitutto «ente di primo grado», ente (metafisicamente) statico. È quanto dire che innanzitutto è «natura», non solo come fenomenologia biologica (ciò rimane scontato e di per sè può restare metafisicamente irrilevante), ma come essere. L’essere della persona umana, tanto come uomo (genere umano), quanto come persona individua, è un essere che appartiene innanzitutto alla natura, al cosmo. È innanzitutto una realtà «naturale», e dunque un ente di primo grado, un ente statico, il quale impone, per prima cosa, precisamente una metafisica di se stesso come ente statico, ente di primo grado. Non già che l’uomo e la persona umana possano esistere concretamente fuori della storia, e dunque non come realtà storica, non come uomo o persona storicizzata. Ma lo stesso uomo e persona storicizzati rimangono sempre quella tal «realtà naturale», appartenente alla natura rerum, che si storicizza come tale, qualunque siano le complicazioni ontologico-metafisiche della sua storicizzazione. Queste complicazioni inducono a distinguere nella persona umana l’ente di primo grado e l’ente di secondo grado, ma non la distruggono affatto come ente di primo grado, anzi, la ripostulano di continuo, a cominciare dalla stessa esperienza.» Tommaso Demaria,3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 ,V La persona umana come persona-cellula, § 6 -«Ente di primo grado» n°/p. 179 .

2Considerato in quanto tale

3 in qualche modo si chiamerà questa mostrazione, e io attendo che il gruppo filosofico veneziano/ romano gli riconosca un nome, io non ho la cultura filosofica sufficiente per individuarlo

4 « La delicatezza della questione sta appunto in questo: nel saper cogliere, attraverso il dato di esperienza, superando la falsa analogia con la realtà naturale, la differenza tra considerazione semplicemente universale della realtà storica, e considerazione totale di essa.» Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte prima dalla realta’ storica al suo problema metafisico, I La realta’ storica , § 5 – Universalità e totalità della realtà storica n°/p. 82-83 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2019/05/1-OntologiaRealisticoDinamica.pdf].

5«L’oggetto di uno studio scientifico, e della relativa scienza (metafisica o meno), compreso l’oggetto del Realismo Dinamico, si distingue sempre in oggetto materiale e formale. L’oggetto formale poi, a sua volta, si distingue ancora in oggetto formale quod, e oggetto formale quo. Ma l’oggetto formale quo, s’identifica col metodo scientifico da seguirsi in quel dato studio, di modo che si può chiamare semplicemente metodo, riservando l’espressione oggetto formale, all’oggetto formale quod, distinto dall’oggetto materiale.» Tommaso Demaria,Realismo Dinamico,Istituto Internazionale Superiore di Pedagogia e Scienze Religiose 1963 La Realtà Storica come ente , II LA REALTÀ STORICA COME OGGETTO DEL REALISMO DINAMICO, § 1 OGGETTO MATERIALE E FORMALE n°/p. 9 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2018/06/2018realismoDinamico2.pdf].

6Confronta con « 404 In che modo il peccato di Adamo è diventato il peccato di tutti i suoi discendenti? Tutto il genere umano è in Adamo “sicut unum corpus unius hominis – come un unico corpo di un unico uomo” [San Tommaso d’Aquino, Quaestiones disputatae de malo, 4, 1]. Per questa “unità del genere umano” tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo, così come tutti sono coinvolti nella giustizia di Cristo. » Chiesa Cattolica,Catechismo della Chiesa Cattolica,Libreria Editrice Vaticana 2003 [PARTE PRIMA – LA PROFESSIONE DELLA FEDE,[SEZIONE SECONDA – LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA Articolo 1 “IO CREDO IN DIO PADRE ONNIPOTENTE CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA” Articolo 1 CAPITOLO PRIMO – IO CREDO IN DIO PADRE Paragrafo 7 LA CADUTA , § III. Il peccato originale n° 404.

7Poiché esiste l’ente “genere umano” esiste una sua Razionalità Interna Oggettiva (RIO). La RIO del genere umano è una RIO “collettiva”, la persona fin dall’ fa parte di una comunità umana.

8Mt 19:5 καὶ {19:4/18} εἶπεν {19:4/20}, ἕνεκα τούτου {perciò} καταλείψει {lascerà} ἄνθρωπος {l’ uomo} τὸν {il} πατέρα {padre} καὶ {e} τὴν {la} μητέρα {madre} καὶ {e} κολληθήσεται {si unirà} τῇ {con} γυναικὶ {moglie} αὐτοῦ {sua}, καὶ {e} ἔσονται {saranno} οἱ {i} δύο {due} εἰς {-} σάρκα {carne} μίαν {una sola}. Carne: creatura vivente

La sostituzione del PIL, i fondamenti organico-dinamici alla sopravvivenza umana

MISURABILITA’ DELL’INDICE DINONTORGANICO – 1

Non esiste alcuna costruzione senza un confronto continuo con la propria forma operata dalla prassi costruttiva della materia

Difficoltà: per persone che già praticano la metafisica realistico dinamica.
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COSA misura l’indice organico -dinamico?

L’EDUC è il mondo della PRASSI umana.

  1. Per questo motivo l’EDUC possiede una FORMA DINAMICA VIVA DELLA PRASSI. Infatti affermare che la prassi possa essere addebitata a qualcosa di morto è un assurdo monumentale, indegno di chiunque. L’umanità che la genera è viva e perciò possiede una forma dinamica viva.
  2. La prassi della trasmissione della vita, colta in universale, non può essere confinata nella persona. Ne segue che …
  3. Affermare la non esistenza di una razionalità della PRASSI AUTOCOSTRUTTIVA della VITA propria dell’UMANITÀ coinciderebbe con l’affermare che l’umanità è morta “ai tempi di Adamo ed Eva” : si tratta di un assurdo altrettanto sesquipedale perché anche chi legge e chi scrive in questo momento non sarebbe mai nato.

L’indice misura l’incarnazione della LOGICA vitale e vitalmente operante con cui 12 laico&cristianola prassi umana costruisce l’EDUC.

Questa FORMA DINAMICA VIVA È NECESSARIA tanto al lato religioso della prassi (Logos = vita) quanto al lato qualificato come laico della prassi umana che chiamiamo MODELLO DI SVILUPPO. Un Modello di sviluppo autodistruttivo o una religione con una prassi autodistruttiva durerebbero molto poco.

È possibile MISURARE la PRASSI costruttiva della FORMA dinamica viva?

Per comprendere quale ruolo abbia la scienza metafisica nella progettazione di PrassiReale1un indice basta ricordare che totalità dell’oggetto, specificità, sensibilità, sono proprietà tipiche dell’essenza dinamica.

E la misurabilità? La risposta è assurdamente semplice a livello di organismo dinamico.

L’essenza organico – dinamica che si definisce come “realtà complessa animata da un proprio principio vitale quindi capace di vivere ed agire a titolo proprio AUTOCOSTRUENDOSI IN MODO COERENTE ED UNIVOCO NELLE SPAZIO E NEL TEMPO1, è appunto in costruzione nello spazio e nel tempo. La prassi autocostruttiva essenziale dell’organismo dinamico può quindi essere misurata.

Per queste quattro caratteristiche dell’organismo dinamico tutte essenziali e collegate alla prassi essenziale

  1. l’indice prende in considerazione esclusivamente FATTORI INELIMINABILI ED UNIVERSALI. Infatti, essendo proprio i fattori essenziali quelli che garantiscono la trasmissione della vita attraverso la prassi, essi determinano anche la SOPRAVVIVENZA DELL’UMANITÀ. In altre parole un fattore è essenziale organico – dinamico quando è garante del proprio essere2.
  2. L’indice MISURA IL DINAMISMO COSTRUTTIVO ossia la costruzione dei fattori di sopravvivenza (dinamismo essenziale) che non sono per nulla garantiti nella Realtà storica diventata dinamica3. Basta pensare alla prassi costruttiva orientata alla distruzione dell’umanità attraverso la distruzione del lato ambientale oppure alla prassi costruttiva di ordigni nucleari.
  3. L’indice accede e misura lo SVILUPPO dell’essenza dinamica vitale e vitalmente operante della prassi legata alla realtà storico-ambientale, ossia misura l’auto costruzione della sua unica RAZIONALITÀ INTERNA OGGETTIVA .
  4. L’indice può “MONITORARE IN ANTICIPO IL RISULTATO FINALE”, perché i fattori di sopravvivenza dell’umanità (l’essenza) in ogni caso si dovranno realizzare anche in ogni più piccolo capillare. E quindi per il tutto e per la parte.
  5. Poiché i fattori necessari a questo INDICE DELLA PRASSI umana sono essenziali, per la metafisica essi sono universali, necessari, irriducibili, assoluti e supremi.4

Chi e perché deve fare un indice

Da questo legame essenza-sopravvivenza-metafisica_realistico_integrale-prassi conseguono le nostre responsabilità nei confronti della progettazione dell’indice socio-economico-ambientale.

SOLO NOI, infatti, e nella misura in cui usiamo la metafisica realistico dinamica, possiamo avere accesso al dover essere della Realtà Storica. Per gli altri accedere alla Razionalità_Interna_Oggettiva non è impossibile, ma estremamente complesso diventa mettere assieme il quadro a partire dai singoli dati empirici. È una difficoltà legata al processo di specializzazione scientifica che amplia la conoscenza riducendo il campo di indagine5 mentre per l’indice universale occorre il processo contrario: come diceva Demaria, sezionare un organismo per cercare la vita è perdere immediatamente l’oggetto della propria indagine.

Per esempio Toyota ha prodotto un sistema di sviluppo industriale organico6, si è dovuta rendere conto della spinta interna verso l’universalizzazione di nuovo modello7 di sviluppo ma l’ha (e l’hanno) confinato nel campo industriale perdendone il significato. Anche nel caso della norma ISO 9000 ci si è resi conto della universalità della norma, ma le competenze sono state sviluppate a poco a poco, di guaio in guaio. Ora con la norma 9001: 2015 è arrivata a concepire la “decisione di qualità” basata su dati oggettivi e sulla la valutazione della probabilità di esito positivo8 … . Esito positivo per tutti gli stakeholder, in altre parole ESITO POSITIVO ORGANICO tra i vari elementi. Ma qualora fossimo ai tempi di Hitler, in Germania, … o ai tempi dell’aborto … o ai tempi in cui la povertà serviva per sostenere il dinamismo del mercato …: la norma ISO non è arrivata ancora al suo valore assoluto di regolare la prassi in funzione della vita9.

 


1«Ecco la definizione: l’organismo dinamico è una realtà complessa, animata da un suo principio vitale, e perciò capace di vivere e agire a titolo proprio, autocostruendosi nello spazio e nel tempo. Tenendo conto della clausola finale della definizione, la prassi non sarà che il vivere ed agire dell’organismo dinamico che si autocostruisce nello spazio e nel tempo. Più brevemente: la prassi è la vita-azione dell’organismo dinamico; e, al nostro livello metafisico, la prassi è la vita-azione del SD ossia del dinontorganismo a livello supremo.» Tommaso Demaria, 3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 , VI La prassi dinontorganica, § 2 – Giustificazione della prassi n°/p. 210.

2«L’Assoluto ideologico primario ci richiama Dio, non però come il «Dio della religione», ma come il Garante dell’essere. Dio è bivalente: porta con sè una doppia funzione. È il «Dio che salva», e il «Dio che ga­rantisce l’essere». È l’Assoluto religioso, ed è l’Assolu­to ideologico. » Tommaso Demaria,La società alternativa,NPC Verona 1982 [,[ [ I Società dinontorganica e assoluto ideologico teo-s [ , § 4. Dio, Garante dell‘essere n°/p. 14 ].

3«Che ne avverrà, se tale Assoluto non sarà quello buono, ma al contrario è la negazione di esso?… La mobilitazione dei TD a suo favore, resa magari più efficiente dall’assenza di una loro mobilitazione a servizio dell’Assoluto vero, non pub portare con sè che delle prospettive umanamente disastrose. In una realtà storica diventata dinamica, infatti, i TD rappresentano le leve segrete che dominano il mondo, il destino del quale viene irrimediabilmente giocato in funzione di essi.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975 [,[ [ IV I cinque trascendentali dinamici [ , § 3 – Leggi dei TD n°/p. 148 ].

«Perché L’ideologia è anima della prassi è ovviamente l’ideologia a lanciare la prassi costruttiva della società e del mondo, aprendo all’umanità la strada di un futuro per lo meno possibile, o spingendola sulla via di un futuro impossibile e forse catastrofico. Tutto dipende dal tipo di costruzione ontologico-dinamica lanciato dall’ideologia. Se esso è contro natura (contro la natura della realtà storica dinamica, com’è ovvio), il futuro dell’uomo non può non venirne compromesso, qualunque sia la scadenza e la gravità della crisi o in caso estremo l’eventualità di una catastrofe vera e propria. Se invece il tipo di costruzione è conforme alla vera natura della realtà storica dinamica, qualunque siano le vicende anche drammatiche dell’avvenire, la concreta possibilità di un sano e onesto futuro dell’uomo, al di fuori di qualsiasi illusione utopistica o millenaristica, rimane aperta.» Tommaso Demaria,3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 ,[ [ X Dinontorganismo e futuro dell’uomo [ , § 3 – La prassi dinontorganica ideologica n°/p. 354 ].

4«Detti caratteri, appunto perché caratteri dei trascendentali, dovranno riscontrarsi anche nei trascendentali dell’ente come tale, i quali dovranno essere, tutti e singoli pertanto, universali, necessari, assoluti, supremi, e irriducibili. Se ci richiamiamo i cinque trascendentali in questione, ossia l’ente, l’uno, il vero, il buono, e il bello, e li confrontiamo con l’ente come tale constateremo facilmente che l’ente, qualsiasi ente, non potrà non cadere sotto di essi sì da risultare ontologicamente ente, uno, vero, buono e bello, in dimensione universale, in modo necessario, in senso assoluto, a livello supremo, e in termini irriducibili.

» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975 [,[ [ IV I cinque trascendentali dinamici [ , § 7 – I cinque caratteri distintivi n°/p. 123-124 ].

5«È appunto l’essenza superorganico-dinamica della realtà storica, che esige una intelligenza sintetica e concreta in permanente fase operativa, e non soltanto in fase di intuizione iniziale o di una qualche sintesi dottrinale. L’intelligenza suddetta infatti viene reclamata e si pone in rapporto con una sintesi ontica (e non già dottrinale), che è la sintesi ontica essenziale della realtà storica stessa, da penetrarsi e da garantirsi da una intelligenza sintetica e concreta. Questa è la sua vera luce, anzi è l’unica luce ad essa possibile. In una realistica metafisica della realtà storica, la ragione analitica ed astrattiva non può essere che strumento in funzione metodologica a servizio di quella.» Tommaso Demaria,3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 [,[ [ I Teoria dell’organismo [ , § 10 – Ragione analitico-astrattiva, e intelligenza sintetica e concreta n°/p. 52 ].

6« Nel caso Toyota, questo sistema nervoso autonomo poté crescere contemporaneamente al radicarsi profondo nell’ambito produttivo del just in time e in parallelo con la diffusione delle regole attraverso l’uso del kanban. Quando pensai all’organizzazione industriale e al sistema nervoso del corpo umano, i concetti cominciarono a incontrarsi e sovrapporsi, stimolando la mia immaginazione.» Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993 [,[ [ Il sistema nervoso autonomo di un’impresa. [ , § Capitolo terzo, Ulteriori sviluppi n°/p. 68 ].

7« In una situazione di carenza generale di uomini e di mezzi, potevamo pensare d’aumentare la manodopera e le macchine per produrre e immagazzinare il numero necessario di pezzi. A quei tempi non costruivamo più di 1000 o 2000 macchine al mese: per soddisfare i nostri bisogni produttivi era necessario avere delle scorte di materiale sufficienti per tutta la produzione mensile. Avere un magazzino sufficientemente fornito per reggere tale quota produttiva poteva non essere un problema: ma cosa sarebbe successo in futuro con un auspicabile aumento della produzione e un possibile aumento della domanda (eventualità che non eravamo in grado di prevedere) ? Per evitare questo potenziale problema, cercammo di livellare tutta la produzione: volevamo evitare di produrre ogni cosa nel periodo finale del mese, di dividere il tempo di lavoro in una parte d’accumulo delle scorte e in un’altra di loro smaltimento. Cominciammo a esaminare il problema all’interno dell’azienda per rendere il flusso costante e regolare. Poi affrontammo la questione all’esterno, e quando si trattava di avviare una collaborazione con un nuovo fornitore gli proponevamo – sentite le sue esigenze – di collaborare a raggiungere la produzione livellata, chiedendogli di fornirci i pezzi nei modi e nei tempi compatibili con la domanda del mercato. Ci impegnammo a rimuovere tutti gli ostacoli di ogni ordine – umano, tecnico e finanziario che si opponevano a questo rapporto di cooperazione tra noi e i fornitori, in modo da liberarci dalla produzione dekansho, tutta concentrata a fine mese.»

Taichi Ohno,Lo spirito Toyota,Einaudi 1993 [,[ [ I malefici della produzione «dekansho». [ , § Capitolo primo, A partire dai bisogni n°/p. 21 ].

8Risk based thinking

9Esiste una norma che va sotto il nome di SA 8000 per la certificazione etica, ma non è ancora su base metafisica.

La struttura socio-economica-ambientale ( e religiosa)

L’assorbimento della Prassi autocostruttiva dell’ecosistema  nel dinaismo socio-economico (religioso) ha sorprendenti effetti  perfino sulla prassi cristiana  obbligata all’ecumenismo.

Trasmettere la vita è lo scopo   di società economia e sistema ecologico

la prima cosa da precisare è la portata di questa dinamizzazione: riguarda l’equilibrio di ciò che chiamiamo ambiente.

L’evidenza la abbiamo sotto gli occhi in tutti i telegiornali:  la CO2 prodotta dalla PRASSI della rivoluzione industriale sta squilibrando il clima planetario e di conseguenza  il dinamismo ecologico dell’intero oikumene.

La cosa metafisicamente rilevante è appunto il soggetto la cui azione (prassi) porta allo squilibrio della natura viva: la forma (ossia ciò che attua) della prassi squilibrante  è appunto  la forma dell’EDUC, ossia l’organismo socio-economico (e religioso) umano. L’evidenza della sintesi tra mondo naturale e socio economico genera a noi un problema in quanto siamo costretti ad “espandere” la percezione (intellectus) che abbiamo  dell’Assoluto (ossia della Forma) dell’EDUC al reale che ora deve divenire “trivalente”.

Sdi tratta di un problema di contenuto essenziale. Difatti

  1. Nel caso che il contenuto dell’Assoluto ( la Razionalità Interna Oggettiva) NON sia già coerente a tutto il “nuovo ente”, e questo  è il caso dell’Assoluto Consumista RischiGlobaliche ha generato lo squilibrio attuale[1], cesserebbe la sua capacità di essere Assoluto-unica-forma . All’interno  di sé stesso agirebbero  infatti due “regole auto costruttive” (Razionalità Interne Oggettive), entrambe essenziali e non sintetizzabili tra loro:   come sappiamo regnum in se diviso desolabitur. Sono ipotesi  che vediamo incarnate con gli occhi della mente ma che purtroppo tocchiamo con mano quotidianamente: nel sistema socio economico consumista  da un lato c’è l’espansione infinita necessaria all’economia dall’altro la finitezza delle risorse del pianeta che ne impedisce la realizzazione. Contrasto di logiche essenziali!  Proprio per questo, ad esempio, a causa delle risorse finite del pianeta, dobbiamo fare un fermo-pesca[2] perché nel mare Adriatico non ci sono abbastanza pesci per una economia ad espansione infinita!!!
  2. Nel caso invece della Razionalità Interna Oggettiva dell’Assoluto dinontorganico, il suo contenuto “la trasmissione della vita” o dinontorganismo coincide con quello necessario e già presente come essenza della PRASSI costruttiva  della MatriceOperativa,SintesiTreEntiparte di Natura  diventata dinamica.

A questo punto, se qualcuno poteva aver dubbi circa il contenuto “troppo religioso” e per questo  arbitrario dell’Assoluto riconosciuto a fondamento dell’EDUC si deve ricredere. Questo dubbio di derivazione religiosa   dell’Assoluto inficierebbe la metafisica realistico dinamica, perché in questo modo essa  risulta non scientifica in quanto fondata su un atto di fede. Problema superato: la necessità posta dall’Oikumente dell’Assoluto “trasmissione della vita”  non richiede alcun atto di fede …  .

Ne consegue che la metafisica realistico dinamica risulta assolutamente laica e scientifica,  controllata scientificamente da evidenze e attraverso di esse indagabile; e tuttavia essa è insieme anche  religiosa perché è Cristo Forma[3] l’Assoluto della prassi che trasmette e salva la Vita storicizzata  attraverso l’organismo dinamico (Corpo Mistico).

La PRASSI religiosa del Corpo Mistico e quella della Trasmissione della Vita umana coincidono nel loro contenuto (onto) logico ontico e savifico[4].

E con questa osservazione  della coincidenza tra scientificità della prassi costruttiva socio-economica ambientale e religione cristiana ci affianchiamo (ontologicamente) al papa nel suo sforzo di fondare la fratellanza umana inter religiosa.ecumenismo

  • Ci affianchiamo al papa perché questo atto non rinuncia affatto alla divinità di Cristo,
  • ma riconoscendone la prassi salvifica vitale e vitalmente operante per ogni uomo, la propone alle altre religioni nella la sua forma scientifica. Del resto ciò che abbiano enunciato non è altro che “Caritas in veritate”.

Nell’incontro ecumenico non  c’è nessuna rinuncia alla Divinità di Cristo, l’incontro avviene sul terreno  della  Sua unica PRASSI storicizzata  vitale e vitalmente operante, laica e religiosa insieme. E quindi adatta ad ogni religione che non deve abiurare nessuna atto di fede,  ma radicandosi  in  questa PRASSI è in grado di  fondare il dialogo cristianamente rilevante.

Con questa differenza tra le religioni.

Proprio per la coincidenza nell’Assoluto della PRASSI laica vera e  della prassi cristiana (Caritas in Veritate), per i cristiani  diventa un obbligo scientifico cercare di incontrarsi sul terreno della prassi con le altre religioni. Per  essere cristiano DEVO sviluppare un mondo laico vero e, proprio perché vero, accessibile anche ai non cristiani.  Del resto non occorre nemmeno una fine teologia, basta ricordarsi che anche  la PRASSI è piano essenziale cristiano, e senza questo piano  “la fede senza le opere è morta”. Ed anche  “andate e predicate il mio vangelo” può assumere  una dimensione laica.  Per dirlo  in parole povere: papa Francesco è obbligato a cercare il terreno di incontro laico, fa proprio parte integrante della sua missione di pastore cristiano.

È la bellezza e la potenza meravigliosa del dinontorganismo.


[1] L’evoluzione storico dialettica dell’economia non è applicabile all’equilibrio ambientale.

[2] https://lagazzettadigitale.it/calendario-fermo-pesca-2018/

[3] https://www.editricelas.it/shop/scritti-teologici-inediti/

[4]   «Ciò che invece ci interessa sempre in linea di Cristologia dinamica spinta per questa direzione, è approfondire la pentavalenza di Cristo-forma, tanto più che da questo approfondimento speculativo nascerà un tremendo impegno pratico: quello di accettare, vivere, e promuovere Cristo come forma religiosa, pentavalente, pena una imperdonabile lacuna nella comprensione scientifica del Vangelo (in campo speculativo), e un disastroso blocco della realtà cristiana (in campo pratico) …

Sono forme trascendentali-immanenti, a valore universale, necessario, assoluto, supremo,  che coincidono con la stessa persona di Cristo come forma: come una ed unica forma religiosa. »

Tommaso Demaria,Cristo Forma,Istituto Internazionale di Pedagogia e Scienze Religiose Torino 1969 [,[    [   9  Funzione di Cristo-Forma [    , § 5 – CRISTO, FORMA RELIGIOSA PENTAVALENTE n°/p. 82 ].

La compartecipazione della Causa Formale nello strumento “Matrice Dinontorganica”.

La compartecipazione della Causa Formale nello strumento “Matrice Dinontorganica”.

La Matrice ripropone graficamente e in modo necessario la causa formale che compenetra necessariamente tutte le altre cause. Si apre così la strada all’unico indice.

1- la Matrice è esplicitazione dell’Assoluto

Lo strumento Matrice Dinontorganica Operativa è costruita sull’assunto che l’Assoluto sia forma di tutti gli elementi che compongono l’organismo di secondo grado.2018,MatrieéCausaFormale_html_d18ab63b0fe8cf34

E del resto è logico ed evidente, poiché la forma di un organismo è la vita: ogni sua parte deve poter godere della forma viva1.

2- L’Assoluto si esprime  nella storia con   parti vive

Chi gode della forma  dinamica viva in senso dinamico è vivo . Infatti, l’umanità esiste in quanto la sua prassi sa incarnare la forma vitale e vitalmente operante e conseguente l’economia industriale (materia dell’umanità) esiste in quanto accetta l’umanità come sua forma viva vitalmente operante 2 .

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É evidenza e una necessità ontologica anche il fatto che la prassi dell’umanità debba essere vitale e vitalmente operante: in caso contrario non esisteremo come persone

3- il dinamismo delle parti che fa storicizzare la causa formale  viene espresso attraverso i piani dell’essere .

Proprio perché il dinamismo organico è necessità per l’esistenza stessa 3 di umanità ed economia industriale, la traduzione della causa formale DINAMICA (in verde oliva) nella Matrice Dinontorganica Fenomenica viene operata piani dell’essere dinamici (in giallo) che garantiscono l’esistenza, piani dell’essere (appunto) della FORMA VIVA (o Assoluto o causa formale). Questa struttura organica costruita con i piani dell’essere è lo scheletro portante della Matrice.

4- il dinamismo autocostruttivo sintetico  delle singole parti è causa formale esso stesso

Ma, poiché la Matrice è di natura essenziale, ne segue che anche le singole incarnazioni della causa formale nei propri piani dell’essere (in giallo) sono causa formale dinamica essi stessi 4  (in giallo).  E perché parte del dinamismo essenzial-esistenziale anche i singoli piani dell’essere sono enti dinamici con propri piani dell’essere (in verde).  In definitiva  anche la prassi dinamica costruttiva dei singoli piani  dell’essere della causa formale (in verde qui sotto) sono a loro volta causa formale  .

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Nel reale anche questo è perfettamente logico , la forma dell’organismo può essere solo viva. Tutta la razionalità che permea la prassi autocostruttiva  essenziale di un organismo dinamico può essere solo vitalmente operante. Ovvio.

In una parola tutta la Matrice in ogni sua parte rappresenta il dinamismo che opera la storicizzazione della causa formale.

5- La Matrice Dinontorganica Fenomenica nel suo complesso è la causa formale.
Le cause dell’organismo dinamico (attenzione al termine dinamico!) sono interne alla matrice. Tutte le cause sono necessariamente compenetrate dalla causa formale.

Possiamo concludere che, in un organismo dinamico che si autocostruisce essenzialmente, le altre cause per necessità intrinseche 5 sono operative SOLO attraverso la causa formale6. E così è nella Matrice.

Infatti, diversamente dall’ente statico e dalla metafisica statica in cui ci troviamo di fronte a due coppie di cause, due intrinseche e due estrinseche7, nell’Organismo Dinamico sono tutte intrinseche8: e così avviene  nella metafisica Realistico Dinamica e nell’unico organismo dinamico Realtà Storica   …  . Infatti poiché interne ad un organismo dinamico vivo (attenzione al temine dinamico!), le cause (formale), materiale, efficente e finale  DEVONO esser compartecipate dalla forma viva, ossia essere espresse attraverso la causa formale (o forma viva).

Avremo perciò la causa formale materiata, causa formale efficiente e causa formale finale, … anche e NECESSARIAMENTE nella Matrice Dinontorganica.

La qualità delle cause : i trascendentali dinamici

Nell’organismo dinamico tanto  le quattro cause intrinseche (o cinque se si aggiunge la prassi)  e a valore essenziale come le quattro  formalità trascendentali dinamiche analitiche + una sintetica: vale perciò la pena dare un occhiata a questo rapporto necessario.
Nella matrice questo rapporto viene espresso … ma  lo affrontiamo la prossima volta.

Prima conclusione

La Matrice Dinontorganica Fenomenica riporta correttamente e NECESSARIAMENTE la compenetrazione della Causa formale nelle altre cause e presuppone un rapporto ontologico con i trascendentali dinamici.

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1«Realisticamente, pertanto, il senso della storia non sarà quello dell’incarnazione dell’Assoluto, ma del servizio all’Assoluto. E metafisicamente sarà tale, al di fuori di ogni reversibilità e di ogni equivoco. Non è detto infatti che il servizio della storia nell’incarnazione dell’Assoluto, senza avvedersene,[i] zione, realisticamente o cristianamente già consumatasi nell’Incarnazione del Verbo; ma sarà quello di collaborazione alla divinizzazione dell’uomo, operata da esso. Riporre il senso della storia nell’incarnazione dell’Assoluto, senza avvedersene è ricadere nell’equivoco storicista, nel senso peggiorativo del termine, che è quello immanentista.»
Tommaso Demaria,3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 , Il Essenza superorganico-dinamica cristiana , § 8 – Supremazia del SD formale n°/p. 83 .
2«Le forme dell’ente dinamico quindi, distinguendosi in forme contingenti e fenomeniche, e in forme necessarie trascendentali, danno luogo alla distinzione già accennata, tra dialettica delle forme e dialettica realistico-dinamica trascendentale.» Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte settima dialettica e prassi, XXX Analisi della dialettica realistico – dinamica , § 3- Mediazione dialettica delle forme. n°/p. 355 ].
3«La sinteticità e il dinamismo, che abbiamo affermato come caratteri essenziali della realtà sociale, restano tali, e a maggior ragione, anche per la realtà umana esistenziale e l’ente dinamico universale e concreto. È la dinamicità, che concretandosi nell’essenza esistenzialmente diveniente dell’ente dinamico, origina l’universalità, l’unità, la sinteticità, la concretezza dell’EDUC, nonché i suoi cinque trascendentali dinamici, i quali, in tanto hanno ragion d essere, in quanto si riferiscono al divenire essenziale ed attivistico di esso.» Tommaso Demaria, 5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte seconda interpretazione della realtà sociale, V Trascendentali dinamici e realtà sociale, § 1- Divenire empirico e metafisico. n°/p. 55 .
4«La realtà sociale è realtà dinamica. La sintesi sociale cristiana che l’interpreta è sintesi dinamica. Le sue cause pertanto non possono essere viste nel loro giusto senso, se non dinamicamente, ossia come parte dell’ente dinamico, come componenti della sua sintesi dinamica, e come dinamiche esse stesse.» Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte quinta approfondimento della realtà sociale,[ [ XIX Completamento del panorama [ , § 1- Considerazione dinamica delle cause. n°/p. 225 ].
5«Come ultima osservazione sulle cause dell’ente dinamico, facciamo presente ch’esse sono tutte cause essenziali di esso, e cioè costitutive della sua essenza. Per[48] questo, anche intrinseche evidentemente.» Tommaso Demaria,Realismo Dinamico,Istituto Internazionale Superiore di Pedagogia e Scienze Religiose 1963 [Realtà Storica come ente dinamico,[ [ II FORMA DELL’ENTE DINAMICO UNIVERSALE E CONCRETO E QUATTRO CAUSE DI ESSO [ , § 7 SINTESI delle QUATTRO CAUSE n°/p. 52 http://www.organismodinamico.it/wp-content/uploads/2018/06/2018realismoDinamico2.pdf].
6«Come dunque orientarci nella questione?… Il filo ci viene offerto dalla stessa forma, proprio per merito della sua supremazia. E logicamente, poiché si tratta non già di una qualche sua preminenza sul piano dei valori, ma di una autentica sua supremazia ontico-metafisica, che la pone in grado di dominare l’essere, e dunque anche le cause dell’essere. In base a questa sua supremazia, noi potremo stabilire le singole cause dell’essere che c’interessa, ragionando nel modo seguente: come è SD totale cristiano ciò che viene investito dalla sua forma superorganico-dinamica, così sarà causa di esso ciò che viene investito da tale forma, secondo la rispettiva funzione causale. Ma è l’intero SD totale che viene dinamicamente investito dalla forma. E dunque le singole cause andranno ricercate nello stesso SD totale, in quanto investito dalla forma, tenendo conto delle loro rispettive funzioni.» Tommaso Demaria,3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 [,[ [ Il Essenza superorganico-dinamica cristiana [ , § 9 – Le quattro cause e la prassi n°/p. 85 ].
7« Nell’esame dell’ente statico, le quattro cause dell’ente si distribuivano in queste due coppie: causa efficiente, e causa finale; causa materiale, e causa formale. La prima coppia (causa efficiente, e finale) era la coppia delle cause estrinseche dell’ente; la seconda coppia (causa materiale, e formale) era la coppia delle cause intrinseche.» Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte quinta approfondimento della realtà sociale,[ [ XVII Analisi della realtà sociale [ , § 6 – Intrinsecità delle quattro cause. n°/p. 209-210 ].
8Come già sappiamo, le quattro cause dell’essere (efficiente, materiale, formale e finale) si risolvono tutte in principi costitutivi intrinseci per l’ente dinamico, e dunque per l’EDUC e tanto più per il SD, nel quale si consuma la dialettica realistico-dinamica. Le quattro cause suddette dovranno quindi trovarsi tutte dentro il SD, come principi intrinseci costitutivi di esso. Evidentemente, ci si troveranno come cause dinamiche, obbedendo alla loro natura di cause dinamiche, almeno in parte già da noi esplicitata parlando dell’EDUC.

La mobilitazione delle parti nell’EDUC

 

introduzione

L’attivazione dell’EDUC osservata a partire dall’Assoluto del superorganismo dinamico della realtà storica profana profana non pone alcun problema.

  1. Né per la ciclicità del suo dinamismo autocostruttivo1.
  2. Né pone un problema logico, perché il termine di unico Assoluto si sposa perfettamente con autoattivazione totale di ogni sua parte.
  3. Né, alla fine, pone problemi nel momento della sua traduzione grafica nello strumento Matrice .

La cosa cambia volto quando consideriamo una forma parziale dell’essenza quale per es. la forma della produttività economica2.

La forma parziale “produttività economica” è definita nella sua divenienza dal trascendentale dinamico dinontorganico “educatività”, formalità dell’assoluto e quindi universale, e nel suo attivismo da un caratteristica propria all’essenza della rivoluzione industriale: la produttività di sistema.

In questo caso la produzione economica è dinontorganica quando per propria intima natura è in grado di attivare ed attiva l’intera realtà storica. Mentre il trascendentale “Educatività” ha valore universale, questa universalità sembra costituire un problema per la “produttività ” perché nell’unico ed indivisibile EDUC considerato come ente/essenza di secondo grado (raffigurato dalla matrice dinontorganica operativa) operano necessariamente quattro educatività sinergiche.

Il Modello di sviluppo, o ideoprassi termine con cui si indicava un tempo, non si può incontrare per strada, tuttavia è visibile nella prassi3 che prende nomi diversi nell’ente di secondo grado: altro infatti è la prassi produttiva, altro la prassi costruttiva sociale. Ci deve essere un collegamento ontologico essenziale tra esse anche nell’essenza della parte.

Nelle righe che seguono cercheremo di visualizzare come le singole educatività mobilitano il tutto.

I trascendentali cause del PIL (y)

Cominciamo con il chiamare la Produttività di sistema con il suo nome volgare di PIL e ricordare che i trascendentali e la prassi essenziale sono parte integrante della causa formale.

Anche i trascendentali dinamici analitici hanno cause dinamiche? Con una risposta un po’ tecnica possiamo affermarlo in quanto sono parte integrante dell’essenza4 dinamica come espressione della sua forma5.

Questa cause, ovviamente, si trovano all’interno del superorganismo dinamico.

Autoattivazione totale

L’organismo dinamico risulta invisibile senza una metafisica adatta, senza quella sensibilità che prima di passare al particolare si ferma ad osservare come funziona l’intero organismo.

La cosa è impossibile dal lato fenomenico, viene resa possibile ma difficile limitando l’osservazione al lato essenziale. Abbiamo in questo caso uno strumento grafico che ci aiuta molto, la Matrice dinontorganica (IDEOPRASSICA) operativa con la quale possiamo osservare il collegamento tra i vari aspetti essenziali consentendoci di vedere l’invisibile.

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Illustrazione 1: Le frecce aiutano a capire la relazione tra due formalità

 

Ripartiamo perciò dall’esempio pratico della produttività totale dell’economia industriale (volgarmente detta PIL), che è il trascendentale dinamico analitico dell’educatività di quattro dinamismi: economia industriale, scienza e tecnica, qualità organica del sistema e utile socio economico.

Ripartiamo dall’esempio della produttività dinontorganica perché essa ci mostri in che modo muove l’intero superorganismo dinamico.

L’attivazione dinontorganica del PIL

Osservando la matrice constatiamo la presenza di frecce che indicano la direzione della costruzione trascendentale della forma « La prassi realizza la forma, che potenzia la prassi; e la prassi così potenziata realizza un più alto livello di forma.»

Le osserviamo dal punto di vista del loro contenuto particolare

Le frecce della produttività di sistema

La prima osservazione è che due frecce (la rossa e la blu) indicano come la produttività sia mobilitata dalla finanza come dall’utile di sistema raggiunto. Che questo dinamismo sia un fattore reale nel dinontorganismo non ci piove. Una conferma la possiamo avere considerando che anche oggi, mutati mutandis, è proprio l’utile (ma di tipo personale) che muove la finanza. Per le sue conseguenze questa è una differenza colossale tra l’attuale sistema ideoprassico liberal-capitalista-consumista e quello dinontorganico.

La seconda osservazione riguarda la norma costruttiva infusa nel sistema da questa produttività: da una parte coincide con la prassi costruttiva microeconomica di risposta al bisogno sociale , dall’altra coincide con sobrietà della costruzione economico aziendale. La conferma avviene dall’osservazione. Possiamo anche oggi riconoscere questa modalità di sviluppo in quei sistemi organizzativi già praticati oggi con la definizione generica di “sistemi di qualità”.

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Illustrazione 2: I “quattro” percorsi (rosso,blu, marrone e verde) che collegando ONTOLOGICAMENTE le varie educatività ne unificano l’azione.

 

I quattro cicli delle cause trascendentali analitici

Come sappiamo l’ente di secondo grado dinamico non può fare a meno di contenere dentro di sé almeno altre due essenze. Nel caso del Modello di sviluppo ( o ideoprassi) si tratta della sua incarnazione in comunità familiare ed economia industriale: senza questa storicizzazione il Modello di sviluppo non potrebbe esistere. Nel nostro caso il trascendentale dinamico analitico “educatività”, si completa acquisendo la dimensione economica e diviene educatività dell’economia industriale6 vera.

Seguendo con il dito le frecce nello strumento Matrice della figura soprastante possiamo rendere evidente il collegamento essenziale tra le varie educatività (quadrati) attraverso la trafila educatività, moralità, socialità, missionarietà evidenziata dai diversi colori dei cerchi .

Ricordiamo che la matrice rappresenta un unico ciclo che, come un planisfero, viene rappresentato su un piano: gli ovali tratteggiati non costituiscono elemento a sé, sono solo il riporto degli elementi contro laterali.

Causa formale del “Nuovo PIL (y)”, cerchio rosso, attua:

Anche la “produttività” considerata come parte essenziale della rivoluzione industriale deve avere delle cause. Esse si trovano necessariamente dentro il superorganismo dinamico.

Leggiamo il “percorso rosso” ponendo l’attenzione sul contenuto.

La qualità della trasmissione della vita organico-dinamica (educatività) si costruisce come comunità ideoprassica organico dinamica. →Questa costruzione implica la sintesi socio economica per la vita che per realizzarsi deve mobilitare il dinamismo costruttivo della finanza … il quale esiste solo in funzione della produttività di sistema. Siamo riusciti a visualizzare il primo collegamento intrinseco e ineliminabile tra le due educatività.

La conferma di questo collegamento lo abbiamo dalla formula che oggi chiamiamo IS-LM (PIL) che per poter funzionare non può fare a meno di sovrapporsi al “percorso rosso”.

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Illustrazione 3: L’educatività ( la qualità della trasmissione della vita organico-dinamica) si costruisce come ideoprassi organico dinamica. La sintesi socio economica per la vita mobilita il dinamismo costruttivo della finanza in funzione della produttività di sistema.


La causa formale che attua la produzione è la quantità di denaro oltre la povertà (>C)  che può essere spesa (propensione al consumo 1-b*[1-t])  investendo nel dinamismo sociale o privato [G+I] globalizzato in funzione della conservazione della capacità di produrre risorse (- i(δ+η)) attraverso operazioni finanziarie→ … La causa formale mobilita la qualità della vita dinontorganica e insieme la produzione (y) che la sostiene.

Causa materiale7 del “Nuovo PIL (y), cerchio blu, viene attuata

Il secondo percorso è evidenziato dalle frecce blu.

Il dinontorganismo come Assoluto in sé è invisibile, ma scrive Tommaso Demaria, risulta visibile8 una volta conosciuto l’Assoluto

«potremo pure trovarlo nascosto ma egualmente presente e operante anche nella fenomenologia e nell’agire politico-sociale contingente, intento a intessere quella invisibile trama che a un dato momento può scattare in un irresistibile e inarrestabile congegno»

Anche nel caso del circuito Blu manteniamo l’attenzione sui contenuti dei trascendentali. Lo possiamo individuare nel dinamismo politico che si incarna in modo universale nel mondo economico, per generare una prassi di trasmissione della vita della comunità familiare, e generare così un utile di sistema  in grado di stimolare la produttività di sistema.

Un esempio pratico è la COP 24 di Parigi, la conferenza mondiale in cui si è concordato di ridurre l’emissione di CO. Come possiamo osservare si tratta di un atto politico universale, che vuole modificare i dinamismi della globalizzazione socio-industriale per renderla adatta alla prassi di trasmissione della vita.  La prassi della trasmissione della vita ed essa sola può generare il dinamismo dell’utile di sistema  in grado, a sua volta, di dinamizzare la produttività industriale. Addirittura al 3% del PIL. … La presenza di un utile di sistema e della relativa produzione mantiene vivo il sistema politico-culturale che lo ha generato. La stessa questione dei gilet-gialli di Francia, quando ben studiata, mostra questo meccanismo.

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Causa efficiente del “Nuovo PIL (y), marron, produce:

La produttività di sistema oltre ad essere stimolata ha la funzione di attivare.

La forma dinamica non può generare la materia dinamica senza che questa costruisca sé stessa in funzione di un fine.

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Il dinamismo della produttività industriale (nel quadrato rosso Y) è causa efficiente della prassi di produzione aziendale →che risponde al bisogno di trasmissione della vita, →migliorando il rapporto qualità-prezzo socio-economico, →che attraverso il mercato sostiene la prassi costruttiva sociale ed attiva il PROFITTO microeconomico organico-dinamico (nel quadrato marron). Profitto aziendale che è appunto l’attivatore del piano fenomenico di (y).

Causa finale del “Nuovo PIL (y)”, cerchio verde, motivo verso cui:

La produttività industriale è anche il necessario attivatore della costruzione sociale che rappresenta il dinamismo finale, senza il quale la produttività cessa di esistere.
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In un certo senso questa attivazione rappresenta la causa finale della produttività. Attraverso l’attivazione del dinamismo produttivo verso sobrietà costruttiva → in grado di attivare la prassi costruttiva dell’impresa verso l’appartenenza delle parti alla comunità → e quindi la realizzazione dell’unica comunità socio-aziendale → in funzione della trasmissione della vita e della famiglia.

Riassumendo. La Produttività organico dinamica→ attuata dal PIL→ viene attuata dalla prassi di trasmissione della vita, →che attiva la prassi produttiva dell’impresa → orientandone la produttività economica verso il dinamismo comunitario socio economico. … proprio il dinamismo socio economico è il motivo di esistere dell’economia organico-dinamica.

Conclusione, struttura del particolare nell’essenza organico dinamica

Nella Realtà Storica dinamica l’assoluto produce la struttura trascendentale universale unificante, vitale e vitalmente operante. Attraverso questa struttura trascendentale le essenze particolari dell’ente di secondo grado si collegano ontologicamente tra loro generando reciprocamente la loro attivazione. Questo collegamento ontologico è possibile/necessario perché ogni singola essenza, per esempio l’economia industriale, fin dall’inizio non è pensabile a prescindere dalla presenza dell’uomo e quindi della famiglia che ne trasmetta l’esistenza.


1« La prassi realizza la forma, che potenzia la prassi; e la prassi così potenziata realizza un più alto livello di forma.» Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte ottava la prassi e le sue leggi, XXXIII Le leggi della prassi , § 7- Legge dell‘oggettivazione dinamica. n°/p. 396 .

2«Com’è stato accennato a suo tempo, la prassi vista a livello essenziale, e la forma trascendentale, appartengono ambedue alla causa formale della realtà umana esistenziale (e quindi anche della realtà sociale). E ne rappresentano come due fasi diverse: la fase attivo-passiva della prassi-forma; e la fase passivo-attiva della forma-prassi. » Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte ottava la prassi e le sue leggi, XXXIII Le leggi della prassi , § 7- Legge dell‘oggettivazione dinamica. n°/p. 396 .

3« L’Assoluto ideologico non è un’entità astratta che si collochi fuori della realtà e del mondo. Abbiamo già detto che è l’anima stessa dell’ideologia, la quale a sua volta è l’anima della prassi. L’Assoluto ideologico quindi risulta l’anima dell’anima della prassi, appunto perché è l’anima della stessa ideologia. Ed è tale, innanzitutto a livello di essenza. Non cercheremo dunque l’Assoluto ideologico nel feno­meno o nel contingente agire politico-sociale. Ma dobbiamo ricercarlo nell’essenza dell’ideologia, come anima, centro, motore della stessa anima di essa. Così facendo, potremo pure trovarlo nascosto ma egualmente presente e operante anche nella fenomenologia e nell’agire politico-sociale contingente, intento a intessere quella invisibile trama che a un dato momento può scattare in un irresistibile e inarrestabile congegno. »
Tommaso Demaria,4 L’IDEOLOGIA CRISTIANA,Costruire ,Bologna 1975, parte terza l’ideologia cristiana come ideologia dinontorganica, XVI Ideologia e assoluto ideologico , § 3- Assoluto ideologico e chiave ideologica. n°/p. 286-287 .

4«In effetti, tutta la realtà umana esistenziale è per sua intima natura ed esigenza, religiosa, educativa, morale, sociale, missionaria. Diciamo: «per sua intima natura», e cioè nella sua essenza di EDUC. Sotto questo profilo, le suddette formalità appaiono universali, necessarie, supreme, irriducibili. Appaiono tali tutte e cinque, ed esse sole. Risultano, in una parola, trascendentali dinamici, i quali hanno sempre valore metafisico essenziale, e non empirico, fenomenico. Si riferiscono cioè alla realtà umana esistenziale o realtà storica, vista nella sua essenza di EDUC, e vi appartengono.»
Tommaso Demaria, 5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte seconda interpretazione della realtà sociale, V Trascendentali dinamici e realtà sociale, § 8- Applicazione. n°/p. 62 .

5«Com’è stato accennato a suo tempo, la prassi vista a livello essenziale, e la forma trascendentale, appartengono ambedue alla causa formale della realtà umana esistenziale (e quindi anche della realtà sociale). E ne rappresentano come due fasi diverse: la fase attivo-passiva della prassi-forma; e la fase passivo-attiva della forma-prassi. La prassi realizza la forma, che potenzia la prassi; e la prassi così potenziata realizza un più alto livello di forma.» Tommaso Demaria,5 SINTESI SOCIALE CRISTIANA,Quaderni di Cultura e Formazione Sociale a cura dell’Istituto di Scienze Sociali del Pontificio Aten Torino 1957 [parte ottava la prassi e le sue leggi, XXXIII Le leggi della prassi , § 7- Legge dell‘oggettivazione dinamica. n°/p. 396 .

6Non è solo educatività dell’economia industriale ma anche del dinamismo scientifico -tecnico, prassi costruttiva dell’utile socio economico, della prassi costruttiva della qualità di sistema

7«Che poi la causa materiale interessi la forma è superfluo il dichiararlo, essendo essa in funzione della causa materiale. Ma lo è tramite le altre cause, sotto il cui dominio si trova in regime di solidarietà e collaborazione. La causa materiale dinamica infatti è già essa stessa ente di secondo grado, e dunque non materia puramente passiva, ma solidale e collaborante con le altre cause dinamiche, in funzione recettiva o anche veicolare di forma, poiché la recettività e la veicolarità della forma sono appunto le due caratteristiche della causa materiale dinamica.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975 [,[ [ III Forma metafisica e formalità trascendentali [ , § 2 – Forma e materia n°/p. 70 ].

8« L’Assoluto ideologico non è un’entità astratta che si collochi fuori della realtà e del mondo. Abbiamo già detto che è l’anima stessa dell’ideologia, la quale a sua volta è l’anima della prassi. L’Assoluto ideologico quindi risulta l’anima dell’anima della prassi, appunto perché è l’anima della stessa ideologia. Ed è tale, innanzitutto a livello di essenza. Non cercheremo dunque l’Assoluto ideologico nel feno­meno o nel contingente agire politico-sociale. Ma dobbiamo ricercarlo nell’essenza dell’ideologia, come anima, centro, motore della stessa anima di essa. Così facendo, potremo pure trovarlo nascosto ma egualmente presente e operante anche nella fenomenologia e nell’agire politico-sociale contingente, intento a intessere quella invisibile trama che a un dato momento può scattare in un irresistibile e inarrestabile congegno. »
Tommaso Demaria,4 L’IDEOLOGIA CRISTIANA,Costruire ,Bologna 1975, parte terza l’ideologia cristiana come ideologia dinontorganica, XVI Ideologia e assoluto ideologico , § 3- Assoluto ideologico e chiave ideologica. n°/p. 286-287 .

La Chiesa necessita del Modello di Sviluppo Globale

Non è possibile per chiunque pensare alla Chiesa e nel contempo escludere la presenza di quello che il papa chiama “ Modello di sviluppo globale” (socio-economico) e che Tommaso Demaria definisce invece ideoprassi dinontorganica.

Le due cose sono in relazione ontologica tanto che ammessa l’una automaticamente viene ammessa anche l’altro. La chiave di questa ultima affermazione si trova nella caratteristica di Universalità e Organicità dei principi che fondano la Dottrina Sociale Cristiana 1

Il percorso di verifica è semplice e lineare:

Fondamento della necessità del modello per la Dottrina Sociale Cristiana

  1. L’UNIVERSALITÀ dei princìpi li estende come parte di ogni agire umano laico, pena non essere princìpi,
  2. e questa unica razionalità imposta dalla DSC ad ogni agire configura un UNICO TIPO di sviluppo socio economico ambientale.

Fondamento organicità del modello socio-economico-ambientale

  1. Per l’identità con i princìpi della DSC, il modello di sviluppo mantiene lo stesso fondamento della dottrina sociale cristiana: la storicizzazione di Dio nel Mondo (amore di Dio e del prossimo e nella giustizia).
  2. Poiché Dio ontologicamente coincide con Vita-in-quanto-tale, la costruzione del modello imposto dall’universalità dei princìpi della DSC deve essere in direzione organica.

Queste semplici ma inoppugnabili correlazioni costituiscono anche una sfida all’intelligenza del Modello di sviluppo, per esempio nella sua consistenza di ente, oppure nel rapporto tra “caritas” e azione di Dio nel modello2. Non sono questi gli obbiettivi della comunicazione per cui per questi approfondimenti inviamo il lettore curioso ai testi “ontologia realistico dinamica”, “metafisica della Realtà storica” e “la Realtà storica come superorganismo dinamico” o su testi analoghi presenti anche sul Web all’indirizzo http://www.organismodinamico.it/opere-fondamentali/

Il Tipo è costituito dalla logica oggettiva interna che anima il dinamismo essenziale

Occorre un nuovo modello di sviluppo, quindi già storicizzato non è.3 Occorre un dinamismo che incarni i “nuovi” princìpi all’interno del costruirsi della realtà storica. Dove vanno posti??

Devono sostituire gli attuali criteri di sviluppo con criteri di sviluppo vitali e vitalmente operanti conosciuti tecnicamente come trascendentali dinamici4. Il criterio di sviluppo dell’agire che costruisce un organismo (essenziale) costituisce e contiene la logica oggettiva interna del rispettivo Tipo di società.

Questa capacità di contenere una identica logica costruttiva configuri una differenza tra azione dei trascendentali dinamici nella costruzione del Mondo e DSC . C’è infatti differenza conclamata dal fatto che la Chiesa con la sua DSC c’è da migliaia di anni mentre il modello di sviluppo è “nuovo”.

La sintesi ontico salvifica tra il Tipo Dinontorganico e i princìpi della DSC

In che modo la costruzione di un tipo di società organico-dinamica e princìpi della Dottrina Sociale Cristiana sono “correlati e distinti”?

I trascendentali/princìpi sono tra di loro correlati tramite in un unico ciclo costruttivo (ontico) e di controllo (salvificoCiclo,Ontico&Salvifico) ed è il lato salvifico che determina l’essere5 come organico.

Viceversa accade nella Chiesa, dove il ciclo primario è salvifico accompagnato da un ciclo di controllo ontico … .

La concretizzazione avviene necessariamente in un modello globale cristiano

Il tipo dinontorganico non è reale sono criteri di sviluppo che non esistono senza l’azione che gli incarni, in una parola il tipo esiste solo come Modello. Ogni qualsiasi modello modello di sviluppo cristiano nasce perciò così …. dal Tipo, dai princìpi della DSC accompagnati dai princìpi costruttivi della Realtà storica

1«160 I principi permanenti della dottrina sociale della Chiesa 341 costituiscono i veri e propri cardini dell’insegnamento sociale cattolico: si tratta del principio della dignità della persona umana — già trattato nel capitolo precedente — nel quale ogni altro principio e contenuto della dottrina sociale trova fondamento,342 del bene comune, della sussidiarietà e della solidarietà. Tali principi, espressione dell’intera verità sull’uomo conosciuta tramite la ragione e la fede, scaturiscono « dall’incontro del messaggio evangelico e delle sue esigenze, che si riassumono nel comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo e nella giustizia, con i problemi derivanti dalla vita della società »..» Chiesa Cattolica,Compendio della Dottrina Sociale Cristiana,Libreria Editrice Vaticana Roma 2004 [PARTE PRIMA,[ [ PARTE PRIMA I PRINCIPI DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA [ , § I. SIGNIFICATO E UNITÀ n°/p. 160 http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html].

2Vedi “Cristo Forma” in “Scritti Teologici inediti” di Tommaso Demaria curato da Mauro Mantovani e Roberto Roggero https://www.editricelas.it/shop/scritti-teologici-inediti/

3«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».[137] Non basta conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso. D’altra parte, molte volte la qualità reale della vita delle persone diminuisce – per il deteriorarsi dell’ambiente, la bassa qualità dei prodotti alimentari o l’esaurimento di alcune risorse – nel contesto di una crescita dell’economia. In questo quadro, il discorso della crescita sostenibile diventa spesso un diversivo e un mezzo di giustificazione che assorbe valori del discorso ecologista all’interno della logica della finanza e della tecnocrazia, e la responsabilità sociale e ambientale delle imprese si riduce per lo più a una serie di azioni di marketing e di immagine.» Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE,[ [ IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA [ , § n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

4http://www.organismodinamico.it/?s=trascendentali+dinamici

5«La chiave della soluzione sta nella ormai risaputa bivalenza dell’Assoluto come forma dinamica religiosa, il cui valore è appunto ontico e salvifico nello stesso tempo. La sua valenza ontica lo pone come specifico e determinante elemento dottrinale. La sua valenza salvifica, lo pone come supremo dogma religioso, o antireligioso.» Tommaso Demaria,2 METAFISICA DELLA REALTA’ STORICA,Costruire Bologna 1975 [,[ [ VI La scelta teologica come scelta metafisica [ , § 3 – La scelta teologica come atto di fede n°/p. 185 ].

D’Aquino vs Demaria

Da parte dei filosofi tomisti c’è uno scontro automatico, quasi un  “ribrezzo” del realismo dinamico, “ribrezzo” che ha la sua origine profonda nelle  cause dell’essere.

Le cause dell’essere

Il superamento della metafisica aristotelica prodotta da S. Tommaso nasce da un punto piccolissimo e nuovo che entra a costituire la sua ontologia: “L’esistenza non me la sono data da me!

Scrive infatti Tommaso D’Aquino.

Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile. E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).”1

Ad un lettore molto disattento Tommaso Demaria sembra affermare esattamente il contrario e proprio per questo uscire dal Tomismo .

Scrive infatti Tommaso Demaria circa la causa efficiente:

«Ma per l’ente dinamico è il rovescio. La causa efficiente dell’ente dinamico come tale, è perciò causa dinamica anch’essa, è intrinseca all’ente dinamico stesso.2»

SEMBRA che tra Tommaso Demaria e Tommaso D’Aquino vi sia uno scontro più che un incontro, ma non è così. Per comprendere la differenza che consente l’unità metafisica occorre aver presente la struttura essenziale realista.

Essenza archetipa, reale.

EssenzaArchetipa&RealeLa distinzione tra i diversi principi costitutivi dell’essenza è semplice e intuitivo: basta osservare un casa costruita dove essi coincidono, e una casa in costruzione dove essi sono ancora distinti. EsssenzaReale+EssenzaArchetipaOsservando la casa durante la costruzione vedo bene che si sta costruendo una casa ma l’essenza reale ( la sua storicizzazione) non è ancora presente in modo completo. Partendo da questo esempio possiamo generalizzare dicendo che l’ente da costruirsi ha un’essenza archetipa, mentre la sua presenza nel reale è appunto l’essenza reale. La presenza nel reale di archetipa&reale determina l’essere.

Differenti riferimenti, unità reale

I due autori si riferiscono a due princìpi costitutivi diversi diversi dell’essenza.

Tommaso D’Aquino si riferisce all’essenza archetipa che si può definire così

«L’essenza archetipa così intesa potrebbe pertanto venire definita così: id quo in mente Dei Creatoris …»3

e in questo caso nei confronti della causa efficiente dell’essenza archetipa essa può essere solo esterna.

Tommaso Demaria invece si riferisce all’essenza reale :

«Ed è a tale ente che diamo precisamente il nome di ente dinamico, definendolo tecnicamente così: l’ente dinamico è l’ente la cui essenza (reale) ancora non è ma attivisticamente si fa ( ens cuius essentia activistice fit).»4

Non c’è quindi contraddizione ontologica tra Tommaso Demaria e Tommaso D’Aquino: anche nell’ente dinamico la causa efficiente dell’essenza archetipa  è esterna.

Nessuna differenza.

L’essenza archetipa del dinamismo essenziale è l’organismo

E qual è quell’ente la cui essenza archetipa  è generata da una  causa incausata ma la cui essenza reale si storicizza per propria virtù?

Ontologicamente può essere solo l’organismo in quanto tale, perché storicizzarsi per propria virtù corrisponde ad  essere vivi e autocostruirsi, o nell’esistenza o  nell’essenza reale. Vivi come la Vita che ci ha creato. Ma questa è un’altra storia in cui la vita entra a titolo proprio nell’universo5 ontologico, una storia bella ma troppo lunga da raccontare.

«…. Muovendo dalle cose create, l’uomo giunge alla conoscenza dell’esistenza di Dio, ma gli rimane il desiderio di conoscerne la natura. Per vedere Dio è necessario che la sua stessa essenza diventi forma dell’intelletto. Solo il lume della gloria dà l’accesso alla «società dei beati contemplatori di Dio» 1. Apocalisse, 21.23. 2. Prima lettera di Giovanni, 3.2. lume o luce. E questa è la luce, della quale si dice: «la gloria di Dio l’ha illuminata»1 , cioè la società dei beati contemplatori di Dio. In forza di questa luce i beati diventano deiformi, cioè simili a Dio, secondo il detto della sacra Scrittura: «quando [Dio] si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è» .»6

La sua stessa essenza ( la Vita) deve diventare forma dell’intelletto ( la vita).

19.4 la distinzione fra essenza ed esistenza

1. Comprendere un’essenza significa cogliere gli elementi che la caratterizzano. Dunque, tutto ciò che non è necessario per comprendere l’essenza è un qualcosa che le si aggiunge dall’esterno e che entra in composizione con essa.

E’ possibile invero pensare una essenza e contemporaneamente non sapere nulla circa la sua effettiva esistenza: posso infatti capire cosa sia un uomo o una fenice e tuttavia ignorare se nella realtà esistano davvero. E’ pertanto evidente che l’esistenza è qualcosa di diverso dall’essenza, tranne che nel caso di un ente la cui essenza coincida con l’esistenza, ma di un tal genere può essercene uno soltanto, cioè il primo ente in assoluto….

Le proprietà di un ente o derivano dai princìpi propri della sua natura, come per l’uomo la capacità di ridere, o dipendono da un qualcosa di esterno, come la luce nell’aria dipende dall’influsso del sole. Non è però possibile che l’esistenza stessa dipenda dalla forma o dall’essenza di un ente come da causa efficiente, perché così un ente risulterebbe essere causa di sé stesso e produrrebbe la propria esistenza, il che è impossibile. E’ pertanto necessario che tutte queste realtà in cui l’esistenza è distinta dalla propria natura ricevano tale esistenza da un principio esterno (ab alio).

Poiché ciò che esiste in virtù d’altri implica un riferimento a ciò che esiste di per sé stesso come alla causa prima, è necessario che esista qualcosa che, in quanto esiste di per sé, sia causa dell’esistenza di tutto, viceversa nel risalire di causa in causa si finirebbe col procedere all’infinito….

da S. Tommaso d’Aquino, De ente et essentia, Ed. Marietti

» S. Tommaso d’Aquino,Introduzione alla filosofia-testi-,I.S.S.R. SAN PIETRO MARTIRE VERONA Verona 2015, 9, 9 Filosofia e Teologia. La Scolastica , § 9.4 la distinzione fra essenza ed esistenza n°/p. ].

2Tommaso Demaria, Realismo Dinamico, Parte seconda: La realtà Storica come ente dinamico, Capitolo 6 Causa efficiente e finale, pag. 49

3 Tommaso Demaria,1 ONTOLOGIA REALISTICO DINAMICA,Costruire Bologna 1975 [parte seconda ‘dell’ente dinamico,[ [ I Ente dinamico ed ontologia [ , § 3 – Essenza archetipa, reale e concettuale n°/p. 163 ].

4«Si tratta di un dato di esperienza di importanza eccezionale. Il coglierlo, senza vanificarlo o equivocarle, ci porta alla scoperta della categoria ontologica che cercavamo: la categoria dell’ente dinamico. Con la casa in costruzione ut sic, ci troviamo di fronte all’ente che ancora non è già bell’e fatto, ma si fa attivisticamente nel tempo e nello spazio fin nell’intimo del suo essere e cioè nella sua stessa essenza reale. Ed è a tale ente che diamo precisamente il nome di ente dinamico, definendolo tecnicamente così: l’ente dinamico è l’ente la cui essenza (reale) ancora non è ma attivisticamente si fa ( ens cuius essentia activistice fit).» Tommaso Demaria,De Ecclesia,Pontificium Athenaeum Salesianum Torino 1961 [PER UNA ECCLESIOLOGIA ORGANICA,[ [ IV ORGANISMO STORICO E REALISMO DINAMICO [ , § 3. Ente dinamico e realtà storica. n°/p. 354 http://www.organismodinamico.it/wp-

5«Così la vita fa il suo ingresso ufficiale nella metafisica dell’essere creato appartenente al nostro universo. E lo fa, a titolo dell’essere che le è proprio e a cui appartiene essa stessa: e cioè a titolo dell’organismo, e non più come una appendice cosmica della sostanza. Sarà un ingresso inoltre che pone lo stesso organismo al suo giusto posto nel sistema metafisico dell’essere, che è appunto quello che precede la divisione dell’ente creato in statico e dinamico.» Tommaso Demaria,3 LA REALTA’ STORICA COME SUPERORGANISMO DINAMICO,Costruire Bologna 1975 [,[ [ I Teoria dell’organismo [ , § 6 – Sbocco metafisico dell‘organismo n°/p. 38 – 39 ].

6 S. Tommaso d’Aquino, Lezioni di storia della filosofia- Summa Tologiae, Zanichelli Bologna 2010[La Filosofia Scolastica,41 Se l’intelletto creato per vedere l’essenza di Dio necessiti di un qualche lume creato, § p. ].

Metafisica realistico dinamica dinontorganica con particolare riferimento alla Dottrina Sociale Cristiana

Dal Joint Project PReSI alle Tecnoscienze  Sviluppi e Applicazioni della Metafisica Realistico Dinamica Iniziative in corso e prospettive (Verona 5 maggio 2018)

Di Roberto RoggeroRobertoRoggero1

Ho conosciuto Tommaso Demaria perché mio fratello Piergiorgio  mi ha parlato di tale Tommaso Demaria. Ho frequentato il Centro Toniolo di Verona con don Gino Oliosi e Gaetano Peretti, Gaetano Bellorio, Stefano Fontana, … e il prof. Tommaso Demaria ovviamente. Ho scoperto  così, quarant’anni fa, che esisteva una terza via.

La mia gioventù era un’epoca di contrapposizione marxismo e capitalismo, per cui parlando di terza via  ero l’unico cretino che “prendeva parole” da entrambi gli schieramenti.

Sono un “Ontotecnico” (nome che mi ha dato Luca al momento della sua laurea ossia mi occupo di creare strumenti ontologici per uso “quotidiano”), non ho nessun interesse teologico, solo cerco di applicare alla mia vita laica la metafisica realistico dinamica. Per me il problema non era la religione, quella allora la si dava per assodata e regolata dal catechismo, il problema era ed  è la terza via  da applicare via via alla  Parrocchia, Pallacanestro, Costruzione dispositivi medici, Riabilitazione, Insegnamento, Auditor di sistema e Politica.

Tuttavia, ad un certo punto della mia vita le cose sono cambiate perché alla morte di Demaria qualcuno lo doveva sostituire … .DEMARIACdx

La sostituzione è una faccenda complessa, è come morisse Aristotele, non c’è nessuno alla sua altezza. Per quel che mi riguarda sono fissato con l’aspetto pratico della questione,   io Luca ( ora Dr. Cipriani) abbiamo scritto perciò (ed illustrato) un primo testo da presentare agli incontri romani del FAC.

Quella dell’”animatore” doveva essere una situazione provvisoria ma, come spesso succede,  alla fine sono rimasto prigioniero della metafisica realistico integrale e studiando la terza via dal punto di vista metafisico mi sono accorto di  continui richiami intrinseci alle logiche del vangelo.

Per esempio leggendo il vangelo scopriamo che il dinamismo essenziale della persona è spiegato perfettamente dalla parabola dei talenti, … l’aiuto reciproco dall’amore del prossimo …  l’unità tra persona e modello-tipo di sviluppo  corrisponde alla vite ed i tralci … Sia che si voglia costruire un’azienda, sia che si voglia essere cristiano quella logica lì la devo comunque usare … . Un “disturbo teologico” ma che con l’andar del tempo è diventato così  invadente da diventare utile …

Attorno al 2000 (in quegli anni insegnavo), per esempio, ho scritto  il testo  “L’uomo infinito”, come testo di studi per  studenti di Sistemi di Qualità che ha due versioni

  • una per atei, senza riferimenti al cristianesimo, solo struttura logico- metafisica-esperienziale
  • una per cristiani anche con riferimenti a passi biblici

La metafisica realistico integrale è scienza

La scienza metafisica è razionalità oggettiva non opinione o atto di fede; la metafisica come scienza  non inventa nulla, scopre: percepisce e  adegua costantemente  la sua percezione al reale.

Il suo sviluppo è tutto razionale: A=A, A≠B, tertium non datur. Per cui posto il punto di partenza A tutto va di conseguenza.
Se A=B e B=C allora C=A

Come mai questa continua sovrapposizione con il cristianesimo? Dal mio punto di vista era un po’ seccante. Mi sentivo un po’ “basabanchi” invece che scienziato.

La radice metafisico-teologica

Cosa hanno in più i cristiani  dei mussulmani o dei buddisti ?

Tutti siamo credenti ma “Il cristianesimo è la religione vera!” Affermazione da sparapanzarsi dal ridere. Se la religione si fonda esclusivamente su un atto di fede, il mio atto di fede vale quanto il tuo! Risultato: NON può esistere alcuna  religione oggettivamente vera.

Affermazione che  in sé sembra ineccepibile. Però, questa affermazione era  anche di  Demaria, persona onestissima e santa. … Come mai lo sosteneva?

La metafisica realistico integrale è una scienza coerente con il punto di partenza e abbiamo visto che è una scienza rocciosa (fondata sulla roccia).

Il punto di partenza di tutta la metafisica realistico integrale è che non mi sono dato la mia esistenza. Se lo avessi fatto sarei come Dio, sarei esistente da sempre e ovviamente non è così (san Tommaso).

Quindi con un atto di  ragione devo ammettere la presenza di qualcun altro che all’atto della creazione era vivo da sempre e “mi” ha creato …

Interessante quel “mi ha creato” perché la creazione è un’azione cosciente …  il pensiero razionale può fondarsi solo quando ammette che la Vita fonda tutto, perché era prima di ogni cosa creata. In questo caso  Vita  va scritta in maiuscolo perché “Vita in quanto tale”.

Ne segue che la Vita in quanto tale, ossia la consideriamo nella sua  Razionalità Interna Oggettiva, è il fondamento  necessario alla metafisica realistico integrale, scienza assolutamente razionale e coerente nella sua esplicitazione.

Però la Razionalità della Vita così considerata è anche il Logos! Logos che noi conosciamo come sorgente dell’intero Vangelo[1] col nome di Cristo (Civ). In 1Gv 1:2 è testualmente spiegato che quello che noi cristiani  testimoniamo è il  Verbo. “ la vita che si è fatta visibile”.[2]

Poiché entrambe le scienze si fondano sulla vita ne segue che nel cristianesimo ragione e fede si baciano: La religione Cristiana è l’unica religione metafisicamente vera perché una cosa non posiamo negare: sono vivo e la Vita in quanto Tale è necessaria alla mia ragione.

Per questo legame indissolubile  l’affermazione iniziale che affermava il cristianesimo come religione metafisicamente vera è corretta.

Se è vera la metafisica realistico integrale è vera anche la religione cristiana, l’una senza l’altra non può esistere perché la metafisica del reale impasta l’universo. La vita è necessaria alla ragione umana che “scopre” senza inventare l’universo e in questo senso la metafisica realistico integrale è ancilla ma in senso ontologico.

Con un immagine possiamo dire che Metafisica realistico dinamica e Metafisica-teologiateologia sono due piramidi che hanno in comune lo stesso vertice

Un identico fondamento (la Vita scritta in maiuscolo) e metodo e  un oggetto analogo,  portano le due scienze a coincidere nella logica delle rispettive conclusioni. Con una differenza

La metafisica realistico dinamica esplicita la vita nell’ente creato materiale che possiede  la vita (od organismo considerato in sé stesso).

La teologia esplicita la Vita  nel dato rivelato dell’ente increato operata da Cristo.

Metafisica dinamica o metafisica dei criteri di sviluppo

Ecco spiegato come mai tra i piedi avevo tutte quelle coincidenze quando studiavo la Realtà Storica: si trattava sempre della vita, maiuscola o minuscola che fosse.

Ma io sono rimasto sempre l’”ontotecnico Roberto” quello che cerca come realizzare  il nuovo modello di sviluppo e dopo queste prime  considerazioni  è ovvio che la terza via deve avere al centro, anzi può discendere solo dalla costruzione della vita. Ma come si fa a calare nella pratica l’organicità (= la vita creata)?

Innanzitutto va costruita attraverso l’azione umana ma non più casuale. Vanno scelti nuovi criteri di sviluppo per il nostro agire di umanità. È necessario che la logica della costruzione organica si trovi nei princìpi che regolano la  costruzione del concreto.

Trascendentali dinamici

Che cosa presiede la costruzione del concreto?

Nel mondo normale per costruire si usano strumenti che si chiamano  criteri di sviluppo, mentre nella Chiesa si parla di Princìpi della Dottrina Sociale Cristiana.

Un nome comune a entrambe le realtà è il nome metafisico di trascendentali dinamici: essi incarnati nella Chiesa  prendono il nome di Princìpi e invece incarnati in  Modello di sviluppo socio economico[3] prendono il nome di Criteri di sviluppo.

Ovviamente, vista l’identica radice nella Vita, princìpi e criteri di sviluppo hanno la stessa struttura e contenuto, ma con carattere diverso: salvifico-ontico[4] per la chiesa e ontico-salvifico per il modello.

5 Princìpi per la Dottrina Sociale Cristiana

Da “Compendio della Dottrina sociale cristiana” ricaviamo quali sono i princìpi fondanti

«160 I principi permanenti della dottrina sociale della Chiesa  costituiscono i veri e propri cardini dell’insegnamento sociale cattolico: si tratta  del principio della dignità della persona umana — già trattato nel capitolo precedente — nel quale ogni altro principio e contenuto della dottrina sociale trova fondamento,‚ del bene comune, ƒ della sussidiarietà e „della solidarietà. Tali principi, espressione dell’intera verità sull’uomo conosciuta tramite la ragione e la fede, scaturiscono « dall’incontro del messaggio evangelico e delle sue esigenze, che si riassumono nel … comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo e nella giustizia, con i problemi derivanti dalla vita della società ».343

 

5 criteri di sviluppo trascendentali utilizzati per la terza via

Riassumiamo qui quali sono i trascendentali dinamici utilizzati dal modello dinontorganico (non da quello marxista o consumista)

Educatività: autocostruzione della persona (preparazione a vivere ed agire)

Moralità: norma costruttiva per il bene comune

Socialità: autoattivazione della costruzione dell’unità nel Nuovo modello (costruzione di una convivenza funzionale)

Missionarietà: norma costruttiva organica del modello in funzione della costruzione di un tutto funzionale all’autoattivazione organica delle parti

Religiosità: dinontorganismo

Il confronto sinottico rivela l’analogia[5]

Trascendentali di un modello di sviluppo Princìpi della dottrina sociale cristiana
Educatività: autocostruzione della persona (preparazione a vivere ed agire)

 

 del principio della dignità della persona umana

 

Moralità: norma costruttiva per il bene comune

 

‚ del bene comune,

 

Socialità: autoattivazione della costruzione dell’unità nel Nuovo modello (costruzione di una convivenza funzionale)

 

„della solidarietà

 

Missionarietà: norma costruttiva organica del modello in funzione della costruzione di un tutto funzionale all’autoattivazione organica delle parti

 

ƒ della sussidiarietà

 

Religiosità: sintesi ripetitrice dell’assoluto costruttore della vita ( organico-dinamico o dinontorganico)

 

… comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo

Possiamo concludere così come  fa il  Compendio della Dottrina Sociale cristiana al n° 262

L'attività umana di arricchimento e di trasformazione dell'universo può e deve far emergere le perfezioni in esso nascoste, che nel Verbo increato hanno il loro principio e il loro modello.

 

Da trascendentali a scienza

I princìpi  sono princìpi, ossia non bastano, perché  per entrare in Ideoprassiologoazione necessitano di essere  incarnati nelle scienze e tecniche a valore essenziale, ossia attive e necessarie per la costruzione del sociale. Il mondo globalizzato, proprio per la sua globalizzazione dinamica, si può costruire solo sulla ragione e sulla scienza e tecnica. E da questa scienza  passano poi nelle azioni individuali.

Galileo aveva ragione!

Poiché i princìpi si incarnano nella scienza è facile darsi conto che Galileo Galilei aveva ragione

«La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamenteGalileo_Galilei_1 ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si intendere se prima non si impara a intender la lingua e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica[6]

Conclusione  con Benedetto XVI (Spe salvi)

«Per noi che guardiamo queste figure, questo loro agire e vivere è di Benedetto_XVI,sedutofatto una «prova» che le cose future, la promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza: Egli è veramente il «filosofo» e il «pastore» che ci indica che cosa è e dove sta la vita.»[7]

Grazie della vostra attenzione.

 

 

 

«104. Il pensiero filosofico è spesso l’unico terreno d’intesa e di dialogo con chi non condivide la nostra fede. Il movimento filosofico contemporaneo esige l’impegno attento e competente di filosofi credenti capaci di recepire le aspettative, le aperture e le problematiche di questo momento storico. Argomentando alla luce della ragione e secondo le sue regole, il filosofo cristiano, pur sempre guidato dall’intelligenza ulteriore che gli dà la parola di Dio, può sviluppare una riflessione che sarà comprensibile e sensata anche per chi non afferra ancora la verità piena che la Rivelazione divina manifesta. Tale terreno d’intesa e di dialogo è oggi tanto più importante in quanto i problemi che si pongono con più urgenza all’umanità — si pensi al problema ecologico, al problema della pace o della convivenza delle razze e delle culture — trovano una possibile soluzione alla luce di una chiara e onesta collaborazione dei cristiani con i fedeli di altre religioni e con quanti, pur non condividendo una credenza religiosa, hanno a cuore il rinnovamento dell’umanità. Lo ha affermato il Concilio Vaticano II: « Per quanto ci riguarda, il desiderio di stabilire un dialogo che sia ispirato dal solo amore della verità e condotto con la opportuna prudenza, non esclude nessuno: né coloro che hanno il culto di alti valori umani, benché non ne riconoscano ancora la Sorgente, né coloro che si oppongono alla Chiesa e la perseguitano in diverse maniere ». (126) Una filosofia, nella quale risplenda anche qualcosa della verità di Cristo, unica risposta definitiva ai problemi dell’uomo, (127) sarà un sostegno efficace per quell’etica vera e insieme planetaria di cui oggi l’umanità ha bisogno.»   Giovanni Paolo II, Fides et ratio,Libreria Editrice Vaticana  Roma 1998 ,  CONCLUSIONE    , §  n°/p..

http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_14091998_fides-

[1] «Giovanni con ciò ci ha donato la parola conclusiva sul concetto biblico di Dio, la parola in cui tutte le vie spesso faticose e tortuose della fede biblica raggiungono la loro meta, trovano la loro sintesi. In principio era il Logos, e il Logos è Dio, ci dice l’evangelista. »
Benedetto XVI,VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A MÜNCHEN, ALTÖTTING E REGENSBURG (9-14 SETTEMBRE 2006) INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI DELLA SCIENZA DISCORSO DEL SANTO PADRE Aula Magna dell’Università di Regensburg Martedì, 12 settembre 2006, Libreria Editrice Vaticana Roma 2006 ,  Fede, ragione e università. Ricordi e riflessioni.    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg_it.html.].

[2] 1Gv1:1 Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita 2 (poiché la vita si è fatta visibile, noi l’abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), 3 quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. 4 Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.

[3] «42. Talvolta nei riguardi della globalizzazione si notano atteggiamenti fatalistici, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volontà umana [102]. È bene ricordare a questo proposito che la globalizzazione va senz’altro intesa come un processo socio-economico, ma questa non è l’unica sua dimensione. Sotto il processo più visibile c’è la realtà di un’umanità che diviene sempre più interconnessa; essa è costituita da persone e da popoli a cui quel processo deve essere di utilità e di sviluppo [103], grazie all’assunzione da parte tanto dei singoli quanto della collettività delle rispettive responsabilità. Il superamento dei confini non è solo un fatto materiale, ma anche culturale nelle sue cause e nei suoi effetti. Se si legge deterministicamente la globalizzazione, si perdono i criteri per valutarla ed orientarla. Essa è una realtà umana e può avere a monte vari orientamenti culturali sui quali occorre esercitare il discernimento. La verità della globalizzazione come processo e il suo criterio etico fondamentale sono dati dall’unità della famiglia umana e dal suo sviluppo nel bene. Occorre quindi impegnarsi incessantemente per favorire un orientamento culturale personalista e comunitario, aperto alla trascendenza, del processo di integrazione planetaria.»   Benedetto XVI,CARITAS IN VERITATE,Libreria Editrice Vaticana Roma 2009 [,[    [   4. Capitolo terzo [    , § 4.FRATERNITÀ, SVILUPPO ECONOMICO E SOCIETÀ CIVILE n°/p.  http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html].

«194. Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di «cambiare il modello di sviluppo globale», [136] la qual cosa implica riflettere responsabilmente «sul senso dell’economia e sulla sua finalità, per correggere le sue disfunzioni e distorsioni».[137] Non basta conciliare, in una via di mezzo, la cura per la natura con la rendita finanziaria, o la conservazione dell’ambiente con il progresso. Su questo tema le vie di mezzo sono solo un piccolo ritardo nel disastro. Semplicemente si tratta di ridefinire il progresso. Uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso..»   Francesco,Laudato Sii,Libreria Editrice Vaticana Roma 2015 [5-ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE,[    [   IV POLITICA ED ECONOMIA IN DIALOGO PER LA PIENEZZA UMANA [    , §  n°/p. 58-59 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.pdf].

 

[4] «…..persone si sono opposte allo strapotere dell’ideologia e dei suoi organi politici, e, mediante la loro morte, hanno rinnovato il mondo. Essa si è mostrata soprattutto nelle grandi rinunce a partire dai monaci dell’antichità fino a Francesco d’Assisi e alle persone del nostro tempo che, nei moderni Istituti e Movimenti religiosi, per amore di Cristo hanno lasciato tutto per portare agli uomini la fede e l’amore di Cristo, per aiutare le persone sofferenti nel corpo e nell’anima. Lì la nuova « sostanza » si è comprovata realmente come « sostanza », dalla speranza di queste persone toccate da Cristo è scaturita speranza per altri che vivevano nel buio e senza speranza. Lì si è dimostrato che questa nuova vita possiede veramente « sostanza » ed è una « sostanza » che suscita vita per gli altri. Per noi che guardiamo queste figure, questo loro agire e vivere è di fatto una « prova » che le cose future, la promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza: Egli è veramente il « filosofo » e il « pastore» che ci indica che cosa è e dove sta la vita.»   Benedetto XVI, Spe Salvi,Libreria Editrice Vaticana Roma 2007, Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva, § Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva n°8.

[5] «262 L’attività umana di arricchimento e di trasformazione dell’universo può e deve far emergere le perfezioni in esso nascoste, che nel Verbo increato hanno il loro principio e il loro modello. Gli scritti paolini e giovannei, infatti, mettono in luce la dimensione trinitaria della creazione e, in particolare, il legame che intercorre tra il Figlio-Verbo, il « Logos », e la creazione (cfr. Gv 1,3; 1 Cor 8,6; Col 1,15-17). Creato in Lui e per mezzo di Lui, redento da Lui, l’universo non è un ammasso casuale, ma un «cosmo»,574 il cui ordine l’uomo deve scoprire, assecondare e portare a compimento: « In Gesù Cristo il mondo visibile, creato da Dio per l’uomo — quel mondo che, essendovi entrato il peccato, “è stato sottomesso alla caducità” (Rm 8,20; cfr. ibid., 8,19-22) — riacquista nuovamente il vincolo originario con la stessa sorgente divina della Sapienza e dell’Amore ».575 In tal modo, ossia mettendo in luce, in progressione crescente, « le imperscrutabili ricchezze di Cristo » (Ef 3,8) nella creazione, il lavoro umano si trasforma in un servizio reso alla grandezza di Dio.»   Chiesa Cattolica,Compendio della Dottrina Sociale Cristiana,Libreria Editrice Vaticana Roma 2004 [PARTE SECONDA,[    [   PARTE SECONDA IL LAVORO UMANO [    , § I. ASPETTI BIBLICI n°/p.  http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html].

[6] Galileo Galilei,Introduzione alla filosofia,ISSR san Pietro martire Verona 2015 [,[    [   10.2 La rivoluzione scientifica. G. Galilei [    , § 10.2.2 La filosofia è scritta nel libro della natura in caratteri matematici n°/p. 62 ].

 

[7] Benedetto XVI, Spe Salvi, Libreria Editrice Vaticana Roma 2007 ,
Il concetto di speranza basata sulla fede nel Nuovo Testamento
e nella Chiesa primitiva , § Il concetto di speranza basata sulla
fede nel Nuovo Testamento e nella Chiesa primitiva n°8  ].